MUMAKIL – Furia elvetica

Pubblicato il 26/09/2013 da

Napalm Death e Brutal Truth sono il vostro pane quotidiano e non conoscete ancora l’operato Mumakil? Male, molto male! Da circa un decennio il quartetto ginevrino terrorizza i palchi di mezzo mondo grazie al suo violentissimo grindcore e quest’anno è finalmente tornato alla ribalta con “Flies Will Starve”, secondo disco su Relapse dopo il massacrante “Behold The Failure” del 2009. Con la speranza di vederli presto devastare la nostra amata penisola, ecco a voi l’intervista rilasciata ai microfoni di Metalitalia.com!

Mumakil - band 2013 - intervista

CIAO RAGAZZI, BENVENUTI SU METALITALIA.COM! QUESTA E’ LA VOSTRA PRIMA INTERVISTA PER IL NOSTRO SITO, VI ANDREBBE DI FARE UNA BREVE PRESENTAZIONE DELLA BAND?
“Certo! I Mumakil sono stati fondati nel 2004 da Jéjé (ex-Nostromo), Seb (ex-Deceit), Tom (ex-Stump Fucking) e Taverne (ex-Knut). All’inizio la nostra sola intenzione era quella di divertirci assieme, niente più… Non avremmo mai immaginato di firmare per Relapse e diventare un ‘punto di riferimento’ all’interno del genere. Oggi la line-up è un po’ cambiata: Benji (ex-Stump Fucking) suona al posto di Taverne e Kevin (Benighted, Disavowed) al posto di Seb”.

SONO PASSATI QUATTRO ANNI DA “BEHOLD THE FAILURE”, COSA AVETE FATTO NEL FRATTEMPO? IN MOLTI VI DAVANO PER DISPERSI…
“Poco dopo la pubblicazione di ‘Behold The Failure’ Taverne abbandonò la band per motivi estremamente personali. Ci volle del tempo per trovare un degno sostituto ma per fortuna Benji si unì a noi ed imparò molto in fretta il nostro materiale. Solo allora cominciarono i guai seri, come l’infortunio al polso del nostro ex-batterista/membro fondatore Seb che presto si rivelò essere causato dalla sindrome del tunnel carpale. Ci prendemmo qualche mese di pausa e dopo l’intervento fu costretto a cambiare un paio di volte il suo stile per riuscire a tenere il nostro stesso passo. Dopo le registrazioni di ‘Flies Will Starve’ e qualche concerto in Germania, ci disse che non ce la faceva più, che doveva lasciare i Mumakil per rimettersi in sesto una volta per tutte. Così chiedemmo a Kevin di unirsi alla marmaglia, come suggerito dallo stesso Seb. Questi i motivi principali per cui è dovuto passare tanto tempo fra ‘Behold The Failure’ e ‘Flies Will Starve'”.

PARLIAMO DI “FLIES WILL STARVE” ALLORA, IL VOSTRO TERZO DISCO IN STUDIO. INNANZITUTTO COMPLIMENTI PER IL LAVORO SVOLTO! QUANDO E’ COMINCIATO IL PROCESSO DI SONGWRITING? VI SENTITE SODDISFATTI?
“Il songwriting è cominciato subito dopo la pubblicazione di ‘Behold The Failure’. Non siamo il tipo di band che si incontra in studio per comporre, scriviamo a getto continuo, non appena arrivano le idee giuste. Su ‘Flies Will Starve’ è possibile ascoltare brani la cui ossatura è perfino più vecchia di quelli di ‘Behold…’, così come canzoni scritte poco prima di cominciare le registrazioni. Non c’è bisogno di dire che siamo molto soddisfatti del risultato finale: quando hai le palle per inviare la versione definitiva dell’album alla Relapse sei ovviamente fiero del tuo lavoro”.

HO TROVATO LA PRODUZIONE DEL NUOVO DISCO PIU’ “PULITA” E MENO CRUDA RISPETTO AL SOLITO, E’ STATA UNA SCELTA VOLUTA? COME SONO ANDATE LE REGISTRAZIONI?
“Anche noi pensiamo che la produzione di ‘Flies Will Starve’ sia più pulita rispetto a quella dei due dischi precedenti ma non è stata una scelta voluta, quanto una sorta di risultato inaspettato. Come probabilmente saprai i Mumakil registrano da sé i propri lavori e ‘Flies Will Starve’ non fa eccezione: abbiamo utilizzato lo stesso, vecchio hardware di ‘Customized Warfare’ e ‘Behold The Failure’, ma – grazie ad alcuni piccoli accorgimenti – il disco suona in maniera diversa; per la prima volta abbiamo registrato a click e il risultato si sente eccome! Poi, sempre per la prima volta, abbiamo aggiunto una traccia di trigger alla batteria, il che ha reso ogni battuta molto più nitida e precisa. Trovo sia anche più lento di ‘Behold…’ per via delle condizioni fisiche di Seb durante le registrazioni (prendete quest’affermazione con le pinze, ndR)… inoltre le linee vocali di Tom sono meno furiose, più ‘sofisticate’ rispetto al passato e il basso più in evidenza. Senza contare che gli stessi riff hanno un tocco death metal leggermente più marcato”.

RECENTEMENTE AVETE AFFRONTATO UN TOUR EUROPEO IN COMPAGNIA DEGLI AFGRUND. COM’E’ ANDATA? C’E’ QUALCHE ANEDDOTO CHE VI ANDREBBE DI RACCONTARE AI NOSTRI LETTORI?
“Ci siamo divertiti un sacco con i nostri amici Afgrund! E’ stato un tour intensissimo e faticoso ma anche incredibilmente divertente. Ci sono stati diversi show che, per un motivo o per un altro, ricorderemo a lungo: a Valencia (Spagna) il pubblico era talmente su di giri da sollevare di peso Tom per fargli fare crowd surfing mentre cantava, a Breslavia (Polonia) abbiamo avuto dei suoni di merda e a fine concerto abbiamo scoperto che era tutta colpa del tecnico del suono del locale, completamente strafatto di crack… che cazzo di idiota! Ad Aalborg (Danimarca) abbiamo festeggiato selvaggiamente e dormito all’interno del locale. Il giorno dopo i proprietari hanno tentato di spillarci un po’ di soldi per dei presunti danni alla venue… invano, ovviamente! Ci sarebbero ancora molti aneddoti, ma sono troppi per essere raccontati in una volta sola!”.

L’ESPERIENZA PIU’ FOLLE MAI VISSUTA SU UN PALCO…
“Un concerto che abbiamo tenuto a Sheffield (Inghilterra) nel 2007. Non appena sono partite le prime note il pubblico è andato completamente fuori di testa. Suonavamo sul parterre, quindi eravamo proprio nel mezzo del moshpit. Alcuni ragazzi hanno cominciato a costruire piramidi umane, altri si sono messi a rotolare per terra… a fine serata due persone avevano un taglio aperto sul sopracciglio e una il naso spaccato”.

PENSATE CHE IL GRINDCORE POSSA ANCORA ESSERE CONSIDERATO “PERICOLOSO” E PORTATORE DI UN MESSAGGIO DI PROTESTA? QUALI SONO STATI I DISCHI CHE PIU’ HANNO INFLUITO SULLA VOSTRA FORMAZIONE MUSICALE?
“Naturalmente adoriamo scrivere testi su tutto ciò che ci fa incazzare, ma pericoloso… uhm, onestamente non saprei. Il grindcore sarà sempre troppo underground per preoccupare le entità del potere. Comunque siamo cresciuti ascoltando le stesse band: Napalm Death, Brutal Truth, Nasum etc. Se dovessimo nominare tre dischi influenti diremmo ‘Enemy Of The Music Business’ per i Napalm Death, ‘Extreme Conditions Demand Extreme Responses’ per i Brutal Truth e ‘Inhale/Exhale’ per i Nasum”.

AVETE ASCOLTATO “CAPTIVE BOLT PISTOL”, LA NUOVA CANZONE DEI CARCASS? COSA NE PENSATE? (L’INTERVISTA RISALE ALLO SCORSO LUGLIO, NDR)
“Purtroppo no. Sappiamo che pubblicheranno il loro nuovo album a settembre ma nessuno fra noi ha avuto il tempo di sentirla. Aspetteremo l’uscita del disco per farci un’idea generale!”.

BENE, L’INTERVISTA E’ FINITA! IL VOSTRO ULTIMO COMMENTO? GRAZIE MILLE!
“Grazie a voi per l’intervista! Speriamo che ‘Flies Will Starve’ spacchi il culo a tutti in Italia e di suonare presto nel vostro paese, chissà, magari in compagnia dei nostri amici Natron. Cheers and keep grinding!”.

2 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.