MY SIXTH SHADOW – A colloquio con le ombre

Pubblicato il 02/05/2005 da


“Love-Fading Innocence”, primo vero full-length dei romani My Sixth Shadow, è certamente un disco competitivo sotto ogni punto di vista, sia sotto il profilo squisitamente musicale, sia sotto quello tecnico-grafico-commerciale. E certamente è, in ambito dark-gothic metal, una fra le uscite più interessanti del momento a livello europeo (e, di conseguenza, mondiale). Dalle parole di Victor e Dave, chitarrista e cantante della band, le due menti principali che macchinano dietro le quinte della “Sesta Ombra”, si deduce facilmente quanto essi credano nel progetto e quanto il progetto sia professionalmente ineccepibile. Ma addentratevi pure in questa esauriente, piacevole e senza peli sulla lingua, chiacchierata…


CIAO RAGAZZI! FINALMENTE IL VOSTRO DEBUT-ALBUM UFFICIALE E’ DA QUALCHE TEMPO NEI NEGOZI: PRIMA DI PARLARNE, POTRESTE RIASSUMERE I PASSI PRINCIPALI FATTI DAI MY SIXTH SHADOW NEL CORSO DELLA LORO GIA’ INTENSA STORIA?
VICTOR: “La storia dei My Sixth Shadow inizia nel dicembre del 1999, quando Dave entra nella formazione. Già precedentemente suonavamo con un altro cantante nei Masquerade, proponendo un gothic/death metal piuttosto pesante. Con la nuova line up era nostra intenzione lavorare su qualcosa di diverso, formando un gruppo totalmente nuovo. Di lì a poco, nel 2000, abbiamo rilasciato il primo demo ‘My Sixth Shadow’, che aveva un’impronta hard rock/metal. In seguito, con l’entrata di Dani (tastierista, ndR), abbiamo cominciato ad inserire tastiere ed inserti elettronici e nel 2002 è uscito quindi ‘Sacrifice’. Con ‘Sacrifice’ abbiamo riscosso notevoli successi anche all’estero, con recensioni molto positive su magazine come Kerrang, che difficilmente prendono in considerazione nuove band italiane. Questo notevole supporto ci ha enormemente motivato e abbiamo organizzato molti concerti per promuovere l’EP. Di ritorno da un mini-tour, svolto assieme ai Darkwell in Germania ed Olanda, abbiamo cominciato a lavorare su un vero e proprio debut-album. Mentre stavamo mixando l’album (che era costituito da tredici pezzi e che doveva chiamarsi ‘Deep’), è arrivata la firma con la tedesca Voice Of Life, la quale ha proposto di far uscire immediatamente una sorta di teaser composta da cinque brani vecchi e cinque nuovi (‘10 Steps 2 Your Heart’), con la promessa di far uscire subito dopo un full-length vero e proprio. Cosa che poi non è più avvenuta e che ha portato alla rottura del deal, nonché a un notevole ritardo nell’uscita del debut. Ritardo che però ci ha dato modo di lavorare intensamente su un numero elevato di nuovi brani e di tirare fuori un set di pezzi di cui soltanto uno faceva parte del passato (‘Shadows In My Love’) e che è andato a costituire la tracklist di ‘Love-Fading Innocence’”.

INFATTI IL DISCO ERA PREVISTO PER IL 2004, SE NON RICORDO MALE…QUALI SONO STATI I PROBLEMI CHE VI HANNO SPINTO A CAMBIARE ETICHETTA IN CORSA, ACCASANDOVI ALLA WATCH ME FALL RECORDS?
VICTOR: “Sì, infatti, come dicevo prima, il disco ha subito un notevole ritardo. Le scelte della label e la mancanza di professionalità ci hanno spinto a chiudere il contratto. In realtà è successo che la label ha chiuso e il label manager ha aperto una nuova etichetta. Semplicemente, ci siamo rifiutati di firmare con questa nuova società, viste le esperienze precedenti. Comunque, al di là di tutto, non era decisamente il tipo di persona con cui sono abituato a lavorare. Per me non è ammissibile aspettare un mese per avere una risposta anche stupida. Né tanto meno è possibile non ricevere per niente risposte su argomenti importanti. Tra l’altro, in seguito, abbiamo scoperto che non sono mai stati pagati i diritti meccanici per la stampa del CD, né sono state pagate alcune pubblicità che avevano messo sui giornali. Cosa che ha causato in seguito anche un notevole imbarazzo ma che, per fortuna, non ha creato problemi, visto che non ne eravamo responsabili. In ogni caso, quando abbiamo terminato il deal avevamo il pre-master di ‘Love-Fading Innocence’ pronto e lo abbiamo mandato in giro. La Watch Me Fall ha risposto quasi subito e si è dimostrata molto interessata al progetto, ma soprattutto ha dimostrato di credere nella nostra musica e si è impegnata a fare di tutto per promuoverla al meglio, cosa che ha fatto e che sta facendo tutt’ora. In definitiva è stato un incidente ben ripagato. Con la Watch Me Fall ci sentiamo per telefono e siamo in contatto costantemente. Ogni opportunità viene valutata, anche se di minore importanza, ma soprattutto la professionalità dimostrata è ad un livello anche superiore rispetto certe etichette d’Oltralpe. Se non altro possiamo stare tranquilli che quello che si poteva fare si è fatto, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto promozionale. C’è una pratica che di recente è diventata di uso comune per molte etichette indipendenti e che è davvero avvilente, ovvero: firmare con il maggior numero di gruppi possibile, fargli pagare tutte le spese di produzione, stampare il minor numero di CD possibile e spendere lo stretto necessario in promozione, per recuperare anche solo 1000 euro dall’intero ‘affare’ (ovvero vendere circa 200 CD…insomma, bastano pure gli amici). Poi fanno un po’ di pianto e si rigirano gli statement delle vendite con qualche fattura sistemata a dovere ed il gioco è fatto. Non è importante per loro se questo brucia tutte le opportunità del gruppo in questione. L’importante è invece farlo con dodici gruppi all’anno e garantirsi uno stipendio medio di 1000 euro al mese. In pratica è un sistema perfetto per scaldare la sedia e vivere sulle spalle dei gruppi. Poi, se vuoi stare proprio sicuro, basta che prendi tutti gruppi super-standard, come ad esempio gruppi power metal o hardcore, che ce ne saranno un miliardo e sono tutti uguali (tranne poche rare eccezioni), e che tanto per come è fatto il mercato quelle duecento copie te le vendono sempre. Per noi, fortunatamente, non è andata esattamente così, ma ho sentito di gruppi che veramente hanno subito delle vere e proprie truffe di questo genere. Purtroppo, molti gruppi giovani e con poca esperienza in questo campo, presi dalla foga di uscire nel mercato, firmano senza pensarci troppo. Anche noi abbiamo fatto questo sbaglio e ne abbiamo pagato le conseguenze. Per fortuna siamo riusciti a liberarci in  tempo da questo tipo di trappola commerciale. Penso che alla fine dei conti è meglio magari portare avanti un progetto con le proprie forze e pochi mezzi e aspettare la label che veramente sa darti molto più di quello che puoi fare da solo, altrimenti è solamente una perdita di tempo e soldi”.

QUANTE E QUALI ASPETTATIVE AVETE RIPOSTO IN “LOVE-FADING INNOCENCE”? A MIO AVVISO, E’ UN DISCO MOLTO AMBIZIOSO CONCEPITO DA UNA BAND, A RAGIONE, AMBIZIOSA…
VICTOR: “Di sicuro l’aspettativa più importante di questo disco è quella di re-inserirci nella scena dopo un periodo di completa stasi. Il fatto di avere finalmente una label che ci supporta seriamente ci dà una grossa motivazione per spingere sempre di più. A breve organizzeremo dei concerti, faremo partire lo street team al 100% e ci impegneremo per la promozione del disco. Inoltre, già da ora stiamo lavorando su alcuni brani nuovi per testare il sound del prossimo album. Insomma non si finisce mai, ma il bello sta proprio in questo”.

L’ALBUM PUO’ VANTARE UNA PRODUZIONE DAVVERO DI LIVELLO INTERNAZIONALE: POTETE PARLARCI DEL PROCESSO DI REALIZZAZIONE DEL DISCO? DOVE, QUANDO, COME, IN QUANTO TEMPO…
VICTOR: “Ho prodotto personalmente il disco, utilizzando in parte il mio home studio e in parte i Subsound Studios di Davide Cantone, che sono proprio qui dietro casa mia. Alla Subsound abbiamo registrato batteria, basso e voci, mentre le registrazioni delle chitarre, tastiere/synth sono state ultimate qui da me. Finite le registrazioni, ho lavorato nello studio della Subsound per ottenere un rough mix che è stato poi perfezionato nel mio home studio. Una volta firmato il deal con la Watch Me Fall, abbiamo mandato il CD ai Finnvox per il mastering, e il grande Mika Jussila ha come sempre svolto un lavoro impeccabile. Era molto importante per noi raggiungere una produzione di un certo livello. Non è facile muoversi in un panorama ricco di band super-prodotte. Specialmente all’estero, ci sono band giovanissime che con budget quasi inesistenti tirano fuori delle produzioni fantastiche. Questo perché qui in Italia non c’è molta cultura da questo punto di vista, e soprattutto sono veramente pochi gli studi a cui rivolgersi per produrre un disco metal o rock. La produzione ha messo in risalto molti dettagli che diversamente sarebbero andati persi ed è stato un vero passo avanti rispetto anche a ‘10 Steps 2 Your Heart’, che aveva purtroppo una produzione mediocre. Questo anche perché eravamo stati pressati molto per farlo uscire il prima possibile ed il missaggio è stato fatto in pochi giorni. Stavolta, invece, ci siamo presi tutto il tempo necessario per sistemare ogni particolare ed ottenere il miglior risultato possibile”.

COSA RAPPRESENTA LA BELLISSIMA COVER DELL’ALBUM?
DAVE: “Da quattro anni a questa parte, sembra essersi instaurato un vero e proprio feeling tra noi e Grace Khold (il nostro grafico, nonché synth player dei Dope Stars Inc.): sembra sussistere una sorta di tacita intesa, di estemporanea intercomunicazione per cui, ogni volta, i suoi lavori  riescono in pieno a rendere per immagini ciò che noi esprimiamo attraverso i concetti, le parole e la musica. Ebbene, la cover di ‘Love-Fading Innocence’ sintetizza magnificamente l’universo sotteso alle tredici tracce dell’album. Una dea eterea, affascinante, dalla fragilità ostentata ma che cela, in realtà, una crudeltà metodica e calcolata. E’ quasi un’immagine mitologica, un’allegoria medievale: l’Amore nell’accezione dei My Sixth Shadow: una versione moderna della natura matrigna di leopardiana memoria. Nel mondo della percezione, essa rappresenta la monade, l’entelechia all’origine di ogni sofferenza: proiezione distorta di un dio crudele che ci ha condannato ad un imperituro strisciare nella melma dell’esistenza. Istinto alla vita e attrazione alla morte nel medesimo istante. Questo è quanto trapela dalla ieratica, composta rigidità di quella dea crudele”.

UNO DEI PUNTI DI FORZA DEL VOSTRO SOUND E’ LA CAPACITA’ DI SPAZIARE IN DIVERSE CORRENTI MUSICALI, PUR AVENDO UNA MATRICE BEN DEFINITA, IMPERNIATA SU DI UN DARK-GOTHIC METAL: VOI COME DESCRIVERESTE LA VOSTRA MUSICA?
DAVE: “Scrivere un pezzo per i My Sixth Shadow è cosa assai complicata (come lo è d’altronde in ogni band in cui ogni componente ragiona con la propria testa). Mi spiego meglio. Sia io che Victor abbiamo le nostre personali idee per quanto concerne la musica. Ogni volta che scriviamo un pezzo, ognuno di noi mette il proprio bagaglio di conoscenze e di gusti. Già in partenza, quindi, alcuni lati del nostro background musicale vengono, non dico soppressi, ma temperati, mentre altri magari vengono accentuati. E non finisce qui. Nel momento in cui sottoponiamo la versione demo al resto del gruppo, subentrano delle ennesime modifiche dettate da altre differenti attitudini musicali. Ciò che ne esce fuori può alla fine considerarsi un pezzo dei My Sixth Shadow. Probabilmente non esiste una vera e propria definizione per la nostra musica. L’unica espressione che mi viene in mente è quella, molto semplicistica, di una mia amica, che ci descrisse come ‘una band che suona metal ma che canta pop’.   
VICTOR: “Effettivamente non è proprio facile definire il sound che proponiamo. Questo perché comunque ci sono tante influenze che si intersecano insieme, ruotando attorno ad una matrice new wave, gothic-punk e metal. Ci sono influenze e arrangiamenti che provengono dall’hardcore così come dal nu-metal, dal glam e dal rock’n’roll, inserti elettronici dal gusto Eighties e altri invece più moderni. In definitiva, la stessa definizione di New Wave Of Gothic Rock non è sufficiente per descrivere questo insieme di cose. Più semplicemente si potrebbe dire che facciamo rock, il resto è solamente utile per classificare i CD negli scaffali dei negozi”.

I VOSTRI PEZZI SONO STRUTTURATI IN MANIERA MOLTO REGOLARE: NON AVETE MAI PENSATO DI SBIZZARRIRVI IN IDEE PIU’ STRAMPALATE E LONTANE DALLA FORMA-CANZONE?
DAVE: “E’ un’eventualità che non abbiamo mai del tutto escluso dalle nostre produzioni. In effetti, abbiamo dei pezzi del genere, scritti in precedenza e anche in occasione della session di ‘Love-Fading Innocence’, ma tuttavia accantonati per ragioni di economia dell’album. Ciò non toglie che quelle idee ‘strampalate’ non vengano riproposte in un futuro prossimo”.

HO TROVATO DAVVERO SUPERBO L’UTILIZZO DELLA COMPONENTE ELETTRONICA, UN VERO SALTO DI QUALITA’ RISPETTO AI VOSTRI PRECEDENTI LAVORI: SIETE D’ACCORDO?
DAVE: “L’aver conosciuto, negli ultimi tempi, musicisti (sia affermati, sia della scena underground) europei e americani, con cui abbiamo allacciato dei rapporti sia professionali che d’amicizia, ci ha schiarito molto le idee su quello che vuol dire fare musica attualmente: una cura quasi maniacale dei suoni e la sua naturale interdipendenza con l’uso dell’elettronica. Ci eravamo trovati tra le mani un mucchio di idee per fare tanta bella musica; il bello stava nel non strafare: e credo che con questo album ci siamo riusciti”.
VICTOR: “Certamente! La componente elettronica ha svolto un importante ruolo di supporto per arricchire gli arrangiamenti dei pezzi. Anche in passato avevamo utilizzato delle soluzioni del genere, ma con ‘Love-Fading Innocence’ abbiamo raggiunto un ottimo bilanciamento, che ha dato all’album un’impronta più moderna e un sound fresco e completo. L’importante per noi è rimanere aggiornati ma, allo stesso tempo, mantenere una linea di base ben definita. Sicuramente c’è sempre un ampio margine di miglioramento, ma la cosa più importante è soprattutto il fatto di aver trovato una base di partenza su cui costruire il nostro. Considerata anche la situazione di serenità che ci trasmette la nuova label con cui siamo, sono sicuro che il prossimo album conterrà ulteriori e notevoli miglioramenti di stile”.

QUALI SONO I PEZZI, SECONDO VOI, PIU’ RAPPRESENTATIVI? O QUELLI CHE RITENETE POSSANO AVERE UN MIGLIOR IMPATTO SUI FAN?
DAVE: “Lo so, è scontato, ma credo che ogni pezzo dell’album rappresenti in pieno lo spirito della band. Tuttavia, se proprio devo fare una scelta (del tutto personale; sicuramente un altro di noi ti risponderebbe diversamente), le canzoni che amo di più e che eleggo quali emblemi del My Sixth Shadow style sono:
‘Useless’: è pesante, malinconica; ha la tipica andatura dell’idea del suicidio, lenta e ossessiva, che si fa strada nella  mente;
‘So Far’: è l’anima paracula (il redattore ride, ndR) dei My Sixth Shadow. É la canzone che ci presenta nelle vesti di (come ci ha già definito il giornalista di un noto metal magazine) ‘Bon Jovi oscuri e dannati’;
‘Shadows In My Love’: è bellissima! Non dico altro.
‘Shades Of Grey’: l’atto di estrema immolazione in nome della persona amata”.
VICTOR: “Sicuramente, come dice Dave, se provi a chiedere ad ognuno del gruppo, ti risponderanno tutti con un ordine diverso. In ogni caso, posso dire che avendo mixato il CD e sentito le canzoni tipo un miliardo di volte, sono anche influenzato dall’aspetto ‘produzione’, quindi magari preferisco più o meno un pezzo a seconda di come è uscito fuori da questo punto di vista (lo so…è un vera fissazione la mia) (direi pienamente nella norma comunque, ndR). Quindi, sicuramente ‘Useless’, ‘So Far’, ‘Shadows In My Love’, ‘Broken Mirror’ e ‘Shades of Grey’ sono le mie preferite. Se chiedi a Fet o a La Nuit (rispettivamente batteria e chitarra, ndR), ti risponderanno certamente ‘Crushed’, ‘Broken Mirror’ e ‘As You Hurt Me’, dato che loro sono più predisposti per il lato pesante dell’album (infatti sono anche le preferite del redattore, ndR). Di sicuro, il maggior impatto sui fan lo avranno però canzoni come ‘So Far’ e ‘Useless’, che risultano di facile ascolto e hanno un refrain che rimane ben saldo in testa”.

PARLIAMO DELLE LYRICS: SI SPOSANO ALLA PERFEZIONE CON LA MUSICA, PUR ESSENDO ABBASTANZA STEREOTIPATE. CHE MI DITE A RIGUARDO?
DAVE: “Esiste una ricca e documentata disquisizione, che è alla base di tutta la letteratura del ‘900, nonché della moderna semiotica, sul rapporto tra significato e significante. Le parole alla fine sono vuote, sono delle mere ombre convenzionali; è il concetto che ne sottende la formulazione e il contesto in cui esse si intersecano che danno loro un senso. Il presupposto concettuale dei miei testi (derivato da esperienze letterarie e filosofiche) risiede nella visione totalmente distorta e negativa dell’Amore. Non a caso ho citato il tema della natura matrigna di Leopardi. L’amore presenta i medesimi elementi connotativi. E’ un qualcosa che abbiamo erroneamente deputato a luogo di paradisiaca elevazione dell’anima. In verità, è solo una delle manifestazioni mendaci di questo universo freddo e privo di senso in cui ci troviamo intrappolati. Per alcuni l’Amore rappresenta il fine ultimo, il senso escatologico di questa esistenza: in verità non è altro che una sovrastruttura con cui spiegare idealmente ciò che non ammette spiegazioni (ok, ritiro lo ‘stereotipate’ della domanda, ndR)”.

HO LETTO SUL VOSTRO SITO CHE AVETE MOLTEPLICI INFLUENZE: C’E’ QUALCOSA O QUALCUNO DA CUI TRAETE MAGGIORE ISPIRAZIONE?
DAVE: “Premettendo che ognuno di noi ha il proprio background musicale e non essendo in grado di eleggermi a portavoce del gruppo nella sua interezza, posso dirti che le mie personali ispirazioni sono molteplici e variegate. Ascolto ed amo tutto ciò sia rock e metal (dagli Europe ai Napalm Death): l’importante è che un gruppo abbia qualcosa di veramente valido da dire. Ti posso anche citare i miei cantanti preferiti: Joey Tempest (Europe), Jon Crosby (Vast), Anders Friden (In Flames), Matthew Bellamy (Muse), Ian Astbury (The Cult), Dani Filth (Cradle Of Filth), Goran Edman (ex-Malmsteen), Nick Holmes (Paradise Lost), Glenn Hughes (ex-Deep Purple), Mikael Stanne (Dark Tranquillity), Jon Bon Jovi, David Coverdale (Whitesnake ), Eric Martin (Mr. Big)”.
VICTOR: “Non posso dire che esista un artista in particolare da cui proviene la maggiore ispirazione. Sono talmente tanti i generi che ascolto che davvero non saprei dirti: Metallica, The Aphex Twin, VNV Nation, Paradise Lost, Motley Crue, Atari Teenage Riot, Korn, Sepultura, Sisters Of Mercy, Bauhaus, Megadeth, David Bowie, Led Zeppelin, Pink Floyd… e così molti altri… sono tutti artisti che hanno influenzato la musica che scrivo e non saprei neanche dirti come. Semplicemente hanno formato il modo che ho di vedere la musica. Di solito il processo creativo è molto istintivo e immediato, di conseguenza è anche difficile capire quale sia l’effettiva base di partenza”.

PUR ESSENDO ALL’ESORDIO EFFETTIVO, I MY SIXTH SHADOW SEMBRANO ESSERE UNA BAND DI VETERANI DELLO SHOW-BIZ, ALMENO QUESTA E’ L’IMPRESSIONE CHE MI AVETE DATO FIN DA QUANDO VI CONOSCO. DA DOVE DERIVA QUESTA PIENA CONSAPEVOLEZZA DEI VOSTRI MEZZI?
DAVE: “In effetti la maggior parte di noi proviene da passati progetti e ne coltiva di nuovi parallelamente al gruppo. E’ qualcosa più forte di noi, un’attrazione morbosa per lo strumento e per l’esibizione sul palco! E’ la stessa passione che ha reso possibile, sia in passato che nell’attuale presente, ad ognuno di noi, di potersi confrontare con situazioni e realtà musicali differenti, di poter accumulare esperienze importanti sia sul piano umano che su quello professionale. Qualcosa insomma che abbiamo recepito, metabolizzato e cercato di esprimere in note”.
VICTOR: “Fin dal primo EP abbiamo sempre cercato di presentare i nostri lavori in maniera professionale, curando ogni particolare, dall’artwork al sito web, le foto e tutta la ‘coreografia’. Inoltre, abbiamo sempre allegato nei nostri package del materiale informativo stampato in un certo modo per rendere il tutto ancora più interessante. Questo perché abbiamo sempre cercato di mantenerci ad un livello competitivo rispetto alle altre band europee. Anche se in realtà è la musica quello che conta, è importante saper presentare il proprio lavoro nel miglior modo possibile, sia per facilitare il ruolo di chi deve dare un giudizio (se si parla di magazine), sia per coinvolgere anche a livello visivo l’ascoltatore (nel caso di chi compra il CD). Tu immagina di avere un CD ben prodotto e contenente musica di un certo livello, ma confezionato in un CD masterizzato con fotocopia in bianco e nero, magari privo di info sul gruppo e senza neanche una foto. Secondo come la vedo io questo tipo di metodo rovina buona parte del lavoro fatto dal punto di vista musicale per due motivi: primo, perché chi ha il CD in mano pensa che il gruppo stesso non crede in quello che sta facendo al punto di non investire due lire per un packaging decente; secondo, non mostra in alcun modo il tipo di attitudine del gruppo che quindi perde di carattere e personalità”.

RIGUARDO AI DOPE STARS INC., IL PROGETTO PARALLELO DI VICTOR, A CHE PUNTO SIAMO? SE NON SBAGLIO, LA SUA INFLUENZA (IN “CRUSHED”) SI E’ FATTA SENTIRE ANCHE NEI MY SIXTH SHADOW…
VICTOR: “Sicuramente ogni esperienza ha la sua influenza, ma comunque devo dire che inserti elettronici di questo tipo erano già presenti nei My Sixth Shadow, prima che i Dope Stars Inc. esistessero. Infatti, già da ‘Sacrifice’, abbiamo usato l’elettronica per condire il nostro sound. Sempre con moderazione, però, e dove era necessario. Forse nel prossimo album useremo qualche sample e synth in più, perché potenziano molto l’arrangiamento di un pezzo. Quando ho fondato i Dope Stars Inc., infatti, l’idea di partenza era quella di fare ciò che non avevo mai fatto in precedenza con altri gruppi, ovvero di mischiare pesantemente elettronica e metal/rock in un vero ibrido techno/trance/EBM metal. Al momento sto registrando l’album che uscirà per Trisol Music e sicuramente questa esperienza sta fortemente influenzando la mia attitudine musicale, ma soprattutto sto facendo molta esperienza dal punto di vista dell’elettronica e incorporando nuovi strumenti di produzione che sicuramente mi piacerebbe usare per il prossimo disco dei My Sixth Shadow”.

AVETE QUALCHE PROGRAMMA SPECIALE PER L’ATTIVITA’ LIVE? SUPPONGO IN GERMANIA SARETE MOLTO RICHIESTI…
VICTOR: “Al momento stiamo aspettando di vedere bene quale è stata la risposta del pubblico e dei media, per poi poter cominciare ad organizzare delle date. Sicuramente la Germania è un paese che dobbiamo assolutamente considerare all’interno dello schedule, così come anche Inghilterra e Finlandia. Fino ad ora, la risposta di media e pubblico è stata veramente ottima, quindi dobbiamo giusto rimboccarci le maniche e cominciare a organizzarci per mettere su un tour interessante che sicuramente partirà con una serie di date in Italia”.

PERFETTO! ABBIAMO FINITO…GRAZIE MILLE PER L’INTERESSANTE BOTTA E RISPOSTA. A VOI LA CHIUSURA…
DAVE: “Let my sixth shadow surround ya!”.
VICTOR: “Grazie mille a Metalitalia.com per l’intervista!”.

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