NAER MATARON – L’Europa ai pagani!

Pubblicato il 18/12/2003 da

Dopo esser stato il paese più florido del black metal oltre ai paesi scandinavi, la Grecia sembrava essersi pian piano assopita e, dopo aver partorito storiche band, sembrava essersi dimenticata di dare alla luce una seconda ondata. I Naer Mataron rappresentano l’anello di congiunzione tra le band storiche elleniche e quelle nuove, più agguerrite che mai. Il secondo full lenght della band è un grande album che merita tutta l’attenzione, per questo abbiamo chiesto a Morpheas di gettare un po’ più di luce sulla creatura Naer Mataron…

CIAO MORPHEAS, POSSIAMO DIRE CHE I NAER MATARON HANNO CONFEZIONATO UNALBUM CHE PUò DIVENTARE UNA BELLA RIVELAZIONE ALL’INTERNO DEL MONDO BLACK METAL INTERNAZIONALE. QUAL E’ IL SEGRETO DELLA QUALITA’ DI “RIVER AT DASH SCALDING”?
“Grazie Paolo per le tue belle parole sul nostro ultimo cd! Credo che i veri sentimenti, quelli capaci di creare vera musica, costituiscano la chiave per poter realizzare un album come il nostro. Si tratta di un album puramente black metal senza alcun compromesso o trucco per renderlo più commerciale con l’intento di guadagnarci un maggior profitto. A noi interessa soltanto fare buon black metal, non ci interessano i soldi!”.

VI TROVATE BENE CON LA BLACK LOTUS RECORDS? SEMBRA DAVVERO UN’OTTIMA ETICHETTA, CAPACE DI SUPPORTARE AL MEGLIO LE PROPRIE BAND…
“Sì, la Black Lotus Records è cresciuta molto negli ultimi anni, noi abbiamo firmato con loro sin da quando hanno iniziato. Per quanto riguarda la promozione, possiamo ritenerci alquanto soddisfatti, hanno fatto davvero molto per promuovere il nostro ultimo lavoro”.

CREDO CHE UNO DEI PUNTI DI FORZA DI “RIVER AT DASH SCALDING” RISIEDA NELLA PRODUZIONE ASSOLUTAMENTE INDOVINATA! RARAMENTE SE NE TROVA UNA COSI’ GLACIALE E QUALITATIVAMENTE ECCELSA, FA QUASI RIPENSARE A QUELLA DI “NEMESIS DIVINA” DEI SATYRICON. VOLETE DIMOSTRARE CHE BLACK METAL NON E’ SEMPRE SINONIMO DI CATTIVE PRODUZIONI?
“Il cd ha una buona produzione anche se abbiamo impiegato soltanto una settimana in studio per registrarlo! Sono davvero molto soddisfatto del risultato finale perché tutti i feeling della nostra musica vengono esaltati al meglio, la produzione aiuta molto in questo senso. Solitamente non mi piacciono le produzioni ‘pulite’ per i dischi black metal, ma mi rendo conto allo stesso tempo che la nostra è cristallina! Vorrei avere sempre una produzione al contempo sia ‘sporca’ che ‘pulita’ e potente; ad esempio non vorrei mai avere una produzione sullo stile di quelle dei Cradle Of Filth”.

QUANTO TEMPO AVETE IMPIEGATO PER CRARE LE CANZONI BELLISSIME DI QUESTO ALBUM? E’ MOLTO BEN STRUTTURATO E CURATO SIN NEI MINIMI PARTICOLARI…
“Puoi crederci o meno, ma il processo di songwriting ci ha impegnati soltanto per un paio di mesi, forse tre, non di più! I testi di Kaiadas invece sono stati scritti negli ultimi due anni”.

DA DOVE NASCE IL VOSTRO INTERESSE PER LE TRADIZIONI E LA STORIA DELL’ANTICA GRECIA?
“Siamo fierissimi dei nostri antenati! Il nostro passato è un passato di gloria e noi combattiamo in tutto e per tutto contro l’attuale sub umano e miserabile mondo cristiano! I nostri testi si rifanno al nostro pantheon ma anche a quello europeo dell’antichità che è sempre stato dietro all’uomo come amico e guerriero; rispettiamo questo mondo, i valori morali europei, le tradizioni, le battaglie che i nostri antenati ci hanno tramandato!”.

QUANDO AVETE INIZIATO A SUONARE BLACK METAL A QUALI BAND VI ISPIRAVATE? A VOLTE SENTO L’ECO DEGLI IMMORTAL, MI SBAGLIO?
“No, non ti sbagli. Gli Immortal sono uno dei nostri gruppi preferiti considerando i loro primi tre album, gli altri loro dischi non mi piacciono. Se devo menzionare qualche altra band allora ti dico Mayhem, Burzum, Darkthrone, Gorgoroth, Marduk…”.

L’ELEMENTO EPICO PRESENTE NELLA VOSTRA MUSICA VI CONFERISCE UN TOCCO TRIONFALE, COME NELLA MONUMENTALE “THE GREAT MERIDIAN TIDE”…
“Questo elemento lo usiamo quando vogliamo dare più enfasi ad alcune parti. Ad esempio nella canzone da te menzionata c’è quell’elemento epico perché volevamo che il brano suonasse potente come i testi e le melodie che lo accompagnano. Si tratta di un tema molto epico e per questo abbiamo voluto aggiungere cori, timpani e corni. Questa parte E’ un ‘trionfo’ psicologico se ci pensi bene…(geniale! ndA)”.

COME STA VIVENDO OGGI LA GRECIA IL FENOMENO BLACK METAL?
“Ad esser sincero non lo so proprio! Non so molto della scena black metal del mio paese, non mi interessa poi molto. Posso conoscere nuovi gruppi solo se mi mandano del materiale da ascoltare. Posso ugualmente però farti alcuni nomi: i Goat Vomit, una band che suona black metal sulla scia dei Beherit, poi ci sono i Primeval Mass e gli Unholy Archangel”.

COME GIUDICHI LE BAND IMPORTANTI DELLA TUA TERRA: ROTTING CHRIST, NECROMANTIA, SEPTIC FLESH? TI PIACCIONO?
“Dei Rotting Christ mi piacciono i loro vecchi lavori, ‘Passage To Arcturo’, ‘Thy Mighty Contract’, mentre non mi piacciono i loro nuovi cd perché sono ancorato al loro black metal vecchia maniera (come mai abbiamo gli stessi gusti musicali, Morpheas?, ndA). I Necromantia sono una cult band e mi piacciono tutte le loro release. I Septic Flesh sono (o meglio erano, visto che si sono da poco sciolti, ndA) una band davvero unica all’interno dell’atmospheric death metal. Mi sono sempre piaciute le loro creazioni sonore anche se solitamente non ascolto quel tipo di musica. Comunque, personalmente conosco tutti i membri di questi tre gruppi e siamo in buoni rapporti (solo qui in Italia ci scorniamo continuamente tra gruppi?, ndA)”.

SIA ALL’INTERNO DELLE VOSTRE FOTO CHE DEI VOSTRI TESTI CI SONO SIA ELEMENTI SATANISTI CHE PAGANI. CI SPIEGHI COME POSSONO CONVIVERE ALL’INTERNO DEI NAER MATARON ENTRAMBI QUESTI ASPETTI RELIGIOSI? L’IMMAGINE E’ QUELLA DI UNA SATANIC BAND, MA NEI VOSTRI TESTI PARLATE DEGLI ANTICHI DEI GRECI…
“E non solo… Come ho detto prima i nostro testi riguardano l’antico pantheon divino europeo. Il punto è che gli elementi ‘satanisti’ possono essere intesi semplicemente come anticristiani e il significato dei nostri testi è, sì, anticristiano. Credo anche che i nostri testi possano attirare l’interesse dei satanisti veri e propri perché ci sono alcuni punti di contatto. Se consideriamo che la chiesa crede che siamo satanisti, allora lo siamo anche se in verità ci reputiamo pagani che parlano delle loro antiche divinità. Ad esempio Wotan e Zeus altro non erano che dei sinonimi di Satana. Noi comunque saremo sempre sempre una black metal band indifferentemente da come sono e saranno i nostri testi! Il black metal è molto versatile e il feeling che si trova in una black metal band si trova anche in noi. Anche il corpse painting che usiamo è una parte cerimoniale della nostra musica. Tutto questo non cambierà, anche i nostri antenati l’usavano durante le battaglie e le cerimonie…”.

STATE RICEVENDO BUONI RESPONSI DALLA CRITICA INTERNAZIONALE?
“Sì, il 95% delle recensioni che abbiamo ricevuto era positivo. Credo che tutta la gente abituata ad ascoltare i Naer Mataron sia davvero soddisfatta di questo nostro ultimo full lenght. Almeno questa è l’impressione generale che ho ricevuto”.

LA SECONDA PARTE DELLA CANZONE “LIFE AND DEATH OF EUROPA” E’ STATA COMPOSTA DA NORDVARGR, GIUSTO?
“Sì, questa parte è stata composta da Nordvargr. Si tratta di un tema che riporta alla mente una colonna sonora di un film. Semplicemente l’adoro! L’atmosfera del pezzo si sposa a meraviglia con l’emozione di tragedia e di morte orrenda che era l’obiettivo prefissato per l’inizio della seconda parte della canzone che, appunto, simbolizza la morte di Europa”.

TUTTI DICONO CHE SUONARE DALLE VOSTRE PARTI E’ UN’ESPERIENZA INDIMENTICABILE GRAZIE AL CALORE DEL PUBBLICO GRECO. CI PUOI CONFERMARE TUTTO CIO’? DOVE AVETE TROVATO UN PUBBLICO FANTASTICO?
“Credo che i fan di tutti i paesi si comportino in modo uguale. Forse quelli dei paesi mediterranei sono un po’ più selvaggi (ride, ndA)! Devo confessarti che mi sono divertito davvero tanto durante i due spettacoli che abbiamo fatto in passato con i norvegesi Mayhem, e con i nostri conterranei Rotting Christ”.

VERRETE A SUONARE QUI IN ITALIA?
“Ci piacerebbe tanto, non ci siamo mai stati ma non dipende da noi! Tutto dipende dai promoter, e l’unica possibilità per noi di venire in Italia sarebbe ricevere l’invito per un certo numero di spettacoli. Non suoniamo dal vivo poi così spesso purtroppo, pensa che in dieci anni abbiamo suonato soltanto cinque volte! Preferiamo suonare poco ma offrire dei concerti veramente validi, piuttosto che suonare ogni giorno con delle organizzazioni mediocri”.

SIAMO ALLA FINE: GRAZIE PER L’INTERVISTA, E ANCORA CONGRATULAZIONI!
“Grazie a te, Paolo, per il tuo supporto ai Naer Mataron! Hail Zeus! Hail Wotan!”.

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