NAMELESS CRIME – Modus Rinnovandi

Pubblicato il 18/12/2010 da

Dopo una prima parte di carriera dedicata all’heavy metal classico e al thrash metal, per i nuovi Nameless Crime è tempo di maturare, mutare ed uscire definitivamente dal bozzolo. “Modus Operandi” è la prima creatura realizzata con la formazione rivoluzionata, disco che ha in un thrash metal progressivo ed emozionale il suo genere di riferimento, se proprio lo si deve inquadrare. Abbiamo parlato del lavoro in questione e di tante altre cose durante la seguente chiacchierata via mail con la band al completo…

CIAO RAGAZZI…E BENTORNATI SU METALITALIA.COM! VISTA LA RIVOLUZIONE AVVENUTA IN CASA NAMELESS CRIME DUE ANNI FA, E’ D’OBBLIGO PARTIRE CON UN RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI… COS’E’ SUCCESSO IN QUESTO LASSO DI TEMPO? E COME MAI AVETE DECISO DI ANDARE AVANTI CON LO STESSO MONICKER?
RAFFAELE (Lanzuise, basso): “Semplicemente, all’inizio del 2008, mi ritrovai da solo: i ragazzi, chi per un motivo e chi per un altro, decisero di lasciare la band. ‘Law And Persecution’ è stato un fallimento totale: l’etichetta dell’epoca (Powerzone Records) con una mail ci comunicò che avrebbe chiuso i battenti, fregandosene di tutti, e questo determinò un grande debito economico ed il quasi affondamento della barca. Ma non per me: c’era molto altro da dire… I Nameless Crime per me sono tutto e non avrei permesso a nessuno di fermare la giostra. Tenere il nome lo ritenevo fondamentale, l’energia accumulata negli anni prima non andava persa; è stata una grande rivincita nei confronti di tutti quelli che ci credevano finiti (o di quelli che si ritenevano indispensabili). E poi perché ricominciare da zero? ‘Ricomincio da tre’ avrebbe detto qualcuno… Sicuramente sono stato molto fortunato ad avere al mio fianco i Papa Bros. (due teste fumanti pronte a tutto, da sempre vicine al gruppo) e Maddalena (eterna nostra producer, con la quale ho condiviso tanti anni di musica negli Endorphine), la quale accettò l’idea di far rinascere i Nameless Crime; sarebbero stati diversi, certo, senza nessun vincolo di genere, lasciando che la frustrazione di quel periodo fluisse nella musica che avremmo prodotto di seguito. Di lì a poco Daniele Ciao (anche lui membro degli Endorphine) entrò, quasi naturalmente, in pianta stabile nel gruppo. Intanto andava avanti la ricerca più difficile, quella del cantante: determinante fu il tour estivo dei New Trolls – con i quali alcuni di noi lavorano come tecnici – a farci incontrare Dario Guarino. Dario si accodò volentieri alla nuova squadra, sapendo che avremmo allargato la nostra proposta musicale, non rimanendo necessariamente ancorati all’heavy metal che avevamo suonato fino ad allora. Avevamo già delle versioni embrionali di ‘Tested’, ‘Season Of The Grey’ e ‘Withdrawal’, che con Dario alla voce assunsero presto un’identità ben diversa. Ci serviva ancora qualcosa, però, per dare al nostro nuovo sound profondità e quel tocco in più: fu così che Dario Graziano, primissimo batterista del gruppo (ma che io già conoscevo anche come ottimo pianista), entrò nell’organico come tastierista. Penso sia l’unica persona al mondo in grado di suonare le tastiere esattamente come avremmo voluto! Di lì in poi il contratto con Alkemist Fanatix Europe e Casket Music ci porta ai giorni nostri ed all’uscita di ‘Modus Operandi’”.

COME GIA’ DICEVI, MODIFICANDO IN MODO COSI’ RADICALE LA LINE-UP, ERA INEVITABILE CHE LO STILE DEL GRUPPO MUTASSE ALQUANTO. COME VI SIETE APPROCCIATI ALLA COMPOSIZIONE? AVETE CERCATO DI LASCIARE UN TRAIT D’UNION FRA VECCHI E NUOVI NAMELESS CRIME OPPURE E’ STATA UNA RINASCITA VERA E PROPRIA?
RAFFAELE: “Be’, era fondamentale ed anche naturale che la musica cambiasse; era nostro intento e volevamo dare un taglio netto al passato (la Fenice in copertina non a caso sta a significare appunto la rinascita), e poi il rispetto dell’identità musicale di ognuno di noi è molto importante. E’ quella che, se miscelata spontaneamente, fa nascere musica nuova, ciò che rende interessante suonare insieme ad altre persone’.

“MODUS OPERANDI” E’ FUORI PER CASKET MUSIC/COPRO RECORDS, UN’ETICHETTA CHE SOLITAMENTE PROPONE METAL MENO ‘TRADIZIONALE’. COSA E QUANTO VI ASPETTATE A LIVELLO DI DISTRIBUZIONE E SUPPORTO?
DARIO (Graziano, tastiere): “Per quanto riguarda il ‘tradizionale’, noi non siamo certo i fondamentalisti metal della situazione…quindi non ci vedo così alieni dal resto del roster di Casket/Copro; per il resto, sappiamo bene che un’etichetta oggigiorno lancia un prodotto su un mercato già abbastanza intasato; non essendo noi, come tanti altri gruppi che si sforzano di rimanere a galla, baciati da una major che investe in pubblicità abbaglianti e promozioni a tappeto, siamo consapevoli che è la band stessa che si deve fare il cosiddetto mazzo per farsi notare in giro… Poi se l’etichetta ci stupisce con effetti speciali, allora ben venga!”.
DARIO (Guarino, voce): “Il disco è appena uscito e forse è prematuro trarre conclusioni, ma mi sembra che stiano lavorando bene!”.

IL NUOVO ALBUM PRESENTA UNA VARIETA’ DI SOLUZIONI MOLTO AMPIA, PASSANDO DALLA MALINCONIA DELL’ARPEGGIO TRISTE ALL’AGGRESSIVITA’ DEL CRUDO RIFF THRASH. COME E’ NATO “MODUS OPERANDI”? COSA VI SENTIVATE DI ESPRIMERE ATTRAVERSO DI ESSO?
DANIELE (Ciao, batteria): “Secondo il mio parere, ‘Modus Operandi’ è nato in maniera del tutto spontanea. E’ da tener presente, come dice Raffaele, il tempo trascorso insieme negli Endorphine. Quindi è ovvio che sull’amalgama e sull’intesa eravamo già rodati. Non abbiamo dovuto far altro che stare in sala e suonare quello che ci veniva più naturale; lavorare agli arrangiamenti dei nuovi pezzi è stata un’esperienza che davvero ha arricchito tutti noi e l’espressione in musica di tutto ciò è prevalentemente il risultato della VITA di ognuno di noi!”.

PER GUSTI PERSONALI HO TROVATO PIU’ INTERESSANTI GLI EPISODI PIU’ PROGRESSIVI E MALINCONICI, OLTRE AD AVER APPREZZATO GLI OTTIMI ARRANGIAMENTI DI KEYS/PIANO/EFFETTI. VOI VI TROVATE PIU’ A VOSTRO AGIO NELLA VERSIONE UN PO’ PIU’ TRANQUILLA OPPURE NEL COMPORRE MATERIALE PIU’ THRASHEGGIANTE? INSOMMA, CHI SONO LE ANIME CUPE E QUELLE FESTAIOLE DEL GRUPPO?
MADDALENA (Bellini, chitarra): “Così, su due piedi, ti direi che la malinconia generalmente viene da me, Raffaele è quello più thrashaiolo e istintivo, Daniele ti complica la vita e ti leva la stabilità da sotto i piedi, Dario-cantante è l’anima punk e selvaggia e Dario-tastiere è il jolly da cui puoi aspettarti veramente di tutto. Ma è chiaramente una panoramica sommaria: in tutti noi sono ben presenti sia Dr. Jekyll che Mr. Hyde…”.
DARIO (tastiere): “Ah! Ti devo ringraziare a titolo personale: questo mi ripaga delle nottate spese davanti  alla tastiera per cercare, appunto, l’arrangiamento migliore che si addicesse al pezzo, fosse anche un singolo accordo. Pensa che durante le registrazioni dell’album arrivavo la mattina in studio con gli occhi spaccati, dopo aver passato la notte sulla tastiera, e poi magari mi presentavo con una-nota-una da aggiungere al brano. Se il pezzo necessita di UNA nota, perché appesantirlo inutilmente (diciamolo ai Dimmu Borgir subito!, ndr)?! Troppe pacchianate si sentono quando si ha a che fare con dei tastieristi nel metal…ma il tuo apprezzamento significa che abbiamo lavorato nella direzione giusta!”.

UNA DOMANDA SCONTATA MA SEMPRE UTILE: QUALI SONO I BRANI CHE PENSATE SIANO PIU’ RAPPRESENTATIVI DEL NUOVO CORSO NAMELESS CRIME?
DARIO (tastiere): “Domanda scontata e utile ma di difficile risposta: l’album non suonerebbe così vario se non avessimo una vasta gamma, come persone e come musicisti, di stati d’animo, di visioni e di deviazioni caratteriali che si riversano nella scrittura delle canzoni. Credo che ogni brano porti con sé una piccola rappresentanza di quello che ognuno di noi ha messo nella creazione stessa della canzone. Un brano come ‘Under The Bridge Of Sanity’ ci rappresenta allo stesso modo di ‘Akinesis’, per dirne due agli antipodi”.
DARIO (voce): “Credo che ‘Unsigned’ e ‘Withdrawal’ racchiudano buona parte delle sfaccettature compositive del disco; c’è però un equilibrio in ‘Sleepwalking’ e ‘Feedtime’ che mi piacerebbe ritrovare nel prossimo disco dei Nameless Crime…”.

PER QUANTO RIGUARDA I TESTI, INVECE, MI SONO SEMBRATI INTROSPETTIVI E RIFLESSIVI, COME LA MUSICA DEL RESTO. C’E’ QUALCHE ARGOMENTO CHE PREFERITE TRATTARE? E DA DOVE NASCE IL TITOLO “MODUS OPERANDI”?
DARIO (voce): “La maggior parte dei testi che scrivo prende forma da immagini che la stessa atmosfera del pezzo sembra suggerirmi, già dal primo e più grezzo arrangiamento. Mi piace lasciare molto spazio all’interpretazione, ma non è difficile ricondurre ciascun brano ad un argomento specifico. Altri testi nascono da idee di Raffaele, rivisitate poi assieme”.
RAFFAELE: “’Modus operandi’ è un termine che viene usato tra l’altro in criminologia e traccia il comportamento di un assassino seriale. In una visione più generale, ognuno di noi ha un modus operandi: più o meno consciamente, tutti seguiamo un percorso legato al nostro modo di essere. Ci piaceva l’idea di accentuare la parola che indica il ‘modo di fare’ per arrivare al concetto che nella vita ‘quello che fai dice chi sei’; in più ha un suono veramente pesante e si adatta alla perfezione con la musica contenuta nell’album”.

LA PRODUZIONE DEL DISCO E’ STATA UNA COLLABORAZIONE TRA FRANK ANDIVER E MADDALENA, LA VOSTRA CHITARRISTA. HO SENTITO PIU’ DI UN ALBUM PRODOTTO DA MADDALENA E DEVO DIRE CHE IL TOCCO E’ INCONFONDIBILE, PERALTRO RIMASTO DOPO IL PRESTIGIOSO MASTERING DI ALAN DOUCHES. QUALE SUONO AVEVATE INTENZIONE DI DARE AL DISCO?
MADDALENA: “Nel mio lavoro ciò che mi preme di più è tirare fuori l’anima del gruppo, cercando di non stravolgerne l’essenza. Nei limiti dei nostri mezzi e del nostro budget underground, abbiamo cercato di essere moderni, prestando attenzione anche a produzioni non propriamente metal;  allo stesso tempo ci tenevamo a mantenere una certa genuinità, contrariamente a quello che succede oggi, dove è tutto preciso, perfetto, uguale a se stesso, avvolto da una pellicola trasparente. Nel nostro disco non ci sono copia-e-incolla, non ci sono trigger, non ci sono accordatori vocali. In ‘Modus Operandi’ non sentirai un ritornello uguale ad un altro, perché è stato suonato tutto dal primo all’ultimo secondo! Stare un mese lontani dalla nostra città e dal nostro ordinario ambiente di lavoro ci ha fatto bene, umanamente e musicalmente. Anche il fatto di lavorare e confrontarsi con una persona estranea al gruppo è stato interessante e soprattutto nuovo per noi. Ma fortunatamente siamo entrati in studio con le idee piuttosto chiare, grazie anche ad un massiccio lavoro di pre-produzione; una volta terminate le riprese siamo tornati nel nostro microcosmo, all’ombra del Vesuvio, dove ho continuato a lavorare al mix fino a che non siamo rimasti tutti soddisfatti e convinti di aver tirato fuori il massimo da quello che avevamo”.

QUALCHE MESE FA AVETE PARTECIPATO AD UN FESTIVAL IN UNGHERIA. CI POTETE RACCONTARE COM’E’ STATA QUESTA ESPERIENZA? QUALCHE ANEDDOTO DIVERTENTE?
DANIELE: “L’esperienza ungherese è stata sicuramente tra le più belle che abbiamo vissuto. Posso raccontare un aneddoto che mi ha visto coinvolto in prima persona. Per fartela breve, ti dico che quasi quasi stavo mandando a quel paese il batterista dei Vader perché non l’avevo riconosciuto: in pratica, durante il cambio palco, era salito on stage e mi diceva delle cose ma io, indaffarato a togliere i miei ‘effetti personali’, ero quasi infastidito da quest’omaccione che riduceva lo spazio che mi serviva per completare quel che stavo facendo. Quando poi ho capito chi era mi sono sentito abbastanza imbarazzato, tenendo anche presente che i Vader sono stati uno dei miei gruppi di riferimento quand’ero più giovane”.
DARIO (tastiere): “Sotto il profilo musicale è stata sicuramente un’esperienza gratificante: un festival di quella portata con alcuni dei più grandi nomi del metal mondiale (citiamo i Nevermore, fra gli altri, ndr)! Tra gli aneddoti divertenti dovremmo parlarti di strani localini sado-fetish, alcolici a basso costo e un tot di multe disseminate per mezza Budapest… Meglio evitare!”.

E RESTANDO NELL’AMBITO DELL’ATTIVITA’ LIVE, COME PENSATE DI MUOVERVI PER PROMUOVERE L’ALBUM? DATE SPARUTE OPPURE CERCHERETE DI ORGANIZZARE UN TOUR PIU’ ESTESO?
RAFFAELE: “Proveremo sicuramente ad organizzare un altro tour. Nel frattempo, stiamo proprio cercando delle booking agency che ci aiutino in questo: vogliamo suonare sia in Italia che all’estero, è fondamentale per la promozione di ‘Modus Operandi’ e del gruppo stesso. Sarebbe ideale fare qualche data di supporto a gruppi già affermati, ma intanto bisognerà vedere come va il disco”.

OK, ABBIAMO FINITO! VI RINGRAZIO PER LA DISPONIBILITA’, VI FACCIO UN GROSSO IN BOCCA AL LUPO E VI LASCIO CHIUDERE L’INTERVISTA A PIACIMENTO…
MADDALENA: “Oltre a ringraziare te e Metalitalia.com per lo spazio e l’attenzione, vorrei invitare i lettori ad impegnarsi affinché questo grande malato che è la Musica si riprenda e torni in piene forze. Comprate i dischi originali e rispettate il grande lavoro che c’è dietro! La situazione è veramente critica, ma possiamo ancora fare qualcosa!”.

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