NASHVILLE PUSSY – Sesso, droga e rock’n’roll

Pubblicato il 06/06/2015 da

I Nashville Pussy incarnano alla perfezione la filosofia del rock’n’roll. Sempre pronti a festeggiare, a vivere una vita selvaggia on the road, ma soprattutto ad elettrizzare i loro fan a suon di canzoni potenti e dinamitarde. Il nuovo best of “Ten Years Of Pussy” racchiude i migliori brani tratti dalla discografia della band dell’ultimo decennio, sedici estratti di rock che raccontano un pezzo di storia importante della formazione proveniente da Atlanta. Ai nostri microfoni, la chitarrista Ruyter Suys si rende subito simpatica a suon di battute, entusiasmo ed una spiccata propensione alla risata.

nashville pussy - band - 2015

DA POCHI GIORNI E’ NEI NEGOZI IL NUOVO BEST OF “TEN YEARS OF PUSSY”, CHE RACCHIUDE I VOSTRI MIGLIORI BRANI DI QUESTA ULTIMA DECADE. COME HAI VISSUTO QUESTO ULTIMO DECENNIO INSIEME ALLA BAND?
“Vuoi sapere cosa penso, vuoi che ti dica le mie emozioni, sei forse un fottuto strizzacervelli (ride, ndR)? Allora dottore, io mi sento come un fottuta teenager, sono molto felice ed eccitata di essere ancora qui e di poter andare presto in tour. La cosa più importante è che dopo tanto tempo i Nashville Pussy siano ancora qui, più carichi e in forma che mai! Posso dirti che ci sentiamo magnificamente carichi, sembra che il tempo non sia mai passato e, nonostante in realtà gli anni siano trascorsi, la voglia di suonare e tutta la nostra energia è rimasta immutata. Non potremmo chiedere di meglio!”.

SICURAMENTE UNA BAND AMA TUTTI I PROPRI BRANI ALLO STESSO MODO, PER CUI TI CHIEDO COME SI E’ SVOLTA LA CERNITA DEI PEZZI CHE SONO FINITI SU “TEN YEARS OF PUSSY”. E’ STATA UNA SCELTA DIFFICILE?
“In realtà la cosa più difficile è bilanciare in modo equo ciò che piace prettamente a noi con i pezzi più amati dai fan. Sai, quando ci siamo trovati a scegliere i brani dai nostri dischi pubblicati negli ultimi dieci anni, all’inizio avremmo voluto tenerli tutti, ma ovviamente non era possibile. Così abbiamo iniziato a scegliere quelli che preferivamo, per poi dedicarci ai pezzi che magari dal vivo riscuotevano più successo. Sembra facile mettere insieme la scaletta per un best of, ma credimi che non è sempre vero”.

QUANTO AVETE IMPIEGATO A TERMINARE QUESTO PROCESSO DI SELEZIONE DEI PEZZI?
“Da quando ci siamo seduti tutti insieme a scegliere i pezzi, direi che ci abbiamo messo meno di un mese. Abbiamo discusso, lottato fra di noi, deciso, cambiato idea, ma alla fine siamo giunti a realizzare ‘Ten Years Of Pussy’(ride a crepapelle, ndR). Anche la realizzazione della copertina ci ha portato via meno di trenta giorni, per cui alla fine siamo soddisfatti in quanto tutto il lavoro si è svolto in tempi molto stretti, non abbiamo sprecato giorni in inutili discussioni”.

C’E’ UNA CANZONE IN PARTICOLARE DI QUESTI ULTIMI DIECI ANNI DI CARRIERA A CUI SEI LEGATA PERSONALMENTE?
“Fuck you, man! Queste sono le domande che odio di più, sono terribili perché non so mai che risposta dare! Sono sincera, per me è davvero difficile fare il nome di una sola canzone, tutte sono state in egual misura importanti per me e per la carriera della band. Potrei semplificare la questione dicendo che fra i dischi pubblicati negli ultimi dieci anni, le mie canzoni preferite sono quelle che potete trovare su ‘Ten Years Of Pussy’. Personalmente mi sento soddisfatta da tutti questi brani, sono pieni di energia e mi diverto molto a suonarli dal vivo”.

NELLE CANZONI “I’M SO HIGH” E “LAZY JESUS” AVETE COLLABORATO CON GRANDI ICONE DEL ROCK COME DANKO JONES E LEMMY. CI RACCONTI DI QUESTO SODALIZIO?
“Poter suonare con loro è stato semplicemente fantastico! Devo dire che tutto è andato benissimo, i lavori si sono svolti in modo molto semplice e spontaneo. Diversi anni fa la band di Danko Jones ha aperto alcuni nostri concerti in Canada e da allora è nata una profonda amicizia tra di noi. Di Lemmy che dire, è una vera leggenda del rock! Ci conosciamo da oltre vent’anni e tra di noi c’è una grandissima amicizia ed un profondo rispetto. Danko e Lemmy sono due personaggi molto diversi tra loro, ma allo stesso tempo entrambi hanno scritto pagine importanti della storia del rock. Io e gli altri membri della band siamo felicissimi di essere riusciti a collaborare con loro. In studio sembrava che suonassimo insieme da una vita, l’intesa fra noi era quella di musicisti a cui piace jammare e suonare per il gusto di divertirsi”.

LEMMY IN PERSONA HA PIU’ VOLTE DICHIARATO CHE I NASHVILLE PUSSY SONO UNA DELLE SUE BAND PREFERITE…
“Le sue parole ci onorano, ricevere i complimenti da un’icona come Lemmy credo sia il sogno di qualsiasi band. Noi stessi sin da giovani siamo stati grandissimi fan dei Motorhead, ricordo che la prima volta che li ho visti dal vivo per me era un sogno diventato realtà. Credo che la prima volta che ci incontrammo fu durante un concerto in cui i Motorhead suonavano insieme ai Kiss, Lemmy aveva sentito parlare di noi ed in quel frangente ci conoscemmo. Ricordo ancora la grande emozione che provai quel giorno! Sin dalla prima volta in cui ci siamo parlati, Lemmy è sempre stato molto gentile e disponibile con noi, è nata subito una grande amicizia che ancora oggi ci lega”.

IL CD BONUS DI “TEN YEARS OF PUSSY” CONTIENE UN GRANDE SHOW CHE AVETE TENUTO A NOTTINGHAM. COSA VI HA SPINTO A SCEGLIERE QUEL PARTICOLARE CONCERTO DEL TOUR?
“Vedi, durante gli anni abbiamo registrato un sacco di nostri concerti tenuti in molti Paesi diversi. Lo show di Notthingam è stato uno dei migliori che abbiamo suonato, era alla fine del tour, noi eravamo molto rilassati e volevamo divertirci alla grande, il risultato fu un concerto davvero memorabile. Per questo motivo abbiamo scelto di utilizzare le tracce live di quella serata come bonus cd”.

LA PUBBLICAZIONE DI UN BEST OF CHIUDE UN IMPORTANTE CAPITOLO NELLA VITA DI UNA BAND. ORA INIZIERETE A SCRIVERNE UNO NUOVO, PER CUI COME TI IMMAGINI I PROSSIMI DIECI ANNI?
“Non so proprio dove saremo fra dieci anni. Il mio desiderio più grande sarebbe di poter continuare a girare il mondo e portare la nostra musica in più posti possibili. Amiamo il nostro lavoro e non potremmo fare a meno di suonare dal vivo, per cui tanti dischi e tanti concerti ancora!”.

QUANDO HAI CAPITO CHE IL TUO SOGNO PIU’ GRANDE ERA DIVENTARE UNA MUSICISTA?
“Credo che ho iniziato a sognare di suonare musica quando avevo quattro o cinque anni. A tre anni ho iniziato a suonare il piano e a sei anni già mi immaginavo di diventare una fottuta rockstar e suonare in giro per il mondo. Ricordo che rimasi fulminata da ‘The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars’ di David Bowie, sognavo di diventare grande come lui!”.

DI CERTO LE SODDISFAZIONI NON VI SONO MANCATE, COME LA NOMINATION AL GRAMMY COME BEST METAL PERFORMER CON IL BRANO “FRIED CHICKEN AND COFEE”.
“Cavolo, quella si che fu una bella festa. Ma chi è che fece vincere i Metallica quel giorno (scoppia a ridere, ndR)? Fu un gran giorno quello, principalmente per il divertentissimo party che avvenne nel backstage, c’erano centinaia di musicisti e addetti ai lavori, fu davvero una serata molto cool!”.

PER MOLTI ASPETTI, LA SCENA ROCK E’ ANCORA DOMINATA DALLA COMPONENTE MASCHILE DEI MUSICISTI. E’ DIFFICILE PER UNA DONNA IMPORSI?
“Non saprei risponderti, sono sempre stata una donna! Fortunatamente ho sempre avuto le idee chiare ed un carattere forte, non ho dovuto superare particolari difficoltà e non ho mai incontrato personaggi sessisti che mi potessero sminuire solo perché sono donna. Non ci penso nemmeno a queste cose, tutto è andato bene”.

QUANDO SEI IN TOUR LA TUA VITA E’ TRANQUILLA O SEGUI IL MOTTO ‘SESSO DROGA E ROCK’N’ROLL’?
“Assolutamente sesso droga e rock’n’roll! Ci piace molto divertirci e festeggiare dopo un bel concerto, non ci rinchiudiamo nel nostro bus a dormire, se c’è un party io non mi tiro indietro!”.

MI PUOI RACCONTARE UNA DELLE COSE PIU’ STRANE, PAZZE CHE TI SIANO MAI CAPITATE IN TOUR?
“Dio, la maggior parte degli eventi pazzi che mi sono capitati non posso raccontarteli perché sarebbero illegali (ride, nda)! Però ricordo una giovane band che suonò di supporto ad un nostro concerto, la sera erano talmente ubriachi che hanno seppellito letteralmente un loro roadie. Il giorno dopo quando ci spostammo per il concerto successivo si notò la mancanza del roadie, Regie penso si chiamasse. Fortunatamente lo trovarono vivo e vegeto, solo con una gran sbronza!”.

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