NAZARETH – Mastini del Rock’n’Roll

Pubblicato il 27/06/2011 da
Quarant’anni di carriera ed oltre cinquanta milioni di dischi venduti in tutto il mondo, queste sono le prime voci del curriculum dei Nazareth. La band scozzese ha superato quattro decadi all’insegna del rock’n’roll e, tra alti e bassi, è sempre riuscita a mantenere vivo l’interesse dei fan. Il nuovo “Big Dogz” conferma lo stato di buona salute del quartetto di Dunfermline, ancora con tutte le carte in regola per scrivere canzoni piene di energia e sana passione. Il simpatico e cordiale Dan McCafferty, storico cantante e fondatore del gruppo,  con il suo accento infernale ci parla del nuovo “Big Dogz”, senza tralasciare qualche ricordo sui cari vecchi tempi.

DAN, CI PARLI DELLA REALIZZAZIONE DEL NUOVO “BIG DOGZ”?
“Abbiamo scelto di registrare il nuovo disco in uno studio a Praga, dove il nostro chitarrista Jimmy ha coprodotto l’intero lavoro. Ci siamo ritrovati in una grande sala a provare e registrare tutti assieme, per catturare l’essenza rock’n’roll della nostra musica. Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto, i pezzi possiedono un’anima rock, un po’ di blues e tutte le caratteristiche del nostro sound. Sin da quando siamo entrati in studio non abbiamo mai voluto realizzare una copia del precedente ‘The Newz’, non ci piace vivere di rendita”.

COME MAI AVETE SCELTO PROPRIO UNA CITTA’ COME PRAGA PER REGISTRARE?
“Non c’è un motivo particolare, lo studio che volevamo utilizzare si trova a Praga per cui ci siamo dovuti spostare in Repubblica Ceca. Comunque la città è stupenda e l’ottimo lavoro fatto su ‘Big Dogz’ ha confermato la bontà della nostra scelta”.

PRIMA PARLAVI DI CATTURARE L’ESSENZA ROCK’N’ROLL DELLA VOSTRA MUSICA, E’ STATO DIFFICILE?
“Assolutamente no, noi da quarant’anni suoniamo rock’n’roll e ancora oggi è la passione che ci fa andare avanti. Noi ci nutriamo delle emozioni che ci dona la musica e cerchiamo di trasportare questi sentimenti sui pezzi che scriviamo. Inoltre tieni presente che al giorno d’oggi le tecniche di registrazione sono molto più moderne, tutto è cambiato rispetto a quando noi abbiamo iniziato a suonare. Oggi in studio si può incidere un brano nota per nota, si possono fare infinite sovra incisioni ed anche un cantante stonato su disco potrebbe sembrare il migliore del mondo. Con queste tecnologie sempre più spesso vengono confezionati dischi formalmente perfetti, ma privi di anima. Noi ci siamo radunati tutti insieme in un sala, ci siamo messi a suonare come se stessimo facendo un concerto ed abbiamo registrato, tutto qui”.

SECONDO TE QUESTO SPIRITO MANCA NELLE GIOVANI BAND?
“Non intendevo essere così estremo, credo che ognuno debba scegliere di fare la propria musica come meglio crede . Dico solo che certe produzioni suonano fredde e costruite in modo troppo artificiale. A me piace fare i conti in casa mia, cerco di prendere le migliori decisioni per i Nazareth e con ‘Big Dogz’ abbiamo scelto di registrare ‘alla vecchia maniera’.  E, credimi, sono davvero felice dei nuovi pezzi. La chitarra di Jimmy suona in modo straordinario, non potrei chiedere di meglio. Tornando alla domanda, ci sono un sacco di giovani band che ritengo molto valide!”

DI COSA PARLI NEI NUOVI BRANI?
“Fondamentalmente parlo delle esperienze che ci hanno accompagnato per tutta la vita. I brani trattano svariati argomenti, lavoro, suonare musica in giro per il mondo, viaggiare e cose del genere. Un brano come ‘When Jesus Comes To Save The World Again’, parla della situazione generale del nostro Pianeta, ‘Watch Your Back’ parla di come ci si debba difendere dalle quelle persone che sono sempre pronte a fregarti. Sono tutte esperienze che abbiamo vissuto. Da sempre scriviamo le nostre liriche in base a ciò che viviamo sulla nostra pelle”.

UN’ALTRA CANZONE PARTICOLARMENTE RIUSCITA E’ “RADIO”.
“Sono d’accordo con te. Il brano parla proprio della radio e di come fosse importante sia per i musicisti sia per gli ascoltatori. In base a quanto un brano gira in radio si può capire se piace o meno, come suona e se la gente lo apprezza. Inoltre ci si può fare un’idea su un nuovo disco in uscita a fronte di un singolo che viene passato on air. Forse oggi questo strumento è meno importante rispetto a qualche anno fa, ma il fascino della radio per me rimane immutato”.

QUANDO VI VEDREMO SUONARE IN EUROPA?
“Siamo già al lavoro per la definizione del tour Europeo, prima dovremo suonare alcune date in Russia, poi verremo in giro per tutta l’Europa. La setlist del tour comprenderà tre o quattro brani estratti dal nuovo ‘Big Dogz’, più una serie hit che spazieranno attraverso tutta la nostra carriera. Non vedo l’ora di incontrare i nostri fan ai concerti”.

SE NON ERRO I NAZARETH IN RUSSIA HANNO SEMPRE OTTENUTO UN GRANDE SUCCESSO.
“E’ vero, la Russia non ci ha mai abbandonato in tutti questi anni, i Nazareth da quelle parti sono ancora molto famosi. Da sempre i fan russi sono molto importanti per noi”.

COME’ IL VOSTRO RAPPORTO CON I FAN DELLE ULTIME GENERAZIONI?
“Molti considerano i Nazareth dei dinosauri, una band a cui sono rimasti fedeli i fan che ci seguivano negli anni settanta. Invece, con grande soddisfazione posso dirti che non è così. Siamo in giro da moltissimo tempo ed in questi anni i giovani fan non sono mai mancati. Questo è molto importante per noi, in particolare se pensiamo al periodo in cui viviamo dove gran parte del mercato musicale è dettato dalle mode e da ciò che passa in televisione. Vedere molti ragazzi ai nostri show è segno che la nostra musica ha ancora qualcosa da dire e riesce a catturare l’attenzione anche di chi ci ha conosciuto solo negli ultimi anni. Non esiste un tipico fan dei Nazareth, si va dal rocker vecchia scuola, alle persone cresciute negli anni settanta e ottanta, ma non ci facciamo mancare le giovani leve”.

DAN, A PIU’ DI SESSANT’ANNI TI DIVERTI ANCORA ON STAGE?
“Certamente, altrimenti non sarei qui. E’ molto importante fare dischi e stare rinchiusi in studio a scrivere materiale, ma l’aspetto live del nostro mestiere è ancora importantissimo. Io mi diverto molto su un palco, la band va alla grande e fra noi c’è un ottimo rapporto. Fino a quando il fisico me lo permetterà e la passione rimarrà la stessa di oggi, i Nazareth continueranno a suonare ovunque ci chiameranno”.

I NAZARETH VANTANO QUARANT’ANNI DI ATTIVITA’. SEI SODDISFATTO DI QUESTO TRAGUARDO?
“Sono molto soddisfatto, perché per tutti questi anni siamo riusciti a vivere il nostro sogno. Certo, se guardo indietro nel tempo ci sono cose che avrei fatto in modo diverso, ma chi non cambierebbe qualcosa del proprio passato? L’importante è aver dato sempre il massimo, per ogni disco che abbiamo pubblicato noi abbiamo sempre fatto del nostro meglio anche se il risultato, a posteriori, non è stato soddisfacente. Siamo ancora qui a suonare, questo è ciò che conta!”.

E’ VERO CHE IL VOSTRO PRIMO DISCO EBBE UN DISCRETO SUCCESSO IN GERMANIA?
“Sì, il nostro esordio non andò benissimo in Europa, solo in Germania l’interesse per noi era palese. Quel disco ci rese una sorta di band di culto, credo che in Germania la prima stampa sia venduta a caro prezzo”.

 

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