NEOCAESAR – Un sinistro ritorno

Pubblicato il 27/12/2017 da

Il nome Neocaesar probabilmente non dirà granchè a molti. Scommettiamo invece che più di qualcuno fra i lettori appassionati di death metal avrà a cuore dischi come “Diabolical Summoning” e “Hate” dei Sinister. Sarà quindi forse una sorpresa sapere che dietro al moniker Neocaesar si celano i principali compositori di quelle pietre miliari del death metal europeo. La band olandese è infatti stata fondata dal chitarrista Bart van Wallenberg e dal cantante Mike van Mastrigt, ai quali si sono successivamente aggiunti il bassista Michel Alderliefsten e il batterista Eric de Windt, anch’essi con un passato nella succitata storica formazione. “11:11”, il debut album del quartetto, è esattamente ciò che ci si potrebbe aspettare da questi musicisti: puro death metal che mescola impatto e una vaga orecchiabilità e che strizza l’occhio in più di un’occasione allo stile che ha reso celebri gli album citati in apertura. La band dei Paesi Bassi sarà inoltre presto in Italia per un’imperdibile data assieme agli Antropofagus – 20 gennaio 2018 presso il Circolo Svolta di Rozzano (MI) – quindi non potevamo rinunciare all’opportunità di andare a conoscerla un po’ meglio. Di seguito il resoconto della nostra breve chiacchierata con il frontman Mike…

IL VOSTRO DEBUT ALBUM FA TRASPARIRE GRANDE ENTUSIASMO: E’ COME SE CON “11:11” VI SIATE FINALMENTE DECISI A TORNARE IN GRANDE STILE, INCANALANDO LA RABBIA E LA FRUSTRAZIONE PER ESSERE RIMASTI A LUNGO LONTANI DAI RIFLETTORI IN UN NUOVO ALBUM DI PURO DEATH METAL…
– Fare musica è la diretta espressione dei sentimenti di qualcuno e a volte rabbia e odio possono certamente rientrare fra questi. Per noi questo genere di musica è parte di noi stessi: ognuno di noi quattro ha il proprio stile e questi, quando uniti, danno vita al sound dei Neocaesar, che è sostanzialmente ciò che proponevamo già venti anni fa. Non si tratta di qualcosa che abbiamo dovuto cercare o ritrovare: questo è ciò che siamo da sempre.

IL DEATH METAL DI ISPIRAZIONE ANNI NOVANTA CONTINUA AD ESSERE IN BUONA SALUTE. PERCHE’ SECONDO TE?
– I musicisti che suonano fedelmente questo genere lo suonano da almeno vent’anni. Una volta che ti sei fatto le ossa suonandolo, il death metal finisce per diventare parte di te. E’ difficile perdere entusiasmo o il giusto spirito quando hai scoperto questa musica da ragazzo ed essa continua a rappresentare una grossa fetta della tua vita. I compositori principali e i cantanti di una band possono cambiare, ma l’identità dei migliori gruppi è solita restare salda e i fan se ne rendono conto.

I SINISTER HANNO PRESO UNA PIEGA PIU’ MELODICA CON I LORO ULTIMI LAVORI. SICCOME I MEMBRI DEI NEOCAESAR SONO I COMPOSITORI DEI DISCHI PIU’ CELEBRI DEI SINISTER, PENSI CHE POSSIATE RAGGIUNGERE UN LIVELLO DI POPOLARITA’ SIMILE A QUELLO CHE UNA VOLTA AVEVA LA VOSTRA VECCHIA BAND?
– Il nostro album suona come il diretto successore di “Hate” e “Diabolical Summoning”, anche se è stato composto parecchi anni più tardi. Per me “11:11” è anche meglio di quei dischi, ma questa è solo la mia opinione. Sarebbe bello se la storia si ripetesse e i Neocaesar ottenessero una certa popolarità, ma abbiamo bisogno del supporto dei fan per arrivare su certi livelli. Noi siamo più che pronti alla sfida.

RACCONTACI COME E’ NATO “11:11″…
– Inizialmente ci siamo trovati soltanto io e Bart: doveva essere un progetto per creare un po’ di musica, non una vera band che avrebbe fatto parlare di se e suonato live. Non avevamo molto tempo libero, quindi abbiamo impiegato un po’ per comporre i primi pezzi. Quando ci siamo ritrovati con sei brani, abbiamo ascoltato bene il tutto e ci siamo accorti che avevano le stesse caratteristiche dei vecchi Sinister. A questo punto è stato naturale convocare Eric e Michel e chiedergli di fare parte dei Neocaesar. Quando abbiamo iniziato a provare in quattro ci siamo subito resi conto che registrare musica non ci bastava: eravamo su un altro livello, questa era una bestia affamata che doveva essere portata su un palco.

QUANTO E’ DIFFICILE COMPORRE CANZONI CHE SOPRAVVIVERANNO ALLA PROVA DEL TEMPO?
– Il problema è che è impossibile sapere subito di avere composto un classico. Noi ci limitiamo a comporre musica che ci soddisfi e che ci faccia venire voglia di suonarla continuamente dal vivo. Poi ovviamente si spera che questa piaccia anche ad altre persone, sia subito che negli anni a venire.

VI E’ UN ALBUM CHE TI SENTI PARTICOLARMENTE ORGOGLIOSO DI AVERE CREATO NELLA TUA CARRIERA?
– Non posso che rispondere con “11:11”: è davvero speciale essere riusciti a comporre qualcosa di simile con i propri amici dopo così tanto tempo. Per quanto riguarda i Sinister, secondo me “Bastard Saints” è il brano migliore del nostro repertorio, mentre “Hate” il nostro miglior album.

“11:11” E’ STATO IN ORIGINE PUBBLICATO DIRETTAMENTE DA VOI, MENTRE IL MESE SCORSO E’ STATO RISTAMPATO DALLA SPAGNOLA XTREEM MUSIC. CHE COSA VI HA FATTO PROPENDERE PER L’AUTOPRODUZIONE ALL’INIZIO?
– In verità abbiamo negoziato per qualche tempo con una grossa etichetta, la quale sembrava molto interessata al gruppo dopo avere ascoltato quattro brani. Hanno voluto che registrassimo un full-length e così abbiamo fatto, decidendo di curare in prima persona ogni aspetto delle registrazioni. Abbiamo provato a collaborare con dei produttori, ma nessuno era capace di darci il suono che avevamo in mente. Bart ha fatto un ottimo lavoro da solo, curando anche il mixaggio e il mastering. Poi il disco è finito nelle mani della suddetta etichetta, che lo ha apprezzato, ma per qualche ragione ha deciso di non pubblicarlo. Ci siamo così ritrovati con un album pronto e l’unica cosa che volevamo fare a questo punto era salire su un palco e dare modo ai fan di ascoltarlo. Abbiamo quindi deciso di pubblicarlo da solo, ma presto ci siamo accorti di non avere l’esperienza e i contatti necessari per fargli ottenere l’attenzione che meritava. Abbiamo incontrato Dave della Xtreem Music ad un nostro show e lui aveva espresso interesse nei Neocaesar ancora prima di ascoltare il disco. E’ stato facile accordarsi e rilasciare nuovamente il disco con lui.

ORA CHE IL DISCO E’ STATO RILASCIATO SU VASTA SCALA, QUALI SONO I VOSTRI OBIETTIVI?
– Abbiamo iniziato a comporre nuovo materiale e magari proporremo un nuovo brano dal vivo a partire da gennaio. Ci piacerebbe registrare qualcosa di nuovo entro la fine del 2018, ma tutto dipenderà da quanto tempo libero avremo. Più suoniamo live e meno tempo abbiamo per scrivere canzoni. Dobbiamo inoltre essere soddisfatti al 100% dei nuovi pezzi. In ogni caso, speriamo di potere tenere tanti concerti nel 2018 e nutrire questa belva affamata.

PENSI CHE LA SCENA DEATH METAL SIA CAMBIATA TANTO RISPETTO AGLI ANNI OTTANTA E NOVANTA?
– Mi sembra che vi siano più persone interessate ad arricchirsi sulle spalle dei musicisti.

TI TIENI AGGIORNATO SUGLI SVILUPPI DEL PANORAMA METAL?
– Ascolto principalmente thrash e death metal band di una volta. Gli Slayer sono il mio gruppo preferito e ascolto sempre volentieri Testament, Dark Angel, Cannibal Corpse, Deicide, Morbid Angel (con Dave), Suffocation, Flotsam and Jetsam, Deeds of Flesh, Forbidden, Entombed, Metallica, At the Gates, Bloodbath, Carcass, Fear Factory, Infernal Majesty, Sound Garden e Foo Fighters.

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