NOCTURNAL RITES – Dieci anni sotto il segno del Metal

Pubblicato il 23/11/2005 da
Sembra che non ci sia proprio di chelamentarsi in casa Nocturnal Rites. Arrivati al decimo anno diattività, la band sembra ancora pienamente in forma, sia per la qualitàdelle prove in studio, come dimostrato dal recentissimo “GrandIllusion”, sia per la potenza e l’energia sprigionata sul palco delRolling Stone di Milano, in occasione della calata italica del lorotour di supporto ai Gamma Ray. Lasciamo la parola, dunque, al bassistaNils Eriksson, personaggio simpatico e sorridente, ben lontano daglistereotipi dello svedese freddo e distaccato, che risponderà a tutte lenostre domande sul passato, presente e futuro dei Nocturnal Rites.
BENE, NILS, INIZIAMO SUBITO A PARLARE DEL NUOVO ALBUM, “GRAND ILLUSION”. POTRESTI PRESENTARLO AI LETTORI?
“Sì, certo! Siamo molto soddisfatti di questo nuovo lavoro. Sai,solitamente, quando ci capita di riascoltare i nostri album, c’è semprequalcosa che avremmo cambiato o che sarebbe potuta venire meglio;invece con ‘Grand Illusion’ questo non ci succede. Abbiamo iniziato acomporlo con calma, ci siamo presi il tempo necessario, chiudendoci instudio per nove settimane, in modo da poter curare al meglio laproduzione. Insomma è andato tutto bene! Inoltre l’album è uscito inuna versione speciale, con un bonus DVD allegato, che sicuramente verràapprezzata dai fan”.

COME SI È EVOLUTO IL VOSTRO SOUND RISPETTO A “NEW WORLD MESSIAH”?
“Il nuovo lavoro è molto più diretto, più heavy, ed anche dal punto divista della produzione c’è stato un bel miglioramento. Non è statoniente di pianificato, ovviamente: non decidiamo nulla a tavolino perquanto riguarda la nostra musica, noi semplicemente scriviamo. Ilrisultato questa volta è stato più aggressivo ma, allo stesso tempo,melodico. Ecco, credo che questo equilibrio sia uno dei punti di forzadi ‘Grand Illusion’: ci sono tante band che suonano in maniera melodicama spesso sembrano dimenticare che comunque stiamo parlando di heavymetal e ci vuole la giusta dose di potenza!”.

COSA PUOI DIRMI RIGUARDO AGLI OSPITI PRESENTI SUL NUOVO LAVORO?
“In realtà è una cosa che volevamo fare da tempo. Ci sarebbe piaciutoavere degli ospiti anche negli album precedenti, ma non ne abbiamo maiavuto l’opportunità fino a questo momento. Abbiamo iniziato a pensare achi avremmo potuto chiamare tra tutti i musicisti che abbiamoconosciuto, in tour o per altre ragioni. È stato tutto molto semplice enaturale: abbiamo fatto sentire loro i brani e hanno accettato dicollaborare con noi. Ci ha fatto molto piacere”.

PASSIAMO INVECE A PARLARE DEI TESTI. MI SEMBRA CHE CI TENIATE A PARLARE DI TEMI IMPORTANTI DI ATTUALITÀ.
“È davvero difficile non rimanere colpiti da tutto quello che ci staaccadendo attorno. Il mondo sta andando fuori di testa! Quando staiscrivendo dei testi per una canzone, vieni per forza di cose ispiratoda tutto quello che ti circonda. In quest’album abbiamo affrontatodiversi temi attuali, come il fanatismo religioso e tutti gli idiotiche ci sono in giro”.

SUPPONGO CHE “FOOLS NEVER DIE” PARLI PROPRIO DI QUESTO, NO? DI COMEBASTI GUARDARSI IN GIRO PER RENDERSI CONTO DI TUTTA LA FOLLIA CHE C’E’NEL MONDO…
“Esatto, precisamente!”.

INVECE “IT CUTS LIKE A KNIFE” SI CANDIDA AL RUOLO DI BRANO PIÙ CUPO DELLA VOSTRA CARRIERA. PUOI RACCONTARMI COME E’ NATO?
“Sì, è un brano molto oscuro. Non l’abbiamo programmato, semplicementeè nato così e, vista l’atmosfera del pezzo, abbiamo deciso di inserireuna linea vocale più estrema. Così abbiamo contattato Kristoffer(Olivius, cantante dei Naglfar, ndR) che è venuto in studio e hacantato alcune parti. Credo che l’album avesse bisogno di un brano diquesto tipo, più cupo e aggressivo; si tratta senza dubbio di uno deipezzi più particolari che abbiamo mai composto”.

QUEST’ANNOI NOCTURNAL RITES FESTEGGIANO IL LORO DECIMO ANNIVERSARIO. TI ANDREBBEDI RIPERCORRERE LA STORIA DEI NOCTURNAL RITES, MAGARI SPENDENDO QUALCHEPAROLA SU OGNI VOSTRO ALBUM?
“Volentieri! Il nostro primo album è stato ‘In A Time Of Blood AndFire’, del 1995. La band era già attiva da qualche anno e suonavamo giàassieme da parecchio, ma non avevamo mai registrato un album, quinditutto era fresco e nuovo ed eravamo pieni di entusiasmo. Le canzoniadesso ci sembrano un po’ acerbe ma, d’altra parte, dovevamo ancoratrovare la nostra strada. Il secondo album, invece, si intitola ‘TalesOf Mystery And Imagination’ e da lì abbiamo iniziato a crescere. Credoche già quell’album sia più focalizzato a livello di songwriting, piùcurato sotto ogni punto. L’album successivo fu ‘The Sacred Talisman’,che è uno dei miei preferiti in assoluto e, credo, anche il miglioretra quelli della vecchia formazione. In quel periodo le cose iniziavanoa funzionare bene, avevamo più soldi per la produzione, la gentecomprava i nostri album, veniva ai nostri concerti e noi eravamo tuttimolto orgogliosi di vedere che stavamo ingranando. ‘Afterlife’, invece,fu un punto di svolta per noi. Ogni album ha come una sua personalità:quando ci siamo messi a scrivere, ci siamo accorti che le composizionistavano prendendo una piega diversa, molto più heavy, molto più ‘whooo’(Nils si mette a mimare un riff di chitarra, ndR), capito? Con lechitarre belle in evidenza. Quello è stato un nuovo inizio per noi, unanuova direzione stilistica. Poi fu la volta di ‘Shadowland’ e ‘NewWorld Messiah’, due album che continuano il percorso iniziato con‘Afterlife’, ma che, allo stesso tempo, riprendono anche la melodia deiprimi lavori”.

CREDO CHE I NOCTURNAL RITES SIANO UN OTTIMO ESEMPIO DI COME SI POSSAEVOLVERSI, SENZA PER QUESTO SNATURARE IL PROPRIO SOUND. ANCHE VOI AVETEVISSUTO IL BOOM DEL POWER METAL DI QUALCHE ANNO FA, QUANDO SONO NATECENTINAIA DI BAND TUTTE UGUALI CHE, IMMANCABILMENTE, SONO FINITE NELDIMENTICATOIO, TUTTAVIA VOI AVETE AVUTO IL CORAGGIO DI PROVARE NUOVESOLUZIONI, A COSTO DI TRADIRE LE ASPETTATIVE. EPPURE SIETE ANCORA INPISTA DOPO DIECI ANNI…
“Esatto, il punto è proprio questo! In quegli anni c’erano decine edecine di band tutte uguali, che parlavano di spade e dragoni, e adessonessuno ricorda nemmeno il loro nome. Quelli che sono rimasti sonoquelli che davvero avevano qualcosa da dire. Per quanto ci riguarda,noi possiamo dire di non esserci mai accodati ai trend del momento.Suonavamo questa musica prima che diventasse una moda, non siamo maistati tra quelli che seguono il gregge”.

QUINDI COME TI SEMBRA LA SCENA POWER METAL ODIERNA?
“Penso che sia decisamente in calo: ci sono troppe band che suonanouguali l’una all’altra, ci sono poche band nuove interessanti. Misembra che si dia sempre più importanza alla melodia, a discapitodell’energia e dell’impatto. Così non è heavy metal, questa è popmusic!”.

UNAPARTE DEL VOSTRO SUCCESSO CREDO CHE VADA ANCHE ALLA GRANDE VOCE DIJONNY LINDKVIST, NO? PENSI CHE IL SUO INGRESSO (DA “AFTERLIFE”, NDR)ABBIA GIOVATO ALLA VOSTRA MUSICA?
“Senza dubbio! Anche perché la voce è uno degli elementi più di spiccodella proposta musicale di una band. Jonny ha una splendida voce eriesce a cantare perfettamente sia le parti più melodiche che quellepiù aggressive. È stato un grande acquisto per noi”.

SO CHE AVETE SUONATO UNO SHOW CON UN’ORCHESTRA, IN SVEZIA. L’AVETE REGISTRATO?
“Sì, è stato fantastico! Dovrebbe uscire un DVD della serata, è stato davvero meraviglioso!”.

SE NON SBAGLIO È STATO ANCHE TRASMESSO DA UNA RETE TELEVISIVA SVEDESE, GIUSTO?
“No, non è stato trasmesso tutto. Però hanno fatto uno speciale sull’evento”.

INVECE IL TOUR CON I GAMMA RAY COME STA ANDANDO?
“Per ora molto bene! Abbiamo fatto poche date, solo nell’Europadell’est per il momento, però sta andando tutto alla grande: è venutatanta gente e la risposta del pubblico è stata ottima”.

BENE, E’ TUTTO, C’E’ QUALCOS’ALTRO CHE VUOI AGGIUNGERE?
“Spero che stasera venga tanta gente e che vi divertiate al nostroshow. L’Italia è un posto splendido dove suonare e so che qui abbiamoparecchi fan che ci supportano!”.

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