NONSUN – Lotte spirituali in tempi sanguinosi

Pubblicato il 13/06/2022 da

Sorte crudele, quella che ha visto uscire il secondo album degli ucraini Nonsun proprio mentre il proprio paese veniva sconvolto da un conflitto sanguinario del quale ancora non si vede la fine. Durante le prime settimane di guerra, il combo post-metal esteuropeo è uscito con un titolo quasi profetico, “Blood & Spirit”, una tormentata colonna sonora per questi tempi torbidi e incerti. Partendo da una mescolanza di sludge, doom, stoner e sortite avanguardistiche, la band, guidata da Alex e Goatooth, nostri interlocutori nell’intervista, si è prodotta in una serie di episodi cupi e aggressivi, ben lontani da quell’alone intellettualoide e a volte un po’ asettico di altri gruppi strumentali. I Nonsun sono metal nel midollo e, pur abbandonando in parte le tessiture drone e ambient del precedente, più ermetico, “Black Snow Desert”, hanno tutte le qualità per entrare nell’alveo delle post-metal band più seguite del continente. 

VIENE DIFFICILE PARLARE DI MUSICA DI QUESTI TEMPI, VISTO QUANDO STATE VIVENDO ATTUALMENTE NEL VOSTRO PAESE, CON UNA GUERRA IN CORSO. VORREI CHIEDERVI INNANZITUTTO COME STATE, COM’È ORA LA TUA SITUAZIONE E COME STATE VIVENDO QUESTO CONFLITTO.
Alex: – Sì, questi sono tempi difficili per il nostro paese e per noi. Naturalmente, le nostre vite sono cambiate molto dopo l’inizio dell’invasione, ma non è ancora qualcosa di completamente nuovo, dato che la Russia è in guerra contro di noi da otto anni.
Goatooth: – Viviamo nella regione occidentale del paese, quella relativamente ‘sicura’, nessun combattimento attivo qui ora (l’intervista si è svolta a metà aprile, ndR), niente in confronto ad altre regioni. Ma di tanto in tanto la nostra città viene bombardata da missili e alcuni civili sono già stati uccisi. Udiamo sirene antiaeree quasi ogni giorno. Ciò che ci ha colpito di più personalmente, fino a questo punto, è che il nostro ex chitarrista e caro amico Taras Lavriv è morto in battaglia contro gli occupanti poche settimane fa.

IL NUOVO ALBUM SEMBRA ESSERE RELATIVAMENTE PIÙ SEMPLICE DA ASCOLTARE E INCENTRATO SU SINGOLE CANZONI, RISPETTO AL PRECEDENTE, “BLACK SNOW DESERT”, CHE SVILUPPAVA UN’UNICA COMPOSIZIONE ATTRAVERSO MOVIMENTI DIVERSI. COSA AVETE PORTATO CON VOI DALL’ALBUM PRECEDENTE E COSA VOLEVATE CAMBIARE PER QUELLO NUOVO?
Alex: – Sì, la struttura del nuovo disco è completamente diversa, ogni canzone racconta una storia separata, mentre nel precedente le tracce si univano tra loro per rappresentare un singolo concept. Nel nuovo album abbiamo utilizzato una gamma più ampia di sottogeneri doom, ed è per questo che abbiamo ottenuto qualcosa di più vario ed eterogeneo. In generale, quest’album è un’espressione di alcune delle nostre emozioni e stati interiori, vogliamo credere che ogni ascoltatore, mentre ascolta la nostra musica, troverà una certa componente emotiva che lo toccherà nell’animo.
Goatooth: – Beh, questo è stato un cambiamento naturale e non pianificato. Innanzitutto, Alex si è unito ai Nonsun e ha portato alcune idee ed esperienze che aveva maturato. In secondo luogo, personalmente stavo attraversando la peggiore crisi della mia vita, quindi è abbastanza naturale che il nuovo album si sia rivelato più pesante, più arrabbiato, più diretto, meno malinconico, contemplativo o sognante. Il tumulto interiore doveva solo essere sfogato. Quindi ci sono più elementi doom e più tipicamente metal, nonostante manteniamo sempre le influenze drone, ambient e post-rock che erano più presenti nell’album precedente.

NEL PANORAMA DEL POST-METAL/ROCK STRUMENTALE, RARAMENTE RIUSCIAMO AD ASCOLTARE UN SUONO COSÌ ‘METAL’ COME IL VOSTRO; SIETE PRINCIPALMENTE UN GRUPPO METAL DURO E VIGOROSO, SOLO IN SECONDA BATTUTA DIVENTATE QUALCOSA DI PIÙ IMPREVEDIBILE E SPERIMENTALE. LA BASE DEL SUONO È SU UN CHITARRISMO HEAVY E DENSO, MOLTO CONCRETO. QUALI SONO NORMALMENTE I PUNTI DI PARTENZA DELLE VOSTRE CANZONI E PERCHÉ È IMPORTANTE PER VOI RIMANERE COSÌ PESANTI E AGGRESSIVI?
Alex: – Sai qual è il motivo? È che siamo ragazzi piuttosto ‘anziani’ e siamo cresciuti sentendo diversi generi di metal, quindi è importante per noi combinare suoni potenti e pesanti con differenti sperimentazioni. Ci piace proprio tanto come suonano queste combinazioni, è quello che succede nelle nostre teste , l’aggressività si alterna alla malinconia e a diversi stati intermedi.
Goatooth: – Il punto di partenza delle nostre canzoni è sempre un riff o una melodia. Ci sono sempre molte idee tra cui scegliere, ma devo puntare su quella in cui, in quel momento, sento che possegga il potenziale per essere sviluppata in una canzone completa, se capisci cosa intendo dire. Ho bisogno di avere un’immagine nella mia testa di come fluirà ulteriormente o crescerà più in alto (o più in profondità) quella primitiva idea. Questo suono dovrebbe avere anche qualcosa di ipnotico, meditativo in sé, ecco perché la nostra musica, nonostante suoni molto ‘metal’, non perda mai un retrogusto drone. Non penso mai: “Oh, guarda quanti riff ho a disposizione, proviamo a incollarne alcuni l’uno con l’altro e vediamo che succede”. Preferisco scegliere una certa idea, che abbia un certo potere interiore, e seguirla ovunque essa porti. È una specie di magia, quella che si viene a creare.

SI PERCEPISCE UNA CERTA INFLUENZA DEL SOUND SLUDGE DI DOWN E CROWBAR, CITATI ANCHE NELLA VOSTRA BIOGRAFIA, E QUALCOSA DI STONER, CONSIDERANDO L’ALA PIÙ AVVENTUROSA E FANTASIOSA DI QUESTO STILE MUSICALE. COME MESCOLATE TUTTE LA VOSTRE INFLUENZE PER PRODURRE LA MUSICA DEI NONSUN?
Alex: – Non possiamo affermare che li mescoliamo deliberatamente, succede solo nelle nostre teste e schizza fuori nella forma delle nostre canzoni. Ascoltiamo e amiamo molta musica diversa, ma non possiamo essere attaccati a certe band e dire che ci hanno influenzato di più; siamo influenzati da quasi tutta la musica che esiste, ma prima di tutto le nostre tracce riflettono il nostro stato psico-emotivo. E non abbiamo provato a creare un nuovo stile musicale, questo è certo.
Goatooth: – Mi piace il lato blues e rumoroso dello sludge. Ad un certo punto della mia vita ho ascoltato molto sludge e stoner. In larga misura sono influenzato dal modo di suonare la chitarra ritmica di Jimmy Bower degli Eyehategod: blues, minimalista, rumoroso, con tutti questi feedback, sai. Ma prima di tutti quello sludge e stoner, conoscevo e amavo già i Black Sabbath, sin dalla mia infanzia. E come quelle band sludge/stoner, abbiamo anche molte influenze sabbathiane, ma a modo nostro, mescolandole con tutte le altre influenze, per produrre qualcosa di unico e identificabile.

UTILIZZATE LA VOCE IN UNA MANIERA ALLA QUALE NON SIAMO ABITUATI: NEL VOSTRO CASO FUNGE DA STRUMENTO, UNA SOTTOLINEATURA AGLI ALTRI STRUMENTI, QUALCOSA CHE STA SULLO SFONDO MA ALLO STESSO TEMPO RINFORZA IL RESTO DELLA STRUMENTAZIONE. QUAL È IL RUOLO DELLA VOCE IN UN CONTESTO COME IL VOSTRO?
Alex: – Hai giustamente sottolineato che non usiamo la voce nel solito senso tradizionale, come la maggior parte delle persone è abituata a sentire. La voce è qui come uno strumento separato che integra la potenza di alcune emozioni trasmesse dalle chitarre. Non pensiamo di dover dare all’ascoltatore un testo e tenerlo concentrato su di esso: creiamo un’atmosfera, o probabilmente un’emozione, e l’ascoltatore stesso ricrea nella sua testa certi momenti della vita che associa a queste emozioni.
Goatooth: – All’inizio non avevamo in programma di usare nessuna voce, la nostra musica doveva essere strumentale come lo era stata in “Black Snow Desert”. Personalmente al giorno d’oggi ascolto raramente musica con la voce, poiché la voce interferisce con l’esperienza immersiva che mi aspetto dall’ascolto. Ma più avanti nel processo, quando abbiamo completato le demo, abbiamo sentito che mancava qualcosa per rafforzare il potere emotivo di quanto avevamo scritto. Vedi, “Black Snow Desert” era come un’osservazione di diversi paesaggi, era uno sguardo rivolto ‘verso l’esterno’ e doveva essere il più disumanizzato possibile. “Blood & Spirit” è più introspettivo, si occupa di esperienze personali dolorose, quindi ha bisogno di una sorta di elemento ‘umano’ al suo interno. Forse nemmeno così ‘umano’, Preferirei definirla ‘voce dell’anima’, per enfatizzare il tema spiritualistico dell’album. Quindi non ci sono testi, solo espressioni vocali grezze. Se uno ha bisogno di cercare un significato, può solo chiedersi: “Perché?”. Che poi in questo caso sarebbe solo nn desiderio, gettato nel vuoto.

“BLOOD & SPIRIT” È UN TITOLO CHE RICHIAMA UNA DIMENSIONE MOLTO CARNALE, UMANA, NON QUALCOSA DI ASTRATTO O DI DIFFICILE INTERPRETAZIONE. COME È DEL RESTO LA VOSTRA MUSICA, COSÌ ORGANICA, REALE, NON ARTEFATTA: COME POSSIAMO INTERPRETARE IL TITOLO DEL DISCO E PERCHÉ GLI AVETE DATO QUESTO TITOLO?
Goatooth: – I Nonsun hanno sempre avuto questi titoli contraddittori e ambivalenti per album ed EP: “Good Old Evil” (il primo EP del gruppo, ndR), “Black Snow Desert” (ogni parola qui è in qualche modo l’opposto l’una dell’altra). Così accade anche con “Blood & Spirit”. All’inizio sembra molto semplice e facile da interpretare, ma se ci pensi più a fondo, non è così unidimensionale. Non elencherò tutti i suoi possibili ‘significati’, guardo solo a come si è rivelato alla fine nella realtà: noi come band abbiamo affermato nel nostro comunicato stampa che il titolo “si riferisce alle lotte spirituali nei tempi più sanguinosi” e ha un significato personale. Quindi si trattava delle lotte interiori, quelle che vive ognuno di noi. Ma al momento della sua uscita, involontariamente (e inevitabilmente) ha acquisito un senso più universale: guarda cosa sta succedendo nel nostro paese, il nostro popolo ha versato e versa sangue vero, e mostra uno spirito orgoglioso e forza d’animo nel difendere la nostra patria.

AVETE LAVORATO A QUESTO ALBUM DAL 2017 AL 2020, ED ERA GIÀ PRONTO PER USCIRE NEL 2021: IN QUESTO PERIODO, QUALI SONO STATI GLI ASPETTI DEL VOSTRO SOUND SUI QUALI AVETE APPORTATO LE MAGGIORI MODIFICHE E QUALI SONO STATE LE PRINCIPALI DIFFICOLTÀ NEL SONGWRITING?
Goatooth: – Non abbiamo avuto difficoltà significative nella scrittura delle canzoni: tutte quante sono nate (nelle loro forme embrionali grezze) anor prima del 2017. Gli ultimi ritocchi agli arrangiamenti (tastiere e voci) sono stati aggiunti durante il processo di missaggio nel 2020-2021. Il motivo principale di un periodo di lavoro così lungo è che non avevamo una formazione stabile. Non potevamo lavorare al meglio: prove regolari, apprendimento delle canzoni, andare in studio e registrare, erano tutte cose difficili da attuare senza avere una line-up solida.
Innanzitutto, il nostro batterista in studio, Alpha non era più un membro effettivo e aveva un tempo limitato per lavorare sulle nostre canzoni. Quindi, dalla scrittura delle parti di batteria all’apprendimento e infine alla registrazione, di solito passava un mese o anche di più. E questo accadeva per una canzone, quindi tali tempistiche vanno moltiplicate per tutti i brani in tracklist. Ma alla fine ha fatto un ottimo lavoro, proprio come nei dischi precedenti. Poi ci sono stati continui tentativi di trovare musicisti per avere una formazione completa dal vivo. Nessuno qui vuole (o è in grado) di suonare musica così lenta e ‘non convenzionale’. Abbiamo avuto due formazioni diverse in questi anni e ciascuna è stata attiva per non più di sei mesi.
Questi non sono nemmeno la metà dei fattori che potrei citare come ragioni di un processo di lavorazione sul disco così lungo. Il motivo principale è che, essendoci solo due membri permanenti nei Nonsun (io e Alex), abbiamo fatto quasi tutto da soli, incluso registrare chitarre e basso nella nostra sala prove (senza alcuna esperienza precedente in tal sesno), organizzare tour e altri concerti (non abbiamo una booking agency che ci segue), più altre cose ancora…

GUARDANDO AL VOSTRO PASSATO, QUAL È STATO IL PUNTO DI SVOLTA, IL MOMENTO IN CUI VI SIETE SENTITI PIÙ SICURI E CONSAPEVOLI DEL VALORE DELLA VOSTRA MUSICA E AVETE PERCEPITO CHE STAVATE COSTRUENDO UN SUONO PERSONALE E DISTINTIVO?
Alex: – Non so se saremo mai assolutamente sicuri di quello che dovrebbe essere il nostro suono, per noi è un processo infinito, lo cercheremo, un nuovo suono, ogni volta che scriveremo nuovo materiale, e con il materiale precedente finiremo sempre per dire che certi dettagli andavano realizzati diversamente. Per noi, il suono dipende dalla direzioni delle nuove canzoni, è destinato a evolversi e mutare..
Goatooth: – Sì, non siamo mai stati così sicuri di aver trovato il nostro suono, e nemmeno ora lo siamo. Ho sempre amato le band che non smettono mai di sperimentare e non potevi mai prevedere come sarebbe stato il loro prossimo album. Voglio dire, band come Boris, Melvins. Oppure i Paradise Lost (soprattutto negli anni ’90). L’ho sempre trovato affascinanti, come fan. E anche per noi va un po’ così. Dopo l’uscita di “Black Snow Desert”, non avrei mai pensato che il nostro prossimo album suonasse come “Blood & Spirit”. E ora non ho idea di come suonerebbe il prossimo. Ed è eccitante. Forse non troppo commercialmente logico, ma pazienza (risate, ndR). Ma almeno credo che nessuno possa dire che stiamo cercando di copiare qualcun altro. Non abbiamo trovato il nostro suono o inventato un nuovo genere, ma abbiamo il nostro stile e il nostro approccio specifico e individuale.

PASSANDO A “BLACK SNOW DESERT”, SAPRESTE DEFINIRMI QUAL È LA PARTE PIÙ IMPEGNATIVA DELLO SCRIVERE UN ALBUM COSÌ LUNGO, DOVE OGNI TRACCIA È COLLEGATA ALLA PRECEDENTE E ALLA SUCCESSIVA? COSA CAMBIA RISPETTO AD UN ALBUM COMPOSTO IN MODO PIÙ TRADIZIONALE?
Alex: – Sai, forse un album che racconta un’unica storia è più facile da scrivere; hai un filo conduttore a cui aggrapparti, da quando inizi a raccontarlo. Poi lo sviluppi, aggiungendo nuovi colori alla tavolozza dei suoni, estendi quel filo attraverso l’intero album. E quando scrivi diverse storie, devi finire una storia e iniziarne un’altra, ma per tutto il tempo c’è la sensazione di non aver detto tutto quello che bisognava esprimere, rimani col dubbio che si potesse andare oltre. È comunque difficile definire cosa possa essere più semplice comporre. A seconda del tuo stato psicologico, vai in una direzione o nell’altra, e alcune cose a seconda del tuo stato d’animo possono venire più o meno facili.
Goatooth: – Non direi che un certo modo di scrivere sia più difficile o più facile dell’altro. Ci sono state circostanze diverse a influenzarci durante i processi di scrittura di questi due album, quindi approcci compositivi completamente diversi. “Black Snow Desert” è stato creato principalmente durante le prove: io e Alpha jammavamo e sviluppavamo i temi sonori. Ed è stato abbastanza facile e naturale tutto il cammino. Da un riff fondamentale grezzo, di tre-quattro minuti, o da una melodia, siamo stati in grado di costruire un brano musicale di trenta-quaranta minuti. Siamo stati assorbiti (e immersi) nel processo. Si sentiva bene. Siamo stati guidati da qualcosa. Non è stato forzato. Ma sì, ci è voluto molto tempo. La creazione di “Blood & Spirit” è stata un processo completamente diverso. Le canzoni sono state scritte e arrangiate a casa. Avevo alcune idee, Alex ne ha suggerite alcune sue, e su queste stavo cercando di costruire le canzoni future. Alpha ha inventato le sue parti di batteria anche a casa, creandole in editor midi. E solo allora siamo andati nella nostra sala prove per impararli e alla fine registrare. Sì, ci è voluto ancora più tempo! Non posso dire che questo approccio sia stato più difficile o meno stimolante, ma sicuramente è stato meno divertente.

“IL TITOLO DELL’ALBUM SI RIFERISCE ALLE LOTTE SPIRITUALI NEI TEMPI PIÙ SANGUINOSI. LE CINQUE TRACCE, IN UN CERTO SENSO, SONO ANELITI, O PREGHIERE, GETTATE NEL VUOTO”: QUESTA AFFERMAZIONE È SCRITTA ALLA FINE DELLA PRESENTAZIONE DI “BLOOD & SPIRIT” SULLA VOSTRA PAGINA BANDCAMP. C’È QUALCOSA DI PIÙ SPECIFICO CHE STAVATE RICORDANDO A VOI STESSI CON QUESTA FRASE? NELLA MIA INTERPRETAZIONE, DIVENTA PIUTTOSTO SINISTRO, SE VEDIAMO COSA STA SUCCEDENDO ORA…
Alex: – Siamo persone piuttosto depresse e quella frase riflette il nostro stato interiore, che ci accompagna attraverso la vita. Proprio in questa situazione, i nostri sentimenti hanno coinciso con gli eventi che stanno avvenendo nel nostro paese.
Goatooth: – Sì, come ho già detto, riguardava specificamente il mio stato psicologico, principalmente durante il 2016. Mi sentivo come se non avessi risposte alle mie domande e nessun altro ne aveva. Ho sentito il bisogno di una soluzione irrazionale, di una ricerca spirituale. Non sono una persona religiosa, quindi mi sentivo come se i miei desideri dell’anima venissero semplicemente gettati nel vuoto. E sì, hai ragione, suona abbastanza sinistro se guardiamo a cosa sta succedendo intorno a noi in questo momento…

IN QUESTO MOMENTO STORICO, QUALI SONO LE COSE CHE POSSONO AIUTARVI A SOPPORTARE, A RESISTERE A TUTTA LA SOFFERENZA E L’ANGOSCIA CHE I RUSSI HANNO PORTATO NEL VOSTRO PAESE?
Alex: – In questo senso, per noi e per il nostro paese, la forza spirituale è ciò che ci aiuta a sopportare le sofferenze che l’orda russa ci ha portato. Il nostro confronto con loro ha più di trecento anni e non hanno spezzato il nostro spirito, i nostri soldati versano sangue combattendo per la libertà del nostro paese, tutto questo e la fede nella nostra vittoria ci permettono di sopravvivere in questi tempi bui.
Goatooth: – La maggior parte di noi che non sono soldati, fa volontariato o semplicemente fa il proprio lavoro. Onestamente, è piuttosto difficile. Cerchiamo di concentrarci sul fare cose normali, come promuovere questo album, cerchiamo di ‘far finta’ che ci sia una vita normale, che ci sia un futuro. Ovviamente, tutti speriamo di vincere e porre fine a questa guerra e tornare alla ‘normalità’, ma è difficile distrarsi e non pensare a quegli orrori che sono già accaduti, che ci hanno portato in casa i russi. Se sei una persona empatica, è molto difficile da sopportare. È difficile levarti via tutto dalla testa e cercare di essere minimamente sereno.

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