ONE MAN ARMY AND THE UNDEAD QUARTET – Rock and Roll Never Dies!

Pubblicato il 09/08/2007 da
 
 
Dopo il discutibile esordio, la band dell’ex The Crown Johan Lindstrand è tornata con un lavoro che, seppure più canonico, è riuscito a divertire in virtù di un’iniezione di rock ad alta gradazione. E’ lo stesso singer che ci spiega che ormai la band è affiatata e non è più da considerarsi un suo progetto solista e, secondo lui, questo condurrà già da subito ad una maggiore consapevolezza nei propri mezzi e quindi a dei prodotti sempre migliori. Intanto ci godiamo questo “Error In Evolution”, sorta di ritorno al passato per il Dottor J. Non aspettatevi però uno scimiottamento dei The Crown: gli One Man Army And The Undead Quartet sono un gruppo magari non originalissimo, ma dalla personalità piuttosto spiccata ed anche in sede live hanno dimostrato di essere gente che spacca. La parola a Lindstrand.

 
 

INIZIA COL RACCONTARCI COME SI E’ SVOLTO IL SONGWRITING…
“Ok, a mio parere è andato tutto liscio. Ora che come band siamo insieme da due anni ci conosciamo tutti bene e lavoriamo meglio come team rispetto all’esordio, dove praticamente ci eravamo appena incontrati. Quindi il cambiamento maggiore è dovuto al fatto che oggi tutti siamo più coinvolti nel processo di scrittura. In tre abbiamo scritto le basi, successivamente tutta la band si è seduta ad un tavolo ad analizzare quanto fatto e a migliorarlo. Nel primo album ho fatto quasi tutto da solo, salvo che per due tracce, quindi sono molto contento che ora le cose si svolgano diversamente, anche perchè così possiamo dimostrare a tutti chi siamo”.

PERCHE’ AVETE SCELTO I DEADLINE STUDIOS PER LE REGISTRAZIONI?
“Principalmente perchè volevamo avere a disposizione delle tempistiche piuttosto lunghe ad un prezzo onesto, ma anche perchè volevamo lavorare ancora con Valle che è un mio buon amico. Lui c’era ai nostri inizi e conosce molto bene il nostro sound, quindi per noi è naturale entrare nei suoi studi che, peraltro, sono eccellenti. Li puoi trovare quasi tutto ciò di cui hai bisogno. I Bohus Studios, dove avevamo registrato l’esordio, sono tra i migliori in Svezia ma hanno un costo elevato e quindi ci puoi stare per poco tempo. Quindi ci sentivamo più a nostro agio nel registrare in uno studio più piccolo ma che ci potesse concedere più tempo in sala”.

COME MAI VALLE NON FA PIU’ PARTE DELLA BAND? AVEVA PROBLEMI A DIVIDERSI TRA VOI E GLI IMPIOUS?
“Esattamente, lui ha impegni con gli Impious, con gli studios e mille altre cose e così abbiamo deciso insieme di dividerci, in quanto a noi serviva un bassista che potesse darci il 110% sette giorni su sette”.

A QUESTO PUNTO PRESENTACI QUESTO BASSISTA…
“Certo, si chiama Robert Axelsson e suona anche nei Fraction Of Chaos, l’altra band di Pekkas e Roberts. Quest’uomo è dedito completamente alla musica ed è anche un nostro ottimo amico. Avevamo già suonato con lui di spalla ai Children Of Bodom nel 2005, quindi sapevamo che sarebbe stato perfetto per noi sotto tutti i punti di vista”.

CHI HA AVUTO L’IDEA DI “CHRISTMAS FOR THE LOBOTOMIZER”?
“E’ venuta a me la scorsa estate. Volevo preparare qualcosa di speciale per i fan che stavano attendendo il nuovo album e mi sono detto: ‘Perchè non un singolo natalizio?’ E qualcosa che è estremamente anti-death e anti-thrash ed è stato per quello che la sua realizzazione è risultata divertente. D’altro canto il lavoro è anche anti-natalizio. L’etichetta è stata entusiasta dell’idea e ne ha pubblicate 500 copie. Alla gente è piaciuto molto”.

CI SONO DELLE DIFFERENZE TRA IL DEBUT ALBUM E “ERROR IN EVOLUTION”: AD ESEMPIO IL PRIMO LAVORO ERA PIU’ GROOVY, MENTRE QUESTO E’ MAGGIORMENTE ROCKEGGIANTE, SEI D’ACCORDO?
“Sì, vi sono delle differenze. Secondo me le nuove canzoni sono più corte, con degli arrangiamenti più agili e con dei cori catchy che rimandano più all’heavy metal classico che non al death metal del primo album”.

QUALE SAREBBE PER VOI L’HIGHLIGHT DEL NUOVO ALBUM?
“Tutto il lavoro nella sua interezza”.

PENSI CHE IL TUO PASSATO VI ABBIA FAVORITO AD INIZIO CARRIERA?
“Sicuramente, funziona in questo modo. Se hai un passato piuttosto noto le etichette guarderanno più a te che alle band che hanno solo demo all’attivo. Allo stesso modo, perchè non utilizzare le tue vecchie esperienze per cercare una casa discografica? E’ lo stesso meccanismo di chi cerca un nuovo lavoro, devi presentare un curriculum contenente ciò che hai fatto in precedenza”.

AVETE SUONATO DAVVERO PARECCHIO NEGLI ULTIMI DUE ANNI: QUAL E’ STATA LA VOSTRA ESPERIENZA MIGLIORE ON STAGE?
“Si, abbiamo fatto qualche show (ride, ndR). La data migliore probabilmente è stata quella di Pratteln in Svizzera, soprattutto grazie ad un pubblico magnifico ed estremamente partecipe”.

AVETE UN OTTIMO WEBSITE, DOVE TU TENEVI UNA SORTA DI DIARIO: RIPETERAI L’ESPERIENZA IN FUTURO?
“Si, a partire dal nove di marzo, quando aprirà il nostro nuovo sito”. (l’intervista si è svolta poco prima. ndR)

QUANTO E’ IMPORTANTE LA RETE PER VOI?
“Davvero molto, soprattutto a livello promozionale. E poi consente ai fan e a noi stessi di stare in contatto più stretto e diretto”.

PENSATE CHE IL FILE SHARING POSSA AIUTARVI O LO CONSIDERATE UN DANNO?
“Entrambe le cose, in quanto può permettere di conoscere nuove band senza uscire di casa per andare al negozio di musica magari sotto la pioggia. Se poi trovi qualcosa che ti piace puoi comperarlo successivamente, supportando così chi crea musica. Il problema è che la gente sembra dimenticarsi di questo passaggio, limitandosi a scaricare roba senza poi comperare l’originale”.

SIETE COINVOLTI IN ALTRI PROGETTI O SIETE COMPLETAMENTE ASSORBITI DALLA BAND?
“Siamo sempre concentratissimi sugli One Man Army, ma tutti i membri hanno dei piccoli side project che portano avanti nei momenti dove riusciamo a prenderci delle piccole pause”.

UNA CURIOSITA’: DA DOVE DERIVA IL VOSTRO NOME?
“Io sono la One Man Army e la sezione ritmica è l’Undead Quartet. E’ una cosa ispirata a quei complessi rock degli anni sessanta che avevano nomi diversi per il frontman e per la band. E’ stato piuttosto divertente portare questa usanza rock all’interno del death metal”.

HAI ASCOLTATO GLI ALTRI ALBUM DEI TUOI EX COMPAGNI NEI THE CROWN?
“Sì, ho sentito un paio di cose: hanno deciso di prendere strade che a me non piacciono particolarmente ma sono sinceramente felice se anche loro lo sono”.

GRAZIE PER L’INTERVISTA E A PRESTO…
“Grazie a voi, speriamo di vederci presto sotto qualche palco”.

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