ORGREL – All’ombra del black metal

Pubblicato il 14/11/2021 da

Ci siamo addentrati fra le ombre del Belpaese per dare voce ad una nuova band: gli Orgrel. Il loro sorprendente debutto discografico “Red Dragon’s Invocation”, pubblicato dalla Iron Bonehead, ha avuto ottimi riscontri nell’attuale panorama black metal. La musica dei Nostri è carica di misticismo avvolto da fredde sonorità taglienti che rievocano quelle dei primi anni novanta, quando il black destava un certo timore. Gli Orgrel sono stati abili nel ricamare una componente melodica all’interno del disco, riuscendo a creare un’opera dai contorni moderni, all’interno della quale ribolle l’essenza primordiale di questo genere estremo. Oltre alla musica, dei blackster nostrani si sa ben poco: così abbiamo cercato di portare un po’ di luce nei profondi meandri del loro misterioso universo.

CIAO RAGAZZI, BENVENUTI SU METALITALIA E COMPLIMENTI PER IL VOSTRO OTTIMO DEBUTTO “RED DRAGON’S INVOCATION”. SI CONOSCE MOLTO POCO, SE NON NULLA, DI VOI, VOLETE SVELARCI QUALCOSA O RESTARE AVVOLTI NELL’OMBRA?
– Vi ringraziamo per i complimenti per l’album. Siamo consapevoli del fatto che si conosca poco di Orgrel e dei suoi componenti ma è nostra precisa intenzione lasciare in prima linea la musica. Guardiamo solo agli ultimi dieci anni: quante volte si sono viste band cominciare alla grande e poi svanire nel nulla dopo qualche tempo? Troppa voglia di riflettori. Inizi altisonanti per poi vedere le proprie sciocche speranze frustrate. Non abbiamo intenzioni da ‘star’. Ci va benissimo, come dite voi, ‘rimanere nell’ombra’.

QUAL É IL SIGNIFICATO DI ORGREL?
– Cercavamo un nome che potesse racchiudere il nostro approccio musicale. Il nome ‘Orgrel’ è venuto da sè. É gutturale, breve e diretto. Non ci serviva di più.

LA PANDEMIA HA MESSO IN CRISI DIVERSI SETTORI, MA SEMBRA AVER STIMOLATO LA FANTASIA DEGLI ARTISTI. MOLTI ALBUM, INFATTI, SONO GERMOGLIATI PROPRIO DURANTE IL PERIODO DI LOCKDOWN. “RED DRAGON’S INVOCATION” QUANDO E COME É STATO CONCEPITO?
– Orgrel affonda le sue radici molti anni fa ma non aveva mai ambito a pubblicazioni di rilievo. L’interesse principale riguardava il più stretto underground. La pandemia è stata un’occasione per dedicare un tempo adeguato a dare forma e omogeneità a idee lontane. Il clima di chiusura e incertezza ha fatto il resto.

COME É NATA LA COLLABORAZIONE CON IRON BONEHEAD, UNA DELLE LABEL PIÚ IMPORTANTI IN TERMINI DI MUSICA ESTREMA UNDERGROUND?
– Iron Bonehead, che approfittiamo per ringraziare per la loro professionalità, è stata interessata sin da subito alla nostra proposta. Abbiamo proposto loro alcune canzoni e si sono attivati per la pubblicazione dell’album. Abbiamo avuto pieno supporto sia dal punto di vista grafico che sonoro. É stato per noi un onore poter collaborare per un’etichetta così solida che da decenni sostiene l’ambiente del metal estremo.

PARLIAMO DEL DISCO: ALL’INTERNO DI ESSO SI POSSONO SENTIRE DIVERSE INFLUENZE CHE VANNO DAL BLACK METAL PRIMORDIALE A QUELLO PIÚ MODERNO CARATTERIZZATO DA UNA VENA MELODICA. QUALI SONO STATE LE ISPIRAZIONI CHE HANNO CONTRIBUITO MAGGIORMENTE ALLA STESURA DI “RED DRAGON’S INVOCATION”?
– Riguardo alle influenze musicali possiamo dirvi che i gruppi che più ci influenzano sono quelli del potente filone che collega i Venom ai Dissection, i Darkthrone ai Bathory, Burzum ai Taake. Si tratta sempre della stessa visione connotata in prospettive diverse. Per quanto riguarda le tematiche affrontate, il nostro contributo è legato a ciò che il mondo contemporaneo ci costringe a vivere. Nel bene e nel male, il black metal è un linguaggio efficace nell’esprimere lo scontro con una realtà spesso disgustosa e piatta. Con l’andare degli anni il nostro mondo si fa sempre più uniforme e volto al sedare ogni possibile altezza. Attraverso il black metal vogliamo dare voce allo sfogo furioso che tanti di noi sono costretti a sopire nel quotidiano.

SIETE TUTTI COINVOLTI NELLA COMPOSIZIONE SONORA DEI BRANI O OGNUNO DI VOI HA UN COMPITO PRECISO?
– Siamo tutti coinvolti in ogni ambito della composizione. Ognuno di noi lavora a testi e musica.

L’ALBUM SEMBRA ESSERE INTRISO DI MISTICISMO, QUALI STUDI CI SONO DIETRO I TESTI DELLE CANZONI E CHI LI SCRIVE?
– Suoni, testi e immagini sono strumenti per esprimere con forza idee e suggestioni. Ciò che chiamate ‘misticismo’ è il frutto di passione per ogni simbolo che ha avuto un significato nella storia umana. Per lavoro e per passione, come Orgrel, questi strumenti ci attraversano e ci riempiono. L’obiettivo è sempre e solo la propulsione.

NEL BRANO “BURNING RUINS” FATE RIFERIMENTO AD UNA TERRA IN FIAMME AVVOLTA DA ODIO ED OSCURITÀ: SEMBRA UN RIFERIMENTO PESSIMISTICO AL NOSTRO PIANETA. TRA LE RIGHE DEL TESTO SI LEGGE “PRAY FOR THE SUN, SEARCH IN THE SHADOW”, C’È ANCORA SPERANZA IN UN CAMBIAMENTO CHE MIGLIORI LA SITUAZIONE ATTUALE DEL MONDO IN CUI VIVIAMO?
– Il nostro mondo occidentale sguazza in un’annoiata sazietà. Questo ci impedisce di accorgerci del declino che ci circonda. Stiamo felicemente ed inconsapevolmente affondando. A nessuno è dato conoscere il futuro con certezza, ma certo soltanto un ingenuo potrebbe prospettarsi i prossimi tempi con speranza. Ciò che conta è addestrare se stessi alla guerra spirituale che è in corso. Modificare se stessi per rimanere in piedi tra le rovine.

LENTAMENTE, CON CAPIENZE RIDOTTE, SEMBRA CHE I CONCERTI STIANO RIPRENDENDO. DALL’USCITA DEL VOSTRO DISCO, CI AUGURIAMO, SEGUIRANNO ANCHE PER VOI SPETTACOLI LIVE, AVETE GIÀ IN PROGRAMMA QUALCHE DATA? QUALI BAND VI PIACEREBBE SUPPORTARE?
– Sembra davvero che i prossimi tempi saranno di riapertura e questo può solo giovare alla musica. Per quanto riguarda i nostri live, per ora non abbiamo date in programma. La dimensione live non è tra i nostri scopi immediati, ma non escludiamo nulla. Ciò che conta è offrire al pubblico tempo di qualità, attraverso un disco o un live di valore.

CHE COS’È OGGI IL BLACK METAL? CI SONO ANCORA MARGINI DI EVOLUZIONE NEL GENERE?
– Il black metal oggi soffre delle stesse malattie che affliggono il nostro mondo occidentale. É facile rimanere abbagliati da semplici promesse che non portano altro che delusione e abbandono. La musica è questione di passione e pazienza, dedizione e fatica. Non si fa musica per lavoro, lo si fa perchè è necessario. E invece c’è chi pagherebbe per vendersi. Uscendo dal periodo eroico degli anni Novanta e primi Duemila, anche nel black metal si sono accumulate un sacco di proposte mediocri e pressapochiste. Per fortuna però esistono anche eccezioni decisamente positive: negli ultimi dieci anni si sono viste buone proposte italiane, europee ed extraeuropee. Un po’ di diamanti nel carbone. Per quanto riguarda l’evoluzione del black metal, siamo certi che sia possibile e, anzi, sia in corso un’evoluzione. Ma questo non ci riguarda.

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