OTARGOS – Senza Dio

Pubblicato il 31/10/2010 da


Da qualche anno a questa parte il black metal parla francese. Molte le band transalpine che sono emerse dall’underground con lavori di alta qualità: dai Deathspell Omega agli Alcest, passando ovviamente per i bellicosi Otargos, che con i loro ultimi lavori hanno fatto passi da gigante su tutti i fronti, diventando uno dei gruppi estremi di punta della loro etichetta, la Season Of Mist. Attualmente in tour in Europa con Watain e Destroyer 666, i nostri hanno trovato il tempo per rispondere ad alcune domande sorte in seguito all’ascolto del notevole “No God No Satan”. Ce ne parla il frontman Dagoth…

 

IL VOSTRO BLACK METAL CONTINUA A MESCOLARE SONORITÀ MODERNE E OLD SCHOOL, METTENDO IN EVIDENZA QUELLE MELODIE IPNOTICHE CHE SONO ORMAI IL VOSTRO TRADEMARK. QUANTO SONO IMPORTANTI PER VOI QUESTA ALCHIMIA E LE SUCCITATE MELODIE?
“La musica degli Otargos non picchia duro tutto il tempo nè angoscia l’ascoltatore con continue melodie deprimenti. Abbiamo un nostro stile, che prevede l’utilizzo di diverse soluzioni all’interno di un singolo brano. E ognuna di queste rende più forte la successiva. Quando scrivo un brano faccio il possibile affinchè ci sia un equilibrio perfetto tra i vari tipi di riff. Pongo inoltre molta attenzione allo scorrere dell’album: non deve essere soltanto una raccolta di canzoni, ma un vero e proprio viaggio, che dovrebbe riuscire a portare chi ci ascolta altrove con la mente”.

ALCUNI ANNI FA MOLTE BLACK METAL BAND PUNTAVANO TUTTA SULLA VELOCITÀ, PROBABILMENTE PERCHÈ INFLUENZATE DAL SUCCESSO DEI DARK FUNERAL E DEI MARDUK DI “PANZER DIVISION MARDUK”. ANCHE GLI OTARGOS TENGONO MOLTO A QUESTO ASPETTO, MA DA QUALCHE ANNO SEMBRA CHE SIATE RIUSCITI A SCRIVERE ALBUM PIÙ COMPLETI, CHE NON PREMONO SEMPRE SULL’ACCELERATORE.
“Hai ragione, a noi non interessa più essere il gruppo più veloce e brutale del pianeta. La corsa a chi possiede i blast-beat più estremi la lasciamo ad altri. Cerchiamo di trasmettere emozioni, per questo cerchiamo di comporre brani che abbiano un filo logico e una grossa dose di intensità a livello atmosferico. Molta gente non sta capendo la nostra nuova opera proprio per questo motivo… continuano ad aspettarsi solo aggressione, quando noi vogliamo fare tutto fuorchè comporre musica semplice e immediata”.

COME SI SVOLGE IL SONGWRITING NEGLI OTARGOS?
“Compongo tutto da solo, a casa mia. Quando ho pronto un nuovo demo lo sottopongo agli altri per sapere che ne pensano. Solitamente tutto quello che compongo piace loro, quindi non ci sono mai ulteriori discussioni”.

TROVI “NO GOD NO SATAN” IL NATURALE SUCCESSORE DI “FUCK GOD-DISEASE PROCESS” O LO COLLOCHERESTI ALTROVE NELLA VOSTRA DISCOGRAFIA?
“È tutto sommato il successore dell’album precedente. Vi sono delle similitudini, ma il nuovo materiale è più personale e atmosferico… a mio avviso anche più completo. Abbiamo trovato il nostro stile e da qui in poi non scenderemo ad alcun compromesso”.

I TITOLI DEI BRANI SEMBRANO MENO DIRETTI CHE IN PASSATO. È CAMBIATO ANCHE IL VOSTRO APPROCCIO LIRICO?
“Sì, ci siamo evoluti anche sotto questo punto di vista. È tutto avvenuto molto naturalmente, siamo una band onesta quando si tratta di queste cose. Il concept però è rimasto lo stesso di sempre: io non credo alle favole e la religione per me fa parte della categoria. Non puoi parlare del diavolo senza credere in dio. Sono due facce della stessa ‘entità’. Dio è un virus, una malattia mentale creata da noi, deboli essere umani. Gli Otargos suonano ‘antitheist black metal’: noi non crediamo in dio e pensiamo che esso non esista affatto”.

AVETE AVUTO GUAI CON LA CENSURA PER IL TITOLO “FUCK GOD-DISEASE PROCESS”?
“No, alcune persone negli USA hanno rimpiazzato ‘fuck’ con ‘f***’, ma è tutto. Abbiamo quasi ricevuto più critiche dai black metaller che dai media!”.

IL MERCATO ATTUALE È MOLTO AFFOLLATO: PENSI CHE GLI OTARGOS RIUSCIRANNO AD EMERGERE CON “NO GOD NO SATAN”?
“La situazione per le band underground si fa sempre più difficile, ma siamo molto professionali e altamente motivati e ciò dovrebbe fare la differenza. Ci proveremo”.

SIETE ATTUALMENTE IN TOUR CON WATAIN E DESTROYER 666. COME STANNO ANDANDO LE COSE?
“Questo è senz’altro il tour più grosso e professionale della nostra storia. Siamo molto orgogliosi di essere qui, ci stiamo impegnando a fondo e ottenendo ottimi risultati. Sono particolarmente soddisfatto dei concerti che abbiamo tenuto in Gran Bretagna”.

MOLTI FAN STARANNO SCARICANDO IL VOSTRO ALBUM. LA COSA VI DA FASTIDIO?
“È un ottimo mezzo promozionale, anche se ciò significa guadagnare meno denaro, sia per noi che, soprattutto, per la label. È un fenomeno che non si può fermare, va solo gestito con intelligenza”.

HO L’IMPRESSIONE CHE IL NOME OTARGOS DERIVI DAL GRECO… PUOI CONFERMARE?
“Sì, è una parola del greco antico e significa ‘caprone’! Credo che non ci sia bisogno di molte spiegazioni… abbiamo scelto questo nome quando eravamo molto giovani (risate, ndR)!”.

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.