OUR SURVIVAL DEPENDS ON US – Onestà e coraggio

Pubblicato il 23/04/2019 da

È sempre con vivissimo piacere che si va a interloquire con gli Our Survival Depends On Us. Al di là della qualità della loro musica, del suo carattere indomabile e disposto costantemente all’evoluzione, ciò che colpisce favorevolmente nella band di Salisburgo è la profondità dell’erudizione, il pensiero non allineato e complesso. Uomini di cultura a tutto tondo, i musicisti austriaci offrono nelle loro opere riflessioni mature, proposte con straordinaria interrelazioni fra testi e musica, storia e sviluppi sociali. Dimostrando, come nel caso dell’ultimo full-length “Melting The Ice In The Hearts Of Men”, quanto certi comportamenti, attitudini, modi di vivere, mantengano autenticità e valore anche col trascorrere dei secoli. E che certi ideali non dovrebbero mai andare perduti, a maggior ragione quando sono messi a repentaglio, complice un’evoluzione distorta del mondo, come accade attualmente. In estrema sintesi, questa è una sintesi di ciò di cui abbiamo parlato con il chitarrista/cantante Mucho, uno dei cinque alfieri di questo singolare collettivo.

PRESENTANDO “MELTING THE ICE IN THE HEARTS OF MEN” AFFERMATE CHE È ‘UN CONCEPT ALBUM NEL QUALE ABBIAMO CREATO DEI MICROCOSMI MUSICALI, CELEBRANDO LE QUATTRO CANZONI COME FOSSERO DELLE CERIMONIE, PER TORNARE A COLTIVARE CIÒ CHE È SPESSO QUASI DIMENTICATO’: COSA SIGNIFICA QUESTA FRASE E QUALI SONO I PUNTI COMUNI FRA I PEZZI DELL’ALBUM, CHE RACCONTANO OGNUNO UNA STORIA DIFFERENTE E SI MUOVONO ALL’INTERNO DI PANORAMI SONORI CON MOLTE VARIAZIONI FRA UNA TRACCIA E L’ALTRA?
– I punti in comune fra i pezzi sono le componenti storiche e religiose. Ognuna di queste canzoni ha una sua storia o una base lirica fornita da un racconto o un poema. Si tratta di vicende che sono tutt’ora rilevanti nel mondo attuale, in continuo mutamento. I concetti morali di cui sono portatrici sono importanti ora, come lo erano al tempo in cui sono state narrate per la prima volta. Speriamo di essere riusciti a trovare i punti in comune e ad unirli in maniera corretta. O forse, possiamo dire che siano stati questi puntini a trovare noi. Ciò che raccontiamo rappresenta una parte di memoria culturale che è andata quasi perduta. Chiamali se vuoi avvertimenti dal passato. Il disco è la colonna sonora di queste vicende, ricorda alle persone cosa significa vivere da persone oneste, a dispetto di tutto ciò che può accadere.

LA STRUTTURA DELL’ALBUM È MOLTO DIVERSA DAL SUO PREDECESSORE: IN “SCOUTS…” VI ERANO COMPOSIZIONI LUNGHE, PARTI PARLATE, CANZONI BREVI, UNA BALLATA PER PIANOFORTE, MENTRE IN QUESTO CASO SIAMO IN PRESENZA DI QUATTRO COMPONIMENTI DI LUNGA DURATA. OGNUNA, ATTRAVERSO UNO SCHEMA SUO PROPRIO, PROPONE UN MODERATO CLIMAX E UN APPASSIONATE SVILUPPO NARRATIVO. QUALE È STATO IL PUNTO DI PARTENZA NELLA COMPOSIZIONE E IL PRIMO BRANO CHE AVETE SCRITTO?
– La prima canzone che abbiamo iniziato a scrivere è “Galahad”. Eravamo su alla Neudegg Alm (località di montagna austriaca dove si tiene il festival Funkenflug, ndR), erano da poco terminate le registrazioni di “Scouts…”. Sentivamo che una nuova canzone era nell’aria, così mi sono seduto all’aperto e ho iniziato a suonare con la chitarra acustica, per cercare l’incipit del pezzo. Da lì è nata “Galahad”. Quando un nuovo album sta prendendo vita, si crea immediatamente un collegamento con il disco che verrà dopo. “Melting The Ice…” è più omogeneo, era importante che scaturisse questo particolare clima da soundtrack. “Melting The Ice…” va immaginato come un libro diviso in quattro capitoli, se scrivi un romanzo dove ogni capitolo prende direzioni stilistiche troppo discordanti, finirai per perdere di vista il significato dell’intera storia. È anche questa la ragione per cui percepisci il climax e lo sviluppo narrativo che mi hai citato nella domanda.

IL PRIMO PEZZO È APPUNTO DEDICATO A GALAHAD, IL PIÙ VALOROSO DEI CAVALIERI DELLA TAVOLA ROTONDA DI RE ARTÙ. QUALI SONO I LIBRI E LE ALTRE FONTI UTILIZZATE PER TRARRE ISPIRAZIONE AI TESTI E ALLA MUSICA E QUALE TIPO DI CONTRIBUTO VI HA DATO ALAN AVERILL, SINGER DEI PRIMORDIAL, CHE CANTA NELLA PARTE FINALE DEL BRANO?
– Ci sarebbero fin troppe fonti da citare. Ogni cosa che leggo mi lascia qualcosa. Non tutti i libri danno risposte esaurienti, soprattutto quando si parla di mitologia, magia, religione, non è semplice filtrare tutte le false informazioni che alcuni testi portano comunicano. Il concetto più importante da comprendere è che “Galahad” non parla direttamente di Galahad in sé e per sé. Lui è un simbolo, il punto di partenza per esprimere significati che prendono spunto dalla sua figura. Noi tutti abbiamo la possibilità di scegliere il sentiero migliore, di essere un luminoso, scintillante simbolo di lealtà e onestà, qualità che si stanno perdendo nella società moderna. Per molte persone, queste qualità sono sorpassate, appartengono al passato, mentre io penso che ci consentano di vivere meglio. Ci è parso naturale che Alan Averill, con il suo tempestoso carisma, potesse partecipare come guest vocalist, e donarci il suo timbro eroico. In quel frangente impersona la voce del Cavaliere del Sacro Graal. Recentemente ho letto un libro intitolato “Misticismo Irlandese e Celtico a Nord delle Alpi”, che parla in particolare dei santi Ruperto e Virgilio, due monaci irlandesi che vennero a Salisburgo e fondarono un’accademia culturale e religiosa. L’Irlanda è quindi molto legata a Salisburgo, la mia città, e questo si è riflesso nella stesura del pezzo e nella scelta di Alan come ospite.

“GOLD AND SILVER”, DELLA QUALE POSSIAMO ANCHE AMMIRARE UN VIDEO, È ISPIRATA AL LIBRO DI EZECHIELE, PARTE DELL’ANTICO TESTAMENTO DELLA BIBBIA. QUAL È LA METAFORA DI CUI TRATTATE E COME SI CONNETTONO I TESTI ALL’ASPETTO SONORO DEL PEZZO?
– L’incedere tribale della batteria utilizza il distintivo battito ‘ghostnote’ secondo un pattern potente e ripetitivo. Ricorda l’off-beat nelle ritmiche dei primi Portishead, laddove vi sono degli spazi scanditi senza alcuna tempistica precisa all’interno degli arrangiamenti. Le parti di violino sono altrettanto cruciali, per aggiungere sfumature di tristezza nella melodia, replicando la musica tradizionale Yiddish. Ogni singolo strumento è collegato all’altro per costituire qualcosa di monumentale. Victor Santura dei Triptykon appare per un furioso assolo al suo interno. Sul modo in cui liriche e musica interagiscono, lascio a ognuno libera interpretazione. Faccio notare che Il Libro di Ezechiele è suddiviso in quattro parti, proprio come “Melting The Ice In The Hearts Of Men”! Ezechiele era il figlio di un sacerdote di grado molto elevato schiavizzato da Re Nebuchadnezzar II, e fu anche uno dei primi israeliti ad arrivare a Babilonia. È stato il padre della teologia e ciò che ha scritto è di grande interesse per me. La tradizione ebraica afferma che lo studio del Libro di Ezechiele è selettivo, infatti gli studenti che non vengono considerati abbastanza saggi e maturi per approcciarsi a un testo simile, vengono dispensati dal suo studio.

LA TERZA TRACCIA, “SONG OF THE LOWER CLASSES”, HA UNA VISIONE POLITICA: PARLA DI DIRITTI DEI LAVORATORI, PER MEZZO DELLE PAROLE DI UN ATTIVISTA DEL DICIANNOVESIMO SECOLO, ERNEST CHARLES JONES. QUALI SONO GLI ELEMENTI MUSICALI CHE SOTTOLINEANO ED ENFATIZZANO IL SUO PENSIERO?
– È stato un processo lungo e complesso quello che ci ha condotto a una veste musicale adatta per quel tipo di liriche, dato che è molto emozionante per noi cantare “Song Of The Lower Classes”. Percepiamo che la musica è quella giusta per un certo testo quando sentiamo una forte connessione fra questi due aspetti. Quando troviamo la concordanza giusta, ce ne accorgiamo immediatamente. Finiamo per provare lo stesso grado di emotività che sentiamo per il testo. Tutto ruota attorno agli accordi e ad alcuni momenti specifici, non abbiamo trovato la quadratura in un’unica sessione di prove. Abbiamo cercato di creare un suono heavy e monolitico, che ti potesse colpire nell’anima, in modo sporco, duro. Ripetitivo come il duro lavoro nelle miniere e in fabbrica.

ALLA FINE, C’È UNA CANZONE PIÙ ATMOSFERICA, QUASI INTERAMENTE STRUMENTALE, DEDICATA ALLE CERIMONIE FUNEBRI IN TIBET E IN PERSIA. PUÒ ESSERE VISTO COME UN ESPERIMENTO INSOLITO ANCHE PER UNA BAND COME LA VOSTRA, CHE IN OGNI DISCO AFFRONTA NUOVE INFLUENZE E TIRA FUORI QUALCOSA DI INASPETTATO. CHE COSA VI AFFASCINA DI QUESTE CULTURE RIMEMBRATE NEL PEZZO E PERCHÉ VI SIETE SPINTI SU TERRITORI SONORI DEL GENERE, QUASI AMBIENT, COME QUELLI DI “SKY BURIAL”?
– Io e Hajot siamo probabilmente più connessi a alla death ambient e alla musica folk psichedelica che non all’heavy metal tradizionale. Con il nuovo album abbiamo deciso di focalizzare interamente i nostri interessi musicali sugli Our Survival Depends On Us, tenendo un attimo da parte gli altri nostri progetti. Possiamo sperimentare molto con gli Our Survival Depends On Us perché fuori dalla band ci dedichiamo a molte altre correnti sonore, dando adeguato spazio ad altre influenze ed ispirazioni. Per esempio, io e Hajot siamo fan delle colonne sonore, degli ampi soundscape cinematografici e volevamo ricreare questo feeling nel nuovo disco. Come band abbiamo sempre voglia di crescere, ci piacerebbe inoltre poter utilizzare effetti visuali durante i live show, display multimediali e altro ancora. Ci sono tantissime idee nella nostra testa che non vedono l’ora di essere realizzate. L’obiettivo come gruppo è quello di adattarci alla nuova situazione in cui ci troviamo con il nuovo album.

TRE DI VOI (MUCHO, THOM E BARTH) SONO COINVOLTI IN PROGETTI DI ARTE VISUALE E SCULTURA. STATE PENSANDO DI CREARE UNO O PIÙ EVENTI SPECIALI DOVE POTER METTERE ASSIEME MUSICA ED ALTRE FORME ARTISTICHE, PER IMMERGERE IN UN’ESPERIENZA COMPLETA SULLA VOSTRA ARTE?
– Abbiamo iniziato a ipotizzare qualcosa del genere qualche anno fa. Ma si tratta di trovare l’occasione giusta, uno spazio adatto e di organizzare le cose esattamente come le vogliamo noi. Trattiamo con molta attenzione l’aspetto visuale degli Our Survival Depends On Us. Dobbiamo trovare una connessione artistica fra i vari elementi che provochi emozioni forti. Per “Melting The Ice…” abbiamo cercato di offrire una veste grafica che mettesse in relazione due importanti artisti, da noi già molto apprezzati. Elijah Tamu ha creato la base, Alex “Irrwisch” Trinkl ci ha lavorato sopra con il suo incredibile concept.

VI DEDICATE ANCHE AD ALTRI PROGETTI MUSICALI FUORI DAGLI OUR SURVIVAL DEPENDS ON US, ORIENTATI AL NEOFOLK, AL CANTAUTORATO, AMBIENT, SOUNDTRACK. STATE SVILUPPANDO QUESTI VOSTRI PROGETTI ULTIMAMENTE? COME VI HANNO AIUTATO QUESTE ALTRE AVVENTURE NEL SONGWRITING DEGLI OUR SURVIVAL DEPENDS ON US? ASCOLTANDO I THELEMA, AD ESEMPIO, IL PROGETTO DEL VOSTRO TASTIERISTA HAJOT, SI NOTANO DELLE ASSONANZE CON LO STILE DEGLI OSDOU…
– Hajot porta avanti da anni questo suo progetto ambient e l’ha sviluppato in parallelo a OSDOU. “Sky Burial” per esempio sarebbe stata impossibile da realizzare senza le doti compositive di Hajot nell’ambient. Nel passato abbiamo utilizzato vari progetti musicali come un laboratorio sperimentale per indagare quale tipologia di espressione musicale potesse far parte dell’universo sonoro degli Our Survival Depends On Us.

BARTH È L’ORGANIZZATORE DEL FUNKENFLUG FESTIVAL, UN FESTIVAL METAL MOLTO PARTICOLARE, ORGANIZZATO FRA LE MONTAGNE DELL’AUSTRIA. PUOI DESCRIVERCI NEI DETTAGLI LE CARATTERISTICHE DELLA MANIFESTAZIONE E L’IDEOLOGIA CHE VI È DIETRO IL PROGETTO?
– Ideologia, dal mio punto di vista, non è un termine positivo. La nostra priorità quando abbiamo creato il Funkenflug (da quando l’abbiamo rinnovato, è denominato House Of The Holy) era di costruire un punto di fusion, un luogo dove ognuno fosse benvenuto, l’importante è che rispetti le regole del posto e apprezzi quello che si sta facendo. Desideravamo diversità, persone differenti con vite e background eterogenei, che condividono gli stessi interessi, ma che sono ognuno portatori di una propria unicità. Nessuno si sarebbe mai aspettato, quando abbiamo iniziato, che l’evento avrebbe conquistato tutta questa risonanza che possiede attualmente. I nostri auspici quando abbiamo fondato il festival si sono avverati e ora tanti che lo frequentano sono diventati cari amici, una specie di famiglia.

‘L’ARTE È AZIONE’, DICHIARATE SUL VOSTO SITO UFFICIALE. VOI VI MUOVETE NEGLI INFINITI SPAZI CULTURALI CON INTENSA CURIOSITÀ, TROVATE ISPIRAZIONE DA MOLTI ASPETTI DELLA REALTÀ, SFRUTTANDO DIVERSI MEZZI PER INTERPRETARLA. QUAL È LA SITUAZIONE, IL FATTO CHE HA SU DI VOI IL MAGGIOR PESO NEL GUIDARE LA VOSTRA ARTE NEGLI ULTIMI ANNI, SIA MUSICALMENTE, CHE PER GLI ALTRI VOSTRI PROGETTI ARTISTICI?
– Come ogni artista, l’esperienza della vita mi ha fornito la visione e l’ordine per lavorare su tutti i miei progetti, inclusa la band. Il processo di sopportazione dell’esistenza e il riconoscere, con dolore, che cosa sta accadendo attorno a noi, non importa se sia a casa mia o in viaggio. Inoltre, come ogni artista, i miei demoni personali mi hanno spinto fino a questo punto, dove creo arte che ritengo sia una riflessione, che le persone possono interpretare secondo la loro sensibilità. La band è iniziata come una specie di terapia per me e ora si manifesta come una terapia per molte persone che ci ascoltano. Confrontarsi su certi problemi attraverso la musica apre discussioni su molti altri temi.

IN QUEST’ERA DI CAMBIAMENTI E INCERTEZZA, QUALI SONO I VALORI CHE POSSONO GUIDARE UNA PERSONA E DARGLI LA NECESSARIA FORZA E SERENITÀ PER VIVERE LA PROPRIA VITA NELLA MANIERA MIGLIORE POSSIBILE?
– Niemals aufgeben – no surrender! Fidati dei tuoi sentimenti e dei tuoi istinti, in più modo di quelli che ti vengono insegnati. Ogni cosa buona nella vita ci racconta che ci sono molte realtà e verità nel mondo, bisogna soltanto seguirli.

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.