OWLS OVER OAKS – I gufi osservano il mondo

Pubblicato il 28/04/2026 da

Valerio ‘Leynir’ Possetto ha fornito il suo apporto a diverse band italiane di un certo valore, tra le quali spiccano gli Enisum, ma è giusto citare anche Homicide Hagridden, Yikon e Haddonfield 17.
Dopo anni di attività, il bassista torinese ha deciso di dare sfogo alla propria passione per le sonorità doom-drone metal nate con band quali Thorr’s Hammer e Burning Witch e arrivate ai nostri giorni con i Sunn O))), assoldando la cantante Elisa Iacopini ed il batterista Roberto Ripollino per dare vita al nuovo progetto Owls Over Oaks.
Il disco d’esordio, intitolato semplicemente “O. O. O.”, è un viaggio estenuante attraverso i territori più estremi del genere, con soli tre lunghi brani che si caratterizzano per l’assenza della chitarra.
In questa intervista, il musicista piemontese ci spiega come è nato il gruppo e quali sono le idee per il futuro.

CIAO VALERIO, COMPLIMENTI PER IL NUOVO ALBUM E BENVENUTO SU METALITALIA.COM. CI RACCONTI COME E’ NATO IL PROGETTO OWLS OVER OAKS?
– Prima di tutto, grazie per i complimenti, è un piacere rilasciare un’intervista per Metalitalia.
Ho iniziato a scrivere i brani per questo progetto nel 2022 e volevo creare un qualcosa di completamente diverso dalle mie precedenti formazioni; nel 2024 ho deciso di farla diventare una band vera e propria e ho coinvolto due musicisti che stimo, Elisa ‘Aeretica’ Iacopini alla voce, ex Amethista, e Roberto ‘Bob Rip’ Ripollino, attuale batterista di Nihili Locus e Nerocapra. Con loro ho potuto esternare la mia visione sonora.

AVETE SCELTO UN NOME CURIOSO, COME E’ NATA QUESTA IDEA? CHE SIGNIFICATO ATTRIBUISCI ALLA FIGURA DEL GUFO?
– Solitamente si dice che il gufo è portatore di sventure, ma qui tracciamo un percorso inverso: sui gufi si abbatte la sventura, a causa della mano del creatore.
Essendo questo album il primo di una trilogia, possiamo parlare di tre dischi, tre lettere uguali: in una sola parola, identità.

SIETE TRE MUSICISTI CON BACKGROUND DIFFERENTI. DOVE TROVATE IL VOSTRO PUNTO DI CONVERGENZA?
– Sono io, Leynir, che scrivo musica e liriche, perché penso di avere la visione effettiva di questo progetto, e non potevo trovare partner migliori di Aeretica e Bob Rip, i quali mi hanno accompagnato in tutto e per tutto e hanno creduto in questa band.

SUONATE UN GENERE CHE ORMAI HA QUASI TRENT’ANNI DI VITA E, PARTENDO DA BAND QUALI THORR’S HAMMER E BURNING WITCH, E’ ARRIVATO ALL’ESTREMISMO SONORO DEI SUNN O))).
COSA TI HA PORTATO AD AMARE QUESTE SONORITA’? QUALI PENSI SIANO I CAPISALDI DEL DRONE METAL, SE COSI’ LO VOGLIAMO CHIAMARE? QUALI SONO LE NUOVE BAND CHE TI APPASSIONANO?
– Come avrete capito, sono un fan di Greg Anderson e Stephen O’Malley.
Nel 1998 uscirono sia Thorr’s Hammer che Burning Witch: io li scoprii nel 2000 o 2001 e il loro sound, anche se differente, mi rapì totalmente.
Riguardo ai Sunn O))), che dire? Per me sono geniali, hanno osato, e questo coraggio manca nella musica attuale. Come capisaldi della drone music citerei sicuramente La Monte Young, per quanto riguarda il drone metal nello specifico gli Earth.
Mi chiedi di nuove band che mi appassionano: così su due piedi ti direi i Frayle, anche se l’ultimo loro lavoro non mi ha convinto appieno.

PARLANDO PROPRIO DELLE VOSTRE RADICI MUSICALI, AVETE COINVOLTO NELLA LAVORAZIONE DEL DISCO UN PERSONAGGIO DEL LIVELLO DI JAMES PLOTKIN CHE, TRA ESPERIENZE COME MUSICISTA CON KHANATE E KHLYST E COLLABORAZIONI IN VESTE DI PRODUTTORE, E’ STATO TRA I PIONIERI DI QUESTI SUONI. COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON LUI? QUALE E’ STATO IL SUO CONTRIBUTO AL DISCO?
– Un giorno stavo parlando con una persona di Argonauta, l’etichetta per la quale siamo usciti e che sta facendo un ottimo lavoro, e gli dissi: ”Sono indeciso a chi affidare il master”, lui mi rispose: ”Senti James”. Così, scrissi a Plotkin, che ascoltò il mix, gli piacque e glielo affidai.
Il suo  contributo è stato fondamentale, in tutte le recensioni viene citato il suo master e la nostra decisione di aver registrato tutto in analogico: potrà piacere o non piacere, ma è con l’analogico che si cattura lo vero spirito della musica, non come le produzioni attuali che per molti saranno belle e professionali ma, personalmente, non mi trasmettono nulla.

COME E’ AVVENUTO IL PROCESSO DI COMPOSIZIONE DEL DISCO?
– Due brani scritti nel 2022 e uno scritto nel 2024. Abbiamo fatto sette o otto prove e a settembre 2025 abbiamo registrato in soli due giorni.
Non ho mai avuto intenzione di fare un prodotto cristallino ma volevo un sound grezzo e con le palle.

UNA DELLE VOSTRE PECULIARITA’ E’ QUELLA DI NON UTILIZZARE CHITARRE: SI TRATTA DI UNA SCELTA FATTA SIN DALL’INIZIO? PENSI POSSA ESSERE UN ELEMENTO DISTINTIVO?
– Sì, ho sempre pensato a questo progetto con l’utilizzo di due bassi e senza chitarre per avere un suono più primordiale possibile.
Penso che vi ricordiate il sound che avevano i Necromantia, duro e puro. Con Owls Over Oaks ho deciso di dare spazio alle sole basse frequenze visto che il disco è pieno di malessere, poiché è stato composto in un periodo particolare della mia vita.

TRA I PEZZI, “OWLS” E “OVER” SEMBRANO ESSERE DAVVERO MONOLITICI, MENTRE “OAKS” E’ STATO COSTRUITO SU UNA STRUTTURA PIU’ COMPLESSA, CON QUALCHE MOMENTO DI RESPIRO E LA VOCE DI ELISA CHE ASSUME TONALITA’ DIFFERENTI.
COME DESCRIVERESTI I TRE PEZZI DEL DISCO?
– Sono nati in modo spontaneo e fin dall’inizio avevo in mente di creare un brano molto lungo, anche se “Owls” e “Over” durano già dieci minuti cadauno.
Riguardo a “Oaks”, ho detto ai ragazzi, quando la stavamo provando: “Lasciatevi andare“; per me l’improvvisazione è fondamentale e stimolante e anche loro si sono lasciati trasportare.
Riguardo la voce di Elisa, tecnicamente è preparatissima e come potete notare il suo cantato alterna il growl, lo scream e il clean.

MOLTI PASSAGGI DEL DISCO CONTENGONO ATMOSFERE CHE POTREMMO DEFINIRE CINEMATOGRAFICHE E ANCHE NEL PRESS-KIT FATE RIFERIMENTO AD UN IMMAGINARIO IN STILE “MAD MAX”.
MI VIENE DA DOMANDARTI: QUANDO SCRIVI MUSICA, TRAI ISPIRAZIONE ANCHE DA LIBRI E FILM? SE SI’, COSA TI HA ISPIRATO IN MODO PARTICOLARE?
– Io sono un appassionato di cinema, negli anni ’90 ogni settimana andavo a vedere un film, il più delle volte da solo, ora un po’ meno a causa del mio lavoro, ma sono sempre vorace di pellicole.
Ci sono alcuni generi che ovviamente prediligo e “Mad Max” è una saga che amo e alla quale mi sono ispirato sia musicalmente che concettualmente. C’è disperazione in questi film, ma allo stesso tempo c’è la voglia di sopravvivere e combattere. Io ho preso questa disperazione e ho cercato di farla diventare il più nera possibile: leggetevi i testi, se potete, e capirete molto.
Riguardo ai libri, in questo momento sto leggendo “Slow, Deep And Hard” perché sono un fan di Peter Steele e dei Type O Negative.

DOMANDA UN PO’ PIU’ PERSONALE: COME CONCILI IL TUO ESSERE MUSICISTA CON LA VITA QUOTIDIANA?
– Vorrei dedicare molto più tempo alla musica, come facevo in passato, ma i tempi sono cambiati, avendo un lavoro a tempo pieno. Però, oltre a suonare il basso con Owls Over Oaks (che sento al 100% la mia creatura), organizzo anche due festival in una chiesa sconsacrata a Pinerolo, vicino a Torino, il Church Of Crow Doom Festival e l’Unholy Dead Fest.
Come avrete capito, mi nutro di musica e cinema.

HAI GIA’ PENSATO AL FUTURO DEGLI OWLS OVER OAKS?
– Certo, ho già due brani pronti per il disco nuovo e sto lavorando sul terzo.
Appena completati, inizieremo il lavoro in sala tutti insieme. Come detto, sarà una trilogia e non vorrei far trascorrere tempo immemore tra un album e l’altro.

AVETE IN PROGRAMMA DELLE DATE LIVE?
– Abbiamo fatto i primi due concerti a Bolzano e Treviso e sono rimasto soddisfatto della resa sonora, anche perché, in sede live, per creare lo stesso muro sonoro presente in “O.O.O”, siamo due bassisti.
In estate suoneremo al Gothoom Open Air Fest in Slovacchia con Deicide, Decapitated e molte band ancora, e ci sono altre date in programma per l’autunno, in Italia e all’estero.
Non rivelo ancora nulla per evitare di fare arrabbiare i promoter!

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