PAGANIZER – Stacanovismo Death Metal

Pubblicato il 01/11/2011 da

Tra Paganizer, Revolting, Ribspreader, Demiurg, The Grostesquery, Putrevore, Those Who Bring The Torture e collaborazioni con grandi nomi come Edge Of Sanity e Nasum, Roger Johansson è diventato nel giro di alcuni anni un punto di riferimento per tutti gli appassionati di underground svedese. Il nostro è un vero stacanovista death-grind, tanto che è solito rilasciare almeno un paio di album all’anno sotto monicker diversi. Certo, non sempre la qualità è su livelli altissimi, ma, almeno ultimamente, le cose sembrano andare alla grande per il chitarrista/cantante, che ha pubblicato nel giro di pochi mesi due lavori notevoli con Revolting e Paganizer. Proprio l’ultimo album di questi ultimi, “Into The Catacombs”, è stato lo spunto iniziale per questa chiacchierata a 360 gradi…

“INTO THE CATACOMBS” MI SEMBRA IL VOSTRO MIGLIOR LAVORO DEGLI ULTIMI ANNI. LO STILE È PIÙ O MENO QUELLO DI SEMPRE, MA IL MATERIALE SUONA MAGGIORMENTE FRESCO E ORECCHIABILE. HAI AFFRONTATO LA STESURA DEI BRANI IN MANIERA DIVERSA QUESTA VOLTA?
“No, non direi. Le canzoni sono state composte come al solito. Forse però questa volta abbiamo improvvisato un po’ di più e tenuto dei riff o dei pezzi che di norma avremmo utilizzato altrove. Comunque, sono d’accordo con te: è un album più vario e alcuni pezzi sono decisamente orecchiabili”.

COME FAI A COMPORRE COSÌ TANTA MUSICA PER COSÌ TANTE BAND? INOLTRE, LA MAGGIOR PARTE DEI TUOI PROGETTI PROPONGONO OLD SCHOOL DEATH METAL: COME FAI A DIRE SE UN BRANO È PER I PAGANIZER, PER I RIBSPREADER, ECC?
“Sostanzilamente, organizzo delle sessioni diverse per ogni band: prendo in mano la chitarra e mi dico ‘Questi riff sono per i Paganizer’… e comincio. Ovviamente a volte qualcosa finisce per diventare materiale di altri progetti, ma di solito il processo è organizzato in questa maniera. Mi rendo conto che dall’esterno la musica che sono solito comporre possa apparire abbastanza uniforme, ma per me vi sono delle evidenti differenze tra i tanti gruppi in cui sono coinvolto. Forse perchè ne sono il leader e non riesco ad essere obiettivo (ride, ndR)!”.

QUANDO È STATA L’ULTIMA VOLTA CHE HAI COMPOSTO UNA CANZONE?
“Solo pochi giorni fa, ma poco fa ho scritto e registrato le idee base per altri due pezzi. Ultimamente ho composto del materiale più vicino al black metal, qualcosa di simile ai Naglfar più granitici. Mi piace anche il black metal più veloce, ma vado pazzo per le loro parti heavy”.

SUONI E COMPONI MUSICA TUTTI I GIORNI?
“Dovrei suonare ogni giorno, perchè a livello tecnico non sono un granchè, ma non ci riesco. Diciamo che imbraccio la chitarra in metà dei giorni della settimana. Se poi ho l’occasione di trascorrere un weekend o un giorno festivo a casa, allora sono più attivo. Non c’è niente di meglio che sedersi, suonare e scolarsi una birra o dieci (risate, ndR)!”.

QUAL È L’ASPETTO DELLO SCRIVERE MUSICA CHE PIÙ GRADISCI?
“Mi piace l’idea di sedermi senza avere niente e di alzarmi qualche tempo dopo con una serie di buoni riff o addirittura una canzone completa. Se poi mi sono venute in mente anche delle melodie e un testo che ha un senso, ancora meglio!”.

E QUAL È QUELLO CHE PIÙ TI SCORAGGIA?
“A volte mi stanco del mio materiale! Ho un certo modo di suonare e capita che non riesca ad accettare che sia incapace di creare qualcosa che vada oltre gli stili per cui sono noto. Del resto, è anche colpa mia: sono pigro e non ho mai avuto voglia di imparare qualcosa di nuovo”.

NON TI È MAI VENUTA VOGLIA DI COMPORRE QUALCOSA CHE NON RIENTRASSE NEL CALDERONE DEATH METAL O GRINDCORE?
“Certo… e ci ho anche provato! Ho composto vari brani di metal classico, ma siccome non so cantare, ho sempre deciso di accantonarli. Se sapessi cantare in una maniera che non sia growl avrei sicuramente già fondato un gruppo in stile Cirith Ungol o magari The Gates Of Slumber”.

PENSI DI AVER COMPOSTO IL TUO ALBUM DEFINITIVO? DOVE TROVI CONTINUAMENTE ISPIRAZIONE?
“No, non credo che l’album definitivo sia già uscito. Ciò nonostante, l’ultimo dei Demiurg mi soddisfa pienamente e sono contento di come sia venuto il disco dei Tthe Grotesquery: ha superato le mie aspettative iniziali. Infine, sono orgoglioso del nuovo Paganizer: è finalmente venuto esattamente come volevamo. L’ispirazione viene sostanzialmente dalla musica stessa… quando sento una buona canzone mi viene voglia di imbracciare la chitarra e di creare qualcosa. Magari qualcosa che non ha nulla a che vedere con la canzone che ho sentito, ma non importa… lo stimolo viene da lì”.

E QUAL È IL TUO ALBUM PREFERITO TRA QUELLI CHE HAI COMPOSTO? O LA CANZONE?
“Il mio album preferito dei Paganizer è senza dubbio ‘Dead Unburied’, non solo per la musica, ma anche per la bella esperienza nei Sunlight Studios. Gli album successivi, ‘Murder Death Kill’ e ‘No Divine Rapture’ mi fanno venire in mente altri bei ricordi… è stato divertente registrarli. Per quanto riguarda le canzoni, direi ‘Landscapes Made Of Human Skin’ da ‘Dead Unburied’… la mia canzone preferita dei Paganizer assieme alla title track di ‘Scandinavian Warmachine’. Sul nuovo album c’è però ‘Their Skin Suits Me’, che è un altro pezzo al quale sono davvero legato”.

L’OLD SCHOOL DEATH METAL SEMBRA ESSERE DI NUOVO IN AUGE, ANCHE SE OVVIAMENTE A UN LIVELLO UNDERGROUND. COSA NE PENSI DI QUESTA NUOVA ONDATA DI GIOVANI BAND E DELL’OPERATO DI ETICHETTE COME LA DARK DESCENT O LA NUCLEAR WINTER?
“Devo dire che non sto seguendo granchè gli sviluppi di cui mi parli. Conosco di nome queste etichette e ho ascoltato delle nuove band old school, ma la maggior parte di queste mi sembravano dedite a un sound estremamente retro, di stampo tardi anni ’80, mentre io sono principalmente un fan del death metal di primi anni ’90”.

NEGLI ANNI SEI STATO COINVOLTO IN UN GRANDE NUMERO DI COLLABORAZIONI. PENSI CHE PER SVILUPPARE PADRONANZA TECNICA, CULTURA E GUSTO SIA IMPORTANTE AVVIARE COSÌ TANTI PROGETTI?
“Penso di sì, collaborare con altre persone mi ha fatto imparare moltissimo. Gente come Dan Swanö e Mieszko Talarzcyk mi ha insegnato tanto, soprattutto in tema di scelta dei suoni e cura nella produzione. Sicuramente continuerò a collaborare il più possibile con band e musicisti: è divertente e istruttivo allo stesso tempo, anche per un ritardato come me (ride, ndR)!”.

QUAL È IL TUO RAPPORTO CON INTERNET E CON IL DOWNLOAD? TI IMPORTA SE LA GENTE SCARICA LA TUA MUSICA ILLEGALMENTE?
“Tutti scarichiamo musica. Il punto è un altro: scaricate e basta o successivamente comprate quello che vi piace? Solitamente provo a comprare tutti gli album che gradisco. Sono anche fortunato perchè nella mia posizione posso permettermi di scambiare uno dei miei CD per un altro, quindi ricevo continuamente nuova musica. Comunque, sì, scarico anch’io, quindi non mi sento affatto di lamentarmi se i miei album non vendono quanto mi piacerebbe. Tuttavia, non ho mai avuto la pretesa di guadagnare grosse somme con la musica… il problema grosso è per le case discografiche che la pubblicano. Di certo non sono contente della situazione attuale”.

LE TUE BAND NON SUONANO LIVE MOLTO SPESSO. PER QUALE MOTIVO? SEI TROPPO IMPEGNATO CON ALTRE FACCENDE? HAI UN LAVORO?
“I Paganizer sono la mia unica vera band, il resto sono solo progetti da studio o poco più. I Paganizer non hanno mai suonato live spesso per problemi di lineup e perchè io non vivo in un grosso centro, quindi cercare nuovi musicisti o trovarsi per delle prove è sempre stato stressante. Tuttavia, odio le città e non mi trasferirei mai. Quindi le cose stanno così… se avessi vissuto in un posto meno isolato avremmo tenuto molti più concerti”.

QUALI SONO ORA I TUOI PROGETTI PER L’IMMEDIATO FUTURO?
“Con i Paganizer abbiamo qualche show in Svezia e Germania fissato per la fine di quest’anno e il prossimo. Spero vadano bene. A livello di registrazioni, sto per lavorare al nuovo The Grotesquery, che è pronto per metà. Verrà mixato da Dan Swanö questa volta e per ora sono molto soddisfatto del materiale. Kam Lee ha proposto degli ottimi testi e non vedo l’ora di farlo uscire l’anno prossimo!”.

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