PARADOX – Intervista a Charly Steinhauer

Pubblicato il 03/06/2001 da

Ormai faccio fatica a ricordare tutte le reunion che sono avvenute nel corso del 2000, contrariamente si contano sulle dita di una mano i lavori veramente validi proposti da questi come-back. I Paradox hanno l’onore di essere fra questi pochi eletti, infatti dopo due grandi opere di culto come “Product Of Imagination” ed “Heresy”, e dopo 10 anni di silenzio, tornano con questo “Collision Course”.
La band, formata agli inizi del 1986 dal cantante –chitarrista Charly Steinhauer e dal batterista Axel Blaha, si è fatta conoscere grazie alla pubblicazione di due demo (in particolare il secondo, “Mistery”), che comportò un contratto con la Roadrunner. Seguirono i due dischi sopra citati e tour con alcuni fra i più grossi nomi della scena (ricordo Overkill, Helloween e Exodus). Nel 1989 la line up vede l’entrata del chitarrista Kai Pasemann, ma un lungo periodo di pausa, la formazione instabile e la fine del rapporto con la Roadrunner causarono questo lungo periodo di inattività duraro ben nove anni. Ora, forti di una nuova line up comprendente Alex e Oliver Holzwarth (rispettivamente membri di Rhapsody e Blind Guardian), i Paradox ci propongono un unione di elementi thrash e power che non deluderanno né i nostalgici di sonorità tipicamente anni ottanta, né chi apprezza il filone metal più moderno. Nonostante “Collision Course” sia uscito da qualche tempo non abbiamo esitato a contattare il chitarrista-cantante Charly Steinhauer a raccontarci passato e presente della band.

ALLORA CHARLY, I PARADOX SONO TORNATI DA UN LUNGO PERIODO DI SILENZIO. COME E’ NATA QUESTA REUNION?
“Tutto cominciò nel 1998 al ‘Bang Your Head’ festival, dove conobbi Alex e Oliver, e incontrai Andy Siry, il quale ci propose di fare un reunion show al festival di Wacken. Avevo una vecchia canzone pronta, la mandai a Andy, che ne rimase entusiasta, così mi propose di fare un nuovo album.
Ho in seguito contattato i vecchi membri della band ma, essendo ormai fuori dal mondo della musica, rifiutarono tutti salvo Kai (che in questi anni aveva fatto due cd con un’altra band chiamata “Declaration Of Dependence”, NdA).
Ricordandomi di Alex e Oliver li ho contattati e si sono subito detti disponibili ad unirsi alla band. Abbiamo così suonato l’anno scorso a Wacken e il pubblico è stato decisamente caloroso, anche nonostante il cattivo tempo. In seguito abbiamo unito le nostre idee e siamo entrati in studio per registrare il nostro come back album.”
COS’HAI FATTO IN QUESTI ANNI LONTANO DAI PALCHI?
“Durante tutto questo tempo non ho mai suonato in una band, ma ho sempre portato avanti gli allenamenti con la chitarra. Mi sono costantemente tenuto informato sull’evoluzione del metal comprando riviste e dischi e ho ascoltato molta musica, ma dopo lo split con i Paraodx non mi sentivo più motivato ad entrare in una nuova band.”
DI COSA TRATTANO I TESTI DI “COLLISION COURSE”?
“Ogni canzone tratta una specifica tematica: la title track, ad esempio, parla delle personalità importanti dei nostri giorni che a poco a poco stanno portando il mondo alla distruzione. ’Blamed Gor Nothing’ tratta di ragazzi accusati di un crimine che non hanno mai commesso, mentre ‘Prostitution Of Society’ mostra come i politici, quando devono essere votati, promettono grandi cose, ma alla fine tutto si rivela essere un’illusione.”
SONO CANZONI MOLTO PESSIMISTE…
“Esatto, vuoi saperne il motivo? Probabilmente è l’epoca in cui viviamo, macchiata di crimini ed ingiustizie. Ho voluto esprimere questa negatività nelle canzoni, ma ti assicuro che nella vita sono una persona positiva e ottimista!”
ALCUNI VI ETICHETTANO COME UNA BAND THRASH METAL, MA VOI VI DEFINITE ANCHE COME BAND POWER-SPEED. CHE NE PENSI?
“Vedi, alcune canzoni dell’album, come ‘Sadness’ o ‘Prostitution Of Society’, non si possono considerare propriamente thrash, ma sono influenzati dai canoni del power metal. Negli anni ottanta suonavamo pezzi un po’ più veloci, ora siamo maturati pur continuando a proporre un certo tipo di suono.”
E’ QUINDI QUESTA LA DIFFERENZA PIU’ EVIDENTE FRA “COLLISION COURSE” E I VOSTRI VECCHI LAVORI?
“Indubbiamente, però bisogna tenere presente anche le nuove strumentazione e tecniche di registrazionel. Inoltre la line up è cambiata: sono affiancato da musicisti molto validi e ci siamo veramente divertiti durante le registrazioni.”
A QUESTO PUNTO MI TOCCA CHIEDERTI SE PREFERISCI LA LINE UP ATTUALE O QUELLA DEGLI ESORDI…
“Sicuramente questa è la miglor formazione che abbiamo mai avuto. In studio tutti portano le loro idee che riusciamo poi ad amalgamare perfettamente. Inoltre sono tutti ottimi amici e l’armonia regna fra noi.”
I PARADOX VENGONO DA SEMPRE DEFINITI “I METALLICA TEDESCHI”. TI VA A GENIO QUESTO PARAGONE?
“Sai, io sono cresciuto con queste sonorità tipiche anni ottanta e i Metallica erano la più grande band di questo filone. E’ quindi abbastanza naturale avere qualche elemento in comune. Essendo i vecchi Metallica un grandissimo gruppo (sottolinea l’aggettivo “vecchi”, NdA), è positivo che la gente ci paragoni a loro, ma lasciami dire che i Paradox hanno elementi in comune solo con il vecchio stile di Hetfield e compagni, e al giorno d’oggi pochissime bands portano avanti questo sound. Il paragone però non è più così evidente in “Collision Course” proprio per quella maturazione di cui ti parlavo prima.”
ALEX E OLIVER FANNO PARTE DI BANDS CHE PROPONGONO UNO STILE MOLTO DIVERSO DA QUELLO DEI PARADOX: RITIENI DI ESSERNE STATO INFLUENZATO?
“Non credo! Senza dubbio Blind Guardian e Rhapsody sono due grandissime bands che stimo moltissimo, però il loro sound è troppo diverso dal nostro e credo che ormai troppi gruppi lo stiano proponendo. Alex e Oliver sono due grandissimi musicisti e hanno contribuito alla realizzazione del disco, ma come si può sentire, di contaminazioni non ce ne sono.”
CONTINUANDO A PARLARE DI LORO, SI POSSONO CONSIDERARE MEMBRI FISSI O, A CAUSA DEGLI IMPEGNI CON LE BAND PRINCIPALI, HANNO IL RUOLO DI SESSION MAN?
“Entrambi sono membri effettivi della band. Suonano con altri, ma quando siamo insieme formiamo un gruppo unico, prendiamo insieme le decisioni sul futuro della band e l’armonia regna sovrana. Usciamo spesso insieme anche al di fuori della nostra attività. Si dovrà solo cercare di far coincidere le nostre uscite con tutti gli impegni dei vari gruppi.”
COME MAI AVETE INCLUSO LA COVER “DYNAMITE” DEGLI SCORPIONS?
“Ci sono due motivi: il primo è che volevamo rendere più heavy ‘Dynamite’, canzone che ci è sempre piaciuta, in secondo luogo la Nuclear Blast ci ha contattato per un tributo agli Scorpions e, avendo scelto quel brano, ne abbiamo approfittato per inserirlo nella prima edizione del nostro disco.”
PERCHE’ MOLTE VECCHIE BAND IN QUESTO PERIODO SI STANNO RIFORMANDO, SECONDO TE?
“Se tu suoni, non potrai mai rimanere lontano dalla musica per sempre, anche se ti prendi un periodo di pausa!”
QUALCHE MALALINGUA PARLA ANCHE DI RITORNI LEGATI AL BUSINESS …
“Vedi, nella mia vita, per la maggior parte penso e ricordo i momenti gloriosi e felici. Negli anni ottanta ho vissuto dei bellissimi momenti con i Paradox, ed è proprio questo il motivo del nostro ritorno: divertirci, comporre buona musica e vivere altri anni indimenticabili.”
E’ CAMBIATO L’APPROCCIO VERSO LA MUSICA IN QUESTI ANNI?
“Non più di tanto, ci sono grandi band e grande pubblico, giovane e vecchio. Per quanto riguarda il lato business le case discografiche sono diventate molto più professionali, puntigliose e sicure di ciò che vogliono fare.”
NESSUN PROBLEMA QUINDI CON LA AFM?
“No, abbiamo firmato il contratto grazie a Andy Siry e siamo totalmente soddisfatti di come la AFM sta lavorando per noi.”
ANDRETE IN TOUR?
“Questo è l’unico problema che abbiamo, causato dagli impegni di Oliver e Alex con le rispettive bands (un problemino da niente…, NdA).
Molto probabilmente faremo qualche data ed è nostra intenzione suonare il più possibile. Spero di tornare in Italia, ci abbiamo suonato l’ultima volta nel 1988 ed è stato un grandissimo concerto, tanto che ricordo il vostro calorosissimo pubblico incitarci e cantare a squarciagola i nostri pezzi. Proprio una grandissima serata!”
HAI GRADITO LA RISTAMPA DEI VOSTRI VECCHI LAVORI?
“Sì, come sai sono state ristampate in maggio e credo sia stato fatto un buon lavoro.”
ANCHE VOI VI SIETE DOTATI DI UN SITO INTERNET: TI INTERESSA QUESTA TECNOLOGIA?
“Sì, credo che sia un ottimo metodo per comunicare con i fans e per fare pubblicità alla band. Inoltre Kai, durante le registrazioni, mi spediva spesso le liriche delle canzoni da visionare. Si risparmia veramente molto tempo!”
E PER QUEL CHE RIGUARDA LA DIFFUSIONE GRATUITA DELLE CANZONI SU INTERNET?
“Non saprei davvero! Sai, negli anni ottanta c’era lo scambio di cassette, ora ci sono i cd riscrivibili…non so dirti la mia esatta opinione…”
A PARTE LA BAND FAI QUALCHE ALTRO LAVORO?
“Purtroppo sì (risate generali, NdA)! Sarebbe il mio sogno poter vivere esclusivamente grazie alla mia musica, ma ora lavoro nel ramo dell’agricoltura.”
ALTRE ATTIVITA’?
“Non molte, principalmente comporre musica, poi giocare con i videogames e ogni tanto mi dedico al tennis.”
C’E’ QUALCHE BAND CHE ULTIMAMENTE TI HA COLPITO?
“Sì, i Nevermore senza dubbio hanno fatto veramente un disco sensazionale (concordo in pieno!!! NdA)!
Sono anni che non ascolto un capolavoro simile. Poi sicuramente i LeFay e, da buon metalhead di vecchia data adoro i primi Forbidden.”
HAI DEI SIDE-PROJECT?
“Al momento no, però è mia intenzione averne uno in futuro, per poter sperimentare qualcosa di diverso ovviamente in ambito metal.”
NON CREDI CHE LA SCENA METAL SIA SATURA DI GRUPPI?
“Verissimo, e questo va a discapito della qualità. Guardando le riviste del settore vedo che ogni mese escono settanta-ottanta dischi nuovi, mentre ai nostri esordi erano sì e no una decina. E’ decisamente troppo!”
BENE E’ L’ORA DEL CONGEDO. VUOI DIRE QUALCOSA AI NOSTRI LETTORI?
“Mi sono divertito molto a suonare in Italia e spero di tornarci molto presto. Ascoltate ‘Collision Course’ perché è stato scritto senza secondi fini!”

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