PERDITION TEMPLE – L’eterna tempesta

Pubblicato il 03/07/2020 da

Senza troppi preamboli e chiacchere promozionali, i Perdition Temple hanno confezionato nelle otto canzoni di “Sacraments Of Descension” un concentrato realmente diabolico di extreme metal alla vecchia maniera, una delle uscite migliori di questo anno in virtù delle capacità ruggenti messe in mostra dal gruppo americano. La carriera del chitarrista e frontman della band Gene Palubicki del resto non ha lesinato in passato perle rimaste iconiche per il death metal soprattutto con gli Angelcorpse, ma il nuovo album dimostra quanto la sua ispirazione e ricerca artistica non trovino requie o facili deja-vu. Sono state proprio le sue risposte, appassionate ed esaustive, a fare luce su molti aspetti del suo passato e del suo presente, rimarcando in definitiva il suo immenso amore per la musica metal ed il cinema horror e consentendoci di sviscerare al meglio le dinamiche di una band letale come i Perdition Temple.

UN SALUTO AI PERDITION TEMPLE, BENVENUTI SULLE PAGINE DI METALITALIA.COM! QUESTA È LA PRIMA VOLTA CHE VENITE INTERVISTATI DAL NOSTRO SITO E COME SEMPRE VI CHIEDIAMO UNA RAPIDA PRESENTAZIONE DELLA BAND A PAROLE VOSTRE, PARLANDOCI SOPRATTUTTO DI COSA VI ABBIA SPINTO A CREARE LA BAND E COME SIETE ARRIVATI FINO AD OGGI…
– I Perdition Temple nascono nel 2009 nell’esatto momento in cui la mia band precedente, gli Angelcorpse, termina la sua esistenza come progetto artistico. All’inizio eravamo solamente io alla chitarra, al basso e alla voce insieme a Terry Eleftheriou alla batteria, e avremmo dovuto inizialmente rappresentare la line-up del quinto album degli Angelcorpse già in lavorazione, ma una volta sciolta la vecchia band abbiamo riversato molte di quelle idee nel nuovo materiale dei Perdition Temple. Essendoci però delle evidenti differenze tra questi progetti, abbiamo pensato fosse giusto dare vita ad una band nuova di zecca e buttarci a capofitto nella lavorazione del primo album “Edict Of The Antichrist Elect”, pubblicato poi da Osmose Productions nel 2010. Terry, non potendo rimanere nella band per distanze geografiche, è stato quindi sostituito da Ronnie Parmer nel 2011, e nel giro di pochi anni si sono uniti al gruppo anche Bill Taylor (Immolation, Angelcorpse) alla chitarra e Impurath (Black Witchery) alla voce, mentre al basso abbiamo sempre avuto Gabriel Gozainy. Con questa line-up, nel 2015, esce il secondo album “The Tempter’s Victorious” prima che la band si fermi qualche anno per la ripresa delle attività live degli Angelcorpse. Arrivando a fine 2019, la band vede confermato in formazione Ronnie, Alex Blume al basso e alla voce per i live e me alle chitarre e alla voce in studio. Insieme abbiamo rapidamente registrato il terzo full “Sacraments Of Descension” che è uscito ufficialmente lo scorso marzo.

ARRIVIAMO COSÌ A “SACRAMENTS OF DESCENSION” NUOVA DEVASTANTE CREAZIONE A NOME PERDITION TEMPLE! MOLTE COSE SEMBRANO ESSERE CAMBIATE ALL’INTERNO DELLA BAND TRA QUESTO ALBUM ED IL PRECEDENTE “THE TEMPTER’S VICTORIOUS”, PARTENDO PROPRIO DALLA FORMAZIONE CHE È STATA RIMANEGGIATA E CHE VEDE SOLO GENE E RONNIE CONTINUARE QUESTO PERCORSO: COSA È SUCCESSO CON BILL TAYLOR, GABRIEL GOZAINY ED IMPURATH? COME SIETE ARRIVATI INVECE ALL’INGRESSO IN FORMAZIONE DI ALEX BLUME?
– Bill Taylor ha deciso di lasciare la formazione nel 2016, e poco dopo è successo lo stesso con Impurath, che rimane comunque molto attivo con i Black Witchery ed altri progetti. Quando invece mi sono trovato a cercare il nuovo bassista, volevo assolutamente qualcuno che si occupasse sia del basso che della voce, motivo per cui non ci è voluto molto prima che arrivassi ad Alex con cui avevo lavorato in passato nell’ormai defunta band Blasphemic Cruelty. L’idea era quella di suddividersi il comparto vocale insieme sul palco, mentre per motivi artistici abbiamo deciso che avrei registrato io tutte le voci sull’album visto che anche in passato avevo ricoperto questo ruolo per tutti i dischi, se si considera anche la versione alternativa di “The Tempter’s Victorious” cantata da me a non da Impurath. Diciamo che la cosa ha avuto un senso, nelle nostre menti distorte!

MUSICALMENTE INVECE È STATO MANTENUTO UN FORTE LEGAME CON IL VECCHIO MATERIALE, CHE RENDE IL NUOVO ALBUM UNA EVOLUZIONE MOLTO NATURALE PER LA BAND: COME SI è SVOLTO IL SONGWRITING DEI NUOVI PEZZI, E QUALE CONTRIBUTO HANNO PORTATO I VARI MEMBRI DELLA BAND?
– Ci tengo a sottolineare che niente è stato forzato: ho lasciato che il materiale uscisse da me a tempo debito ed in modo del tutto naturale. Non mi sono mai seduto là, studiando metodicamente che cosa potesse funzionare e che cosa invece no, sia per quanto riguarda che la musica che i testi. Questo ha permesso ad una sfera molto più ampia di influenze di impadronirsi del materiale e manifestarsi nella composizione. Mano a mano che andavo avanti unendo i riff con nuovi arrangiamenti registravo delle demo, prima di mandare tutto a Ronnie che ha avuto modo di unire tutto insieme e creare indipendentemente in tutta calma le parti di batteria. Siamo quindi arrivati alla fase finale dove insieme abbiamo aggiunto alcuni accorgimenti qua e là per rendere il tutto ancora più organico e coeso.

STAVOLTA, OLTRE CHE DELLA CHITARRA, GENE È TORNATO AD OCCUPARSI ANCHE DEL REPARTO VOCALE: COME TI SEI TROVATO NUOVAMENTE NEI PANNI DI CANTANTE? CREDI CHE QUESTO ABBIA AVUTO UN RUOLO RILEVANTE NELLA STRUTTURA E NELL’ARRANGIAMENTI DELLE NUOVE CANZONI? INTENDI RICOPRIRE QUESTO RUOLO ANCHE IN SEDE LIVE?
– Come dicevo, quella di avere nuovamente e solamente me alla voce per questo disco è stata una scelta artistica dettata dal desiderio di mantenere una continuità con il vecchio materiale dei Perdition Temple, dove ho sempre bene o male cantato io. All’inizio eravamo del parere di inserire anche le parti di Alex nelle registrazioni, ma abbiamo poi deciso così anche per differenziarci dai Blasphemic Cruelty dove ci suddividevamo a metà questo compito. Quel che più mi piace nello scrivere ed eseguire le linee vocali delle canzoni, è il cercare modi inusuali di inserirle sulle parti di chitarra, soprattutto quando poi tento di padroneggiare insieme la parte musicale e quella vocale. In alcuni punti, dove i riff di chitarra sono molto complessi e pieni di note ad esempio, o in quelle parti dove la voce non torna in maniera regolare sulla musica, si creano delle interessanti connessioni tra voce, mente e mani che adoro esplorare verso direzioni sempre più intricate! Fortunatamente ho notato con piacere di riuscire in realtà a riproporre quasi tutte le canzoni anche in sede live, per cui siamo arrivati alla conclusione che io e Alex torneremo a dividerci i compiti vocali sul palco nei prossimi concerti che terremo.

TORNANDO A “SACRAMENTS OF DESCENSION”, È IMPOSSIBILE NON NOTARE COME IL RIFFING SIA ALLO STESSO TEMPO MOLTO AGGRESSIVO EPPURE ATTENTO A NON PERDERE MAI UNA CERTA ORECCHIABILITÀ CHE RENDE I BRANI RICONOSCIBILI SIN DAI PRIMI ASCOLTI: QUALI OBBIETTIVI TI ERI POSTO DURANTE LA STESURA DI QUESTI PEZZI? A LAVORO FINITO, TI RITIENI SODDISFATTO DEL RISULTATO RAGGIUNTO?
– Una cosa che ho sempre cercato di fare sin dall’inizio è stata quella di scrivere della musica che si spingesse sempre un passo oltre rispetto a quello che avevo già fatto, senza mai voler però nascondere le radici arcaiche che influenzano il mio modo di suonare sin dalla mia gioventù risalente alla metà degli anni ’80. Credo che ogni album dei Perdition Temple possieda questa caratteristica, e l’ultimo uscito lo dimostri ancora di più, soprattutto nella fusione tra musica e parole: mentre alcuni testi trattano di argomenti e sono scritti in uno stile molto attuale, altri argomenti e tematiche sono talmente old-school che avresti potuto trovarle nella musica dei Celtic Frost e dei Venom per esempio! Ho sempre cercato in questo senso di scrivere materiale ‘fuori dal tempo’ diciamo, che non fosse cioè direttamente collegabile ad un certo periodo storico della musica metal. Ad ogni modo, non vedo certo “Sacraments Of Descension” come un arrivo a qualche traguardo. Esso rispecchia esattamente quello che sono adesso, così come i vecchi album rispecchiavano la mia essenza in quel preciso momento, ma ancora niente è stabilito per il futuro.

RISALE A POCHI MESI FA IL VOSTRO TOUR AMERICANO DI SUPPORTO AI CANNIBAL CORPSE: COME VALUTI QUESTA IMPORTANTE ESPERIENZA PER VOI? RACCONTACI QUALCHE GUSTOSO ANEDDOTO CHE AVETE VISSUTO CON I RAGAZZI DEI CANNIBAL CORPSE…
– In realtà è con grande ritardo che finalmente questa band si imbarca in tour vero e proprio. Fino ad oggi siamo stati impegnati in situazioni da pochi giorni ciascuna o partecipazioni singole a dei festival, motivo per cui il tour di cinque settimane insieme ai Cannibal Corpse è stato veramente ben recepito da tutti noi ed abbiamo accettato questa sfida con grande eccitazione. Personalmente, si è trattato per me di un tuffo nel passato visto che abbiamo avuto modo con gli Angelcorpse di intraprendere dei tour molto estesi insieme a loro circa venti anni fa! Stavolta però erano presenti diverse facce nuove ed onestamente ho avuto modo di scatenare tutta la mia mania per la chitarra durante questo tour: era presente Erik Rutan in sostituzione di Pat O’Brien alla chitarra insieme ovviamente a Rob Barrett,e devo dire che sono andato in estasi ogni sera con tutti quei riff e quegli assoli! Si è trattato di una vera e propria tempesta metal nucleare ogni sera per un mese e mezzo, ed abbiamo passato grandi momenti con tutti i membri delle band e della crew. Non si è mai troppo vecchi per questo tipo di follie!

SI SONO PERSE LE TRACCE ULTIMAMENTE DEI BLASPHEMIC CRUELTY, IL CUI ULTIMO EP RISALE ORMAI A DIVERSI ANNI FA: CONSIDERI ANCORA LA BAND ATTIVA O ADESSO CONCENTRI SOLO SUI PERDITION TEMPLE TUTTE LE TUE FATICHE ARTISTICHE?
– Non credo sinceramente che ci saranno mai più attività con questo progetto in futuro. Con tutti i componenti sparsi in giro a grandi distanze e senza una grande richiesta di manifestazioni live non trovo stimoli necessari per portare avanti questa cosa, così come per gli stessi motivi ho abbandonato anche il mio precedente gruppo, gli Apocalypse Command. In questo momento sono focalizzato quasi esclusivamente sui Perdition Temple. Dico quasi perché, dal momento che tutti sono bloccati a causa del lockdown e dell’isteria di massa legata al virus, ho avuto molto tempo libero da dedicare alla composizione di nuove incubi musicali che bollono in pentola insieme ad altri temibili infernali elementi e che saranno rivelati molto presto!

DOPO UNA BREVE REUNION DI UN PAIO DI ANNI, GLI ANGELCORPSE HANNO DECISO NUOVAMENTE DI PORRE FINE ALLA LORO ESISTENZA: COSA PUOI DIRCI A QUESTO RIGUARDO? CREDI POSSA ESSERCI LA POSSIBILITà DI VEDERVI ANCORA INSIEME IN FUTURO O LO CONSIDERI UN CAPITOLO ORMAI CHIUSO DELLA TUA CARRIERA MUSICALE?
– Spero sia chiaro per tutti che la reunion di qualche anno fa fosse pensata solo per la dimensione live: non c’è mai stata l’intenzione di produrre nuova musica visto che gli Angelcorpse hanno cessato di esistere come entità artistica funzionante dal 2009. Si è trattato perlopiù di una serie di show pensati per promuovere la ristampa in LP ed in CD del nostro vecchio catalogo proprio nello stesso periodo. Non ci sono intenzioni o piani in vista per possibili futuri impegni. Quel capitolo è chiuso al 100% adesso.

IL PERCORSO MUSICALE DEI PERDITION TEMPLE HA NATURALMENTE ATTINTO MOLTO DALLA TUA PRECEDENTE BAND, MA QUALI CREDI CHE SIANO LE DIFFERENZE MAGGIORI APPUNTO TRA GLI ANGELCORPSE ED I PERDITION TEMPLE?
– La differenza principale tra le due band è che niente viene filtrato nei Perdition Temple. Essendo quello con Angelcorpse un processo creativo condiviso, trovavo dei limiti fisici alla mia prolificità. Con i Perdition Temple sono libero di scrivere senza limitazioni sapendo che i membri di questa band sono tutti ben capaci di comprendere ed assecondare qualunque follia io scriva per le nostre canzoni. Non considero infatti nessuna delle nostre creazioni ‘vecchia’ o ormai superata: faccio sempre molta fatica a scegliere quali canzoni eseguire sul palco poiché tutte potrebbero essere ottime scelte, ma dobbiamo limitarci poi ad un set di quaranta/quarantacinque minuti al massimo. Un’altra differenza sostanziale è che tutti i testi vengono adesso scritti da me mentre in passato non ne ho scritto nemmeno uno, limitandomi a suggerire solamente alcuni titoli di canzoni o i nomi degli album per la vecchia band.

UNA GRANDE PASSIONE CHE TI DISTINGUE È ANCHE L’AMORE PER IL CINEMA HORROR: HAI PARTECIPATO ALLA COLONNA SONORA DEL FILM “AMERICAN GUINEA PIG: THE SONG OF SOLOMON” ED HAI ADDIRITTURA PARTECIPATO ALLE RIPRESE IN VESTE DI ATTORE: COSA PUOI DIRCI DI QUESTA INTERESSANTE ESPERIENZA?
– La mia attività nel cinema horror è dovuta principalmente alla mia amicizia con il proprietario di Unearthed Films, Stephen Biro. Siamo in contatto dai primi anni del Duemila, quando la sua compagnia si trovava davvero agli inizi, fino a che qualche anno fa non hanno deciso di produrre una propria collezione di titoli horror e gore e di ingaggiarmi in veste di attore e compositore di colonne sonore per una produzione dal titolo “Bloodshock”. Si è trattato per me solamente di un piccolo cameo, con pochi dialoghi previsti dal copione, mentre per il successivo “Song Of Solomon” sono stato coinvolto con una parte più importante sia come attore che come compositore, finendo per rivestire anche il ruolo di produttore associato. Ho avuto perfino modo di metterci del mio in alcune scene gore (come quella dove viene spappolata la faccia di una suora)! E’ stato davvero fantastico partecipare ad ogni livello nella produzione e nella creazione del film: mentre per la creazione di un album musicale possono essere presenti al massimo quattro/cinque menti pensanti da gestire, il film presenta infiniti aspetti più complessi a cui pensare, come se ci si trovasse a mixare un prodotto con centinaia di tracce differenti! Si tratta di un lavoro enorme ed estenuante, ma capace di donare soddisfazioni artistiche davvero uniche.

QUALI SONO LE FIGURE ED I PERSONAGGI CHE CONSIDERI FONDAMENTALI PER LA TUA FORMAZIONE MUSICALE ED ARTISTICA? MI RIFERISCO A BAND E MUSICISTI, MA ANCHE A REGISTI, SCRITTORI ECC..
– Ovviamente alcune delle prime band sono state Judas Priest ed Iron Maiden, ma sono avanzato rapidamente verso Slayer, Celtic Frost, Kreator e Possessed. Dischi come “Hell Awaits”, “Pleasure To Kill”, “To Mega Therion”, “Invincible Forces”, “Seven Churches” o “Darkness Descends”(di cui tutti dovreste conoscere i nomi delle band ad essi associati) sono tutti parte della mia evoluzione nel genere death metal che suono. Verso la fine degli anni ’80 poi gruppi come Pestilence, Infernal Majesty e Morbid Angel hanno mostrato una nuova carica ed urgenza che mi ha molto ispirato, così come la corrente proto-blast beat capeggiata da Napalm Death e Carcass! Per i film, soprattutto la corrente horror, posso affermare che siano parte del mio immaginario da ben prima che la musica entrasse nella mia vita. Ricordo di aver visto “Texas Chainsaw Massacre” ad un drive-in insieme ai miei genitori all’età di cinque anni, mentre ricordo alla televisione negli anni ’70 “Salem’s Lot” e le sue grandiose atmosfere gotiche che ho sempre utilizzato come metro di paragone nel valutare le pellicole viste successivamente. Quando poi a metà anni ’80 sono venuti fuori tutti i servizi di videonoleggio, è iniziato per me un flusso incessante di pellicole di settore che mi hanno impressionato per tutta la vita. Le mie preferite rimangono comunque la trilogia “Gates Of Hell” di Fulci, “The Thing” di Carpenter e “Last House On The Left”, insieme a tanti altri grandi titoli.

SEGUI ANCORA I RECENTI SVILUPPI DELLA SCENA METAL ESTREMA DI OGGI? TI SENTI DI CONSIGLIARE QUALCHE NUOVA REALTà CHE TI HA COLPITO PARTICOLARMENTE?
– Certamente, ci sono un sacco di band interessanti che seguo con attenzione! Mi sento di citarti Ascended Dead, Omega Vortex, Beyond, Magnanimvs, Force Of Darkness e Vitriol, tutte band davvero meritevoli che ascolto abitualmente con entusiasmo. Fortunatamente, ci saranno sempre nuove band che portano avanti ed alimentano quella furia primigenia che questo genere ha sempre posseduto dentro di sé nel profondo della sua essenza!

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