PERSUADER – Melodie nordiche

Pubblicato il 17/03/2014 da

Otto anni dall’ottimo “When Eden Burns” e i Persuader sono tornati con “The Fiction Maze”, un nuovo e più che convincente lavoro. La power metal band, che fino a poco tempo fa ha condiviso chitarrista e cantante con i Savage Circus dell’ex batterista dei Blind Guardian, Thomen Stauch, è spesso stata paragonata proprio a questi ultimi, per via non solo di certe soluzioni adottate a livello di composizioni, ma anche per la notevole somiglianza vocale tra il cantante Jens Carlsson e Hansi Kursch. Ben lontani dall’essere un gruppo di successo come alcuni colleghi compatrioti come Sabaton o Hammerfall, i cinque ragazzi svedesi sembrano aver trovato ora quelle stabilità e libertà dai problemi di tutti i giorni che permetteranno loro di mantenere un’attività più costante. Abbiamo fatto due chiacchiere con il batterista Efraim Juntunen per capire come mai il gruppo è rimasto lontano dalle scene per tutto questo tempo, per sviscerare i segreti del nuovo album e per dare uno sguardo alle prossime mosse della band.

persuader - band - 2014

DOPO OTTO ANNI AVETE FINALMENTE PUBBLICATO IL NUOVO ALBUM “THE FICTION MAZE”. COME MAI C’E’ VOLUTO TUTTO QUESTO TEMPO?
“E’ passato tanto tempo e per noi è veramente un piacere poter rivelare quello a cui abbiamo lavorato così a lungo. Ad ogni modo, non era nei programmi metterci tutto questo tempo. Abbiamo avuto qualche episodio sfortunato e altre faccende legate alle nostre vite personali. Dopo la pubblicazione di ‘When Eden Burns’, la nostra etichetta Dockyard1 annunciò la chiusura. Un altro casino con l’etichetta… e il morale della band affossato. Avevamo del materiale nuovo ma senza label e con un futuro incerto, le cose andavano molto piano. Inoltre alcuni di noi hanno avuto figli, hanno messo su famiglia, casa e tutto il resto. Era difficile per noi far coincidere gli impegni per finire l’album. Questa situazione è andata avanti per qualche anno, finchè le nostre situazioni famigliari non si sono stabilizzate e allora abbiamo potuto completare l’opera, lavorando di nuovo come una squadra. Abbiamo firmato un nuovo contratto con la Inner Wound Recordings, una casa discografica relativamente piccola ma adatta a lavorare con noi. Sono stati bravi a permetterci di finire il disco con calma ma allo stesso tempo dandoci delle scadenze, in modo che non permetterci di rallentare ancora. Eccoci dunque qui e spero sia valsa la pena attendere tutto questo tempo”.

TUTTO IL MATERIALE DI “THE FICTION MAZE” E’ STATO QUINDI COMPOSTO DA ZERO DOPO “WHEN EDEN BURNS” O C’E’ QUALCHE PEZZO PIU’ VECCHIO?
“La maggior parte del materiale è nuovo, eccetto la titletrack e uno o due altri pezzi che erano già stati concepiti prima di ‘When Eden Burns’. All’epoca non potemmo finirli, erano solo strutture di base e quindi sono cambiati parecchio nel corso degli anni. Alcune idee devono maturare un po’ prima di prendere il giusto gusto, immagino”.

HO NOTATO CHE IL VOSTRO SOUND E’ EVOLUTO VERSO STRUTTURE UN PO’ PIU’ COMPLESSE E MENO DIRETTE RISPETTO AL PRECEDENTE ALBUM…
“Mah, forse. Voglio dire, abbiamo sempre avuto pezzi più complessi e pezzi più diretti. Solitamente è sempre stato un mix delle due cose. Non è una cosa che pianifichiamo in anticipo. I pezzi nascono e crescono naturalmente e noi cerchiamo semplicemente di comporli meglio che possiamo. Alcuni brani praticamente si scrivono da soli, per altri invece serve più lavoro. Forse questa volta abbiamo riflettuto di più sui brani, visto che ci abbiamo lavorato per così tanto tempo. Non so, io vedo il nuovo album come una naturale progressione”.

VUOI DESCRIVERCI I TESTI DI “THE FICTION MAZE”?
“Argomenti come vita e morte e tutto ciò che c’è in mezzo. Il titolo può riferirsi alla religlione, scelte nel corso della vita, l’informazione da parte dei media… cosa è vero e cosa no? C’è una realtà universale, un Dio? Cosa è finzione e cosa è realtà? La vita può essere un labirinto. Ogni brano dell’album è basato su una sua storia a sè stante, un suo universo… ma le tematiche che ho indicato sono comuni ai vari brani. Ai testi lavoriamo assieme io e Jens (Carlsson, voce, ndr) e a volte è un bel match. Spesso iniziamo con una tematica e poi finiamo con qualcosa di completamente diverso. Alcuni testi hanno un duplice significato e quindi non sempre ciò che appare a un primo ascolto è effettivamente il vero significato. Lasciamo ai nostri ascoltatori la libertà di interpretazione”.

LA COPERTINA HA QUALCHE SIGNIFICATO PARTICOLARE?
“Ho disegnato il ‘Persuadagramma’ all’inizio della fase di composizione e ho voluto integrarlo con il titolo in una specie di labirinto. Abbiamo poi spedito l’idea al disegnatore di gran talento Felipe Machado Franco che ha realizzato questo labirinto. L’artwork del libretto deriva dall’interpretazione dei testi da parte di Felipe e credo che abbia fatto un lavoro eccezionale”.

MOLTI TENDONO A CRITICARE I PERSUADER PER VIA DELLA SOMIGLIANZA CON I BLIND GUARDIAN. QUAL’E’ IL TUO PUNTO DI VISTA A RIGUARDO?
“La gente è ovviamente libera di avere la propria opinione, ma onestamente non ci vedo questa eccessiva somiglianza. Credo che abbiamo più cose in comune con band come Children Of Bodom, In Flames o Soilwork. Jens ha una voce simile e anche a noi piacciono i cori alla Blind Guardian, ma questo è tutto. I Blind Guardian ad ogni modo sono una buona band. Ci sono sicuramente band peggiori a cui poter essere paragonati”.

LA VOCE DI JENS E’ INDUBBIAMENTE MOLTO SIMILE A QUELLA DI HANSI KURSCH DEI BLIND GUARDIAN… E’ UNA COSA INTENZIONALE O UNA COINCIDENZA?
“No, non è intenzionale, è semplicemente come lui canta. Abbiamo tentato di farlo cantare anche in modo più pulito ma è una cosa che odia. Piuttosto che farlo, si mette a cantare in growl! Credo che la voce di Hansi vada dal pulito al duro, quella di Jens invece vada più dal duro all’aggressivo”.

EMIL E JENS RECENTEMENTE SI SONO SEPARATI DAI SAVAGE CIRCUS. E’ STATA SOLO UNA QUESTIONE DI CONFLITTO DI IMPEGNI?
“Credo di sì. Hanno dovuto impiegare il grosso del loro tempo libero per completare il nuovo album e credo che questo si sia scontrato con la preparazione del nuovo disco dei Savage Circus. Da quanto ho capito, non ci sono cattivi rapporti tra di loro. Loro augurano a Thomen il meglio e che possa trovare dei membri in grado di dedicare alla band tutto il tempo necessario”.

FARETE UN TOUR O ALMENO ALCUNE DATE LIVE PER IL NUOVO ALBUM?
Assolutamente sì! Siamo stati via per troppo tempo e ora è il momento di fare un po’ di allenamento sul palco. Nel corso della primavera faremo qualche data in Svezia e speriamo di tenere un tour europeo più in là nel corso dell’anno. Dipende da come viene recepito l’album. Se la gente ci vorrà, noi arriveremo! Speriamo di poter suonare anche in Italia. Non abbiamo mai suonato nel vostro paese”.

LA BAND SI E’ FORMATA A FINE ANNI ’90, QUANDO IL POWER METAL ERA FORTE. CONSIDERANDO LA SCENA POWER ATTUALE, CREDI SIA ANCORA POSSIBILE PER UNA BAND NON FAMOSA DI QUESTO TIPO RAGGIUNGERE UN BUON SUCCESSO?
“In realtà io non conosco molto bene la scena power metal. Forse è più grande fuori dalla Svezia? Seguo le uscite delle band principali come Helloween o Gamma Ray ma nient’altro. Ascolto roba più estrema. Riguardo al successo, non saprei… le mode vano e vengono, sai. Alla fine dei conti, tutto quello che puoi fare è lavorare duro e comporre buona musica, che ti piaccia. Se poi la grande massa apprezza, bene, altrimenti pazienza. Almeno sei stato onesto con te stesso nel fare quello in cui credi indipendentemente dal successo”.

QUALI SONO LE TUE ASPETTATIVE PER I PERSUADER IN FUTURO?
“Aspettative? Non troppo alte ad essere onesti. Speranze, un sacco di speranze! Spero che riusciremo a portare i Persuader a un livello superiore, che riusciremo a mantenere il buon momento che stiamo vivendo e che riusciremo a raggiungere più ascoltatori. La nostra intenzione è comporre nuova musica con più regolarità, in modo da poter pubblicare un album in tempi più brevi. Poi abbiamo tanti die-hard fan che hanno una gran voglia di sentirci dal vivo. Ecco le speranze per il 2014”.

OLTRE ALLA BAND AVETE ANCHE ALTRI HOBBY O LAVORI?
“Certo, tutti dobbiamo mantenere le nostre famiglie. Lavoriamo nelle costruzioni, pulizie, tinteggiatura… roba normale, insomma. Se dipendessimo dalla band, saremmo morti di fame quindici anni fa. Potersi trovare e suonare, è ciò che ci permette di sopportare la normale routine lavorativa di tutti i giorni. I Persuader sono sempre stati un divertimento ma a livello di un vero e proprio hobby. Sarebbe bellissimo poter portare il tutto a un altro livello. Se il nuovo album viene ben accolto e se la nostra etichetta non va a fuoco, non vedo perchè non dovremmo riuscire a farcela!”.

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