PHAZE I – Ibrido apocalittico

Pubblicato il 14/06/2006 da


I Phaze I, venuti da poco alla ribalta, sono l’ennesimo gruppo associabile alla corrente futurista del metallo estremo francese, la quale sta partorendo, uno via l’altro, piccoli dischi-capolavoro. Dopo “Deviant Current Signal” degli Hacride e “What Hell Is About” dei Dagoba, per non considerare poi i già più esperti Scarve, l’omonimo debutto di questo terzetto franco-belga non passa davvero inosservato. A partire dalla terrificante cover, sulla quale campeggia in primo piano un umanoide davvero inquietante, tutto l’album è pervaso da un’atmosfera aliena e apocalittica, a cavallo fra il cyber-industrial ed il thrash-death con connotazioni melodiche. Per saperne di più, abbiamo contattato il mastermind David Potvin, leader tuttofare dei Phaze I…


INNANZITUTTO, DAVID, CI PIACEREBBE CONOSCERE MEGLIO LA ANCOR BREVE STORIA DEI PHAZE I: COM’E’ NATA L’AVVENTURA?
“Dunque, iniziai a comporre ‘Phaze I’ circa sei anni fa nel mio home-studio. Il mio intento era quello di creare nuove atmosfere musicali nelle quali ogni accorgimento fosse possibile, senza porsi alcun limite. Cominciai a scrivere brani e mantenei tutto segreto. Durante gli ultimi anni, ho lavorato davvero sodo e finalmente mi son deciso a registrare l’album. Ed è stato molto eccitante! I Phaze I dovevano in primis essere chirurgici, inventivi e violenti. Così ho dapprima chiesto a Dirk Verbeuren di suonare la batteria, poi per le vocals ho optato per mio fratello Franck. Abbiamo trovato un bel buco di tempo libero nel marzo 2005 e abbiamo registrato da me il lavoro. Tutto qua”.

LA PRIMA COSA CHE COLPISCE DEL DISCO E’ LA COPERTINA, OVVIAMENTE. DAVVERO UNA DELLE PIU’ INQUIETANTI VISTE NEGLI ULTIMI ANNI. CHI E’ IL CREATORE DI QUEL TERRIBILE UMANOIDE?
“Intanto, grazie per i complimenti! Si tratta di Alain Trehard. Alain è l’artista grafico della mia altra band, i Lyzanxia; è un ragazzo che si occupa di vari aspetti dell’arte: fotografia, scultura, arte cimiteriale, pittura… E’ sempre ispirato, ha milioni di idee! Un tipo davvero creativo…ed io adoro le sue opere! Ovviamente ha fatto un ottimo lavoro per ‘Phaze I’: volevo un’immagine che fosse in grado di descrivere le mie visioni senza aver bisogno di ascoltare la musica, ed è esattamente ciò che è venuto fuori. Qualcosa di terrificante che rappresentasse una nuova forma di vita. Se volete scoprire Alain, il suo sito personale è www.trehard.com”.

VISTO CHE HAI ACCENNATO A VISIONI DI NUOVE FORME DI VITA, ADDENTRIAMOCI NEL CONCEPT! TI VA DI SPIEGARE LA STORIA NARRATA NEL DISCO? E, COME IL TITOLO SUGGERISCE, SI TRATTA DI UN PRIMO CAPITOLO?
“La Fase Uno del titolo si riferisce alla nascita di una nuova specie, emersa nel nostro mondo umano senza uno specifico scopo, se non quello di devastare ed uccidere per poter esistere. Questa razza è dominata dall’istinto e non ha nessuna sorta di pensiero, opinione od intelligenza. Ha un cervello molto primitivo, contenuto in uno strano corpo umanoide, attraverso il quale porterà il mondo al caos e alla guerra totale. Certamente, ‘Phaze I’ è il primo capitolo del racconto, proprio come la prima fase di un progetto di sviluppo scientifico, in quanto la fine della storia contenuta qui è l’inizio di un’altra parte. Ora sto pensando a come proseguire la novella, perché voglio sviluppare le atmosfere e, nel tempo, trovarle una giusta fine”.

LEGGENDO ATTRAVERSO LE ALLEGORIE DEI TESTI, COSA SI PUO’ TROVARE? ODIO PER L’UMANO, ASPETTI RELIGIOSI, PASSIONE PER LA FANTASCIENZA?
“Direi principalmente passione per la fantascienza. Sono davvero un grande appassionato di film Sci-Fi in generale e sono cresciuto a suon di Alien e Terminator… Nella storia di ‘Phaze I’, non ci sono specifiche prese di posizione riguardo sentimenti anti-umanistici o quant’altro. Volevo solo dare sfogo alla fantasia, creando un nuovo mondo, nel quale nasce una specie di religione post-apocalittica, e dove il messaggio di base può essere riassunto con ‘prenditi cura di te stesso e non lasciarti sopraffare dagli altri’. L’aspetto interessante di tutto ciò è che, quando si leggono i testi, tu potresti identificarti sia negli umani, sia nei nuovi umanoidi. La scelta sta a te!”.

MUSICALMENTE PARLANDO, NELLA VOSTRA MUSICA SONO PRESENTI MOLTE INFLUENZE…DAL BLACK-DEATH METAL ALL’INDUSTRIAL, DA RITMI GROOVY A SUONI DISTURBANTI. COME DESCRIVERESTI IL SOUND DEI PHAZE I SE DOVESSI CONVINCERE UNA PERSONA AD ASCOLTARVI?
“Uhm…presumo le parlerei di violenza controllata, melodie frenetiche, blast-beat, riff taglienti e suono pesante, il tutto inglobato in un’atmosfera apocalittica! Credo che così sia piuttosto chiaro o, perlomeno, è ciò che io assimilo dei Phaze I. Penso sia piuttosto difficile trovare un’esatta definizione per la nostra musica…forse qualcuno avrà voglia di divertirsi e trovarle un nome adatto (ride, ndA)”.

UN PARTICOLARE DAVVERO STRANO DEL VOSTRO STILE E’ RAPPRESENTATO DAGLI SPAZI VUOTI NEI QUALI SI ODONO PARTI DI PROGRAMMING SIMILI AD UN CARILLON MORENTE: QUEI RIPETUTI MOMENTI SONO MOLTO INQUIETANTI E DANNO UN MOOD TETRO E ALIENO AI PEZZI. COME TI E’ VENUTA L’IDEA DI INSERIRE QUEGLI ARRANGIAMENTI?
“Bene, il fatto che tu sia rimasto colpito da quegli stacchi mi conferma che si è trattato di un’ottima intuizione! Stavo componendo la prima canzone del disco, ‘New Archetypes’, e avevo questa melodia da inserire a mo’ di pausa, di transizione… Quindi mi sono messo a provare diversi suoni e quando ho sperimentato quello a cui ti riferisci, anch’io ho avuto i brividi! Quelle piccole pause sono un po’ il nostro trade-mark, l’ossatura della struttura compositiva, e sono molto caratteristici, dici bene! Adoro l’effetto che generano sulla gente che li ascolta”.

LA TRACCIA CONCLUSIVA, “GOING TO EXIST”, SA MOLTO DI HYPOCRISY, GRAZIE ALLA SUA ATMOSFERA EPICA E DRAMMATICA. SONO UNA VOSTRA IMPORTANTE INFLUENZA, O SBAGLIO? VOGLIO DIRE: ANCHE VOI SIETE IN TRE COME LORO PER MOLTI ANNI, IN PIU’ PARLATE DI ALIENI…
“(ride, ndA) Ti dirò che non ho mai pensato al fatto di somigliare o meno agli Hypocrisy! Comunque ti ringrazio. Mi piacciono moltissimo, come del resto pure i Pain, il side-project di Peter Tagtgren, sebbene non credo siano fra le mie principali fonti di ispirazione. In effetti, pensandoci, non sarebbe male fare un tour con loro: pensa un po’, gli alieni e la razza umanoide che vengono a distruggervi le città (sghignazza, ndA)!! Sul fatto che noi si sia solo in tre è perché in studio non abbiamo bisogno di nessun altro. Non è una scelta nostra, è che ci troviamo a nostro agio così”.

COME SCRIVETE DI SOLITO UN BRANO?
“Compongo tutto io. E non seguo modalità o prassi particolari. Scrivo quando sono ispirato e spesso non so quando sono ispirato! Ma una cosa è certa: ho composto ‘Phaze I’ liberando totalmente i miei sentimenti e la mia mente. Credo sia un ottimo aiuto il non soffermarsi troppo su domande inutili e concentrarsi solo sul comporre e suonare. Qualche volta funziona, qualche volta no…ma se trovi che quello che hai scritto ha un senso, allora la magia si è compiuta!”.

SONO UN ACCESO ESTIMATORE DELLA CRESCITA ESPONENZIALE CHE IL METAL ESTREMO FRANCESE STA AVENDO IN QUESTI ANNI. SCARVE, GOJIRA, HACRIDE, DAGOBA…OGNI VOLTA MI TROVO AD AGGIUNGERE UN NOME NUOVO ALLA LISTA. COME SI VIVE QUESTA SITUAZIONE DALL’INTERNO?
“Be’, ancora grazie! Sono davvero felice di questo successo. In Francia ci sono molte band che spaccano di brutto, solamente bisognose di veder riconosciuta la propria bravura dai media. La vecchia immagine del metal francese deve essere gettata alle ortiche! Intendo dire, se torniamo a venti anni fa, troviamo una scena poco seria e di basso livello, ma la nuova generazione – non la sto sparando! – è almeno all’altezza del metal scandinavo o di quello americano. La gente se ne deve rendere conto. Voi passate parola!”.

CHE MI DICI RIGUARDO EVENTUALI TOUR O SHOW? SUONERETE DAL VIVO, ANCHE SE DIRK E’ MOLTO OCCUPATO?
“Ci piacerebbe, ovviamente, prendere parte ad un festival od imbarcarci in un tour; sono sicuro che presto lo faremo, non appena le condizioni saranno OK. Anche se Dirk è occupato, ci ha già dato la sua disponibilità a suonare sul prossimo disco, quando questo sarà pronto. Al tempo, ci toccherà aggiungere alla formazione un bassista ed un ragazzo che si occuperà dei sample. Ti assicuro che non vediamo l’ora di portare l’apocalittica brutalità dei Phaze I sulle assi di un palco!”.

E QUINDI COSA DOVREMMO ASPETTARCI DAL PROSSIMO FUTURO? HAI GIA’ QUALCHE BRANO PRONTO?
“No, per ora non c’è niente di composto, ma credo che il disco avrà gestazione breve ed uscirà presto. Abbiamo appena girato un video per la traccia ‘Screams Of Dying Dogs’, diretto da un regista francese di nome Guillaume Pin: il filmato è davvero bello, ricco di effetti speciali e ispirato alle lyrics del pezzo. Sarà disponibile sul nostro sito web dalla metà di giugno. Guillaume, che ha diretto pure l’ultimo video dei Lyzanxia, si è assolutamente superato in questo lavoro. Incredibile”.

PERFETTO, DAVID. TI RINGRAZIO E LASCIO A TE LA CONCLUSIONE…
“OK, grazie mille a chiunque si prenderà del tempo per ascoltare il disco e leggere la storia. Spero di vedervi in tour. E spero che i Phaze I vi divertano almeno quanto divertono noi! Fate un salto su www.phaze-1.com e lasciate messaggi nel guestbook. Infine, tenete d’occhio anche i Lyzanxia, fuori a settembre con il nuovo ‘Unsu’!”.

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