PHAZE I – Truppe, adunata!

Pubblicato il 18/05/2014 da

Sono tornati dopo un’assenza di ben otto anni i franco-belgi Phaze I, che con il loro recente “Uprising” ci hanno nuovamente catapultato nella loro Terra soggiogata da una feroce razza ibrida, a cui la superstite stirpe umana cerca di sopravvivere organizzando un’impavida Resistenza. I fratelli David e Franck Potvin, però, non sono certo mancati dalle scene metalliche in tutto questo tempo, considerati i loro molteplici progetti e i già noti Lyzanxia e One-Way Mirror. La qualità del riffing e la ricerca di un’atmosfera ben identificante sono sempre i punti forti di un combo che ancora non ha calcato un palco in vita sua, ma che si ripromette di farlo il prima possibile. Sentiamo cosa ha da dirci in merito proprio il mastermind della formazione, David Potvin…

Phaze I - band - 2014

CIAO DAVID! BENTORNATO SU METALITALIA.COM ATTRAVERSO I PHAZE I! SONO PASSATI OTTO ANNI DALLA RELEASE DEL VOSTRO ALBUM DI DEBUTTO, UN LASSO DI TEMPO LUNGHISSIMO! COME MAI ABBIAMO DOVUTO ASPETTARE COSI’ TANTO? SEI STATO IMPEGNATO CON GLI ONE-WAY MIRROR, I LYZANXIA E…COS’ALTRO?
“Ciao! Sì, è parecchio tempo e le cose accadute tra il primo e questo nuovo album sono moltissime! A partire, nel 2008, con il debutto degli One-Way Mirror, con i quali sono stato in giro per l’Europa per un po’, prima di ri-rientrare in studio per registrare il quarto lavoro dei Lyzanxia, la mia band principale: ‘Locust’ è stato composto e preparato nel 2009, per poi veder la luce nel 2010, nel mentre della composizione del successivo lavoro degli One-Way Mirror. E infatti, procedendo di anno in anno, ‘Destructive By Nature’ è stato registrato nel 2011 e pubblicato nel 2012. E nel frattempo stavo già componendo il materiale per il nuovo Phaze I, finalmente. Dirk (Verbeuren, batterista, ndR) in quel momento era impegnato già con i Soilwork e, per questo e per altri motivi, abbiamo dovuto posticipare le registrazioni. Ora, inoltre, ho anche uno studio assieme a mio fratello Franck (partner-in-crime di David in tutti i suoi progetti musicali, ndR), con il quale produciamo parecchie band e quindi gli impegni son divenuti sempre più pressanti. Infine, abbiamo trovato il tempo per ultimare ‘Uprising’ nel 2013 ed eccoci qui a promuoverlo nel 2014. Come vedi, non abbiamo certo sprecato il nostro tempo!”.

E’ CAMBIATO QUALCOSA NELL’APPROCCIO ALLA COMPOSIZIONE DEI BRANI DEI PHAZE I, DOPO TUTTO QUESTO TEMPO? AVEVATE LE IDEE GIA’ CHIARE SU COSA SCRIVERE O IL PROCESSO DI COMPOSIZIONE E’ AVVENUTO IN MODO SPONTANEO?
“Nella maggior parte delle situazioni, la composizione avviene in modo spontaneo, tenendo come melodia portante le parti dei cori. E’ probabile che su ‘Uprising’ si sentano più parti dedicate a strumentazione classica, ma il processo di composizione è stato lo stesso usato per il debutto”.

A PARER MIO, UNO DEI MIGLIOR MARCHI DI FABBRICA DEL SUONO PHAZE I E’ L’ATMOSFERA CHE RIUSCITE A CREARE, COSI’ ALIENANTE E ‘FANTASCIENTIFICA’. LA SCELTA DI FILTRARE COSTANTEMENTE LE VOCI, PERO’, LA SI PUO’ VEDERE COME UN PO’ ‘RISCHIOSA’, IN QUANTO A MOLTI POTREBBE RISULTARE FASTIDIOSA. NON AVETE PENSATO DI VARIARE UN PO’ QUESTO ASPETTO?
“A noi piace moltissimo utilizzare quel filtro sulle voci per mantenere alta la tensione e per dare una sensazione di ‘chiusura’. Ad oggi non ho trovato niente di meglio che si sposi con la nostra musica, ma ti assicuro che sono sempre alla ricerca! E in effetti è anche diventato un nostro trade-mark, oltre che una parte importante del nostro suono. Sarà difficile trovargli un’alternativa!”.

SE PARAGONATO A “PHAZE I”, “UPRISING” HA PIU’ PARTI ORCHESTRALI E UN FEELING PIU’ EPICO (NON SOLO NELLA STRUMENTALE “8000 MILES”, INTENDO); FORSE E’ MENO TERRIFICANTE CHE IL PRECEDENTE, MA MANTIENE QUELLA DISTURBANTE ACCESSIBILITA’ CHE AVEVO APPREZZATO TANTO ALL’EPOCA. COSA AVETE PROVATO AD AGGIUNGERE IN QUESTO CAPITOLO?
“E’ vero, abbiamo provato ad innestare un feeling più epico, non c’è dubbio. Alcune sezioni orchestrali, inoltre, suonano come se fossero messe lì per raccontare una storia nella storia, e devo dire che adoro questo tipo di sensazioni, sono perfette!”.

PARLANDO DEI BRANI, CREDO SIA MOLTO DIFFICILE ESTRAPOLARE DA “UPRISING” UN SINGOLO EPISODIO DA MENZIONARE: E’ L’INTEREZZA DEL DISCO A BEN IMPRESSIONARE E AD ESSERE FUNZIONALE AL VOSTRO SOUND. VOGLIO DIRE, UN PEZZO DA SETTE MINUTI, QUALE L’OPENER “THE ESSENCE OF HUMANITY”, NONOSTANTE LA SUA LUNGHEZZA PUO’ BENISSIMO ESSERE USATO COME ESEMPIO PER SPIEGARE COME SUONATE, NON TROVI?
“Qualche volta è difficile riuscire a capire come suona una band attraverso solo un brano. Nel caso di ‘Uprising’, usare un singolo episodio va visto più come una sorta di trailer, più che una vera e propria hit song. Tutto l’album è in effetti un’unica, enorme canzone. L’abbiamo divisa in otto parti, ma è difficile anche per me ascoltare solo una parte di queste otto. Il modo migliore di approcciarsi ai Phaze I è fruire di tutto il disco”.

LA COPERTINA DEL PRIMO DISCO E’ DAVVERO PAUROSA E SORPRENDENTE, SICURAMENTE SI PIANTA BENE IN TESTA A CHI LA GUARDA. LA COVER DI “UPRISING”, INVECE…MI RICORDA QUALCOSA DELL’ARTWORK DI “UNSU” DEI LYZANXIA, ANCHE COME APPROCCIO CONCETTUALE. COSA SIGNIFICA IL GUERRIERO DI KENDO ALL’INTERNO DELLA TRAMA CHE NARRATE CON LA VOSTRA STORIA?
“E’ colpa ancora di Alain Trèhard! Ha progettato la copertina di ‘Uprising’ con lo stesso approccio visuale che in effetti ebbe per ‘Unsu’ dei Lyzanxia. Mi è piaciuta molto l’idea di questo guerriero che si allena per uccidere le creature invasori con una vera katana nella sua kendo-gu (armatura); il che è paradossale, in quanto i kendoka si allenano sempre usando una shinai, una spada di bamboo. E’ come allenarsi al tiro con vere munizioni (David e suo fratello Franck sono esperti karateka, ndR)”.

SUPPONGO CHE ANCHE I TESTI – CHE NON HO ANCORA LETTO – SEGUANO IL SENTIERO TRACCIATO DAL PRIMO ALBUM, GIUSTO? COME CONTINUA LA STORIA E DOVE FINISCE CON LA CONCLUSIVA “TROOPS UPRISING”? CI DOBBIAMO ASPETTARE UNA TERZA PARTE?
“Certo, i testi seguono quelli del primo episodio ‘Phaze I’. La storia continua e gli umani stanno ammassando truppe per combattere il nemico. Tutto quello che posso dire sulla storia è che certamente non può finire con ‘Uprising’. Per cui sì, aspettatevi un altro capitolo dei Phaze I con qualche suono nuovo e speciale!”.

FINORA I PHAZE I, SE NON ERRO, SONO STATI UNO STUDIO-PROJECT. AVETE IN MENTE DI PROMUOVERE IL NUOVO DISCO CON QUALCHE DATA LIVE? FORSE CON L’AIUTO DI UN BASSISTA E DI UN BATTERISTA SESSION SI POTREBBE FARE?
“Sì, finora non abbiamo mai suonato dal vivo. Ci piacerebbe, ma con i nostri programmi diventa un pochetto complicato organizzarsi. Abbiamo avuto offerte per delle date, ma ogni volta uno di noi era già occupato con altre band. Portare su palco i brani dei Phaze I vuol dire fare provini per trovare un bassista, magari un tastierista, preparare le basi orchestrali… Insomma, noi suoneremmo volentieri ma allo stesso tempo non vogliamo suonare senza Dirk dietro le pelli. Vive negli Stati Uniti da un paio di anni, perciò gli è difficile tornare qua e ripartire magari solo per suonare una o due date. Comunque sia, siamo ottimisti…troveremo un modo per suonare dal vivo e fare dei bei spettacoli!”.

AVETE FIRMATO UN CONTRATTO CON WORMHOLE DEATH RECORDS, DOPO AVER PUBBLICATO IL PRIMO DISCO PER LA SCARLET RECORDS, UN’ALTRA ETICHETTA ITALIANA. MA, A PARTE QUESTO, PENSATE CHE, NELL’ERA DEGLI ALBUM AUTOPRODOTTI E AUTOPROMOSSI, AVERE ALLE SPALLE UNA LABEL SIA ANCORA REALMENTE UTILE?
“E’ vero, ci piace l’Italia (ride, ndR)! Io penso che avere della gente che lavora al tuo fianco, dalla tua parte, sia molto motivante, ed è la cosa principale per noi. Sapere di non essere solo sulla barca, ti permette di sopravvivere. Il mercato musicale è molto complesso e le band necessitano di promozione e di una rete di canali di distribuzione per promuovere la loro musica. Credo che le etichette siano tutt’oggi degli ottimi partner se il loro obiettivo è far progredire la carriera di un gruppo. Abbiamo provato ad auto-produrci il secondo disco degli One-Way Mirror, ‘Destructive By Nature’, ed è stata molto dura, in quanto dovevamo occuparci di tutto. Noi crediamo ancora nel supporto fisico della musica, CD, DVD, vinili…ma i tempi stanno cambiando e alcune strategie sono differenti. E’ vero che internet è ormai una grossa fetta del mercato, ma penso che le band abbiano ancora bisogno delle label per aiutarle e condividere contatti, network e lavoro”.

COME FRATELLI, TU E FRANCK LAVORATE ASSIEME IN MOLTI PROGETTI. NON SENTITE MAI IL BISOGNO DI FARE QUALCOSA DA SOLI, ESPRIMERE LE VOSTRE IDEE INDIVIDUALI? OPPURE AVETE COMUNQUE RUOLI DIVERSI A SECONDA DELLA BAND PER LA QUALE STATE COMPONENDO/SUONANDO?
“Vero, Franck e io abbiamo molti progetti in comune: Phaze I, Lyzanxia, One-Way Mirror e qualche altra band per divertirci con gli amici. La realtà è che spesso componiamo individualmente, per poi mettere a punto il materiale assieme. Abbiamo anche il Dome Studio in comune, ma lì lavoriamo in separata sede, in quanto sia io che lui possiamo gestire una band da soli. Se proprio sentiamo il bisogno di fare qualcosa di artistico in solitaria, allora abbiamo le nostre alternative: Franck lavora come fotografo e io compongo musica elettronica per DVD incentrati sugli sport estremi”.

OK, DAVID…GRAZIE MILLE PER LA DISPONIBILITA’! TERMINA PURE COME VUOI L’INTERVISTA E ARRISENTIRCI!
“Grazie mille (in italiano, ndR) e speriamo di vederci dal vivo in Italia!”.

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