PHILM – Voglia di osare sempre

Pubblicato il 07/10/2014 da

La dipartita dagli Slayer, avvenuta in termini non proprio amichevoli, non ha certo scoraggiato il guru della batteria Dave Lombardo, che si è subito dedicato anima e corpo ad i suoi Philm. Il nuovo “Fire From The Evening Sun” presenta una band fresca ed ispirata, con grande personalità ed in grado di fondere un sacco di influenze musicali in un unico disco. Raggiunto telefonicamente, Lombardo si è dimostrato poco avaro di parole, rilassato, positivo e concentrato su questo nuovo capitolo della sua grande e fortunata carriera… ma senza farsi mancare un paio di frecciatine ai suoi ex compagni di band.

philm - band - 2014

DAVE, SE IN GIRO CON I PHILM ORMAI DA DUE ANNI. PROVA A FARE UN BILANCIO DI QUESTA TUA NUOVA CREATURA.
“Sono molto contento di come stanno andando le cose. Il nostro primo disco ha ricevuto buoni consensi ovunque e ci ha permesso di suonare in giro per il mondo. La cosa bella è stata quell’atmosfera di improvvisazione, di jam che è nata durante le registrazioni del disco, in pratica attaccavamo la spina e registravamo direttamente, senza tanti orpelli da togliere o scolpire. Non ho mai fatto una cosa simile in vita mia, ma era proprio ciò che volevo, la nostra idea del disco era esattamente quella, una grande jam per catturare l’essenza del suonare dal vivo”.

QUESTO APPROCCIO E’ CAMBIATO NEL MOMENTO DI ENTRARE IN STUDIO PER REGISTRARE “FIRE FROM THE EVENING SUN”?
“Questa volta abbiamo impiegato più tempo, durante un mini tour che abbiamo tenuto in Europa lo scorso anno, ci siamo portati i nostri demo e li correggevamo on the road. Abbiamo provato a suonare dei nuovi pezzi dal vivo e capire se avevano il mood giusto, per questo i tempi si sono allungati, volevamo entrare in studio preparati”.

IL NUOVO DISCO ONESTAMENTE, NON SEMBRA POSSEDERE LO STESSO SPIRITO DI JAM SESSION PRESENTE SUL VOSTRO PRECEDENTE LAVORO. SEMBRA INVECE PIU’ STUDIATO QUESTA VOLTA…
“Vedi, credo sia la normale evoluzione della band. Durante i precedenti tour, sentivamo in giro che i nostri fan, pur apprezzando i brani ed il loro spirito di improvvisazione, avrebbero voluto anche qualche canzone più heavy e diretta. In studio abbiamo deciso di prendere questa strada e, per proporre brani heavy e diretti, sono state scritte canzoni con una struttura più definita. Vorrei specificare che anche sul precedente disco sono presenti diverse canzone con una struttura solida, gran parte della differenza con ‘Fire From The Evening Sun’ sta proprio nella tipologia delle registrazioni. Il nuovo lavoro è sicuramente più heavy oriented, per la gioia dei nostri fan più metallari!”.

DEFINIRE SOLAMENTE HEAVY UN DISCO COME “FIRE FROM THE EVENING SUN” CREDO SIA MOLTO RIDUTTIVO. NEI NUOVI BRANI INFATTI,  OLTRE AL METAL TROVIAMO ROCK, HARDCORE, STONER, TANTO PER FARE ALCUNI ESEMPI…
“Sono assolutamente d’accordo con te! Aggiungo inoltre che è stata una cosa voluta, abbiamo raccolto tutte le influenze musicali mie e degli altri ragazzi della band cercando di metterle insieme nelle nostre canzoni, ma senza esagerare. Di solito quando esce il disco di un nuovo gruppo, si sentono influenze limitate a quel paio di grandi nomi del music business, con i Philm abbiamo voluto fare una specie di contenitore di tutti i generi che ci piacciono, ma mantenendo il metal predominante”.

QUESTA SCELTA VI HA PERMESSO DI REALIZZARE UN DISCO MOLTO VARIO E PERSONALE. OGGI ALL’INTERNO DELLA SCENA METAL, SI TROVANO POCHE BAND ORIGINALI CHE VOGLIONO OSARE. SEI D’ACCORDO?
“Purtroppo penso tu abbia ragione, è vero che se parliamo di heavy metal forse è stato scritto quasi tutto, ma vedo poca voglia di spingersi oltre, di sperimentare qualcosa di nuovo. Vedi, con i Philm avrei potuto tranquillamente scrivere un disco di thrash metal furioso, ma quale sarebbe il senso? Ogni anno escono centinaia di dischi thrash, io ho suonato thrash per tantissimi anni e registrato alcuni dei dischi fondamentali del genere. Perché fare un altro disco thrash? Con i Philm mi sento molto più a mio agio nello sperimentare, nel provare direzioni musicali che nessuno ha mai ascoltato prima e magari creare qualcosa di nuovo”.

NELLA TUA CARRIERA HAI SPAZIATO DAGLI SLAYER, AI GRIP INC., AL SUONARE UN DISCO DI MUSICA CLASSICA. VERSO DOVE CONTINUA A SPINGERTI LA TUA CURIOSITA’ DI SPERIMENTARE?
“La mia curiosità mi spinge a provare, ad assaggiare nuovi sapori, nuove melodie musicali. Io penso che il segreto sia quello di approcciarsi sempre in modo open minded verso le nuove sonorità, verso gli stili musicali degli altri Paesi del mondo, senza snobbarli a prescindere. Un musicista non può chiudersi in se stesso, non può limitare le proprie abilità suonando sempre e solo un tipo di musica. Agendo in questo modo non si cresce come musicisti, per quanto riguarda me credo di aver cercato di assorbire qualsiasi genere musicale con cui sono venuto a contatto. Ho applicato il mio drumming in moltissimi progetti tutti differenti, queste sono sfide che mi hanno fatto crescere molto. Ancora oggi cerco di essere più creativo possibile. Credimi c’è ancora molto da imparare per me, anche se suono da oltre trent’anni sono ben lontano dal traguardo (ride, nda)”.

DOPO TRENT’ANNI DI MUSICA AD ALTISSIMI LIVELLI, RIESCI ANCORA AD ENTUSIASMARTI DI FRONTE A QUALCOSA DI NUOVO?
“Certo, mi entusiasmo sempre! Non conta l’esperienza, gli anni spesi a suonare, perché se fai il lavoro che ti piace, che è la tua più grande passione, di fronte a nuovi stimoli non può esserci altro che entusiasmo e smania di imparare. Sarebbe facile per me, ad esempio, ascoltare un disco e dire che non mi piace dopo una sola passata nel lettore, ma preferisco dare sempre una chance in più, riascoltare, cercare di assimilare ogni piccolo dettaglio e capire, se ci sono, quali idee valgono la pena di essere portate avanti. La musica è la mia vita, non potrei mai fare quel che faccio solo perché è il mio lavoro”.

DAVE, CON I PHILM SVOLGI ANCHE IL RUOLO DI PRODUTTORE. COME TI SENTI DALL’ALTRA PARTE DEL BANCO DI REGISTRAZIONE?
“Devo dire che mi sento molto bene! In veste di produttore ho la responsabilità che il disco abbia un inizio ed una fine, che ogni sfumatura venga registrata correttamente e che le canzoni vengano incise esattamente nel modo in cui le abbiamo pensate noi. Come produttore posso mettere un’ulteriore parte di me nel disco, raccolgo le idee degli altri ragazzi della band e poi le metto insieme secondo il mio punto di vista. Inoltre suggerisco agli altri musicisti modi alternativi di suonare, provare una intro diversa, fare uno cambio di tempo particolare, cose di questo tipo. Credo che con la mia esperienza di musicista, la veste di produttore sia lo scalino successivo per farmi progredire ulteriormente e per offrire tutto il mio sapere agli altri musicisti”.

DA PRODUTTORE QUAL’E’ LA TUA OPINIONE IN MERITO AI DISCHI METAL DI ULTIMA GENERAZIONE, DOVE I SUONI SONO SPESSO POMPATI ALL’INVEROSIMILE, PLASTICOSI E FANNO ASSOMIGLIARE TUTTE LE BAND?
“Questa è una domanda difficile che dovrebbe far riflettere. Ormai quasi tutte le giovani band usano lo stesso software per produrre dischi, gli stessi strumenti di editing. Vedi, questi strumenti software sono grandiosi, permettono di fare cose che dieci anni fa potevamo solo sognare, ma, come per ogni cosa, se si abusa di questi strumenti senza cognizione di causa, si finisce per perdere la vera essenza della band. Si perde il feeling, si perde il tocco personale dell’artista, il senso di performance. Per ‘Fire From The Evening Sun’ ho usato pochissimo i programmi per editare i pezzi, perché volevo a tutti i costi che si potesse sentire la naturalità della batteria o della chitarra. Ho registrato tutte le mie parti di batteria in un solo giorno, idem dicasi per il piano. L’errore più grande è abusare della produzione, molti artisti oggi su disco si limitano ad usare una buona drum machine, ma all’ascolto la differenza si sente eccome. Quante volte, negli ultimi cinque o sei anni, abbiamo sentito dischi prodotti e suonati in modo fin troppo perfetto, per poi trovare dal vivo batteristi incapaci di suonare le loro parti? Quando partecipo ai grandi festival, cerco sempre di fermarmi a vedere gli show delle band e sempre più spesso trovo batteristi che non sembrano nemmeno in grado di suonare! I musicisti si proteggono con l’uso eccessivo di trigger e trucchetti vari per mascherare la loro incapacità di suonare in modo potente e dinamico. Questo esempio rappresenta l’aspetto negativo dello sviluppo tecnologico nella produzione dei dischi, perché oggi con un computer si possono fare miracoli, puoi far cantar benissimo il singer più stonato al mondo, ma dal vivo non ci sono santi che tengano, non si possono mascherare certe lacune! La possibilità che offrono i moderni studi di registrazione fanno sì che l’artista metta in secondo piano l’abilità, il perfezionare il proprio stile, perché tanto su disco si può sembrare il miglior musicista al mondo senza sforzo. Quante volte capita che batteristi e chitarristi suonino una strofa per volta, per poi farle incollare in studio dal produttore? Capisci, non conoscono nemmeno i loro pezzi dall’inizio alla fine”.

QUANDO POTREMO VEDERE I PHILM IN TOUR?
“Proprio in questo periodo stiamo programmando una serie di date in Europa. Suoneremo a Londra, a Vienna, in Svizzera, Germania e Parigi. Spero di poter confermare ulteriori show a Novembre e, magari, venire anche in Italia se avremo la possibilità”.

NON POTEVA MANCARE UNA DOMANDA SUGLI SLAYER E SU QUANTO TI E’ ACCADUTO. DISPIACE MOLTO VEDERE UN SODALIZIO DI TANTI ANNI INCRINARSI PER MERI MOTIVI ECONOMICI…
“Dopo tutto questo tempo, oggi il mio spirito è molto più positivo rispetto a diversi mesi fa. Non voglio assolutamente guardarmi alle spalle e pensare al passato così come non me ne frega nulla di parlare di quella band. Oggi sono molto felice e realizzato con i Philm, mi sento molto ottimista per il futuro e voglio continuare a registrare musica, fare dischi e suonare la batteria. Molti mi chiedono se ho scritto definitivamente la parola fine per la mia avventura con gli Slayer. Premesso che nella vita tutto è possibile, oggi se penso al mio futuro vedo tanta musica, tanta ispirazione e non mi va di pensare a quella ‘ditta’, perchè produce solo negatività. Io voglio rimanere positivo e lo farò con la mia musica”.

PER SUONARE AI TUOI LIVELLI, E’ IMPORTANTE L’AMICIZIA ALL’INTERNO DI UNA BAND OPPURE SE NE PUO’ FARE A MENO?
“Sono convinto che l’amicizia, l’alchimia fra musicisti sia fondamentale per la riuscita di una band. Questi sentimenti vengono riversati nella musica e il risultato si sente! Se invece si suona da perfetti sconosciuti, solo perché si è pagati, vengono a mancare condivisione, coinvolgimento, passione e tutti quegli stati d’animo che rendono speciale la musica. E’ impossibilie essere produttivi se lavori con persone che non sopporti, se c’è gelosia fra i vari membri, se si fanno le cose di nascosto…tutto questo porta solamente a negatività. Con i Philm, se c’è un problema ne parliamo tutti insieme, usciamo a cena, a berci una birra e arriviamo ad una soluzione, non ci limitiamo ad andare avanti ognuno per la propria strada come se non fosse successo nulla”.

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