PLANKS – Tsunami Interni

Pubblicato il 20/04/2012 da

Avevamo positivamente accolto l’ultimo full-length dei “post” hardcorers Planks, il cupissimo “The Darkest Of Grays”. Da allora è passato un po’ di tempo, ma la band tedesca non è stata certo con le mani in mano: il disco è stato ristampato dalla Southern Lord assieme all’EP “Solicit To Fall” e a questa pubblicazione sono seguite apparizioni live sempre più importanti, soprattutto in madrepatria. Con del nuovo materiale in procinto di essere confezionato e con nuove date in via di conferma – tra cui tre in Italia – i Nostri sono pronti a entrare in un periodo piuttosto intenso, che speriamo possa portare alla loro definitiva affermazione. Per iniziare a conoscere meglio questa interessante realtà, abbiamo quindi inviato loro una serie di domande, alle quali hanno risposto tutti i membri della lineup: il chitarrista/cantante Ralph Schmidt, il batterista Benny Hintz e il bassista Frank Hörsch.

CHE IDEA AVEVATE IN MENTE QUANDO AVETE FORMATO I PLANKS?
Ralph: “Era ora, basta con il fastcore!”.
Benny: “Avevo un buon presentimento. Quando abbiamo iniziato a suonare i primi pezzi ho sentito che potevo sperimentare sulla musica, senza dovermi affidare alle solite ritmiche o limitarmi a uno stile.

ALL’INIZIO CHE SONORITÀ AVEVATE IN MENTE? QUESTE DIFFERISCONO MOLTO DA CIÒ CHE SUONATE ORA?
Ralph: “Oggi ci siamo avvicinati maggiormente a quello che avevo in mente quando abbiamo iniziato a comporre. Le nostre prime canzoni erano piatte, meno vibranti. Siamo cresciuti come musicisti e compositori e oggi ci sembra di proporre un mix ben bilanciato, che incontra i favori di ognuno di noi. Il mio obbiettivo era quello di fondere band come Breach, Mastodon e Old Man Gloom e di aggiungere degli elementi black metal. Ero stanco di suonare crust quando l’esperienza con il mio vecchio gruppo è terminata. Credo che nel 2007 non fossi semplicemente in grado di suonare come oggi”.

CON IL VOSTRO ULTIMO ALBUM, “THE DARKEST OF GRAYS”, AVETE PRESO UNA PIEGA PIÙ METAL RISPETTO AGLI ESORDI. CHE REAZIONI AVETE SUSCITATO NEI VOSTRI FAN DI VECCHIA DATA?
Benny: “Pare che alcuni di loro non siano rimasti particolarmente impressionati, ma credo che buona parte del nostro seguito apprezzi ancora ciò che facciamo”.
Ralph: “Sì, alcune persone sono più affezionate al vecchio materiale. Se pensano che il nuovo non faccia per loro, non c’è problema, almeno hanno provato ad ascoltarlo. D’altronde, sapevamo che la svolta avrebbe lasciato perplesso qualcuno. Tuttavia, non potevamo fare altrimenti: siamo ascoltatori molto critici e ci eravamo stancati del primo album. Quest’ultimo andava più che bene per quando era uscito, ma le sonorità di oggi ci si addicono di più. Credo poi che la prossima pubblicazione sarà ancora più significativa in questo senso: continueremo a usare il metal come cornice in cui muoversi; mescola quest’ultimo con melodie drammatiche e avrai un’idea di come suoni il nuovo materiale”.

VI SENTITE PARTE DI UNA SCENA IN PARTICOLARE? QUALI SONO LE BAND CON CUI PENSATE DI AVERE QUALCOSA IN COMUNE?
Ralph: “Io e Frank siamo cresciuti nella scena hardcore/punk e mi sento ancora vicino ad essa, almeno per quanto riguarda il pensiero e le idee. Ciò persiste nonostante mi sia accorto che ultimamente gli ideali e il messaggio sono stati rimpiazzati da concetti come ‘stile’ e ‘moda’. Teniamo concerti soprattutto in questo circuito e abbiamo molti buoni amici al suo interno. Tuttavia, non abbiamo problemi a prendere parte ad eventi metal, almeno finchè siamo in grado di relazionarci al luogo, alle altre band e alle persone che prendono parte al concerto. Per quanto riguarda le band, se dovessi citarne una direi i Tombs. Sono amici e il cantante, in particolare, è uno dei miei migliori amici: abbiamo tante cose in comune e anche la musica che proponiamo è simile. Comunque, non vorrei dimenticare altre realtà di amici come Gunmob, Slump, Tephra, Glasses, Trainwreck, Ghost of Wem o Gottesmorder”.

I TESTI SEMBRANO GIOCARE UN RUOLO IMPORTANTE ALL’INTERNO DELLA MUSICA DEI PLANKS. VOLETE RACCONTARCI QUALCOSA SU DI ESSI?
Ralph: “Sul primo album ero ossessionato con il mare e i mondi sommersi, tuttavia un avvenimento nella mia vita mi ha portato a perdere interesse per questi argomenti – almeno in relazione ai Planks – e ad avvicinarmi a dei concetti più vicini alla realtà, lontani dalle metafore sul mare. ‘The Darkest Of Grays’ è un concept sui due peggiori anni della mia vita. Preferirei non entrare nei dettagli, perchè in alcune vecchie interviste ho spesso indugiato troppo su di essi e il tutto è stato controproducente. Il lavoro va visto come un catalizzatore di sensazioni negative dal quale poi ripartire, non qualcosa su cui soffermarsi a oltranza. Comunque, ogni testo che scrivo parla di qualcosa di emotivamente devastante nella mia vita. Non necessariamente un evento recente, ma qualcosa di cui a un certo punto sento la necessità di parlare”.

LA MUSICA È PER VOI UN MEZZO PER MAGNIFICARE ED ESALTARE I VALORI CHE DIFENDENTE O È PIÙ UNO SFOGO FISICO, QUALCOSA DI NECESSARIO PERCHÈ NON POTRESTE MAI ESPRIMERVI SOLO A PAROLE?
Ralph: “La seconda delle due descrizioni. Trovo la mia musica un sistema per rilasciare stress e pressione. Non riesco a immaginarmi a leggere i miei testi ad alta voce da qualche parte. Vi sono persone in grado e desiderose di farlo, ma non sono una di esse. Inoltre, credo che le disarmonie dell’esistenza che fanno nascere i miei testi necessitino di una controparte musicale armonica. Per questo motivo cerchiamo di strutturare i brani in una maniera quasi pop”.

L’ARTWORK DI “THE DARKEST OF GRAYS” È ESTREMAMENTE CURATO. VOLETE SPIEGARCI COME SI RELAZIONA ALLA MUSICA?
Ralph: “Tutte quelle foto sono state scattate ad Alcatraz. Come dicevo prima, il disco parla di un periodo molto negativo della mia vita. Stavamo cercando qualcosa che si adattasse al contenuto lirico dell’opera e mi sono imbattuto in queste vecchie foto che avevo scattato. Amo Alcatraz: al di là dei turisti, è un luogo assai affascinante. L’idea è quindi stata semplice: un album basato su una prigione all’interno della mente di qualcuno e immagini di una prigione che ha spezzato tantissime menti e altrettanti cuori. Il nostro amico Hassan, che canta nei Patsy O’Hara, ha curato questo fantastico layout”.

OLTRE AL VINILE, INIZIALMENTE AVETE RESO DISPONIBILE “THE DARKEST OF GRAYS” IN DOWNLOAD GRATUITO. VOLETE SPIEGARCI I MOTIVI DI QUESTA SCELTA?
Ralph: “Certo, questa domanda ci viene posta spesso. Vedi, sia io che Frank eravamo dei grandi collezionisti: abbiamo speso una fortuna in vinili. Tuttavia, a un certo punto ci siamo sbarazzati delle nostre collezioni. Frank ha iniziato a vendere la sua prima di me, ma non so dirti esattamente le sue ragioni, quindi parlerò per me. Si è trattato di uno sfogo: prima di tutto, ero al verde, poi mi sono reso conto che buona parte dei miei dischi non venivano mai toccati; infine, trascorro la maggior parte del mio tempo in auto. Il mio IPod è tutto ciò di cui ho bisogno. Quindi, visto che nessuno prima della Southern Lord pareva interessato a stampare l’album in CD, ci siamo detti di renderlo disponibile gratis online, in modo da evitare che circolassero versioni scadenti rippate dal vinile, visto che all’epoca non c’era Bandcamp. In questa maniera, la nostra musica ha iniziato a circolare liberamente e sono sicuro che parecchia gente ci ha scoperto così. Se poi questa ha deciso di acquistare il vinile: win! Se invece ha preferito comprare una t-shirt: win! Se, infine, la musica non è stata di suo gradimento e ha preferito cancellare tutto per investire tempo e denaro in un’altra band: win! Non abbiamo mai avuto l’ambizione di vivere di musica, ci basta suonare dal vivo”.

PARLIAMO DELLA RISTAMPA SU CD CURATA DALLA SOUTHERN LORD CHE HAI MENZIONATO. COME AVETE RAGGIUNTO QUESTO ACCORDO? AVETE GUADAGNATO NUOVI FAN IN SEGUITO ALLA SUA PUBBLICAZIONE?
Ralph: “Sì, il nostro numero di contatti su Facebook è raddoppiato. Siamo stati fortunati a ottenere questa ristampa per una label tanto prestigiosa. Da quando è stata pubblicata stiamo ricevendo ottime proposte per suonare. Purtroppo però siamo stati costretti a declinare la maggior parte di esse per nostri impegni familiari. Per quanto riguarda il contratto, è stato tutto molto semplice: Greg Anderson si è imbattuto nel nostro album su qualche blog, la musica gli è piaciuta e ci ha scritto una email. Siamo rimasti in contatto per alcune settimane e poi ci ha proposto di ristampare il disco sulla sua etichetta”.

DI COSA VI OCCUPATE QUANDO NON SIETE IMPEGNATI CON LA BAND? RACCONTATECI QUALCOSA SU DI VOI CHE POTREBBE SORPRENDERE I VOSTRI ASCOLTATORI.
Ralph: “Sono un insegnante”.
Benny: “Studio scienze sociali. Niente di sorprendente!”.
Ralph: “Sì, siamo decisamente persone nella norma”.
Frank: “Sono un elettricista e passo il resto del mio tempo con la famiglia. Assolutamente nella norma”.
Ralph: “Tuttavia, una volta un amico è rimasto sorpreso da questo fatto: quando ci stiamo recando a tenere uno show, non ascoltiamo musica. Nemmeno la radio. A volte non parliamo nemmeno tra di noi. Nelle mie vecchie band era l’esatto contrario e certe persone si chiedono come facciamo a comportarci così. Non lo so, ma mi piace”.

AVETE TENUTO QUALCHE CONCERTO INTERESSANTE ULTIMAMENTE?
Benny: “Gli ultimi concerti che abbiamo tenuto sono andati benissimo: il pubblico sembrava conoscere bene la musica e si è creata una forte connessione”.
Frank: “Lo scorso settembre abbiamo aperto per i Sunn O))): è stato un piacere incontrare Greg, Attila e Stephen. La sala si è riempita di rumori distorti e volumi altissimi e la macchina del fumo ha fatto scattare l’allarme antincendio mentre tutti i musicisti erano ancora nel backstage”.
Ralph: ” … e la gente non se ne è accorta. Folle! Si, quel concerto è stato speciale, anche se molte cose sono andate storte”.

MENZIONATE QUALCHE BAND CHE LETTERALMENTE ADORATE E CHE SECONDO VOI MERITEREBBE PIÙ SUCCESSO O MAGGIOR ATTENZIONE.
Benny: “Trovo che il mondo sia pieno di band sottovalutate, almeno considerando il loro successo commerciale. Da una parte credo che ciò sia un bene, perchè quando vai ai loro concerti si viene a creare un’atmosfera familiare. Dall’altra, però, molte di queste realtà non vengono affatto ripagate per tutti gli sforzi che producono per portare avanti il loro discorso artistico e alla lunga le loro vite si fanno difficili”.
Ralph: “Esatto. Troppe band finiscono in questa situazione. Personalmente, citerei gruppi come Junius, City Of Ships e Constants, che mescolano una base metal con soluzioni più atmosferiche e sognanti, senza perdere di vista la dimensione live del progetto. Sono band che sono sempre in tour e che si fanno in quattro per portare ovunque la loro arte. Ricevono belle recensioni, ma non hanno una grande popolarità. Non capisco perchè: nella mia testa dovrebbero essere tra i grandi, ma pare che per molti siano troppo complicate. Comunque, ascoltatele e supportatele: sono belle persone e fantastici musicisti”.

CON CHI VI PIACEREBBE REALIZZARE UNO SPLIT LP IN QUESTO PRECISO MOMENTO?
Ralph: “Perth Express”.
Frank: “Perth Express”.
Benny: “Perth Express”.

SIAMO IN CHIUSURA! LE ULTIME PAROLE FAMOSE?
Ralph: “Grazie per l’intervista. Saremo in Italia per tre concerti all’inizio di giugno assieme agli amici Gottesmorder e siamo eccitati all’idea di scendere a sud per la prima volta. Se qualcuno è interessato a saperne di più sul nostro messaggio e sui testi, scrivete pure a walkingonplanks@gmail.com. E’ triste constatare come molti non siano più di tanto interessati ai testi di questi tempi. Infine, ascoltate gli Swans!”.

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.