PLATEAU SIGMA – Rituali e incantesimi

Pubblicato il 20/04/2016 da

Dopo avere favorevolmente impressionato con “The True Shape of Eskatos”, album ricchissimo di elementi ma già assai elegante, i doom metaller liguri Plateau Sigma hanno fatto il bis con il recente “Rituals”, un’opera tutto sommato più asciutta e concreta, ma certo non meno evocativa del lavoro pubblicato nel 2014. La continua alternanza fra grazia e violenza che caratterizzava il precedente disco è stata rivisitata e resa più scorrevole, tuttavia le atmosfere bucoliche, i rimandi al doom-death metal novantiano così come ai mondi wave e post rock hanno nuovamente trovato spazio fra le trame dei ragazzi, contribuendo a confermare le ottime impressioni sulla personalità in dote al gruppo già avute tempo prima. Passando infine alla storica Avantgarde Music e presentandosi nel complesso in una veste ancora più professionale e ambiziosa, il quartetto ha completato il quadro. Si apre insomma un nuovo capitolo nella carriera di questi ragazzi, che torniamo a sentire tramite le dichiarazioni del chitarrista/cantante Francesco Genduso…

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“THE TRUE SHAPE OF ESKATOS” E’ STATO UN DISCO MOLTO APPREZZATO, O ALMENO IO HO AVUTO QUESTA PERCEZIONE. I BUONI RESPONSI E LE NUOVE ASPETTATIVE ATTORNO A VOI VI HANNO CREATO QUALCHE PRESSIONE DURANTE LA STESURA DELLA MUSICA PER “RITUALS”?
“In realtà non particolarmente. Abbiamo cercato di creare musicalmente un qualcosa che potesse seguire direttamente ciò che abbiamo creato frettolosamente con ‘White Wings Of Nightmares’ e successivamente, con molta più cura, con ‘True Shape’. Alcuni di noi pensano addirittura che ‘Rituals’ sia quasi più vicino al nostro primo EP dal punto di vista compositivo, ma con una cura sonora addirittura maggiore di ‘True Shape’. Siamo molto felici di come è stato accolto quest’ultimo, e non abbiamo avuto timore di deludere chi ci ha apprezzato in precedenza”.

“RITUALS” SEMBRA UN DISCO PIU’ “ORDINATO” DEL PRECEDENTE: GLI ELEMENTI CARDINE DELLA VOSTRA PROPOSTA SONO TUTTI PRESENTI, MA LE CANZONI APPAIONO LIEVEMENTE PIU’ COMPATTE E QUASI “ORECCHIABILI” A TRATTI. COME SI E’ SVOLTO IL PROCESSO DI COMPOSIZIONE QUESTA VOLTA? AVETE CERCATO DELIBERATAMENTE DI EVITARE QUALCOSA?
“Come nei dischi precedenti, Manuel si è occupato della scrittura dei principali riff di chitarra. Generalmente un pezzo dei Plateau Sigma nasce da questi riff che poi vengono elaborati in sala prove da tutti. Francesco generalmente gestisce le strutture, la dinamica e l’intenzione dei brani, interpretando in un certo senso una figura di produttore. In realtà non abbiamo voluto evitare qualcosa in particolare. A differenza di ‘True Shape’, questa volta, non sono presenti strumenti classici come ad esempio sax e flauto: principalmente  il processo compositivo totale è stato abbastanza frettoloso e in più abbiamo passato una settimana in studio da soli, e per questo non abbiamo potuto coinvolgere altri musicisti. Da una parte, però, abbiamo colto questa mancanza come una sfida con noi stessi, ossia cercare di mantenere una certa sperimentazione nella nostra musica, cercando questa volta di svilupparla autonomamente”.

E’ GIUSTO DEDURRE CHE I BRANI SIANO STATI PENSATI ANCHE PER LA RESA DAL VIVO? MI SEMBRA CHE ABBIATE TENUTO UN DISCRETO NUMERO DI CONCERTI SINORA E CHE VE NE SIANO ALTRI IN PROGRAMMA.
“Cerchiamo sempre di comporre brani ‘facili’ per noi da portare in concerto. Ci siamo accorti in sala prove che ‘Rituals’ è leggermente più difficile da suonare dal vivo rispetto a ‘True Shape’, proprio perché ci sono pezzi che richiedono una maggiore cura dinamica. La realtà live dei Plateau Sigma è sempre delicata, però non ci lamentiamo. Per la promozione di ‘Rituals’ abbiamo fissato tre date per ora, due delle quali con gli attesi Novembre, perciò siamo molto felici”.

“PALLADION”, VERA OPENER DEL DISCO, E’ GIOCATA INTERAMENTE SULLA VOCE PULITA E, SE NON ERRO, E’ STATA ANCHE LA PRIMA CANZONE AD ESSERE PRESENTATA IN ANTEPRIMA. AVETE MAI PENSATO CHE UNA TALE MOSSA POTESSE RISULTARE UN PO’ FUORVIANTE, VISTO CHE ALTRI BRANI PRESENTANO GROWL E FORMULE PIU’ TRADIZIONALI?
“Dopo la pubblicazione ci siamo accorti che l’assenza del growl è stata notata, e ci siamo resi conto che non ci eravamo per niente preoccupati di questa cosa. Pensavamo solo che potesse essere una cosa un po’ diversa e inaspettata, con l’intenzione però di non deludere nessuno”.

PENSATE CHE IL FUTURO DEI PLATEAU SIGMA SIA LONTANO DALLE GROWLING VOCALS, UN PO’ COME E’ SUCCESSO AD ANATHEMA E AD ALTRI GRUPPI DEL VOSTRO FILONE?
“Non crediamo che il growl si estinguerà. Magari in qualche pezzo sarà assente o in qualche altro sarà trasformato in qualcos’altro, ma sicuramente sarà presente”.

TORNANDO ALLA COMPOSIZIONE E ALL’AFFIATAMENTO IN SENO AL GRUPPO, QUALI SONO SECONDO VOI GLI ASPETTI IN CUI SIETE MAGGIORMENTE MIGLIORATI IN QUESTI ULTIMI DUE ANNI?
“Crediamo di essere migliorati sicuramente nello stabilire le strutture, le dinamiche e le intenzioni dei brani. Facciamo il possibile per cercare elementi che si richiamino tra di loro e che si sviluppino, al fine di creare una vera e propria coerenza e integrità all’interno dei pezzi”.

GLI ULTIMI DUE ANNI HANNO VISTO IL DOOM E GENERI AFFINI CRESCERE IN MANIERA ESPONENZIALE. SOLO L’ANNO SCORSO ABBIAMO ASSISTITO AL RITORNO DI TYRANNY, SKEPTICISM E SHAPE OF DESPAIR, AD ESEMPIO. QUESTA VITALITA’ DEL GENERE E L’INEDITA “POPOLARITA'” CHE STA VIVENDO VI STANNO IN QUALCHE MODO ISPIRANDO ULTERIORMENTE?
“Non direttamente. Anche se mediamente siamo abbastanza giovani, prendiamo ispirazione principalmente dal primo doom inglese anni ’90. Comunque sia, ci fa assolutamente piacere vedere come questo genere classificato di nicchia sta diventando sempre più popolare; basta vedere le varie forme in cui il doom si è sviluppato. Noi stessi facciamo fatica a definirci una doom band, perché pensiamo che nella mente di un fan, potremmo essere affiancati generalmente al doom classico. In realtà crediamo che oltre al doom ci sia molto di più all’interno della nostra musica, principalmente influenze ambient, new wave, post-rock e post metal. Mischiare tutti questi elementi usando il doom come collante è la cosa che ci piace di più in assoluto. Questo indubbiamente ravviva il nostro stato d’animo”.

“RITUALS” HA L’ARIA DEL CONCEPT ALBUM: OGNI PEZZO PARE ESSERE DEDICATO AD UNA DIVINITA’ DEL PANTHEON ROMANO. DI COSA PARLANO EFFETTICAMENTE I TESTI DI “RITUALS”?
“I testi parlano di rituali e preghiere propiziatori del mondo romano. Fondamentalmente trattano i soliti temi dei Plateau Sigma, ovvero visioni di sesso, guerra, sogni e morte. Ciascun pezzo è corrisponde alla sua divinità romana correlata”.

“RITUALS” SEGNA INOLTRE IL VOSTRO PASSAGGIO DALLA BEYOND PRODUCTIONS AD UN’ALTRA ETICHETTA STORICA DEL PANORAMA NOSTRANO, LA AVANTGARDE MUSIC. COME E’ MATURATA QUESTA COLLABORAZIONE E COSA VI ASPETTATE DA ESSA?
“Siamo molto molto felici di essere entrati a far parte di questa storica etichetta. La collaborazione è nata poco dopo l’uscita di ‘True Shape’. Infatti non appena abbiamo capito che l’Avantgarde era interessata e disposta a pubblicare il prossimo disco, ci siamo messi al lavoro immediatamente con entusiasmo. Infatti per certi aspetti, alcuni brani forse risentono un po’ della fretta con cui sono stati scritti. Per ‘Rituals’ ci aspettiamo una buona promozione, e per ora siamo molto soddisfatti. Marco Gargiulo, il nostro promoter, sta facendo un grande lavoro, e speriamo che continui a collaborare in futuro”.

LE REGISTRAZIONI E IL MIXAGGIO SONO STATE CURATE DA VOI, MENTRE IL MASTERING DEL DISCO E’ AVVENUTO IN SVEZIA. VI VEDETE PRODURRE UN ALBUM COMPLETAMENTE “FUORI CASA” O COMUNQUE AFFIDARVI ALLE MANI DI UNA PERSONA ESTERNA ALLA BAND IN FUTURO?
“Rispondere a questa domanda è un po’ difficile. Questa volta ci siamo recati in un vero studio di registrazione, l’Igloo Audio Factory, e per la prima volta siamo entrati in contatto con la professionalità dello studio. Sicuramente ci impegneremo in futuro per cercare di appoggiarci a degli studi del calibro di quest’ultimo. Francesco si è occupato anche in questo caso della registrazione e del mixaggio perché, avendo lavorato sui precedenti dischi, conosce bene gli obiettivi dei Plateau Sigma, ha ben presente i suoni, le atmosfere che si vogliono ricreare. Egli non nega che potrebbe essere un po’ geloso se qualcun’altro dovesse ricoprire il ruolo di produttore che ha impersonificato sempre fin da subito. Siamo tutti consapevoli comunque che questo potrebbe essere un ragionamento infantile, perciò non è escluso che in futuro potremmo affidarci ad una persona esterna. In parte questo è già successo per quanto riguarda la masterizzazione di ‘Rituals’, la quale è stata affidata a Magnus Lindberg dei Cult Of Luna. Un fonico estremamente professionale che ha segnato col suo lavoro l’intero disco”.

SO CHE CARMELO ORLANDO DEI NOVEMBRE E’ UN VOSTRO FAN. COME CI SI SENTE AD ESSERE APERTAMENTE “SPONSORIZZATI” DA UN MUSICISTA CHE HA FATTO LA STORIA DI QUESTA MUSICA IN ITALIA E ALL’ESTERO?
“É una sensazione per tutti enormemente indescrivibile: è davvero un onore avere un fan del suo calibro. Come si diceva prima, apriremo a due loro concerti, a Bologna e Torino il 6 e 7 Maggio, e questo anche ci rende estremamente felici. Ovviamente ne approfittiamo per allargare l’invito a tutti coloro che stanno leggendo questa intervista”.

NELLA NOSTRA PRECEDENTE INTERVISTA AVEVATE ACCENNATO AD UN EP DI COVER: IL PROGETTO E’ IN CANTIERE O LA PRIORITA’ ORA SARA’ PROMUOVERE “RITUALS”?
“Ci dedicheremo a ‘Rituals’, abbiamo in mente un po’ di cose per promuoverlo e speriamo che vadano tutte in porto”.

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