POISON THE WELL – Menti Libere

Pubblicato il 03/06/2009 da

 

Una volta erano i signori della “nuova” scena hardcore mondiale. Oggi sono un gruppo trasversale e sempre imprevedibile. I Poison The Well non si guardano indietro e proseguono per la loro strada, incuranti delle critiche e delle preghiere degli irriducibili per un ritorno al sound degli esordi. È ormai chiaro che il gruppo statunitense non soddisferà mai alcun tipo di richiesta… ed è giusto così, questo è l’atteggiamento che ogni band considerata “leader” dovrebbe assumere. Più che probabile quindi che il nuovo “The Tropic Rot”, previsto nei negozi all’inizio di luglio, confermi questa politica. Purtroppo non abbiamo ancora avuto modo di ascoltarlo, ma l’opportunità di fare in anteprima una chiacchierata con il batterista Chris Hornbrook non ce la siamo comunque lasciata scappare…

 

IL VOSTRO NUOVO ALBUM VERRÀ PUBBLICATO ALL’INIZIO DELL’ESTATE… I VOSTRI FAN CHE COSA DEVONO ASPETTARSI DA ESSO?
“È sicuramente un album piuttosto diverso da ‘Versions’, ma comunque non è nemmeno un ritorno al sound degli esordi. C’è ancora gente che ci chiede un nuovo ‘The Opposite Of December’… non hanno capito niente della nostra band! In ogni caso, è un disco molto variegato, ricco di influenze… purtroppo non sono per niente bravo a descrivere la nostra musica, ma credo che suoni Poison The Well.. di questo ne sono convinto”.

SONO TRASCORSI CIRCA DUE ANNI DA “VERSIONS”… COME GIUDICHI OGGI QUEL DISCO?
“Penso che la produzione potesse essere migliore e che le parti aggressive e quelle melodiche potessero essere meglio bilanciate, ma tutto sommato ne sono ancora soddisfatto. Ci ha fatto uscire da un brutto periodo… è stato importante trovare una label come la Ferret e abbandonare la Atlantic. La nostra esperienza con quest’ultima non è stata felice…”.

COME CI SI SENTE A ESSERE TORNATI SU UNA LABEL INDIPENDENTE?
“È ok… alla fine dei conti, ogni label è lì per fare dei soldi sulle spalle del tuo gruppo. Non importa se è una major o una indie più o meno piccola, l’obiettivo è sempre quello. Inoltre, tante indie oggi si affidano a grossi colossi per la distribuzione, quindi non è che le cose siano poi così diverse. Come pro, sicuramente c’è il fatto che puoi metterti in contatto con chi dirige l’azienda senza grossi sforzi e che tutto sommato hai una certa libertà su certi aspetti del business. Come contro, devo per forza di cose menzionare la mancanza di un ampio budget per confezionare un album nella maniera in cui vorresti. Tocca sempre arrangiarsi e fare buon viso a cattiva sorte…”.

IN OGNI CASO, DUBITO CHE LA FERRET ABBIA FATTO PRESSIONI PER FARVI SFORNARE “SINGOLI” O UN CERTO TIPO DI MATERIALE…
“No, infatti quello non è accaduto… siamo andati via dalla Atlantic proprio per quel motivo e anche loro ne sono a conoscenza. Con la Ferret il rapporto è buono, sanno che cosa devono aspettarsi da noi, ci conosciamo da tanto tempo e non interferiscono…”.

CREDO CHE SAREBBE FACILE PER VOI CONFEZIONARE UN DISCO SULLA SCIA DEI PRIMI DUE E TORNARE NEI CUORI DEI METAL-CORE FAN. RISPETTO IL VOSTRO DESIDERIO DI ESPLORARE SUONI LONTANI SIA DA QUELLA SCENA CHE DA QUELLA MAINSTREAM…
“Facciamo solo quello che ci sentiamo di fare… rifiutiamo qualsiasi tipo di compromesso. I vecchi fan vorrebbero un nuovo ‘The Opposite Of December’, le etichette invece vorrebbero canzoni facili e orecchiabili, sull’onda di cosa va di moda oggi. Ma i Poison The Well non sono una band di quel tipo. Sono fiero di ciò che abbiamo fatto negli ultimi anni, per me si tratta di musica di valore, che ha ben più spessore di quella rilasciata agli inizi. Non l’avremmo mai pubblicata se non fossimo stati tutti di questa idea”.

OGGI NELLA BAND SIETE DI NUOVO IN CINQUE: POSSIAMO CONSIDERARE LA LINEUP STABILE?
“Sì, Bradley e Bradley – il nuovo bassista e il nuovo chitarrista – suonano con noi da un paio d’anni ormai. Sono dei bravi ragazzi e si sono inseriti bene nella band. Il primo Bradley, oltre a suonare il basso, ci dà anche una mano con le voci e abbiamo studiato delle belle soluzioni sul nuovo album. Penso che entrambi non abbiano ancora espresso tutto il loro potenziale, quindi sono curioso di mettermi al lavoro su altro materiale assieme a loro”.

IL NUOVO ALBUM, COME ACCENNATO, VERRÀ PUBBLICATO ALL’INIZIO DELL’ESTATE. TEMI CHE POSSA FINIRE ONLINE PRIMA DELLA PUBBLICAZIONE UFFICIALE?
“È molto probabile che andrà così… ormai queste cose sono praticamente incontrollabili. Spero comunque che i veri fan vadano a comprare il CD, una volta disponibile nei negozi. Non capisco questo voler correre ad ascoltare un nuovo album in anteprima a ogni costo… si è persa tutta la magia dell’attesa e del primo ascolto”.

IL FILE-SHARING HA DANNEGGIATO I POISON THE WELL IN TUTTI QUESTI ANNI?
“Oggi sì, ci danneggia perchè gli album vendono sempre meno e quindi le case discografiche non mettono più a disposizione dei budget decenti per registrare un disco. Ma devo anche ammettere che nei primi anni del nuovo millennio Napster ci aiutò tantissimo… i primi due album ottennero quel successo anche grazie al passaparola su internet. Non posso quindi sparare a zero sul file-sharing… trovo però che ci debba essere un limite, oggi per me si sta esagerando un po’…”.

TI SENTI DI TROVARE IL PUNTO PIÙ ALTO E QUELLO PIÙ BASSO DELLA CARRIERA DEI POISON THE WELL?
“Il punto più alto è oggi… il fatto di essere ancora qui a suonare con questa band, di avere un album pronto per essere pubblicato, di avere ancora tante idee ed entusiasmo, nonostante tutto. Il punto più basso è stato quando abbiamo realizzato che avevamo ormnai raggiunto il nostro picco di popolarità e che da lì in poi sarebbe stata solo discesa. Ma va bene così, dopo un album come ‘Tear From The Red’ molte band si sarebbero sciolte o avrebbero deciso di produrre un disco-fotocopia per garantirsi un certo successo… noi invece abbiamo fatto di testa nostra e oggi siamo ancora qui. Abbiamo sempre suonato per amore della musica, mai per altro. Realizzare il fatto che non saremmo mai diventati tanto popolari quanto allora è stato brutto, ma utile a farci mettere ulteriormente a fuoco l’obiettivo ultimo di questo gruppo, che è sempre stato solo quello di suonare, suonare e ancora suonare”.

DOVE TI VEDI TRA DIECI ANNI?
“Non so se i Poison The Well saranno ancora in giro tra dieci anni, ma io mi vedo senz’altro impegnato in qualche progetto musicale. Oggi ho quasi 28 anni, suono la batteria da quando ne avevo 12… è tutta la mia vita, è per me impossibile pensare di trovarmi un giorno lontano dalla musica. Spero di poter portare avanti questa mia passione il più a lungo possibile e di essere sempre protagonista di musica di qualità”.

GRAZIE CHRIS, APPUNTAMENTO TRA QUALCHE SETTIMANA CON IL NUOVO ALBUM DEI POISON THE WELL, ALLORA…
“Sì… come al solito, ascoltatelo con la mente sgombra, senza pregiudizi. Per me è un ottimo album, un lavoro sentito e spontaneo… spero lo possiate trovare altrettanto valido. Grazie per il supporto, ci vediamo in tour”.

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