POISONBLACK – Gocce di veleno

Pubblicato il 16/09/2006 da
Il cammino artistico di Ville Laihiala non poteva finire con l’eutanasia dei Sentenced, eccolo dunque riesumare e condurre i Poisonblack da frontman. Ai microfoni di Metalitalia emerge la voglia di un nuovo inizio con una nuova energia e un nuovo spirito, tenendo serenamente nel cuore i trascorsi coi Sentenced e cercando di tenere a bada i demoni che affliggono l’uomo, sempre con il solito magnetismo dark e maledetto che contraddistingue il personaggio. Parola a Ville…

 
IL VOSTRO CANTANTE LASCIO’ I POISONBLACK NEL 2003, POI CI FU UN LUNGO PROCESSO DI STESURA PER IL SECONDO ALBUM, PIU’ VOLTE INTERROTTO. NEL 2004 SI DICEVA AVESTE TROVATO UN NUOVO CANTANTE, CANADESE, MENTRE ALLA FINE ALLE VOCALS TROVIAMO PROPRIO TE. CHE E’ SUCCESSO?
“Era sicuramente un grande cantante e possedeva una voce fuori dalla norma, ma non è riuscito ad adattarsi alla band. E’ stata più che altro una questione caratteriale, quindi decidemmo presto di fare a meno di lui. Continuammo a provare senza la voce, e in maniera naturale iniziai a cantare sui pezzi durante le prove… I risultati sono sotto gli occhi di tutti”.

LA SCRITTURA DEL VOSTRO RITORNO DISCOGRAFICO E’ STATA MOLTO LUNGA E TRAVAGLIATA, IN TUTTI QUESTI ANNI AVRA’ ASSUNTO VERAMENTE MOLTE FORME:
“In realtà non è stata tanto lunga, è avvenuta in circa un mese infatti. Avevamo già registrato l’album nell’estate 2004, ma dopo il mixing e la masterizzazione le canzoni non riflettevano la nostra attitudine, al tempo erano ancora in vita i Sentenced quindi si decise di aspettare e fare le cose per bene. Questa la ragione per cui abbiamo posticipato e per cui ho preso la bottiglia e mi sono ridotto a uno straccio per sei mesi. Oggi finalmente “Lust Stained Despair” è fuori con un nuovo missaggio e una nuova masterizzazione che rispecchia il risultato a cui volevamo arrivare originariamente”.

IL SUONO E’ MOLTO GROOVY E MODERNO, TUE MADSEN HA FATTO UN GRAN LAVORO A MIO PARERE, COSA NE PENSI?
“Non concordo appieno con il tuo giudizio, le chitarre che per te suonano moderne le ritengo heavy n’ dirty, ma se per qualcuno suonano moderne ed è una bella cosa… Mi fa solo piacere! Nelle prime registrazioni ho preso parte alla produzione e al missaggio, scoprendo di non essere per nulla in grado di farlo perchè il risultato suonava di merda, quindi abbiamo deciso di mettere alla consolle qualcuno davvero in grado di farlo, e Tue Madsen si è rivelata una ottima scelta. Non mi siederò mai più dietro alla consolle!”.

SEI TU IL MAGGIOR COMPOSITORE NEL GRUPPO?
“Ho composto tutte le canzoni tranne ‘The Darkest Lie’, che è stata composta da Janne, il nostro chitarrista. Penso che in futuro potrà integrarsi maggiormente nel processo compositivo. Gli altri componenti hanno comunque influenzato le composizioni in quanto alle prove, nello sviluppo del brano, ognuno poteva esporre il proprio parere, e così nel missaggio. Anche se ho scritto io tutte le canzoni non avrei potuto portare a termine il tutto senza gli altri quattro ragazzi, assieme la composizione si eleva ad un altro livello”.

VUOI SPIEGARCI IL TITOLO ‘LUST STAINED DESPAIR’?
“Il tema ricorrente nei testi è rabbia, frustrazione e sessualità. Se combini le iniziali delle parole viene LSD, una esperienza simile al sesso a mio parere”.

LA VOSTRA BIOGRAFIA RECITA CHE I POISONBLACK NON SONO LA SOLITA GOTHIC BAND CHE ARRIVA DALLA FINLANDIA. COSA VI RENDE SPECIALI?

“Quando ci mettiamo a scrivere canzoni non pensiamo di fare qualcosa di realmente speciale, nè abbiamo un obiettivo o un traguardo specifico. A mio parere i Poisonblack hanno un sound fresco e ed heavy, ma non possiamo concentrarci sul comporre delle cose che nessuno ha mai fatto prima, sarebbe una ricerca impossibile. Fino a quando rimani onesto verso la tua musica e verso quello che fai penso che la tua anima possa risplendere attraverso le tue canzoni. Alla gente poi piacerà o meno, ma essere speciali per la volontà stessa di esserlo, senza un proposito o senza sentimento nella musica… Renderebbe come i 69 Eyes”.

IMMAGINIAMO CHE SIA TU CHE DEBBA RECENSIRE “LUST STAINED DESPAIR”. COME LO DESCRIVERESTI AI LETTORI?
“Direi che è un buon album da ascoltare in macchina, per ubriacarsi e fare casino, è buon rock con cori accattivanti, chitarre heavy, testi da cazzone (Per la prima volta ride di gusto, ndR), e ti fa sentire bene. Ho fatto sentire l’album a un paio di amici e mi han detto che questa è buona musica per le bere! Per me la musica adatta per una bevuta sono gli Slayer, quindi non so cosa abbia fatto dire questo ai miei amici! Penso che gli uptempo e le chitarre con questo bel suono corposo possano essere una buon accompagnamento e possano far muovere parecchie teste. E’ bello sapere, dopo tutto il lavoro sulle chitarre e l’impegno nelle tematiche, che l’album possa risultare così trascinante. Se dovessi dargli un voto da 1 a 10 gli darei… Un otto!”.

‘RAIVOTAR’ E’ UNA DELLE CANZONI MIGLIORI DELL’ALBUM A MIO PARERE, COSA SIGNIFICA?
“E’ una parola finlandese ed è molto difficile da tradurre. Potremmo parafrasarla come ‘donna rabbiosa’, una donna che è talmente fottutamente arrapata che va oltre lo stato di eccitazione sessuale e diventa rabbiosamente vogliosa. Infatti balla sulla mia tomba… Ti ringrazio per il complimento, sicuramente la riproporremo dal vivo”.

COSA MI DICI DELLE RIPRESE DEL VIDEO PER ‘RUSH’? COSA VEDREMO SUGLI SCHERMI?
“(Pausa, ndR) Mi metti in seria difficoltà perchè odio visceralmente mettermi a fare i video, li trovo solamente una perdita di tempo e di soldi. Contiene una serie di immagini interessanti in una location fredda e quasi irreale, un lago molto nebbioso… penso che il prodotto finito sia figo. Non nego che il video sia un veicolo promozionale indispensabile, ma pretendere che la gente stia davanti a una cinepresa per un tempo enorme a suonare in playback la stessa canzone, stando attento a essere figo e ‘yeeeaah’ è indubbiamente… Stupido! Meglio un concerto cazzo”.

E’ STATO DIFFICILE RIPARTIRE DOPO LA MORTE DEI SENTENCED?
“Abbiamo parlato a lungo tra noi prima di scioglierci e abbiamo spiegato a tutti le motivazioni dello scioglimento, che per molti versi è necessariamente come l’interruzione di una relazione, di conseguenza ci furono mesi in cui non sono riuscito nemmeno a prendere in mano la mia chitarra. Dopo questo periodo buio però ho scoperto che avevo una nuova energia, e ora quando guardo indietro ai Sentenced non ho pensieri infelici, mi viene il sorriso sulle labbra ripensando a tutte le belle cose che siamo riusciti a fare insieme, posso essere davvero fiero della nostra carriera senza alcun riserbo”.

CI SI SENTE MAGARI PIU’ FORTI SAPENDO DI AVERE MOLTISSIMI FAN CHE SUPPORTERANNO I POISONBLACK PERCHE’ HANNO AMATO I TUOI TRASCORSI CON I SENTENCED, SBAGLIO?
“In un certo senso si, so che c’è gente che avrà interesse in quello che faccio per quello che i Sentenced hanno fatto musicalmente, sono altresì convinto allo stesso tempo che quella che sto percorrendo è una strada completamente nuova. Non posso di certo falsare la mia voce o cambiare il mio modo di cantare quindi penso che i vecchi fan dei Sentenced non mi abbandoneranno, ma allo stesso tempo spero che possano slegare i Poisonblack dal mio passato artistico e considerarli una entità a sè. So che sarà difficile che accada, ma provateci!”

TEMPO FA HAI DICHIARATO A METALITALIA CHE DOPO IL SECONDO ALBUM DEI POISONBLACK SARESTI SPARITO PER UN PO’ DI TEMPO. E’ ANCORA NEI TUOI PIANI?
“Passeremo in tour tutto il prossimo anno e successivamente sparirò per un po’ di tempo per stare con la mia famiglia, anche se posso già dirti con convinzione che ci sarà un ritorno, un terzo album dei Poisonblack. Sto vivendo questo progetto nel modo che la mia famiglia non debba soffrire troppo, perchè la loro felicità significa la mia. Non abbandonerò di certo la mia carriera musicale, sto cercando di trovare un compromesso per portare avanti la mia vita artistica e la mia vita privata al meglio. Non posso immaginarmi senza la musica, sono entrato in questo mondo dall’età di 12 anni, ho fatto molte esperienze ma quando arriverò al punto di ritrovarmi su un palco e apparire triste e ridicolo penso che smetterò di fare tour dedicandomi solo a progetti in studio. Sicuramente voglio stare a stretto contatto con la musica”.

MI SEMBRA DI CAPIRE CHE QUANDO SEI LONTANO DAI TUOI CARI E’ PIU’ DIFFICILE SCONFIGGERE IL DEMONE DELL’ALCOOL…
“Staremo in tour ma non tanto da ridurci a degli stracci. Ho avuto una relazione con l’alcool molto pericolosa, ma in questo momento mi sento più sicuro e vivo in un’ottica più salutista, so al contempo che se dovessi ricominciare a bere pesantemente, tanto da fare del male a me stess e di riflesso ai miei cari, mi fermerei immediatamente e tornerei a casa. Oggi quando bevo lo faccio come la gente normale. Sono arrivato a ritenere l’alcool non come una tentazione, ma come un vero e proprio inferno. Voglio riscoprire la vita in tour e godermela, lasciando i drink da un’altra parte, voglio scoprire altre soluzioni rispetto ad attaccarmi a una bottiglia fino a perdere conoscenza, l’ho fatto per dieci lunghi anni, penso sia abbastanza”.

SIETE STATI IN TOUR COI ‘NOSTRI’ LACUNA COIL QUALCHE ANNO FA (E PRESTISSIMO CI TORNERETE). COSA NE PENSI DEL LORO RECENTE SUCCESSO?
“In tutta sincerità non sono mai stato un grandissimo fan della loro musica, loro sanno cosa ne penso personalmente – abitualmente ascolto cose più pesanti – ma posso dire che hanno fatto la gavetta in anni di tour e i risultati stanno arrivando, sono dei bravi ragazzi e gli auguro moltissima fortuna”.

TI ABBIAMO SENTITO ANCHE COLLABORARE CON I NEGATIVE (SENSATION DARK-GLAM-ROCK MOLTO COMMERCIALE CHE STA AVENDO GRANDI CONSENSI IN MADREPATRIA), LORO TI PIACCIONO?
“…No (tra l’imbarazzato e il divertito, ndR). Li ho incontrati ad un festival, eravamo entrambi ubriachi e ho accettato di collaborare con loro perchè sono ragazzi a posto. Sono giovani e pieni di energia, ho pensato che sarebbe stato un bel contrasto avere la voce di questo vecchio beone assieme a quella di Jonne. Ci siamo divertiti assieme… Ma la loro musica non mi piace davvero!”.

CONCLUDI PURE TU L’INTERVISTA:
“Eat Shit And Die!!! (Ride, ndR) Scusa ma non so proprio come concludere un’intervista”.

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