POISONBLACK – Intervista a Ville Laihiala

Pubblicato il 06/03/2003 da

Con i Poisonblack Ville Laihiala, cantante degli acclamati Sentenced, torna al suo primo amore: la chitarra! Il frontman finlandese, insieme ad un paio di vecchi amici, ha dato il via a questa nuova avventura per dar sfogo a tutta la sua passione per questo strumento che, a detta sua, suona da diciassette anni. Non avendo mai avuto la possibilità di esprimersi adeguatamente in una band, il nostro ne ha quindi creato una tutta sua, all’insegna delle sonorità che oggi sono tanto in voga in Finlandia, ovvero quel gothic-dark portato alla ribalta da HIM e compagnia (bella?). A dirla tutta “Escapextacy” non è esattamente un album fondamentale, anzi, ma Ville pare esserne davvero entusiasta e sembra davvero tenere moltissimo a questo progetto… ops… a questa band!!! Sentiamo cosa ci ha raccontato in una fredda serata di poche settimane fa…

CIAO VILLE, CHE NE DIRESTI DI RACCONTARCI COME SONO NATI I POISONBLACK?
“Ho sempre avuto il desiderio di suonare la chitarra in una band e alla fine, circa un paio di anni fa, la cosa si è concretizzata. Ho trovato delle persone disposte a collaborare con me e, dopo aver portato a termine gli impegni promozionali per i Sentenced, ho iniziato a dedicarmi seriamente a questo progetto, registrando il disco e inviandolo alle case discografiche che mi interessavano. Non esagero quando dico che registrare ‘Escapextacy’ è stato per me il realizzarsi di un sogno”.

HAI FORMATO QUESTA BAND SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER SUONARE LA CHITARRA O ANCHE PER ESPRIMERTI MAGGIORMENTE IN SEDE DI SONGWRITING? SECONDO TE C’E’ QUALCOSA CHE FAI COI POISONBLACK CHE NON PUOI FARE COI SENTENCED?
“I Poisonblack sono totalmente diversi dai Sentenced, non potrei neanche neanche fare un paragone tra le due band. Non ho formato questa band perché sono insoddisfatto di come vanno le cose coi Sentenced, l’ho fatto solo perché suono la chitarra da quasi diciassette anni e avevo voglia di esprimermi in questo modo: avevo molti riff che non si addicevano allo stile dei Sentenced, così ho iniziato a comporre brani per conto mio prevedendo di formare una band che mi permettesse di registrarli. Ripeto, i Sentenced ed i Poisonblack devono rimanere due cose separate: l’atmosfera, il modo di comporre, il genere musicale e i musicisti coinvolti differiscono in tutto e per tutto e non voglio neanche che questo venga considerato un progetto, si tratta di una vera band in cui io dò tutto me stesso”.

OK. CREDO CHE TU, ESSENDO IL CANTANTE DI UNA BAND COSI’ NOTA, NON ABBIA BISOGNO DI TROPPE PRESENTAZIONI, MA VORRESTI PRESENTARE GLI ALTRI MUSICISTI CHE TI STANNO ACCOMPAGNANDO IN QUESTA TUA NUOVA AVVENTURA?
“Allora… Janne, il bassista, lo conosco da quando aveva sei anni, abbiamo anche suonato insieme in una band quando eravamo più giovani. E’ un amico e quando ero alla ricerca di un bassista non mi sono fatto problemi a contattarlo. E’ un buon bassista e ha scritto anche tre brani del disco. J.B., il cantante, l’ho conosciuto circa due anni fa e siamo diventati subito amici. Credo che sia uno dei migliori cantanti gothic in Europa, fa parte dei Charon, una band molto in gamba, e, quando stavo preparando il demo, mi ha aiutato anche in fase di registrazione. Gli altri strumenti sono stati suonati da dei session, ma si tratta di miei amici che l’hanno fatto con piacere, e non ho avuto il bisogno di ingaggiare nessuno”.

CHE COSA PENSANO I TUOI COMPAGNI DEI SENTENCED DI QUESTA TUA NUOVA BAND?
“Credo che il gruppo piaccia loro… sanno che è una cosa molto importante per me e che volevo fare da molto tempo. Non mi sto preoccupando troppo dei giudizi altrui, comunque, i Poisonblack sono nati esclusivamente per me stesso, scrivo musica per me stesso e qualora il disco andasse male non me ne importerebbe un bel nulla, sarei comunque contento di aver registrato un disco come chitarrista”.

IMMAGINO CHE, OLTRE A GRAN PARTE DELLA MUSICA, TU ABBIA CURATO ANCHE I TESTI. CORREGGIMI SE SBAGLIO…
“No, hai ragione. Io mi sono occupato di tutti i testi mentre, come ti dicevo, della musica ce ne siamo occupati io e Janne. Tornando ai testi, ho affrontato argomenti come la lussuria, l’amore, la morte… le donne! Ho parlato essenzialmente di queste cose… nei modi più disparati… la vedo come una mastubazione mentale!”.

SO CHE HAI ANCHE PRODOTTO IL DISCO…
“Sì, ho prodotto e registrato il disco in gran parte da solo. Le registrazioni hanno avuto luogo in uno studio vicino a casa nostra e abbiamo impiegato tre settimane per finire tutto. E’ stato molto facile e rilassante perché avevamo provato molto tutte le canzoni prima di entrare in studio, non ci sono stati particolari intoppi né il solito stress”.

ANCHE I POISONBLACK, COME I SENTENCED, ESCONO PER LA CENTURY MEDIA. AVETE RICEVUTO OFFERTE ANCHE DA ALTRE ETICHETTE O E’ STATA LA VOSTRA PRIMA ED UNICA SCELTA?
“Abbiamo ricevuto moltissime offerte da etichette anche molto grandi. Non mi va di fare nomi ma posso assicurarti che si trattava di etichette di grande spessore. Abbiamo scelto la Century Media perché so come lavora e so che era pronta a dare molto alla band. Inoltre ci hanno fatto un’offerta che davvero non si poteva rifiutare”.

FARETE ANCHE DEI CONCERTI PER PROMUOVERE “ESCAPEXTACY”?
“Sì, ci piacerebbe molto andare in tour e credo che la label ci organizzerà un tour europeo e un tour negli USA prima dell’estate. Poi forse prenderemo parte a qualche festival ma non so ancora nulla di preciso”.

I SENTENCED INVECE POSSONO ESSERE CONSIDERATI IN VACANZA?
“Sì, dopo il tour coi Lacuna Coil, che é stato un vero successo, siamo tornati a casa a rilassarci. La moglie di Sami Lopakka ha avuto un bambino e ora lui si sta dedicando solo alla sua famiglia. Gli altri forse stanno scrivendo del nuovo materiale, non lo so con certezza… diciamo che lo spero! Ora la mia priorità sono comunque i Poisonblack quindi, se gli altri in questo periodo pensano ad altro, non mi preoccupa più di tanto, ci faremo sicuramente vivi di nuovo tra un po’ di tempo”.

UN’ULTIMA DOMANDA: QUALI SONO GLI OBIETTIVI DEI POISONBLACK?
“Come ti dicevo non ho particolari pretese… mi piacerebbe conquistare il mondo… vedremo cosa succederà”.
 

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