POWERS COURT – Intervista a Daniel Powers

Pubblicato il 02/10/2001 da

L’America in questi anni è riuscita a costruirsi (purtroppo) la fama di patria di Mtv e del nu-metal. Fortunatamente sembra che la vera scena metal underground stia pian piano tornando alla ribalta. Dai Jag Panzer ai rinati Manilla Road, passando per i più famosi Iced Earth questo manipolo di “eroi” continua imperterrito l’intento di tenere alta la bandiera della nostra musica. Ultimi, ma non per ultimi, i Powers Court, band capitanata da Danie Powers, forti di un contratto con la nostra Dragonheart, ci presentano il loro epic metal dal forte gusto ottantiano e caratterizzato dalla voce operistica e dinamica della bionda cantante. Come sempre Metalitalia non si tira indietro quando c’è da supportare la scena underground, piccola o grossa che sia, quindi, alla possibilità di un’intervista, non ci siamo fatti tanti quesiti. Danie Powers parla per i Powers Court…
MI RACCONTI QUALCOSA SULLA VOSTRA STORIA?
“Ci siamo formati nel 1990 con il monicker Equinox e nel 1993 abbiamo registrato il nostro primo demo. Il nostro primo cd è uscito nel 1996, mentre ora, come puoi vedere, siamo tornati con ‘Nine Kinds Of Hell’.”

COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON LA DRAGONHEART RECORDS?
“E’ stata la Dragonheart a contattare noi. La nostra etichetta vide le recensioni positive del nostro primo cd in diverse ‘zines europee, visitò il nostro sito e ci contattò, chiedendoci il nostro disco. Evidentemente piacque ai ragazzi dello staff e ci venne proposto un deal. Diverse etichette ci hanno avvicinato, come l’americana Sentinel Steel e la vostra Underground Symphony, però l’offerta di Dragonheart è stata la più interessante. Questa label ha neòòa sua scuderia un sacco di gruppi che propongono diverse varietà di heavy metal, mi sentivo che questa sarebbe stata la scelta migliore per la band. Loro inoltre, ci hanno lasciato piena libertà nel comporre, cosa che per noi è più importante di qualsiasi deal.”

MI FARESTI UN’ANALISI DEI PEZZI?
“Certamente, ‘Tragedy Of Faust’ è il classico racconto di una mago che vende la propria anima al demonio in cambio di potere. ‘Echoes Of Silence’ è una storia che ho scritto io: un vichingo (era 795-800 A.D.)si sta lavando la faccia in una sorgente dopo una battaglia e improvvisamente nell’acqua vede una donna dell’America vittoriana (1800 circa). Anche lei sembra accorgersi del guerriero e, grazie a questo buco spazio-temporale, i due riescono a vedersi contemporaneamente.. I due si innamorano, ma non riescono a incontrarsi…si possono solo vedere…
‘Devil’s Triangle’ parla di una nave che passa per il triangolo delle bermuda. Le parole e le vocals narrano il punto di vista del comandante. Tutte le canzoni comunque trattano temi oscuri, magici, in classico stile heavy metal.”

QUESTO DISCO HA NOVE CANZONI, COSI’ COME I NOVE GIRONI INFERNALI: SI PUO’ FARE QUESTA ASSOCIAZIONE?
“Sì esatto, questo album è una sorta di concept…nove storie che parlano di esperienze infernali”

QUAL E’ IL BRANO PIU’ RAPPRESENTATIVO DEL DISCO, SECONDO TE?
“Secondo te, quale canzone può rappresentare l’infero? Tutte le canzoni hanno un ruolo ben preciso, il concept viene fuori solo considerando i pezzi nel loro insieme.”

SEI TU CHE TI OCCUPI DELLA COMPOSIZIONE?
“Sì, in genere compongo prima la musica, poi i testi a ruota. Talvolta accade che io scriva prima i testi, ma è abbastanza raro. Tutte le canzoni del disco sono opera mia, di solito scrivo storie e successivamente le tramuto in testi per le canzoni. Traggo ispirazione da esperienze di vita passata. Alcune canzoni sono storie vere, altre le traggo da film o da cartoni animati, se ci credi eheheh! Non so, spesso l’ispirazione arriva dal nulla nel mio cervello, è come se per la mia testa passasse un film, di cui io posso vedere le scene concentrandomi…

IL POWER METAL DEI POWERS COURT E’ SICURAMENTE DIRETTO ED ISPIRATO A QUELLO OTTANTIANO: COME LA PENSI DEI GRUPPI ATTUALI CHE INSERISCONO L’ORCHESTRA NELLE LORO COMPOSIZIONI?
“Se mi parli di gruppi come i Rhapsody ti dico che li adoro. LA prima volta che li ho sentiti mi hanno lasciata di stucco. Però devo anche dire che ci sono olti cloni inutili…c’è solo una band chiamata Rhapsody, perché clonarla? Adoro inoltre gli Stormlord con il loro mix di epic-power e black metal…sono molto originali.”

COSA NE PENSI DEL FENOMENO NAPSTER?
“Credo che alcuni clips potrebbero essere inseriti, ovvero parti di canzoni da usare come ‘sample’. In questo modo si farebbe una grandissimo lavoro di promozione. Se qualcuno, però, immette interi album senza autorizzazione, magari con testi e copertine, ebbene questo è un furto. Le persone dovrebbero pensare che così facendo danneggiano le piccole bands, perché se una piccola etichetta non vende abbastanza cd vafuori budget ed è quindi costretta o a non pagare la band o addirittura a rompere il contratto. Bisogna concepire che scrivere musica, registrare, produrre sono lavori durissimi. Come potremmo lavorare gratis? Vorrei vedere cosa direbbero questi signori se alla fine del mese si ritrovassero senza stipendio! Noi non siamo i ‘Backdoor Boyes’ o ‘Britany Spears’, non vendiamo milioni di copie. E’ triste per me pensare a queste persone, magari metalheads come me, che rovinano il mondo della musica! Se ti piace una band, la devi supportare in tutti i modi, specialmente acquistando il cd originale.”

FARETE DATE LIVE A SUPPORTO DEL DISCO?
“Qualsiasi pianificazione di un tour è stata sospesa a causa dell’attacco agli Stati Uniti. Ora stiamo già lavorando al nostro terzo disco e abbiamo già quattro canzoni pronte. Mi piacerebbe suonare in Europa, specialmente in Italia, ci sono un sacco di amici che mi consigliano di visitarla. Fino a quando ci saranno tutte queste misure di sicurezza per i voli, dettati dai terribili avvenimenti accaduti, ci saranno però poche possibilita.”

MARK SHELTON DEI MANILLA ROAD SI E’ DETTO UN VOSTRO FAN. E TU COSA NE PENSI DI LORO?
“Davvero ha detto questo? Io ascolto da poco i Manilla Road, saranno cinque o sei mesi. Da sempre ci hanno accostato al loro sound, quindi ho ordinato alcuni cd, ‘Mystification’, ‘Open The Gates’ e il nuovo ‘Atlantis Rising’, per sentirli. Io e Mark siamo stati messi in contatto tramite la Dragonheart, è un ragazzo fantastico e un grande musicista. Adoro la sua voce, ha un suono che richiama la magia antica, inoltre i suoi testi sono tra i migliori che abbia mai letto. LA loro musica è epica, potente e molto provocante. A differenza di molte power band, non suona happy metal, ma qualcosa di più profondo…adoro i Manilla Road.”

TI PIACEREBBE SE IL METAL TORNASSE A QUESTE ANTICHE SONORITA’?
“Sarebbe bello! Ogni tanto mi chiedo come sarà il metal nel futuro. Qui negli State è grande, ma è ‘nu-metal’ è per me non è esattamente la stessa cosa.”

CHE MESSAGGIO VUOI COMUNICARE CON LA TUA MUSICA?
“Voglio solo dire di essere sempre sé stessi. Molte persone hanno paura a mostrare i loro sentimenti e ciò in cui credono…quel che intendo è che la vita è troppo corta per viverla alle spalle di altri! Siate sempre voi stessi!.”

NEL TEMPO LIBERO DI COSA TI OCCUPI?
“Studio le rune, i tarocchi, pietre magiche e cose di questo tipo. Mi piace collezionare video, per la maggior parte horror, poi se ho tempo mi dedico al Tennis e al Golf. Mi piacerebbe una sacco avere una moto, ma per ora è ancora un sogno da realizzare.”

OK, HAI QUALCOSA DA AGGIUNGERE IN CONCLUSIONE?
“Ringrazio te e Metalitalia per l’opportunità di questa intervista, ma soprattutto un grazie ai lettori! Spero presto di poter venire in Italia e di potervi incontrare. Fino ad allora potete trovarci sul nostro sito, www.powers-court.com.

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