PROGENIE TERRESTRE PURA – In viaggio oltre la Luna e le stelle

Pubblicato il 12/10/2017 da

Il recente “oltreLuna”, secondo capitolo della carriera discografica dei Progenie Terrestre Pura, ci ha confermato la band veneta come una delle migliori e più imprevedibili realtà italiane in ambito black. Tra assenze di limiti imposti (musicali e tematici), cambi di formazione e altri progetti, abbiamo approfondito la conoscenza dei membri della band, che si mostrano più che mai decisi a lasciare una traccia della loro ricerca musicale, ricca di ispirazioni variegate, non solo musicali.

CIAO E BENVENUTI SU METALITALIA.COM; SECONDO ALBUM PER VOI, SECONDO HOT ALBUM SULLE NOSTRE PAGINE. SIETE SICURAMENTE UNA DELLE REALTÀ PIÙ INTERESSANTI IN CIRCOLAZIONE NELL’AMBITO DEL BLACK METAL PIÙ SPERIMENTALE, COME DEFINIRESTE IL VOSTRO SOUND A CHI NON VI CONOSCE?
Davide: Mah, è la classica domanda a cui fai fatica a rispondere. Credo che ad oggi rimaniamo una band che agisce nell’ambito del black metal più atmosferico e meno convenzionale, anche se tutto sommato non credo siamo ancora oltre esso. Diciamo degli outsider nel genere, quelli che stanno sul margine della scena.

ABBIAMO NOTATO L’INGRESSO DI UN NUOVO CANTANTE IN FORMAZIONE: VI VA DI PRESENTARVI E DIRCI DI COSA SI OCCUPANO I VARI COMPONENTI DELLA BAND, VISTA LA VOSTRA PROPOSTA COSÌ LONTANA DALLA CLASSICA FORMULA BASSO-CHITARRA-BATTERIA?
Emanuele: Qualche tempo prima del concepimento di “oltreLuna” io e Davide eravamo già in contatto. Al tempo lui ed il precedente cantante avevano in mente di includere un batterista (essendo io principalmente tale) ‘reale’ nella line-up di q[T]p e mi chiesero di registrare le parti nel nuovo disco. Ovviamente accettai ma successivamente come puoi immaginare il tutto subì un paio di stravolgimenti dopo la defezione di Nex [1] ed il mio ruolo nel progetto cambiò passando a quello di cantante. Al progetto occorreva un po’ di nuova linfa vitale, un’ulteriore mente che si occupasse del lato tecnico ed elettronico del gruppo nonché della composizione ed esecuzione di tutte le linee di basso, così entrò in gioco Fabrizio, già mio complice e chitarrista in Simulacro. Diciamo che i ruoli ben definiti ora sono solo alcuni, io mi occupo di voce e testi, Davide compone e suona la chitarra ma ha scritto anche due dei testi di “oltreLuna” e gran parte dell’elettronica, quest’ultima amministrata anche da Fabrizio che oltre alla produzione del disco ha lavorato anche ai synth ed ai VST. Per quando riguarda la programmazione della drum machine invece abbiamo fatto parecchio lavoro incrociato, ognuno ha scritto qualcosa.

IN QUESTO NUOVO “OLTRELUNA” CI È PARSO DI COGLIERE UN CERTO INDURIMENTO DEL SUONO COMPLESSIVO, PER QUANTO NON A DISCAPITO DELLE ATMOSFERE CHE SAPETE CREARE, SIETE D’ACCORDO? DA COSA È DERIVATO QUESTO SLITTAMENTO?
Davide: “oltreLuna” è più sanguigno, senz’altro. Volevo un cambiamento rispetto ad “U.M.A.”, fare qualcosa di diverso, muovere i parametri del nostro sound, e ci è parso interessante riequilibrarlo con meno synth e più ‘altro’. Nel precedente avevo esplorato molto l’aspetto dei synth più sparati in faccia; non un lavoro molto di fino ma più di sostanza. Qui la storia è diversa. Per alcuni, infatti, è venuto a mancare l’aspetto space della faccenda, me l’aspettavo ma onestamente penso che questo disco sia altrettanto Progenie Terrestre Pura; basta solo tirare un po’ di più le orecchie. È anche una questione di produzione comunque: le chitarre in “U.M.A.” erano molto sottili, digitali, fredde, mentre qui gli amplificatori veri si fanno sentire e danno spessore al mix, portandole in ogni caso più all’attenzione dell’ascoltatore che di conseguenza può sentire il tutto meno space.

DICEVAMO, COMUNQUE, CHE NON AVETE LASCIATO ALLE SPALLE UNA CERTA ATTITUDINE SPACE, SE VOGLIAMO GIOCARE ANCHE SUL VOSTRO IMMAGINARIO, FATTA DI SUONI DILATATI, PASSAGGI ELETTRONICI E QUASI AMBIENT. DA DOVE NASCE IL SUONO DEI PROGENIE TERRESTRE PURA?
Davide: Credo sempre da me in principio. In passato collaboravo con Nex[1] per definire il nostro suono, mentre oggi collaboro (maggiormente a dire il vero) con Emanuele e Fabrizio. Io porto il materiale e poi si rifinisce insieme, più o meno marcatamente a seconda delle parti. Oggi delego molto di più comunque come già detto da Emanuele; sono entrambi musicisti capaci che sanno lavorare su diversi piani, quindi posso tranquillamente delegare il delegabile e lasciare che loro arricchiscano con idee che io non avrei saputo tirare fuori. Insomma: interazioni al nucleo.

SONO PASSATI QUATTRO ANNI TRA I VOSTRI DUE FULL LENGTH, PURE CON UN EP NEL FRATTEMPO. AVETE GIÀ QUALCHE IDEA PER IL FUTURO?
Emanuele: Attualmente fra un impegno e l’altro stiamo lavorando ad un nuovo EP. Il cd sarà in omaggio per chi è riuscito ad acquistare il box di “oltreLuna”. La drum machine, il basso e l’elettronica sono già pronti, si spera possa uscire massimo all’inizio del 2018. Per quanto riguarda il prossimo full-length è ancora tutto in fase embrionale quindi non è il caso di sbilanciarsi per adesso.

E ALTRI PROGETTI PARALLELI – ANCHE DI SINGOLI MEMBRI?
Emanuele: Come ho già accennato Io e Fabrizio abbiamo in comune Simulacro, band black metal formatasi nel 2009 con una demo, due full ed un EP all’attivo. Suoniamo insieme anche in Utopica, progetto di musica elettronica, ed un altro paio di situazioni ancora in fase di evoluzione ma che verranno fuori presto, una delle quali è il seguito dei defunti Accabbadora. Davide è una fucina di idee che per ora si concretizzano esclusivamente in q[T]p, ma è sempre all’opera quindi ripeto, il progetto per lui è uno, ma solo per adesso. Per quanto riguarda esclusivamente me, ho la mia one-man-band Anamnesi e seguo diversi progetti come batterista: Simulacro, Grind Zero, Vultur, Utopica e sono session in molti altri.

NELLE NOSTRE RECENSIONI ABBIAMO CITATO ALCUNE BAND MIRABILI COME DHG O MYSTICUM COME POSSIBILI RICHIAMI PER IL VOSTRO SOUND IN AMBITO ESTREMO: VOI CHI CITERESTE COME PRINCIPALI FONTI D’ISPIRAZIONE?
Emanuele: Ogni membro ha le sue specifiche influenze ma direi che in generale prendiamo ispirazione da band come Mechina, Devin Townsend, e tantissima musica elettronica, compreso lo stile retro-wave sci-fi anni ’80 come Dynatron e affini, molto conciliante soprattutto per quanto riguarda la stesura delle liriche. Poi si, senza dubbio si è molto ispirati dal genere black metal anche se non sono sicuro che i gruppi sopracitati facciano capolino fra i nostri ascolti abituali. Rimanendo sul black metal potrei citarti tranquillamente Burzum, Spite Extreme Wing, Limbonic Art, ecc. Non è detto che anche se le influenze non sono molto esplicite all’orecchio non ci abbiano condizionato in molti altri aspetti, dagli arrangiamenti alle strutture alle metriche vocali.

I VOSTRI BRANI HANNO SPESSO UN’ATTITUDINE MOLTO CINEMATOGRAFICA, OVVIAMENTE VIRATA VERSO LA SCI-FI. SIETE APPASSIONATI? VI ANDREBBE DI PARLARCI ANCHE DI ALTRE ISPIRAZIONI, FILM O LIBRI, CHE PRENDONO FORMA NELLA VOSTRA MUSICA?
Davide: personalmente, oggi come oggi, le mie ispirazioni vengono da fumetti, film e qualche videogioco. Un tempo libri, assolutamente Asimov come perno centrale. Tutto questo, in “oltreLuna” e magari anche in futuro, lo faccio fondere con una certa componente spirituale, molto astratta. Non un “Chi è Dio?” quanto un “Cos’è Dio?” affrontato comunque in maniera molto personale e assolutamente non religiosa. Uomini, Macchine, Anime, no?

SIETE STABILMENTE ACCASATI SU AVANTGARDE, UN’ETICHETTA CHE RIESCE SEMPRE AD ESSERE AL PASSO DEI TEMPI CON LE MIGLIORI USCITE E TENDENZE, NON SOLO ITALIANE. COME SIETE ARRIVATI SOTTO CONTRATTO CON LORO E COSA NE PENSATE?
Davide: Quando andai a vivere a Milano, settembre/ottobre 2012, avevo appena finito di registrare “U.M.A.” e stavo cercando un’etichetta. Ovviamente, chi c’è a Milano? Sound Cave. Sound Cave, per chi non lo sapesse, è il negozio di Roberto Mammarella. Quindi, con la scusa di andare a comprare CD da Roberto, gli portai il nostro bel master di “U.M.A.”. In realtà, già avevo contattato Avantgarde ai tempi del Promo 2011, ma non mi rispose quella volta. Mi è andata meglio con “U.M.A.”, e penso che per lanciare un progetto sconosciuto ed atipico come il nostro sia stato uno dei migliori scenari possibili per noi.

E – DOMANDA SCONTATA – COSA PENSATE DELLA SCENA ESTREMA ITALIANA?
Emanuele: La ‘scena’ italiana è come tutte le altre scene del mondo. Ci sono band estremamente valide che lasciano il segno, alcune valide ma innocue e molte altre particolarmente rivoltanti. Probabilmente la cosa che mi spaventa di più e che non ho riscontrato frequentando persone o suonando all’estero è che la percentuale di chiusura mentale e musicale di chi usufruisce della ‘scena’ qui in Italia è a dir poco catastrofica.

AVETE IN PROGETTO DI SUONARE DAL VIVO, UN GIORNO?
Emanuele: Non lo escludiamo, è possibile. Dipende da se e quando ci saranno proposte idonee.

SE SÌ, VI VEDETE POTENZIALMENTE INQUADRABILI NELL’AMBITO DI UN FESTIVAL METAL O AVRESTE PREFERENZE PER AMBITI PIÙ ‘SPERIMENTALI’?
Emanuele: Per quanto mi riguarda qualsiasi situazione andrebbe bene, sia essa esclusivamente Metal od eterogenea. La cosa importante è che ci sia gente disposta ad ascoltare.

 

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