PSYCHOTIC WALTZ – Bleeding Eyes

Pubblicato il 12/04/2011 da
Un ritorno eccellente, quello degli Psychotic Waltz. Nella prima metà degli anni ’90 la band statunitense ha prodotto quattro gioielli di progressive metal che hanno appassionato mezza Europa, è comprensibile dunque la successiva delusione dei fan quando nel ’98 il quintetto originario di San Diego ha deciso di ritirarsi dopo l’insuccesso commerciale di “Bleeding”. In questi anni di attesa il leader Devon Graves (all’epoca Buddy Lackey) ha sfornato alcuni lavori intriganti con i suoi Dead Soul Tribe e recentemente con gli Shadow Theory, ma l’occasione di rivedere finalmente all’opera la formazione originale che ha prodotto i primi indimenticati capolavori “A Social Grace” e “Into The Everflow” si presenta solo ora alla luce di una reunion battezzata al meglio con un tour di supporto a Symphony X e Nevermore. Ovviamente non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con la band in occasione della tappa italiana a Milano per parlare di passato, presente e futuro con i disponibili Devon Graves, il batterista Norman Leggio e il bassista Ward Evans.
 
 

 

BE’, INIZIAMO SUBITO PARLANDO DELL’INIZIO DI QUESTA REUNION: COME SI E’ VERIFICATA E QUAL E’ IL FEELING CHE PROVATE SUONANDO INSIEME DOPO MOLTI ANNI?
W.E.: “Tutto ha avuto inizio ormai quasi un paio d’anni orsono. Devi sapere che molti di noi vivono nella stessa zona, così un giorno mi chiama Brian per sapere se mi andava di fare qualche prova insieme. Dopo avergli risposto positivamente mi è venuto in mente di contattare Norman per darci una mano e anche lui ha accettato la proposta di buon grado. Quando ci siamo ritrovati a suonare insieme abbiamo avuto subito sensazioni positive e poi inevitabilmente siamo ritornati sui pezzi degli Psychotic. Infine, parlando tra di noi, abbiamo deciso di provare a rimettere in piedi la band, dunque dapprima ho contattato Devon. Lui ha fatto un po’ di storie perché era molto impegnato, in effetti, ma non si è tirato indietro ed anzi ha contattato personalmente l’ultimo membro, Dan, e la cosa si è definitivamente concretizzata. Passo dopo passo abbiamo ricomposto la formazione e come vedi eccoci qua al completo!”.
N.L.: “E’ andata esattamente come ha detto Ward. Per quanto riguarda il feeling, è qualcosa di indescrivibile: eccitazione, felicità e tante altre cose. L’altra sera ad esempio eravamo in Austria e sono rimasto impressionato dall’accoglienza che abbiamo ricevuto, quella gente ci aspettava sul serio e non si è dimenticata di noi. Un altro momento in cui mi sono sentito al settimo cielo è stato alla partenza per il tour europeo che stiamo facendo, eravamo tutti all’aeroporto di San Diego e allora ho realizzato che tutto ciò stava realmente accadendo. Infine non posso dimenticare neppure la prima data a Stoccarda: grande atmosfera e grande emozione fra tutti noi”.

CI SARA’ UN NUOVO DISCO DEGLI PSYCHOTIC WALTZ IN FUTURO? AVETE GIA’ COMPOSTO QUALCOSA DI NUOVO, PER CASO?
W.E.: “Certo, forse qualcosa sarà pronto prima della fine dell’anno o al massimo il prossimo, ma l’intenzione è ovviamente quella di comporre nuovo materiale con gli Psychotic Waltz”.
D.G.: “Al momento comunque non c’è nessun brano pronto, preferiamo concentrarci sul tour anche per trovare il giusto affiatamento dopo tutti questi anni, poi durante i momenti morti capita ad esempio che Dan e Brian si mettano a  collaborare fra di loro e può darsi che qualcosa venga fuori, ma non abbiamo fretta al momento, la priorità sono i concerti”.
W.E.: “Come puoi capire da questa situazione non possiamo ancora sbilanciarci su quale direzione artistica prenderà il nuovo disco, tuttavia non aspettatevi una nuova ‘… And The Devil Cried’ o ‘Ashes’, nel processo compositivo non ci porremo mai l’obiettivo di creare una nuova versione di questi classici, comporremo in maniera naturale seguendo le nostre preferenze attuali”.

PER ORA AVETE FATTO QUATTRO ALBUM, NE AVETE UNO PREFERITO FRA QUESTI?
D.G.: “Se tu avessi dei figli forse non mi avresti fatto questa domanda, perché in fondo scegliere il preferito tra i nostri quattro dischi sarebbe come scegliere il preferito tra i propri figli. Sono legato in maniera importante a tutte e quattro le composizioni e rappresentano ognuna un passo fondamentale della nostra vita umana e artistica. Cercando di venirti incontro, comunque, dico che probabilmente ‘A Social Grace’ racchiude una serie di esperienze e situazioni irripetibili che lo rendono ancor più speciale”.

GLI PSYCHOTIC WALTZ DEVONO GRAN PARTE DEL LORO SUCCESSO ALL’EUROPA NELLA LORO PRIMA VITA: COME VE LO SPIEGATE? OGGI PENSATE, ANALIZZANDO LA SITUAZIONE ATTUALE, CHE CI SIANO PIU’ POSSIBILITA’ PER VOI IN AMERICA?
D.G.: ”In effetti è andata così, credo che le culture siano differenti e per certi versi la nostra musica un po’ complessa e particolare si sia adattata meglio in Europa, l’America è un paese a sé musicalmente parlando, ci sono indubbiamente delle grandi realtà alternative che riempiono le arene ma non esistono le vie di mezzo”.
W.E.: ”Come dice bene Devon, in America è differente, mentre in Europa è pieno di label underground, c’è grande fermento in questo senso, anche con i magazine e i portali c’è grande attenzione per gruppi come il nostro. Negli Stati Uniti, se non sei un grande nome, fatichi a trovare spazio e seguito, oggi con la tecnologia ci sono senz’altro più possibilità di mettersi in mostra ma non sarà facile eguagliare l’interesse e il seguito che c’è qui da voi”.

QUAL E’ IL PIU’ BEL RICORDO E IL PIU’ BRUTTO CHE CONSERVATE DELLA VITA LEGATA AGLI PSYCHOTIC WALTZ?
N.L.: ”Rispondo io per tutti, anche se ovviamente è una cosa personale. Il più brutto ricordo è ovviamente legato alla sera della nostra rottura, ho ancora in mente le immagini dell’ultimo concerto e poi lo scioglimento, veramente pessimo. Invece il momento più felice è stato pochi giorni fa quando siamo tornati insieme sullo stesso palco, come ti abbiamo detto prima è un’emozione incredibile, nonostante tutto, essere di nuovo insieme e aver gettato alle spalle  i momenti negativi. C’era un grande sorriso stampato sulla mia faccia e veramente ho vissuto delle sensazioni indimenticabili”.

AVETE MAI PENSATO DI RI-REGISTRARE I VOSTRI CLASSICI DEL PASSATO COME FANNO IN MOLTI?
N.L.: “Non mi piace molto questo genere di operazione, non credo che nel nostro caso poi abbia molto senso visto che comunque la formazione è la stessa, o almeno quella dei primi due dischi. Per ora il pensiero è quello di entrare in studio per fare qualcosa di nuovo, poi in futuro non si sa mai”.

DEVON, ORA CHE SEI IMPEGNATO CON GLI PSYCHOTIC, COSA PENSI DI FARE CON DEAD SOUL TRIBE E SHADOW THEORY?
D.G.: “Al momento la mia priorità assoluta sono gli Psychotic Waltz, al secondo posto vengono gli Shadow Theory, mentre i Dead Soul Tribe sono completamente fermi, non c’è nulla in previsione per questa band. In futuro, come ci insegnano gli stessi Psychotic Waltz, non si sa mai, tuttavia adesso sono concentrato innanzitutto sulla reunion e poi appena avrò un po’ di tempo preparerò il seguito degli Shadow Theory, che sono andati molto bene al debutto”.

PER CHIUDERE: AVETE IN PROGRAMMA QUALCHE FESTIVAL QUEST’ESTATE?
W.E.: “Dovremmo partecipare ad un paio di festival in Europa, in effetti, il Bang Your Head in Germania e probabilmente un altro. Rimanete sintonizzati”.

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