RAISING FEAR – Nel segno del Metallo!

Pubblicato il 22/04/2005 da

“Mythos”, disco di debutto per i nostrani Raising Fear, saprà sicuramente attirare l’attenzione degli amanti del power americano degli Eighties e, più in generale, di tutti gli appassionati di metal classico. Negli ultimi tempi il power di stampo scandinavo, tanto in voga nella seconda metà degli anni Novanta, sta cedendo il passo a sonorità maggiormente radicate nel passato, con il risultato di offrirci album dal forte impatto metallico. I Raising Fear seguono questa tendenza, confezionando un disco di puro e incontaminato metallo.

ROB, INNANZITUTTO COMPLIMENTI PER IL DISCO, DAVVERO BELLO. NON POSSO NEGARTI PERO’ CHE, A MIO AVVISO, L’ARTWORK DI “MYTHOS” NON RENDE GIUSTIZIA ALLA MUSICA DA VOI PROPOSTA…
“Mi fa piacere che il disco ti sia piaciuto… Devo ammettere che purtroppo ci stiamo rendendo conto che il problema della copertina c’è, tanto che in ogni recensione ci viene fatto puntualmente notare… Noi ci siamo affidati ad un disegnatore capace come Diego Ferrarin che, se osservi bene il disegno, è stato molto abile ad includere una serie di dettagli che si richiamano ad ogni singolo brano del disco. Effettivamente la copertina è un po’ troppo colorata e, in un certo senso, fumettistica…probabilmente non è stata capita! Col senno di poi, sono costretto ad ammettere che probabilmente abbiamo commesso un errore”.

LA COSA PIù IMPORTANTE E’ COMUNQUE LA MUSICA, E IN QUESTO SENSO I RAISING FEAR PENSO SI POSSANO RITENERE SODDISFATTI.
“Esattamente, però è anche vero che in un album d’esordio non centrare la copertina non è proprio il massimo!”.

PARLACI UN PO’ DELLA BAND: COME E’ NATA E COSA VI HA SPINTO A FORMARLA?
“I Raising Fear nascono nel 2000, dall’incontro dei due chitarristi Yorick e Alberto, incontro favorito dal chitarrista dei White Skull Tony ‘Mad’ Fontò. Entrambi provenivano da esperienze diverse: Yorick aveva registrato due dischi di prog-metal sinfonico con gli Helreid, mentre Alberto suonava power-thrash con i War Trains. Hanno provato a suonare qualcosa insieme, e la loro collaborazione ha iniziato fin da subito a partorire ottimi risultati. Io sono arrivato per ultimo e, per quel che riguarda la mia carriera passata, conto un album registrato con i Deadline. Sin dal primo momento,l’intenzione comune a tutti noi era quella di suonare prima di tutto qualcosa che ci soddisfacesse in pieno, e direi che ci siamo riusciti”.

SONO DELL’OPINIONE CHE AVERE DUE CHITARRISTI COSI’ DIVERSI COME YORICK ED ALBERTO SIA UN BENE PER LA BAND. LA LORO UNIONE RIESCE A DAR VITA A POTENTI POWER SONG, RICCHE DI MELODIE E APERTURE PROGRESSIVE, INOLTRE SONO DUE MUSICISTI MOLTO ABILI NEL CREARE VALIDI ASSOLI DI CHITARRA. SEI D’ACCORDO CON QUESTA MIA ‘ANALISI’?
“Sì, è vero…abbiamo la fortuna di avere due chitarristi diversi tra loro, per di più molto preparati; Yorick ha uno stile più melodico e strutturato, mentre Alberto è molto più aggressivo. Sai benissimo che quando hai due chitarristi molto bravi, è normale che questi prendano in mano la situazione e trascinino la band. Poi, come hai detto tu, sanno creare anche eccellenti assoli, che ritengo siano fondamentali nella struttura di un pezzo metal. Non posso che essere d’accordo con quanto hai detto”.

I TESTI DI “MYTHOS” SONO TUTTI ISPIRATI A PERSONAGGI MITOLOGICI. CHI DI VOI E’ APPASSIONATO DA QUESTA MATERIA?
“Yorick si è occupato di scrivere tutti i testi del disco; lui è un vero amante della mitologia, della storia e della letteratura antica. Abbiamo deciso di trattare questi argomenti, perché la musica che stavamo componendo ben si adattava ad essi. E’ stato un lavoro molto faticoso, non ci siamo inventati nulla…tutto quello che trovi nelle lirycs è il frutto di un’attenta e scrupolosa ricerca. Ti dico questo perché alcuni ci hanno ‘accusato’ di aver inventato alcune cose, invece ti garantisco che ci siamo ben documentati in merito ad ogni personaggio di cui abbiamo parlato”.

ROB, QUAL E’ O QUALI SONO I PERSONAGGI CHE PREFERISCI, IN CUI TI IDENTIFICHI?
“Direi Merlino, perché mi piace molto l’atmosfera del pezzo e perché è una figura molto particolare a livello epico e leggendario; poi ti dico Thor perché in sostanza rappresenta il classico personaggio dell’immaginario metal, dotato di forza straordinaria e di grande coraggio; infine amo molto anche la figura di Caronte più che altro per l’atmosfera che siamo riusciti a dare al pezzo”.

VOLEVO FARTI I COMPLIMENTI PER LA TUA PROVA VOCALE, DAVVERO RICCA DI ENERGIA E DI PATHOS. QUALI SONO I CANTANTI CHE TI HANNO INFLUENZATO MAGGIORMENTE?
“Grazie per i complimenti, è sempre bello riceverne! Senza dubbio i miei cantatnti preferiti, quelli che mi hanno fatto amare la musica metal, sono i mostri sacri degli anni Ottanta. Quindi ti dico Halford, il cantante metal per antonomasia…non ci sono storie, lui è il Metal God! Tra i miei cantanti preferiti ci sono poi Dickinson, per il suo stile inconfondibile, e Geoff Tate, per la sua incredibile tecnica. Andando ulteriormente indietro nel tempo, ti dico Ian Gillan e Robert Plant”.

COME AVETE LAVORATO ALLA STESURA DEI BRANI?
“Quando ho fatto il mio ingresso nei Raising Fear, c’era già molto materiale pronto, o per lo meno solide basi su cui lavorare. Posso dirti che la maggior parte delle canzoni nasce da un riff di Yorick, mentre Alberto porta pezzi quasi completi in sala prove. Avendo due chitarristi, credo sia normale che la maggior parte del lavoro venga svolto da loro…comunque voglio precisare che tutti all’interno della band possono contribuire allo sviluppo dei pezzi”.

TUTTI VOI SIETE IMPEGNATI IN ALTRI GRUPPI, PENSATE DI POTER RIUSCIRE AD ‘INCASTRARE’ SENZA PROBLEMI TUTTI QUESTI IMPEGNI?
“Vorrei precisare che i Raising Fear sono la priorità per tutti noi. Devo confessarti che ultimamente eravamo tutti un po’ fermi con le nostre band, io per primo non so cosa stiano facendo i Deadline… L’unico che probabilmente ha in programma qualcosa per il futuro prossimo è Yorick, con i suoi Helreid. Avrai ben capito che non avremo grossi problemi!”.

PER IL VOSTRO DISCO D’ESORDIO VI SIETE AFFIDATI ALLA DRAGONHEART, UNA LABEL CHE SEMBRA LAVORI MOLTO BENE… O MI SBAGLIO?
“No, non ti sbagli! Siamo assolutamente soddisfatti di esserci accasati presso Dragonheart; penso che attualmene in Italia sia la migliore etichetta. Il loro lavoro è mosso da grande serietà e passione, qualità che garantiscono ai gruppi un’adeguata promozione, essenziale per farsi conoscere”.

COME SIETE MESSI CON L’ORGANIZZAZIONE DI DATE DAL VIVO?
“Sicuramente in Italia cercheremo di fare parecchie date, specialmente nel nord del paese. Poi la speranza è quella di poter far parte di un bill di qualche festival estivo…speriamo”.

BENE ROB…SIAMO GIUNTI ALLA FINE. VUOI SALUTARE I NOSTRI LETTORI?
“Prima di tutto ci terrei a ringraziare te per il tempo che ci hai dedicato. Ringrazio inoltre tutti quelli che ci supportano e tutti coloro i quali ci hanno fatto i complimenti per il disco, sapere che la tua musica è piaciuta è il massimo. Ciao!”.

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