RAW POWER – All’Inferno con orgoglio

Pubblicato il 12/09/2017 da

Quando si parla di gruppi di veneranda età come i Raw Power, si rischia di infognarsi in verbosi panegirici sulla loro longevità, l’importanza per la scena, l’influenza… Tutti punti che vale la pena toccare quando si è davanti a un pezzo di Storia della musica, ci mancherebbe, ma un tale discorso rischia di offuscare quanto di buono una band sia ancora in grado di offrire ai giorni nostri. La discografia recente del combo emiliano non ha nulla da invidiare alle prime mosse ottantiane, ne rappresenta una naturale prosecuzione, priva di contaminazioni o aggiornamenti. Per una volta, va bene così, quando si ha a che fare con fucilate come quelle contenute in quella bomba a mano di “Inferno”, chiedere la modernità sarebbe come reclamare castità a una starlette del cinema porno: mossa volgare. Ci è parso doveroso ricontattare i Raw Power nella persona dello storico cantante Mauro Codeluppi, per scambiare qualche opinione su quest’ultima, riuscita, opera e nello stesso tempo allargare il campo ad altri argomenti.

SONO PASSATI CIRCA TRE ANNI FRA “TIRED AND FURIOUS” E “INFERNO”. COME LI AVETE TRASCORSI? QUANDO AVETE SENTITO IL MOMENTO DI SCRIVERE UN NUOVO ALBUM?
– Abbiamo suonato parecchio negli Stati Uniti, in Europa e molto anche in Italia. Chiaramente, per molto intendo molto per i Raw Power, ma devo dire onestamente che siamo riusciti veramente a far un buon numero di concerti, come sempre. Un po’ auto gestiti, un po’ tramite agenzie amiche, insomma, ci siamo divertiti. Abbiamo iniziato a pensare ad un nuovo album almeno dodici mesi fa ma, come ho detto, ci abbiamo pensato e basta. Più in là i siamo detti che se lo volevamo fare dovevamo darci una mossa, almeno un idea di quando avrebbe dovuto essere pronto dovevamo averla in testa, e dal momento in cui abbiamo provato a darci una scadenza i tempi per completare il disco sono accelerati notevolmente.

“INFERNO” È MOLTO COMPATTO, COSTANTE NELL’ASSALTO E NELL’AGGRESSIVITÀ CHE PORTA CON SÉ. MANIFESTA UN’URGENZA MOLTO FORTE ED È ESTREMAMENTE SINTETICO IN OGNI SUO ASPETTO. VOLEVATE ESSERE ANCORA PIÙ BASILARI E OLD-SCHOOL DEL SOLITO, PER QUANTO NON VI SIATE MAI DISTANZIATI TROPPO DAL TIPICO HARDCORE PUNK OTTANTIANO?
– Diciamo che non ci siamo posti molto il problema, i pezzi sono venuti così perché questo è lo stile che ci piace, il tipo di pezzi che a noi piace ascoltare. Poi è chiaro, noi siamo nati con il suono e il tipo di pezzi hardcore Anni ‘80, perciò se anche secondo te questo si sente in “Inferno”, direi che abbiamo portato a termine la nostra missione!

SPICCANO I PEZZI IN ITALIANO, CHE RICHIAMANO L’IMMAGINARIO PUNK DI OLTRE TRENT’ANNI FA E HANNO UNA FRESCHEZZA INVIDIABILE, COME SE QUELL’EPOCA NON FOSSE MAI PASSATA. COME VI È VENUTA L’IDEA DI SCRIVERE QUESTI BRANI E COME SI COLLOCANO RISPETTO AGLI ALTRI IN INGLESE?
– Diciamo che ho voluto provare a ‘cantare’ in italiano dato che non l’ho mai fatto prima. Ero curioso di sentire come sarebbero venuti i pezzi, per me è stato come cantarli in una lingua straniera, non ero/sono abituato a sentirmi in italiano. Alla fine mi sembra che i pezzi girino abbastanza bene, sono contento anche se sono sempre più convinto che la lingua ideale per questo genere è l’inglese.

SUL PIANO TESTUALE, MI PIACEREBBE CHE APPROFONDISTE LE TEMATICHE DI “SONO MORTO” E “AMICI”, MOLTO IMPATTANTI SIA PER LA MUSICA CHE PER LE LIRICHE.
– Per quanto riguarda i testi, “Amici” è appunto la storia di una amicizia forte che parte da adolescenti per poi continuare negli anni. E’ una di quelle cose che succedono tutti i giorni e che uno dà sempre per scontato, quando invece trovare l’amicizia, quella vera, non è facile e non è cosa di tutti i giorni. “Sono Morto”, chiaramente, non è un testo felice e spensierato, ma personalmente è uno dei pezzi che preferisco nell’album, sia per il testo che per la musica. Mi è venuto fuori in cinque minuti, alla mia veneranda età pensare alla morte è una cosa abbastanza normale e poi basta guardarsi in giro per vedere e sentire morte ovunque, magari è solo una maniera per tenerla il più lontana possibile!

IL DISCO SEGNA IL PASSAGGIO SU INDIEBOX, LABEL PRESSO I CUI STUDI DI REGISTRAZIONE HA PRESO FORMA “INFERNO”. COSA HA PORTATO QUESTA NUOVA COLLABORAZIONE?
– Con Mauri sono amico da parecchi anni e ogni tanto ci siamo incrociati ai nostri concerti o di altri, quando abbiamo iniziato a lavorare ai pezzi nuovi ho deciso di chiamarlo dato che avevo visto che stavano facendo parecchie cose e continuavo anche a sentire da tanti che avevano un’ottima studio di registrazione e una gran bella sala prove. In più avevamo già iniziato a collaborare a livello di date per i nostri concerti, perciò avere tutto sotto lo stesso tetto era la cosa migliore che potessimo trovare.

CHE TIPO DI REAZIONI STA AVENDO “INFERNO”? QUALI SONO I COMMENTI PIÙ FREQUENTI CHE RICEVETE?
– Per adesso i pezzi di “Inferno” dal vivo li abbiamo fatti poche volte, ma tutte le volte la risposta è stata molto positiva, quelli che li ascoltano ci fanno sempre i complimenti, il che non guasta. Per quanto riguarda chi ha ascoltato il cd/vinile, i commenti sono tutti positivi, c’è chi fa più fatica a ‘digerire’ i pezzi in italiano (questo accade in Italia), ma una volta che li hanno ascoltati un po’ di volte sono tutti del parere che il disco è molto bello e potente.

A QUALE DEI VOSTRI ALBUM PASSATI PENSATE SIA PIÙ VICINO “INFERNO”?
– Sinceramente non te lo so dire, non ci ho pensato, per me ogni album è un capitolo a parte e ha qualcosa di diverso dagli altri. Tra l’altro, uscendo da quanto mi hai chiesto, suonano nel nuovo disco, e sono con noi già da un paio di anni, il nuovo chitarrista Paolo di Berardo e il batterista Gianmarco Agosti.

AVETE MAI PENSATO DI DARE UNA STERZATA STILISTICA AI RAW POWER E MUTARE PIÙ O MENO DRASTICAMENTE LE COORDINATE SONORE? CAPITA MAI DI SENTIRE COME LIMITANTE CIÒ CHE FATE?
– No, questi sono i Raw Power e questo è quello che hanno sempre fatto e sempre faranno. Se ci sono limiti è perché li abbiamo noi, dobbiamo solo lavorare per migliorarci, ma il genere è questo e lo sarà per sempre!.

C’È QUALCHE GRUPPO ABBASTANZA GIOVANE, DICIAMO FORMATO DA UNDER-TRENTA, CHE SENTITE VICINO NELLO SPIRITO E NEL SUONO AI RAW POWER?
– Gruppi ce ne sono ma da lì a dirti se siano sopra o sotto la soglia di età che mi hai detto, non saprei proprio. A me piacciono parecchio da sempre gli Straight Opposition , Mud e Call The Cops, questi sono i primi che mi vengono in mente, ma ce ne sono parecchi altri che ora non sto a citare.

DELLE BAND HARDCORE-PUNK CHE SI SONO FORMATE PIÙ O MENO QUANDO AVETE INIZIATO VOI L’ATTIVITÀ, CHI PENSI SIA INVECCHIATO MEGLIO?
– Agnostic Front e Sick Of It All.

DI TUTTO QUELLO CHE È USCITO A FIRMA RAW POWER, C’È QUALCOSA CHE PROPRIO ORA NON RIUSCITE PIÙ AD ASCOLTARE E OGNI TANTO VI CHIEDETE PERCHÉ L’ABBIATE REGISTRATO?
– L’unico rimasto della formazione originale e che perciò è colpevole (in parte), in una maniera o l’altra, di quello che i Raw Power hanno fatto da sempre, sono io. E no, devo dire che non c’è niente che non mi piaccia, ho dei pezzi e album preferiti, ma in generale in tutti gli album che abbiamo registrato c’è sempre qualche cosa di bello e speciale, proprio in tutti.

QUALI SONO GLI ASCOLTI PIÙ STRANI A CUI VI DEDICATE? QUAL È IL TIPO DI MUSICA A CUI NON RIUSCITE A FARE A MENO, NONOSTANTE SIA LONTANA DA QUANTO SUONATE?
– Io normalmente ascolta la radio in macchina, se devo ascoltare musica, quando riesco a farlo con calma si tratta quasi sempre di punk/hardcore e metal anni ’80. Cosa vuoi farci, sono old-school!

C’È QUALCHE OBIETTIVO CUI TENDETE COME RAW POWER CHE ANCORA NON SIETE RIUSCITI A RAGGIUNGERE?
– Certamente, ci sono ancora parecchi posti dove non siamo riusciti ad andare e speriamo prima o poi di andarci. L’obiettivo è di continuare a suonare il più possibile e portare la nostra musica in posti nuovi, per far divertire sempre più gente.

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