REBAELLIUN – Gli Dei della guerra

Pubblicato il 10/08/2016 da

Ritorno graditissimo, quello dei Rebaelliun, una delle death metal band brasiliane più capaci di sempre. Dopo una pausa lontana dalle scene durata addirittura quindici anni, sarebbe stato scoraggiante ritrovarsi fra le mani un comeback album scadente; “The Hell’s Decrees”, tuttavia, ci ha per fortuna riconsegnato una band decisamente in forma, fresca nello stile e nelle intenzioni. Il gruppo si è aggiornato, ma non ha perso del tutto la ferocia di un tempo, tanto che la nuova opera potrebbe tranquillamente riuscire a mettere d’accordo fan della prima ora e giovani appassionati. I primi responsi sembrano in effetti eccellenti, così come è lampante l’entusiasmo che oggigiorno anima i Nostri, chiamati sì al difficile compito di ritagliarsi uno spazio in una scena sempre più ampia e mutevole, ma al contempo sicuri di avere dalla loro notevoli doti compositive e un’esperienza invidiabile. Facciamo il punto della situazione con il chitarrista Fabiano Penna, uno dei leader della formazione originaria di Porto Alegre…

rebaelliun - band 2 - 2016
BENTORNATI REBAELLIUN. SONO TRASCORSI QUINDICI ANNI DALLA VOSTRA ULTIMA PROVA IN STUDIO: VI SIETE RITROVATI CON MOLTISSIME IDEE PER QUESTO NUOVO ALBUM? COME AVETE LAVORATO NEL PROCESSO DI COMPOSIZIONE?
“A dire il vero, abbiamo composto tutto il disco in circa sei mesi. Si è trattato di un periodo di tempo piuttosto corto per il lavoro che avevamo in mente, a maggior ragione partendo da zero, ma avevamo una scadenza da rispettare. In quel periodo abbiamo cercato di ascoltare il nostro vecchio repertorio il più possibile, in modo da ricatturare lo stesso spirito di quel tempo. Dopo così tanti anni lontani dal songwriting sarebbe stato facile prendere inconsciamente una via diversa. Inoltre, oggi non abitiamo più nella stessa citt, quindi non è sempre stato possibile ritrovarsi per provare i nuovi pezzi insieme. Credo infatti che le prove prima delle registrazioni siano state solo otto. In ogni caso, anche se trovo sempre complicato spiegare la nostra musica, credo che il nuovo album presenti i Rebaelliun in una veste aggiornata, ma sempre con i piedi ben piantati nella nostra classica tradizione. Siamo la stessa band di sempre, ma con qualche elemento in più”.

IN EFFETTI “THE HELL’S DECREES” RISULTA UN LAVORO PIU’ VARIEGATO DI “ANNIHILATION”: SICURAMENTE NON VI E’ PASSATA LA VOGLIA DI SUONARE VELOCE, MA DAI BRANI EMERGE UN AFFLATO EPICO PIU’ MARCATO…
“Sono d’accordo. Già nel 2002, prima che ci fermassimo, stavamo lavorando a dei brani più dinamici. Dopo tutto, ‘Annihilation’ viene sovente definito uno dei dischi death metal più serrati di sempre: sarebbe stato difficile percorrere nuovamente quella via. Quindici anni più tardi, ci ritroviamo ad avere un’idea del death metal un po’ diversa, quindi è stato ovvio provare qualche soluzione nuova e cercare di comporre un album più variegato”.

AVETE REGISTRATO L’ALBUM NEL TUO STUDIO. PENSI CHE SIA STATO UN VANTAGGIO O UNO SVANTAGGIO? NON CREDI CHE, REGISTRANDO “IN CASA”, A VOLTE POSSA VENIRE A MANCARE UN ORECCHIO ESTERNO, UTILE PER SCOVARE ERRORI O ELEMENTI MIGLIORABILI?
“Per me sarebbe ottimo poter contare su un produttore esterno: potrei concentrarmi meglio sulle mie parti. Tuttavia, questa volta siamo stati costretti a fare tutto da soli, vista la mancanza di tempo. Credo che i risultati che abbiamo ottenuto siano più che buoni; del resto, non è detto che rivolgendoci a qualcuno di famoso ci troveremmo bene. Produco metal band brasiliane da parecchi anni e credo di essermi comportato con gli altri ragazzi dei Rebaelliun nello stesso modo, ovvero pretendendo il massimo e spingendoli di continuo a fare meglio”.

TORNANDO AL VOSTRO SOUND, IL DEATH METAL BRASILIANO HA SPESSO UN’ATMOSFERA BEN RICONOSCIBILE. PERCHE’ SECONDO TE?
“E’ vero, il death metal brasiliano possiede una foga e una ferocia difficilmente riscontrabili altrove. Tuttavia non so dirti il perchè. Vi è qualcosa di più primitivo e ferale nelle band della nostra zona. Forse l’influenza di pionieri come Sepultura e Sarcófago risplende ancora…”.

IL BRASILE COME LUOGO VI INFLUENZA?
“Probabilmente sì. Il Brasile è un posto piuttosto violento fuori dai centri turistici. Noi siamo fortunati, perchè viviamo in delle zone tranquille, ma ovviamente ci è capitato di assistere a scene di violenza nelle strade. Basta girare l’angolo sbagliato per imbattersi in qualcosa di pericoloso. Mi sono trasferito a São Paulo tanti anni fa e qui la polizia è davvero brutale. I ceti più poveri temono più la polizia che la fame. Questo è l’ambiente in cui viviamo e, anche se non siamo soliti trattare certi argomenti nei nostri testi, respiriamo questa tensione tutti i giorni ed essa confluisce nella nostra musica”.

TEMI CHE ALCUNI DEI VOSTRI VECCHI FAN NON CAPIRANNO IL LEGGERO CAMBIO DI DIREZIONE? CERTI DEATH METAL FAN TENDONO AD ESSERE MOLTO CONSERVATORI…
“Credo che un artista debba prima di tutto soddisfare sè stesso. Ovviamente si corrono dei rischi con questo atteggiamento, ma ammiro chi ha il coraggio di seguire il proprio istinto. Prendi i Morbid Angel: rispetto molto il fatto che abbiano provato a sperimentare, anche se non gradisco ciò che hanno pubbblicato dopo ‘Gateways to Annihilation’. Questi musicisti meritano il rispetto di tutti noi. Hanno inventato il death metal, hanno tracciato la via per tutti i gruppi venuti dopo. Sul nostro nuovo album abbiamo sperimentato qualche spunto diverso da solito; il brano ‘Rebellion’, un midtempo, non è stato capito da qualcuno. Ci hanno detto che i Rebaelliun non dovrebbero suonare in questa maniera e che dovremmo sempre andare al massimo della velocità. Possiamo capire che i fan abbiano determinate aspettative, ma siamo anche dell’idea che se qualcosa per noi suona bene, allora non dovremmo avere paura ad utilizzarla a nome Rebaelliun”.

VI E’ UN NUOVO BRANO AL QUALE TI SENTI PARTICOLARMENTE LEGATO?
“Sì, si tratta dell’opener del disco, intitolata ‘Affronting the Gods’. Prima di scriverla ho ascoltato attentamente le prime tracce dei nostri vecchi album e ho cercato di concepire qualcosa che avesse una struttura simile. La maggior parte del disco era pronta, ma sentivo che avevamo bisogno di una traccia potentissima per aprire la tracklist: un giorno mi sono concentrato su questo obiettivo e ho composto da solo l’intero brano. Ne sono molto orgoglioso sotto ogni punto di vista”.

“THE HELL’S DECREES” STA OTTENENDO OTTIMI RISULTATI A LIVELLO DI CRITICA. STATE GIA’ RIMPIANGENDO LO SCIOGLIMENTO DI QUINDICI ANNI FA? IL DEATH METAL NON ERA PARTICOLARMENTE POPOLARE ALL’EPOCA, MA OGGI LA SCENA E’ PIU’ GRANDE CHE MAI. PERSINO VECCHIE GLORIE COME I CANNIBAL CORPSE STANNO VIVENDO UNA SECONDA GIOVINEZZA…
“All’epoca sciogliersi era l’unica opzione disponibile. Non ci potevamo fare nulla. Oggi però siamo tornati e abbiamo molta voglia di suonare e di fare crescere questa band. Ci aspetta un lavoro duro, perchè la scena è appunto più grande che mai, ma ci stiamo divertendo come mai prima d’ora. Aspettatevi tanto altro da noi in futuro”.

SECONDO TE CHI E’ IL FAN MEDIO DEI REBAELLIUN OGGIGIORNO?
“E’ un misto di gente della nostra età, che ci seguiva già negli anni Novanta, e di ragazzi ben più giovani. Di recente abbiamo tenuto un paio di concerti da queste parti e abbiamo incontrato sia tanti vecchi amici, sia dei teenager. Un ragazzo di sedici anni si è intrattenuto con noi al banco del merchandise e la cosa mi ha colpito molto: aveva solo un anno quando noi ci siamo sciolti e adesso è un nostro fan. Sono cose che non hanno prezzo”.

QUALI PIANI AVETE PER IL RESTO DELL’ANNO?
“Stiamo per arrivare in Europa: ad agosto torneremo da voi per una manciata di show, fra cui il Brutal Assault e il Party San. A settembre suoneremo per la prima volta in Messico, mentre stiamo organizzando altre date europee per novembre e dicembre. Vogliamo promuovere ‘The Hell’s Decrees’ dal vivo il più possibile e al tempo stesso comporre nuovi pezzi e registrare qualcosa nel corso del 2017”.

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