RHOPE – Cut The Rhope

Pubblicato il 27/08/2012 da

Sebbene ancora poco noti al grande pubblico, i milanesi Rhope hanno saputo impressionarci fin dal primo ascolto di “Turning Maybes Into Reality”, coronamento di una maturazione iniziata alla fine del millennio scorso e giunto ora a pieno compimento grazie a un riuscito mix di nu metal, melo-death, thrash, metalcore e alternative rock. A parlarcene le due principali anime della band: il singer titolare Giammi, tassello finale nel puzzle dei Rhope grazie alla sua timbrica alternative, e il cantante/chitarrista/produttore Diego, espressione del sound più tradizionalmente metallico.


SIETE IN ATTIVITA’ DALLA FINE DEGLI ANNI ’90 MA IL VOSTRO DEBUTTO DISCOGRAFICO E’ AVVENUTO SOLTANTO NEL 2012: CI RIASSUMETE IN POCHE RIGHE I PRIMI QUINDICI ANNI DI VITA DELLA BAND?

Diego: “Abbiamo realizzato il primo disco omonimo autoprodotto nel 2007. Negli anni precedenti abbiamo fatto un percorso abbastanza classico, un paio di demo, qualche concerto e abbiamo lavorato per sviluppare il nostro sound, scrivendo musica nostra da subito”.

CHE SIGNIFICATO SI CELA DIETRO UN TITOLO COME “TURNING MAYBES INTO REALITY”? HA QUALCOSA A CHE FARE CON LA REALIZZAZIONE DEL VOSTRO “SOGNO DISCOGRAFICO”?
Giammi: “La frase ‘Turning Maybes Into Reality’ è tratta da un brano dell’album. Rappresenta il nostro lavoro degli ultimi anni attraverso il quale abbiamo realizzato questo album”.
Diego: “Un giorno mentre stavamo registrando le voci di ‘Comedown’, l’ultimo brano che abbiamo cantato, mi sono reso conto di quanto accuratamente queste parole descrivessero il momento in cui ci trovavamo. Il tracking era praticamente finito e avevamo finalmente dato vita alle nostre creazioni”.

COME SCRITTO ANCHE IN SEDE DI RECENSIONE, SONO RIMASTO DAVVERO IMPRESSIONATO DALLA MATURITA’ RAGGIUNTA DA “TURNING MAYBES…”, NONOSTANTE SI TRATTI DI UN DEBUT: QUANTO E’ STATA LUNGA LA SUA GESTAZIONE?
Diego: “In totale c’è voluto circa un anno e mezzo, mastering escluso. I brani li abbiamo scritti in poco tempo, alcuni in una sera, per lo meno le idee fondamentali. Mi sono occupato personalmente della produzione, dalle registrazioni, all’editing al mix, e questo ci ha dato la possibilità di avere sempre sotto controllo tutte le fasi della realizzazione del disco. Poter lavorare senza intermediari ci ha consentito di sperimentare e provare diverse soluzioni fino ad arrivare a quella che ci soddisfava pienamente. Il vantaggio di essere un fonico!”.
Giammi: “Abbiamo detto ‘Sì’ solo quando ci siamo sentiti completamente soddisfatti del risultato, volevamo essere sicuri al 100% della qualità del nostro album”.

LA SCELTA DI AFFIDARSI ALLA CABIN FEVER DI NIKLAS SUNDIN E’ STATA VOSTRA O DELL’ETICHETTA?
Diego: “Sono fan dei Dark Tranquillity fin dal loro esordio. Mi sono sempre piaciute moltissimo le opere di Niklas, e avere una copertina creata da lui era una delle mie aspirazioni”.
Giammi: “Eravamo dell’idea che per creare il ‘disco perfetto’ fosse necessario curare ogni dettaglio. Quando Niklas ci ha presentato la sua immagine, siamo stati colpiti da quanto accuratamente rispecchiasse l’atmosfera dell’album”.

UNO DEGLI ELEMENTI DISTINTIVI DELLA VOSTRA PROPOSTA E’ LA TIMBRICA MOLTO PARTICOLARE DI GIAMMI, ULTIMO TASSELLO A FORMARE IL MOSAICO RHOPE: ALL’EPOCA STAVATE GIA’CERCANDO UNA VOCE DIVERSA DAL CLASSICO SCREAMING METAL OPPURE E’ STATO UN CASO?
Diego: “Il caso non esiste. Quando abbiamo deciso di cercare una voce melodica da affiancare al mio growl, nel giro di pochi giorni abbiamo incontrato Giammi. Il suo timbro ci è piaciuto immediatamente e abbiamo capito che era la persona giusta al momento giusto”.

COME SIETE ENTRATI INVECE IN CONTATTO CON I RAGAZZI DELLA BAKERTEAM?
Diego: “Conosco Filippo Bersani e Enzo Mazzeo da tanti anni.  Enzo è il fotografo che ha realizzato gli scatti per questo album. Durante la photo session abbiamo parlato con lui del nostro disco e della Bakerteam e così  è cominciata la collaborazione”.

CHE TIPO DI MUSICA VI PIACE ASCOLTARE: VECCHIA/NUOVA, VICINA/LONTANA DAL VOSTRO STILE…?
Giammi: “Mi piace ascoltare musica senza focalizzarmi su un genere in particolare; posso passare da Beethoven ai Black Sabbath, attraverso Fabrizio De André e i The Gathering, giusto per fare qualche esempio. D’altra parte suono e scrivo musica rock/metal perché sento che è l’espressione musicale che mi rappresenta meglio”.
Diego: “Ho iniziato a suonare la chitarra affascinato dal rock. Mi piace tantissima musica diversa, dalla classica alla new age, alla contemporanea come ad esempio le colonne sonore, anche se è il metal il mio mondo, senza alcun dubbio. Ultimamente sto scoprendo moltissime band che non conoscevo, alcune più vecchie, altre giovanissime e sto comprando molti dischi”.

ORA CHE IL DISCO E’ FINALMENTE NEI NEGOZI, COME VI STATE MUOVENDO DAL PUNTO DI VISTA LIVE?
Diego: “A breve inizieremo a lavorare con un’agenzia di booking. Stiamo cercando di pianificare date che possano farci crescere come band e come musicisti”.

LA PRESENZA DI ELEMENTI DIVERSI NEL VOSTRO STILE DERIVA DALLE INFLUENZE APPORTATE DA CIASCUN MEMBRO DELLA BAND O DA UNA PRECISA SCELTA STILISTICA?
Giammi: “Sono valide entrambe le cose. Abbiamo la fortuna di poter creare liberamente la nostra musica, con un’idea comune e senza limiti compositivi. Sappiamo sempre che stiamo andando tutti nella stessa direzione”.

UNA BAND PER CUI VI PIACEREBBE APRIRE E UNA, ANCHE TRA QUELLE SENZA CONTRATTO, CHE VI PIACEREBBE PORTARE IN TOUR CON VOI?
Giammi: “Ci sono molte band importanti con le quali ho sempre sognato di poter suonare. Volendo fare le cose in grande dico i Rage Against The Machine!”.
Diego: “Machine Head, Korn, Deftones, Alice In Chains solo per citarne qualcuna e mi piacerebbe andare in tour con altre band della Bakerteam, una specie di Road Rage Tour…”.

QUANDO HAI COMINCIATO A SUONARE E QUANTO TEMPO DEDICHI ALLO STUDIO DEL TUO STRUMENTO?
Diego: “Ho iniziato con la chitarra classica a 9 anni e a 13 sono riuscito a farmi comprare la prima elettrica. Ultimamente sto sfruttando tutti i momenti liberi per studiare, suono molto di più ora che ho meno tempo di quando ne avevo da buttare (risate, ndR)”.

UNA CURIOSITA’: SEBBENE IL VOSTRO STILE NON SIA PROPRIO “COMMERCIALE”, CERCANDO “RHOPE” SU INTERNET VI SI TROVA ANCHE SUL SITO DI MTV…AVETE IDEA DEL PERCHE’?
Giammi: “Credo che questo sia dovuto al fatto che MTV ha dato spazio sul suo sito a dalle pagine dedicate alle band emergenti presenti in Italia”.

OK RAGAZZI, E’ TUTTO PER OGGI: GRAZIE PER ESSERE STATI CON NOI E A VOI LE ULTIME BATTUTE PER I SALUTI DI RITO…
Giammi: “Grazie a voi di Metalitalia.com e un saluto speciale ai lettori.  Visitate il nostro sito (www.rhope.it) e ascoltate le nostre canzoni! Peace&Metal”.
Diego: “comprate la musica che ascoltate, ora più che mai!  P.S. andando sul nostro sito potrete scaricare gratuitamente un brano che abbiamo realizzato durante le registrazioni di ‘Turning Maybes Into Reality’ ma che non troverete nel cd. Una nostra versione di ‘The Card Cheat’ dei Clash”.

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