RIOT – Wings Of Fire

Pubblicato il 12/02/2012 da

I Riot sono indubbiamente una delle band più sottovalutate dell’heavy metal americano, assieme a Crimson Glory ed Armored Saint, ma con uno svantaggio aggiunto: la sfortuna che li perseguita da parecchi anni a questa parte. Già, perché dopo la scomparsa dei due precedenti cantanti, Guy Speranza (per un tumore) e Rhett Forrester (ucciso da un colpo di pistola in un presunto regolamento di conti legati al narcotraffico), abbiamo recentemente avuto la conferma del decesso del mastermind Mark Reale, a causa di  complicazioni legate al morbo di Crohn. Dunque, questa intervista si rivela per noi l’epitaffio della storia di una band che ha scritto alcune pietre miliari del nostro genere preferito, nonostante ad oggi siano praticamente apprezzati esclusivamente nel circuito underground. La chiacchierata via mail con il cantante Tony Moore è avvenuta poco prima della calata italica prevista per lo scorso novembre, ma poi annullata a causa di un’indisposizione di quest’ultimo! In questa occasione, Tony ha dimostrato di possedere un notevole entusiasmo circa questa reunion, nonché si è prodigato nel fornirci alcuni aneddoti molto interessanti legati alla storia di questa mitica formazione…

ALLORA TONY, DOPO CIRCA VENTICINQUE ANNI HAI STRETTO UN NUOVO SODALIZIO CON MARK REALE E DEVO AMMETTERE CHE LA TUA VOCE E’ ANCORA IMPRESSIONANTE!
“Ti ringrazio, Gennaro! In questi anni ho cercato di mantenere al meglio la mia ugola, anche se praticamente ho cantato pochissimo e questa reunion dimostra che ci sappiamo ancora fare”.

IL MOOD DI “IMMORTAL SOULS” RICHIAMA PALESEMENTE LE ATMOSFERE DI “THUNDERSTEEL”, MA IL SONGWRITING RISULTA MOLTO GODIBILE E APPARE COME UNA NATURALE EVOLUZIONE DI QUELLE SONORITA’. DUNQUE, PENSATE DI AVER COMPOSTO IL VOSTRO ALBUM DEFINITIVO?
“Con tutta onestà, non posso saperlo! Tuttora, stiamo ascoltando con una certa frequenza ‘Immortal Soul’ e personalmente sono ancora troppo affezionato a questi brani per intuire come si svilupperanno le nostre prossime composizioni. Ti posso solo assicurare che siamo tutti estremamente felici del risultato ottenuto, ogni nota suona alla grande”!

DA CHI E’ STATO PRODOTTO “IMMORTAL SOULS” E DOVE SONO AVVENUTE LE REGISTRAZIONI?
“Il disco è stato prodotto da Bruno Ravel (bassista dei Danger Danger, ndR), e ha lavorato molto duramente con Mike Flyntz ai Soundcheckers Studios siti a Long Island, New York. Abbiamo registrato le canzone in cinque studio differenti, ed ho inciso gran parte delle mie parti ai Silvercloud Recording a Los Angeles. Per essere più preciso ti allego i ‘credits’ completi:

Drums recorded at Blue House Studios (San Antonio, TX) and Millbrook Studios (Millbrook, NY)
Bass recorded at DVS Studios (San Antonio, TX) and Millbrook Studios (Millbrook, NY)
Guitars recorded at Soundcheckers Studios (West Hempstead, NY) and Millbrook Studios (Millbrook, NY)
Vocals recorded at Soundcheckers Studios (West Hempstead, NY) and Silvercloud Recording (Redondo Beach, CA)
All tracks engineered by Bruno Ravel at Soundcheckers Studios, Paul Orofino at Millbrook Studios, and Joe Floyd at Silvercloud Recording.
(La disponibilità di certi artisti talvolta è sorprendente, ndR)”.

CHI SI E’ OCCUPATO DELLA COPERTINA E QUALE REALE SIGNIFICATO RAPPRESENTA?  
“Me ne sono occupato personalmente, dato che lavoro anche come graphic designer. L’illustrazione è basata su un’idea comune di tutta la band, ispirata specialmente dal bassista Don Vanstavern e nella sostanza rappresenta una sorta di resurrezione di questa line up”.

QUALE ARGOMENTO AFFRONTA IL TESTO DI “RIOT”?
“Ci sono alcune forze del male al lavoro nel governo degli Stati Uniti. Il Partito Repubblicano sta cercando in tutti i modi di distruggere la ‘middle class’, preoccupandosi di proteggere i super ricchi e le corporazioni, perpetrando una pericolosa propaganda ideologica in tutta la nazione. Il problema principale risiede nel nostro sistema educativo, oramai eroso, e da un paese che è oramai per metà sopraffatto da ideologie populiste. Purtroppo, l’americano medio si sta dimostrando compiacente con questo sistema politico e mi sto letteralmente domandando chi potrà cambiare le cose in maniera radicale. Alcuni politici influenti negli anni hanno distrutto la nostra economia e adesso pretendono sicurezza puntando il dito contro la microcriminalità, ovviamente dilagante nelle fasce sociali più deboli. Sono disgustato”.

QUALI SONO LE TUE CANZONI PREFERITE DEL NUOVO DISCO?
“Mmm… la tua è una domanda difficile, ma se devo scegliere opto sicuramente per ‘Crawling’ e ‘Believe’”.

ALLA FINE DEGLI ANNI ’80 AVETE SIGLATO UN CONTRATTO CON LA CBS RECORDS PER LA QUALE AVETE REALIZZATO “THUNDERSTEEL” E “PRIVILEGE OF POWER”. QUALI SONO STATE LE TUE EMOZIONI DOPO AVER FIRMATO PER UNA MAJOR PRIMA DI REALIZZARE “THUNDERSTEEL”?
“All’epoca pensavo che fosse davvero una buona idea. Ho pensato: ‘finalmente ce l’abbiamo fatta, capisci? Peccato che mi sono dovuto ricredere nel giro di poco tempo (La polemica di Tony è legata allo scarso interesse nei confronti della band da parte della storica major americana, che all’epoca vantava nella sua scuderia anche i Judas Priest, ma era comprensibilmente impegnata a promuovere artisti comunque di alto livello come Bruce Springsteen ndR)”.

AVETE GIRATO UN VIDEO PROMOZIONALE PER “BLOOD STREETS”. CI PUOI SVELARE QUALCHE CURIOSO RETROSCENA IN MERITO ALLA SUA REALIZZAZIONE?
“Il video è stato filmato in un parcheggio di Soho, NYC. È stato divertente ed io ero molto più magro all’epoca. la scena l’ho girata in cima ad un serbatoio di acqua e ho dovuto accendere io le bombe fumogene perchè nessuno della crew voleva salire in cima alla torre con me”.

REPUTO “PRIVILEGE OF POWER” UNO DEI DISCHI PIU’ BELLI E SOTTOVALUTATI DI TUTTA LA STORIA DELL’HEAVY METAL. LE COMPOSIZIONI SONO MOLTO VARIE E PASSANO DALLE TECNICISSIME E PROGRESSIVE “ON YOUR KNEES”, “STORMING THE GATES OF HELL” FINO E ALCUNE BALLAD DA ‘ARENA ROCK’ COME “RUNAWAY’ E ‘MARIANNE”. QUALI SONO STATI I MOMENTI INDIMENTICABILI DI QUEL PERIODO?
“Le sessioni di scrittura sono state molto produttive e a distanza di tutti questi anni sono ancora molto soddisfatto di tutte le canzoni contenute nel disco. Eravamo a San Antonio in Texas, e abbiamo lavorato con i The Brecker Borthers, ossia i fiati dei Tower of Power (uno dei gruppi funk più importanti degli anni’70, ndR). Non credevo ai miei occhi di trovarmi nello stesso studio con questi musicisti a dir poco grandiosi”.

QUALI SONO LE RAGIONI PRINCIPALI DEL MANCATO SUCCESSO DI QUEL DISCO?
“I gusti negli U.S.A. stavano cambiando, e la label non ha fatto nulla per promuoverlo adeguatamente”.

COSA CI PUOI RACCONTARE DELLA TUA PARTNERSHIP CON JOE LYNN TURNER E I TOWER OF POWER NEL BRANO INTITOLATO “KILLER”?
“Joe ed io all’epoca eravamo amici ed attualmente siamo in buoni rapporti. Quel ragazzo ha un talento vocale incredibile. Si è presentato in studio e gli sono bastati tre ‘takes’ per realizzare le sue parti. Quando frequentavo il college ho passato un sacco di tempo a suonare il basso in una cover band dei Tower of Power, così per me è stato un sogno che è diventato realtà”.

COSA NE PENSI DEL VOSTRO “LIVE IN JAPAN” USCITO NEL 1992?
“La band non ha niente a che fare con quella schifezza! Ho scoperto che è stato realizzato in CD solo qualche anno dopo della sua pubblicazione. Il nostro vecchio produttore aveva un bootleg in formato Digital Audio Tape dal mixer di uno dei nostri concerti che abbiamo fatto a Tokyo, ma lo ha mixato male e l’ha venduto per conto suo, senza che noi ne venissimo informati. Difatti, non ci abbiamo ricavato neanche un dollaro”.

QUALI SONO LE RAGIONI PRINCIPALI CHE VI HANNO SPINTO A SEPARARVI, SEMPRE NEL 1992?
“Abbiamo avuto moltissimi problemi con il management e spesso le decisioni che prendevano ci danneggiavano!  Inoltre, la nostra vecchia label si è completamente disinteressata del nostro destino, così abbiamo capito che non potevamo più proseguire in quelle condizioni e non mi pento affatto della decisione che abbiamo preso all’epoca. Ora siamo tornati più forti di prima, e abbiamo stretto un’ottima partnership con la SPV Records. Stanno facendo davvero un ottimo lavoro e ci stanno supportando alla grande. Il disco si trova facilmente nei negozi specializzati e sin dalla sua uscita si sono preoccupati attivamente di contattare i portali principali e le riviste specializzate, per poterci permettere di rilasciare le interviste e promuovere il nostro album. Non siamo più giovani, ma siamo molto agguerriti, ci puoi contare”!

COME HAI IMPIEGATO IL TUO TEMPO DOPO AVER LASCIATO LA BAND?
“Ho semplicemente ripreso a suonare il basso e ho frequentato una scuola avanzata di computer grafica. Con questi due impieghi mi sono guadagnato da vivere sino ad oggi”.

QUALI SONO I TUOI DISCHI PREFERITI DEI RIOT CON GUY SPERANZA, RHETT FORRESTER E MIKE DI MEO (I TRE CANTANTI CHE HANNO MILITATO NELLA BAND. NDR)?
“Onestamente, non ho mai ascoltato nessuno di quei dischi. Non avevo mai sentito parlare dei Riot prima di essere contattato per l’audizione. So che ti può sembrare strano, ma è vero! Generalmente, ascolto molta musica classica e poco metal”.

GIUNTO A QUESTO PUNTO DELLA TUA CARRIERA, QUAL E’ IL TUO PIU’ GROSSO RIMPIANTO, E QUALE E’ IL RISULTATO DI CUI VAI PIU’ FIERO?
“Non ho particolari rimpianti nella mia vita privata e se tornassi indietro nel tempo rifarei esattamente le stesse cose. Sono assolutamente orgoglioso e felice di aver registrato questi dischi con i Riot”.

TI RINGRAZIO DELLA DISPONIBILITA’, TONY. CONCLUDI PURE L’INTERVISTA COME CREDI..
“Innanzitutto ringrazio te e il portale per essere realmente interessati ai Riot! Inoltre, voglio ringraziare i fans dei Riot sparsi per tutto il mondo, che ci hanno sempre dato il massimo supporto! E soprattutto grazie per avere creduto in questa reunion che aspettavate da così tanti anni. Voi siete la ragione per la quale noi esistiamo! See you on tour”!

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