RITUAL OF REBIRTH – Il Vento Del Deserto

Pubblicato il 02/05/2011 da


A tre anni di distanza dal debutto “Ethical Disillusion”, molte cose sono cambiate in casa Ritual Of Rebirth: la line up rivoluzionata per 2/5, il sound molto più diretto, la distribuzione ora interamente digitale e libera… Ad essere rimaste intatte sono però la qualità della proposta e l’ironia del quintetto ligure, tanto orientato al cazzeggio quando c’è da scherzare, quanto determinato nel portare avanti il proprio progetto sfruttando al meglio le possibilità offerte dalle nuove tecnologie. Ora come allora, spazio dunque al cantante Alessandro e al chitarrista Fabio, per fare il punto sugli ultimi avvenimenti in casa Ritual e non solo…

CIAO RAGAZZI, BENTORNATI SU METALITALIA.COM…CI ERAVAMO SENTITI L’ULTIMA VOLTA NEL 2008, COSA E’ SUCCESSO IN QUESTI ANNI IN CASA RITUAL OF REBIRTH?
Alessandro: “Ciao Riccardo! Beh direi.. un sacco di cose! Dopo l’uscita di Ethical Disillusion, grazie anche all’ottimo lavoro che i ragazzi della Nadir (e Trevor in particolare) hanno fatto, abbiamo suonato, suonato, suonato. Abbiamo ancora nel cuore i due concerti di spalla ai Cynic.. poi Vomitory, MetalValley (memorabile!), eccetera eccetera… Nel frattempo, banalmente, il batterista ed il chitarrista solista…se ne sono andati! Come dicono i cinesi, crisi uguale opportunità: sono entrati nel gruppo Ermal, il chitarrista dei Nerve, ed Erik, il batterista dei Mater Machina (RIP) e tutto ha riiniziato a girare per il verso giusto. Anzi meglio di prima. Abbiamo scritto il nuovo album di un fiato, e adesso ci sentiamo compatti ed incazzati come non mai!”.

RISPETTO AL VOSTRO DEBUT ALBUM, “OF TIDES AND DESERT” SI PRESENTA IN TUTTE LE SUE COMPONENTI, DALLA COVER AL MINUTAGGIO FINO ALLE CANZONI STESSE, IN MODO PIU’ DIRETTO E ‘IN YOUR FACE’, SENZA PER QUESTO VOLER RINUNCIARE AL VOSTRO STILE SEMPRE IN BILICO TRA LA PRIMORDIALI PULSIONI DEATH METAL ED IL GROOVE DEL METALLO MODERNO…
Fabio: “Concordo in pieno! Con ‘Of Tides and Desert’ ci siamo prefissati l’obiettivo di rendere la nostra proposta musicale più potente e compatta rispetto al passato. Volevamo essere più ‘concreti’ musicalmente parlando, senza sacrificare quanto di buono è stato rilevato dalla critica e dal pubblico con il nostro debut album. Abbiamo cambiato molto, e lo abbiamo fatto intenzionalmente, partendo dalla produzione, di cui mi sono occupato in prima persona, che risulta in forte contrapposizione con ‘Ethical Disillusion’, ma decisamente più adatta alla nostra recente evoluzione stilistica. Dai primi ascolti fatti sulla preproduzione del disco ci è subito risultato chiaro che il materiale nuovo era molto diretto e potente, quindi è stato naturale pensare ad un tipo di produzione più in linea con gli attuali standard del genere. Subito dopo i primi live promozionali che hanno fatto seguito alla pubblicazione di Ethical, molti nostri ascoltatori e lo stesso Tommy che aveva prodotto il primo disco ci hanno fatto notare che eseguivamo i brani in modo decisamente più aggressivo di come avevamo scelto di registrarli, quindi questa volta ci siamo concentrati molto di più sull’ipotetica resa live dei brani presenti su Tides”.

QUAL E’ SECONDO VOI LA TRACCIA PIU’ RAPPRESENTATIVA DELL’ALBUM E PERCHE?
Alessandro: “Mmm… dunque, io dico ‘Sick Shylok’. E’ un pezzo veloce, violento, molto dinamico, insomma ci sono tutti gli elementi che avevamo in testa quando abbiamo scritto l’album. La voce è aggressiva e sporca, la musica invece, in particolare nel ritornello, apre ad una melodia ‘stile Ritual’, che da’ respiro al pezzo. E poi la pausa ed il bridge prima del finale… quando la suoniamo dal vivo mi si stacca la testa dal collo!”.

LA TRACCIA CONCLUSIVA INVECE PRESENTA QUALCHE PASSAGGIO PIU’ DILATATO ED UN MINUTAGGIO NOTEVOLMENTE SUPERIORE: LA CLASSICA QUIETE DOPO LA TEMPESTA OD UN LEGAME CON LA VOSTRA PRODUZIONE PASSATA?
Fabio: “Diciamo che vanno piuttosto bene entrambe le definizioni. ‘The Blind Watchmaker’ è un brano per noi coraggioso, fortemente voluto per concludere l’album con una song che risultasse diversa dalle altre e che allo stesso tempo desse sfogo al nostro lato più progressivo, elemento presente in diversi brani di ‘Ethical Disillusion’ e decisamente assente nel nuovo lavoro. Costruire un pezzo di lunga durata che riesca a mantenere vivo l’interesse dell’ascoltatore per tutto il minutaggio non è stata un’impresa facile, ma chiudere un disco piuttosto serrato e veloce con un brano come questo è stata una tentazione troppo forte!”.

A LIVELLO DI TESTI L’IMPEGNO SOCIALE E L’IRONIA SONO SEMPRE STATE DUE COMPONENTI FONDAMENTALI DELLE VOSTRE LYRICS: CI VOLETE RACCONTARE QUALCHE PASSAGGIO SIGNIFICATIVO IN QUESTO SENSO DEL NUOVO ALBUM?
Alessandro: “Volentierissimo! Prima di tutto l’ironia… dopo ‘The Japanese Syndrome’ (su Ethical) ecco a voi.. ‘Zebra Stripes’. Il testo parla di zebre, o meglio di muli travestiti da zebre. La zebra è l’unico equino che l’uomo non ha mai domato: il mulo decide quindi di fingersi zebra per farsi bello, ma rimane comunque un mulo, ovvero un servo contento di servire il padrone per la sua ciotola di biada alla sera (non ce ne vogliano gli animalisti!). Il resto dell’album parla invece di conflitti sociali; racconta un mondo in rivolta, che alza la testa e lotta per ristabilire diritti, dignità, solidarietà, reti, comunicazione. Ad esempio ‘Of Tides And Desert’, la titletrack, è un pezzo provocatorio, che si rivolge agli indifferenti, coloro che tengono il naso piantato nel cortiletto dietro casa senza badare alle nefandezze che colpiscono gli altri… viviamo tempi bui, prima o poi finirà la vita comoda e verrà il nostro turno… allora sì che ci brucerà il culo!”.

STAVOLTA L’ALBUM NON SOLO E’ DISPONIBILE GRATUITAMENTE IN DOWNLOAD, MA IL WEB E’ DIRETTAMENTE L’UNICO CANALE ATTRAVERSO CUI REPERIRE IL DISCO VISTO CHE NON AVETE FIRMATO PER NESSUNA ETICHETTA: STUFI DEL MUSIC BUSINESS O SEMPLICEMENTE DESIDEROSI DI FARE ARRIVARE IL VOSTRO MESSAGGIO A PIU’ PERSONE POSSIBILI NEL MODO PIU’ IMMEDIATO?
Alessandro: “Diciamo che al nostro livello essere stufi del music business sarebbe già qualcosa, perché innanzi tutto bisognerebbe iniziare a farne parte (risate, ndA)! Scherzi a parte, direi entrambe le cose… diciamo che il ‘copyright’ inizia a starci un po’ stretto… il mondo è andato avanti, le licenze CreativeCommons permettono da un lato che si tuteli la paternità dell’opera, dall’altro che tutti possano fruirne. E’ un bel concetto, mi pare. Nel nostro genere, e con i nostri ‘numeri’ (parlo di vendite), nessuno ci ha mai guadagnato. Il copyright ‘classico’ è buono per LadyGaga, non per noi. Con internet il mondo è cambiato, e far finta di nulla mi pare un atteggiamento poco saggio. In questo senso, crediamo che la diffusione via web sia una opportunità. Una etichetta ci avrebbe garantito la distribuzione del CD, magari anche nei megastore (si fa per dire, ovviamente) ma poi? Quante copie del ‘nuovo album Ritual’ si venderebbero? Non ci interessa poter dire, ‘Hey! Il mio album è da FNAC!’ Ci interessa dire, ‘Hey! Diecimila persone hanno Tides’ (magari)! ..anche in Cina… e… possono condividerlo, è legale! Se si crea un bel giro, che l’album piace, allora si suona di più, si viaggia di più, e questa è l’unica cosa per cui vale la pena fare metal secondo me. Suonare dal vivo. Al momento i soldi non sono una priorità… diversamente, faremmo liscio… Tra l’atro, già parecchie persone hanno comprato il CD ai concerti, il che dimostra che molti hanno capito il senso della cosa. Se non hai 10 euro scaricalo che siamo contenti, ma se ce li hai e vuoi supportarci, siamo ancora più contenti!”.

DANDO PER SCONTATO CHE IN ITALIA VIVERE DI METAL E’ IMPOSSIBILE, NON AVENDO DIRITTI D’AUTORE DAL DISCO COME FATE A COPRIRE LE SPESE PER LA REGISTRAZIONE? AVETE QUALCHE MECENATE SEGRETO, FAN FEDELI DISPONIBILI A DONAZIONI ANCHE DA WEB OPPURE, PIU’ SEMPLICEMENTE, VI RIFATE NEI LIVE SHOW?
Alessandro: “Nessuna delle tre! I soldi sono i nostri, che tiriamo fuori di tasca e investiamo nella band. Ti assicuro però che non sarebbe diverso se fossimo iscritti in SIAE e coperti da copyright (all rights reserved). Peraltro, la licenza CreativeCommons non impedisce di guadagnare, semplicemente permette di condividere l’album senza violare le ‘regole’ (some rights reserved). Inutile girarci intorno; in Italia la scena metal è quella che è: molta passione e competenza da parte di chi ascolta, ma numeri pochi. Non siamo in Germania, dove i locali sono sempre ‘imballati’.  I promoter pagano solo i gruppi ‘grossi’, oppure le band tributo. Va già grassa quando ti danno le spese. C’è anche da dire che noi l’album lo abbiamo registrato nello studio di Fabio, sicché effettivamente lo ha pagato lui in ore-lavoro… gli faremo un monumento ‘ad eterna memoria, con imperitura gratitudine’ (risate, ndA)!”.

A PROPOSITO DI LIVE, CHE PROGRAMMI AVETE PER SUPPORTARE “OF TIDES AND DESERT”? VI VEDREMO ANCHE OLTRE CONFINE E IN QUALCHE FESTIVAL O SARETE IMPEGNATI PREVALENTEMENTE IN ITALIA?
Fabio: “Abbiamo intenzione di concentrare tutta l’attività live promozionale tra l’estate e l’inverno prossimo e a seconda delle nostre finanze vedremo se ci potremo permettere anche un tour estero o semplicemente qualche data in Europa. Sempre sul fronte della promozione stiamo inoltre per girare un videoclip della title track del disco con un giovane ma bravissimo regista genovese che probabilmente sarà disponibile online tra un mesetto!”.

COME VANNO LE COSA CON LA FAMIGLIA DEI SADIST, CHE IMMAGINO NEL FRATTEMPO ESSERSI ALLARGATA CON LE NEW ENTRY DELLA NADIR MUSIC?
Alessandro: “Eh sì, i ragazzi sono attivissimi! La famiglia sta benone,cresce a vista d’occhio… sarà per la virilità dei padri fondatori..(risate, ndA). In questi giorni si prepara un nuovo Metal Valley, che credo sarà pazzesco! Trevor come sempre è presissimo, sta lavorando sodo, sono sicuro che il festival sarà ancora meglio di due anni fa. Parlando invece dei Ritual, come sai, dopo esserci confrontati con la Nadir abbiamo deciso di autoprodurci, in linea con le scelte fatte in termini di licenza e distribuzione, ma ci teniamo d’occhio a vicenda… chiedergli di investire nella band e poi distribuire l’album gratis sarebbe stato pretendere un po’ troppo!”.

CHE NOTIZIE INVECE DAGLI ALTRI PROGETTI IN CUI SIETE COINVOLTI? PENSO INNANZITUTTO AI NERVE E AI THE FAMILI, MA ANCHE AI SIN OF LOT….
Fabio: “Parlando di Nerve, siamo al lavoro proprio in questi giorni su del nuovo materiale, ma al momento è ancora tutto troppo sospeso per fare delle previsioni, anche se vorremmo avere una decina di brani entro settembre in modo da registrare e fare uscire il nuovo disco entro la fine dell’anno. Da fan dei The Famili posso solo dirti sinceramente che mi auguro ritornino presto, ma visti gli attuali impegni relativi a Sadist di Tommy e soci non lo darei così per scontato, forse Ale si sente di aggiungere qualcosa visto che è il bassista!!! Quanto ai Sin Of Lot, ho prodotto il loro disco e speravo di vederli girare e divertirsi, ma purtroppo a quanto mi risulta si sono sciolti. Sono sempre in contatto con Riky e Fabio però con i quali oltre ad un ottima amicizia condivido e ho condiviso bellissime esperienze musicali, ma soprattutto con Fabio con il quale adesso ho un nuovo progetto che vedrà presto la luce”.
Alessandro: “Effettivamente ogni tanto con Tommy, Trevor e Alessio si accenna ad un ritorno della Famiglia, ma come appunto diceva Fabio, Sadist assorbe un sacco di tempo ed energie (il che va benissimo!)… chissà… mi piacerebbe molto tornare a suonare con loro, mi divertivo come un pazzo!”.

POTENDO VIAGGIARE CON LA MACCHINA DEL TEMPO, QUAL E’ IN ASSOLUTO IL DISCO CHE VORRESTE AVERE AVER SCRITTO VOI?
Fabio: “Sono un grande fan del Metal e Rock in generale e nell’arco della mia vita musicale ho adorato parecchi dischi, quindi mi viene difficile citarne solo uno…sicuramente nel Metal vorrei aver scritto ‘Demanufacture’ dei Fear Factory, ‘City’ degli Strapping Young Lad e ‘Far Beyond Driven’ dei Pantera, lascio scegliere a voi però, è come se mi chiedeste di scegliere tra la figa, la figa e la figa…impossibile rinunciare ad una delle tre!”.

BENE RAGAZZI, E’ TUTTO PER ORA GRAZIE PER ESSERE STATI CON NOI E A VOI IL MICRFONO PER LE ULTIME BATTUTE…
Fabio: “Ci teniamo molto a ringraziare voi ragazzi per lo splendido servizio che offrite con passione tutti i giorni e tutte le persone che finora hanno scaricato il nostro disco e ci hanno dato un feedback. Ricordo per chi ancora non l’avesse ascoltato il link per il download: http://www.jamendo.com/it/album/86386 Alla prossima! Join The Ritual!”. 

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