RITUAL OF REBIRTH – Rise from the Ashes

Pubblicato il 28/08/2008 da
 
Sulle scene da oltre un decennio ma giunti solo ora all’esordio discografico, i genovesi Ritual of Rebirth rappresentano senza dubbio una delle più fulgide realtà del folto panorama underground nostrano, in virtù di una proposta di non facile catalogazione ma di sicuro interesse in un contesto sempre più avaro di novità quale quello attuale: a ridosso della pubblicazione di “Ethical Disillusion” e del tour di supporto ai Cynic ne abbiamo dunque approfittato per scambiare due chiacchere con Fabio e Mr. Ale Gorla, rispettivamente chitarrista e cantante della band ligure…a loro la parola dunque!
 

 
CIAO RAGAZZI, BENVENUTI SU METALITALIA.COM! INNANZITUTTO DUE PAROLE PER PRESENTARE LA BAND AI NOSTRI LETTORI CHE ANCORA NON VI CONOSCESSERO…
Fabio: “Siamo una band che aspira ad essere non convenzionale nello spirito e nella forma, un gruppo di persone molto affiatato con una forte determinazione a definire sempre meglio il proprio karma creativo e a ritagliarsi uno spazio nel panorama metal nazionale e non!”.
 
SIETE SULLE SCENE ORMAI DA UN DECENNIO MA SOLO ORA SIETE GIUNTI ALLA PRIMA RELEASE UFFICIALE, ANCHE A CAUSA DI ALCUNE AVVERSITA’ NON STRETTAMENTE LEGATE AL MONDO DISCOGRAFICO…VI VA DI PARLARCENE?
Fabio: “Sì… è lunga ma ci provo, il nostro è stato un percorso molto travagliato! Durante i primi anni abbiamo avuto problemi ‘logistici’.. essere un ‘Ritual’ è una questione di cuore più che di tecnica, questo gruppo è una famiglia, ecco perché abbiamo aspettato le persone giuste: è il caso di Davide, che all’epoca viveva a Parigi e raramente poteva permettersi di scendere a Genova. Quando nel 2003 la situazione si è stabilizzata, abbiamo registrato ‘Project : New Life’. Questa demo, che negli anni a venire ha raccolto diversi consensi, ha segnato l’inizio di ulteriori difficoltà. Subito dopo le registrazioni e concerti di promozione ho incominicato ad accusare gravi sintomi di tendinite al braccio destro che di lì a poco mi hanno impedito di suonare e nell’arco di un anno mi hanno portato a dover subire un intervento chirurgico per recuperare dal quale ci sono voluti quasi due anni! In questa fase la band è rimasta quasi ferma, ma prima dell’intervento e qualche mese dopo abbiamo scritto del nuovo materiale che ha segnato un cambiamento davvero marcato nel nostro stile. Questo cambiamento ci ha incoraggiato ad arrivare a tutti i costi al nostro debutto. Purtroppo alcuni di noi non se la sono sentita di spingersi oltre, la situazione era molto frustrante e quindi abbiamo perso due importanti pedine, il nostro compianto batterista Amedeo, membro fondatore insieme a me della band, successivamente scomparso in un incidente di moto lo scorso agosto, e il nostro ex cantante Alex. Fortunatamente però la band ha subito l’ennesimo processo di ‘rinascita’ con l’ingresso in formazione di nuovi elementi che hanno contribuito a piene mani alla creazione di ‘Ethical Disillusion’, ovvero Dani alla batteria e Mr. Ale Gorla alla voce”.
 
VENIAMO AL PRESENTE: ORA CHE FINALMENTE “ETHICAL DISILLUSION” E’ STATO PUBBLICATO QUALI SONO LE VOSTRE ASPETTATIVE? E QUALI I RISCONTRI FINORA OTTENUTI DA CRITICA E PUBBLICO?
Mr. Ale Gorla: “I riscontri sono davvero positivi! Si tratta di musica, non esistono parametri di valutazione oggettiva, le emozioni non si possono misurare… per questo siamo molto contenti che tutte le persone che hanno ascoltato l’album concordino almeno su un punto: che si tratta di una proposta fresca, varia, che offre diversi spunti interessanti, difficilmente inquadrabile in un canone preciso. Si tratta del primo full length, ed ottenere anche dalla critica un giudizio non ‘dozzinale’ è davvero una gratificazione. Sono tanti anni che il gruppo è in ballo, forse questa lunghissima gestazione ha permesso al primo album di essere in un certo senso già abbastanza maturo”.
 
IN UN PANORAMA MUSICALE SEMPRE PIU’ INQUADRATO COME QUELLO ATTUALE UNA PROPOSTA MUSICALE VARIEGATA COME LA VOSTRA RAPPRESENTA SICURAMENTE UNA PIACEVOLE NOVITA’… E’ IL FRUTTO DI UN PROCESSO COMPOSITIVO IN CUI CIASCUN MEMBRO, ALLA LUCE DEI DIFFERENTI BACKGROUND CHE VI CARATTERIZZANO, APPORTA IL SUO CONTRIBUTO OPPURE E’ STATA UNA VOSTRA PREROGATIVA MATURATA FIN DALL’INIZIO PER DISTINGUERVI DALLA MASSA?
Fabio: “Ti ringrazio molto, prendo questa tua affermazione come un gran complimento, in effetti devo dire che l’intenzione di proporre qualcosa di nuovo c’è sempre stata, ma non la tecnica e la cultura musicale per poterlo fare, solo anni di duro lavoro e sperimentazione ci hanno permesso di trasformare questa idea in qualcosa di concreto. Quando abbiamo effettuato gli ultimi cambi alla nostra line-up, ci siamo guardati intorno e abbiamo fatto scelte non convenzionali che ci permettessero di espandere questo concetto per renderlo la nostra caratteristica fondamentale. Ecco perché abbiamo inserito in line-up Dani, un batterista eclettico con un background molto vario e un drumming originale e non propriamente ‘metal’, e Mr. Ale Gorla, un frontman di grande impatto che presta molta attenzione ai grandi classici del passato rielaborandoli in chiave moderna. Direi che questo processo sia in qualche misura una reazione allo scarso rinnovamento della scena metal negli ultimi quindici anni; personalmente penso che la musica sia comunicazione e non mi va di ripetere quanto già detto da milioni di altri gruppi, né di essere additato come un clone di qualcun altro, preferisco essere attaccato per la nostra diversità piuttosto che essere parte di un calderone musicale in cui ormai purtroppo cadono ancora moltissime band della nostra penisola e non”.
 
SEBBENE LA VOSTRA MUSICA SIA MOLTO COMPLESSA E VOTATA ALL’AGGRESSIVITA’ NON MANCANO ALCUNE PARTI PIU’ ACCESSIBILI, SOPRATTUTTO A LIVELLO VOCALE: QUANTA ATTENZIONE SIETE SOLITI PRESTARE DURANTE LA FASE COMPOSITIVA ALL’ORECCHIABILITA’ DELLA CANZONE?
Fabio: “Direi molta, la musica è composta da melodia e ritmo, dal mio punto di vista queste due componenti non devono mai venire meno. A livello vocale, l’utilizzo delle clean vocals affiancate a stili decisamente più estremi è sempre stata una nostra caratteristica fino dagli esordi. Personalmente ho sempre avuto il culto del ritornello perfetto quello che ti si stampa in testa e non esce più, cosa che in tutto il disco ma in particolare in brani come ‘Disconnected’, ‘Shapeless’ e ‘Random Hate’ si può certamente notare. Il nostro intento non è quello di risultare più catchy o più vendibili, ma quello di lasciare il segno nell’ascoltatore, condurlo per mano in un mondo di emozioni che culminano nell’epicentro della canzone, il ritornello. Questa è una formula che mi è molto cara e che come cantante ho portato con me anche in Nerve, progetto in cui questa caratteristica è forse ancora più in evidenza perché contrasta maggiormente con lo sfondo musicale che è decisamente più brutale ed estremo. In poche parole vogliamo emozionare i nostri ascoltatori e leggerglielo in faccia, ecco perché inseriamo nel nostro linguaggio alcune espressioni più immediate”.
 
PARLANDO INVECE DI LYRICS, QUALI SONO LE TEMATICHE CHE VI HANNO MAGGIORMENTE ISPIRATO IN FASE DI SONGWRITING? LEGGENDO I VOSTRI TESTI SI PERCEPISCE CHIARAMENTE LA RABBIA CONTRO IL SISTEMA DI CUI SI FA PORTATRICE LA VOSTRA MUSICA, ANCHE SE NON MANCANO EPISODI PIU’ VOTATI ALL’IRONIA COME IN “THE JAPANESE SYNDROME” O “TOY”…
Mr. Ale Gorla: “Hai colto esattamente il punto. ‘Ethical Disillusion’ dal punto di vista lirico è il prodotto di una società ingiusta e caratterizzata dall’abuso del forte sul debole, un luogo in cui il servo è grato al padrone per la ciotola di minestra che questi gli lascia a terra dopo il lavoro, ed anziché coalizzarsi con i suoi simili per abbattere il mostro, è in lotta costante con il vicino in una patetica guerra tra poveri. ‘Disconnected’, per esempio, racconta un ipotetico net strike a livello mondiale, in cui i ‘net wizard’ del nostro tempo (ovvero i ragazzini che bucano tutti i giorni i siti ultraprotetti per puro divertimento) si uniscono per far collassare l’intero sistema. Una specie di fight club sulla rete! Nell’album ci sono anche, come notavi tu, alcuni episodi certamente più leggeri, tipo ‘The Japanese Syndrome’, in cui prendiamo per il culo tutti quei buffoni che dicono di ispirarsi a stili di vita orientali, parlano di pace interiore e fanno yoga il mercoledì sera in salotto mentre guardano la partita, dopo giornate passate a correre dietro a successo e denaro, inculandosi il prossimo. Siamo persone solari e sempre pronti al cazzeggio, dopotutto! Non ci piacciono i tristi profeti di sventura…”.
 
IL VOSTRO DEBUT ESCE PER LA NADIR RECORDS DEL VOSTRO PRODUCER TOMMY TALAMANCA: QUALI SONO LE MOTIVAZIONI CHE VI HANNO PORTATO A QUESTA SCELTA “IN FAMIGLIA” E COSA CI POTETE RACCONTARE DELLE VICISSITUDINI CHE VI HANNO COLPITO AL MOMENTO DI CERCARE UN CONTRATTO DISCOGRAFICO?
Fabio: “Sapevamo che non sarebbe stato facile trovare da subito un partner discografico che credesse nella nostra proposta a causa forse della proposta stessa del gruppo. E’ purtroppo risaputo che le etichette tendono sempre ad andare sul sicuro con le uscite e raramente si concedono di scommettere su una band un poco fuori dagli schemi. Fortunatamente Tommy e tutta la crew di Nadir Music hanno saputo supportarci ed aiutarci mostrandoci tutta la loro fiducia nel nostro progetto nel corso degli anni e soprattutto adesso che finalmente siamo pronti e ben rodati siamo molto orgogliosi di aver avuto Tommy in veste di produttore. Il suo interessamento è stato per noi la prima conferma che ci stiamo muovendo nella giusta direzione artistica”.
 
ABBIAMO PARLATO DI TOMMY, VOSTRO PRODUTTORE E DISCOGRAFICO NONCHE’ CONCITTADINO E COMPAGNO DI ALCUNI DI VOI NEL PROGETTO THE FAMILI: E’ D’OBBLIGO A QUESTO PUNTO CHIEDERVI COM’E’ NATA LA COLLABORAZIONE CON TOMMY E GLI ALTRI RAGAZZI DEI SADIST E SE, OLTRE ALLE BAND GIA’ CITATE, ESISTONO I PRESUPPOSTI PER PARLARE DI UNA VERA E PROPRIA SCENA GENOVESE…
Mr. Ale Gorla: “Be’, personalmente sono profondamente legato alla ‘famiglia’ Sadist da oltre dieci anni. Sono più che amici, direi fratelli, con cui ho condiviso tutta la mia passione per la musica, nonché avventure di ogni sorta e genere. Come sai, oltre che far parte della ‘sadist road crew’, suono il basso con Trevor, Tommy e Alessio in ‘The Famili’, un progetto che mi diverte da matti…tutte occasioni per suonare e gozzovigliare in giro insieme alla famiglia! Genova è una città piccola, ma con una scena molto vivace. Le sue periferie sono piene di rabbia e disagio a causa della crisi dell’economia industriale, della rassegnazione dilagante, della mancanza di prospettive. Questo da sempre è un grasso terreno di coltura per il metal, soprattutto quello estremo! Nerve ad esempio, in cui milita Fabio in qualità di cantante, è davvero un ottimo gruppo, così come i Sin Of Lot, di cui credo sentirete presto parlare! Ci sono un sacco di ragazzini che si muovono nella scena, e che presto scateneranno nelle vostre orecchie la tempesta del golfo ligure!”.
 
SO CHE SIETE A FAVORE DEL FILE SHARING, AL PUNTO CHE AVETE INTENZIONE DI RENDERE DISPONIBILE GRATUITAMENTE LA VOSTRA MUSICA ON-LINE: CREDETE NELLA FEDELTA’ DEL PUBBLICO METALLARO OPPURE PIU’ SEMPLICEMENTE, VISTE ANCHE LE DIFFICOLTA’ DEL MERCATO DISCOGRAFICO, VI RITENETE UNA LIVE BAND E QUINDI SIETE INTERESSATI A FAR ARRIVARE LA VOSTRA MUSICA AL MAGGIOR NUMERO DI PERSONE POSSIBILI PER POI ATTENDERLE SOPRA LE ASSI DI UN PALCO?
Mr. Ale Gorla: “Entrambe le cose. Senza addentrarci in spinose questioni sulla natura e senso del diritto di autore, crediamo che il metallaro sia prima di tutto un fanatico della musica che ascolta; se scaricato l’album avrà occasione di vederci dal vivo e riterrà che il gruppo debba essere supportato, comprerà il CD! Nessuno vuole guadagnarci, per quanto mi riguarda se non avessimo le spese che abbiamo (sala prove, magliette, strumentazione, teloni, viaggi in furgone ovunque ci chiamino, ecc. ecc.) io i CD li regalerei! E’importante che la gente conosca il gruppo, vogliamo che tutti sentano l’album, vogliamo che la gente venga ai concerti e conosca la band; se mettere l’album su internet può aiutare, perché no? Se avessimo puntato a fare il grano, ci saremmo dati all’emo…”.
 
SEMPRE SUL FRONTE LIVE, CHE PROGETTI AVETE PER PROMUOVERE “ETHICAL DISILLUSION”?

E COSA SI DEVONO ATTENDERE GLI SPETTATORI DA UN CONCERTO DEI RITUAL OF REBIRTH?
Mr. Ale Gorla: “Tanta, tanta carica e passione! Sul palco ci divertiamo davvero, non ci prendiamo troppo sul serio, credo che trasmettere energia sia il primo obiettivo… nessuna posa da guerrieri crudeli e brutali, nessun teatro del grottesco, solo tanta sofferenza per le assi del palco, suoni potenti, urla da non parlare la mattina dopo, e vaffanculo! Per quanto riguarda la promozione, come sai la situazione concerti in Italia non è delle più semplici, ci sta dando una mano Trevor e la sua Nadir Rock, siamo appena tornati dalla Calabria per due date con gli amici Acrylate, a luglio suoneremo a Genova e Milano con Cynic! Non vediamo l’ora! Comunque per noi vale il motto dei Manowar: con chiunque, su qualsiasi palco!”.
 
VENITE TUTTI DA BACKGROUND DIVERSI, MA QUALI SONO, SE CI SONO, I TRE DISCHI CHE METTONO D’ACCORDO TUTTI I MEMBRI DEI ROR?
Mr. Ale Gorla: “Io dico ‘Legion’ dei Deicide, ‘The Blackening’ dei Machine Head, ‘Iowa’ degli Slipknot.. eh eh, non so se troverò consensi.. soprattutto sui Deicide, gruppo che personalmente ho sempre adorato!”.
Fabio: “Trovare tre dischi che accomunino i gusti di tutti la vedo molto dura…però sono sicuro d’incontrare l’entusiasmo di tutti i membri della band citando uno a caso dei dischi dei Pantera, da sempre e per sempre la migliore metal band mai esistita su questo pianeta. Quanto al gusto personale citerei le mie pricipali fonti d’ispirazione: ‘Demanufacture’ dei Fear Factory e ‘City’ degli Strapping Young Lad; ho una valanga di dischi e gusti, ma questi due capolavori mi fanno proprio uscire di testa”.
 
BENE RAGAZZI, SIAMO GIUNTI ALLA FINE: RINGRAZIANDOVI PER IL TEMPO CHE CI AVETE DEDICATO A VOI LE ULTIME PAROLE PER I SALUTI FINALI…
Mr Ale Gorla: “Siamo noi a ringraziarvi per il supporto e lo spazio concessoci! Ragazzi, visitate il nostro myspace (www.myspace.com/ritualrebirth) ed ascoltate i pezzi! Fate rete, supportate l’underground, vivete l’underground, siate underground…JOIN THE RITUAL!”.
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