
“Ok, non c’è però molto da dire. George e Kostas oggi hanno trent’anni e hanno ritenuto che fosse meglio cercarsi un lavoro normale e dedicarsi ancora di più alla loro famiglia. I Rotting Christ purtroppo non danno molte garanzie sotto il profilo economico, quindi trovo la loro decisione totalmente rispettabile”.
CONTINUERETE DUNQUE COME UN TRIO?
“Non lo so, di sicuro dal vivo ci esibiremo con l’aiuto di musicisti session… non siamo in grado di riproporre tutti i nostri brani in tre”.
OK, VENIAMO ORA AL VOSTRO NUOVO ALBUM, “SANCTUS DIAVOLOS”. SE NON ERRO QUESTA VOLTA OLTRE A SCRIVERE TUTTI I PEZZI HAI ANCHE CURATO LA PRODUZIONE!
“Proprio così! Infatti sono doppiamente contento di come è venuto il disco questa volta… sia per quanto riguarda la musica sia per la produzione. Sono molto fiero di essere riuscito a creare tutto questo. In questi anni i Rotting Christ hanno lavorato con molti produttori e io credo di aver imparato qualcosa da ciascuno di loro. Per ‘Sanctus Diavolos’ volevo fare qualcosa di speciale, così ho preso coraggio e mi sono seduto io stesso dietro alla console”.
PER IL MIXAGGIO TI SEI PERO’ RIVOLTO A FREDRICK NORDSTROM…
“Sì, lui è un grande professionista, non a caso i Fredman studios continuano ad essere gettonatissimi dalle band. Sapevo che avrebbe fatto un ottimo lavoro, così gli ho spedito il materiale senza dargli precise indicazioni. Gli ho solo detto di fare quello che sentiva, e ovviamente non mi ha per nulla deluso”.
PARLIAMO DELLA MUSICA, COME LA DESCRIVERESTI?
“Credo che ‘Sanctus Diavolos’ rappresenti un giusto compromesso tra il tradizionale sound dei Rotting Christ – e mi riferisco a quello di album come ‘Triarchy Of The Lost Lovers’ e ‘Thy Mighy Contract’ – e alcuni spunti moderni. Credo che una grossa novità sia l’utilizzo dei cori, più massiccio che in passato e cantati da persone in carne ed ossa. E’ stato davvero gratificante vedere otto persone esterne alla band fare di tutto affinché certi passaggi rendessero al meglio… ho riscontrato in loro una grande professionalità e una immensa passione. Per questo ringrazio anche Chris dei Septic Flesh, lui mi ha aiutato molto a mettermi in contatto con i cantanti e a curare questo aspetto”.
A MIO AVVISO PERO’ QUESTO E’ L’ALBUM PIU’ HEAVY CHE AVETE REALIZZATO NEGLI ULTIMI ANNI…
“Sì, certamente! Però magari non è il caso di definirlo un disco black metal. Contiene tanti altri elementi… si tratta di un lavoro vario, anche molto atmosferico e melodico in alcuni punti. Diciamo che ‘Sanctus Diavolos’ è un album dark metal… oscura è la musica così come l’artwork e i testi”.
PARLIAMO DEI TESTI ALLORA…
“Tutti i testi ruotano attorno alla stessa riflessione: chi sono i santi? Chi sono i diavoli? Quello che per me può essere un santo per te può essere un diavolo e viceversa! Dipende dai punti di vista. Ogni religione ha una sua morale e delle regole ferree… ci piacerebbe che la gente riflettesse liberamente, che pensasse per conto proprio, senza seguire dogmi spesso privi di senso! C’è una tale ignoranza in giro…”.

“Diciamo di sì… con ‘Khronos’ siamo tornati ad un sound più violento e articolato, anche se attuale. Sound che poi abbiamo sviluppato con ‘Genesis’ e ora con ‘Sanctus Diavolos’, apportando via via delle modifiche. Ovviamente ci sono tanti elementi legati al nostro passato ma non sono d’accordo con chi parla di involuzione, l’approccio è totalmente nuovo e nel complesso il sound è molto moderno”.
COME SPIEGHI LA SVOLTA GOTHIC OPERATA CON “A DEAD POEM” E “SLEEP OF THE ANGELS”?
“Io sinceramente non trovo gothic quei lavori! Per me ‘A Dead Poem’ è più che altro un album heavy metal, mentre ‘Sleep Of The Angels’ è un altro esempio di dark metal, anche se visto in chiave più soft. Non so come spiegarti l’evoluzione avvenuta con questi dischi… avevamo voglia di suonare in modo diverso, di proporre qualcosa di più semplice e coinvolgente. Sono consapevole che molti fan non si aspettavano certe cose dai Rotting Christ ma io non trovo che le canzoni scritte all’epoca fossero brutte, anzi! Io sono orgoglioso di entrambi quei dischi”.
ORA PERO’ NON PROPONETE MOLTI DI QUEI PEZZI IN CONCERTO…
“Be’, come abbiamo detto, i brani recenti sono generalmente più heavy e veloci, quindi preferiamo affiancare a quest’ultimi pezzi che abbiano lo stesso mood, ovvero quelli più datati. Se avessimo però a disposizione più tempo dei soliti quarantacinque minuti non credo che ci lasceremmo sfuggire l’opportunità di suonare alcune di quelle canzoni”.
A PROPOSITO, AVETE TOUR IN PROGRAMMA?
“Per ora tour veri e propri no, solo date sparse. Nei prossimi tempi però faremo di tutto per suonare il più possibile dal vivo, per noi è vitale. Vogliamo girare il mondo per supportare questo disco, non vediamo l’ora di tornare in sudamerica e ovviamente in Italia!”.
“SANCTUS DIAVOLOS” E’ L’ULTIMO ALBUM CHE INCIDETE PER LA CENTURY MEDIA, NON E’ COSI’?
“Esatto, ora siamo aperti a nuove offerte da parte di altre label. Lavorare con la Century Media è stato essenziale per la crescita dei Rotting Christ… non tutto è sempre filato per il verso giusto però non possiamo proprio lamentarci. In tutti questi anni hanno fatto grandi cose per noi”.

“Certamente! Il dvd si intitola ‘In Domine Sathana’ ed è stato prodotto dalla polacca Metal Mind Productions. Trovo che sia un lavoro veramente valido. Contiene due interi nostri concerti – uno tenuto in Grecia e uno in Polonia – una lunga intervista con me che narro dettagliatamente la storia della band, filmati vari nei backstage e in sala prove, foto e tanti extra. Quei ragazzi hanno proprio fatto un lavoro eccellente, consiglio a tutti i fan di cercarlo nei loro negozi di fiducia!”.
UN TUO COMMENTO SULLO SPLIT DEI VOSTRI AMICI SEPTIC FLESH?
“E’ molto triste ma credo che abbiano fatto la cosa giusta, a quanto ne so i vari membri non andavano più d’accordo su molte cose. Purtroppo la vecchia scena greca di fine anni Ottanta e dei primi anni Novanta ormai non esiste quasi più… anche lo spirito di un tempo è andato perduto. Comunque all’epoca creammo una scuola, un nostro stile di suonare metal estremo… ne andiamo fieri e questo per fortuna ce lo riconoscono tutti. Ora comunque in Grecia non tutto è da buttare: ci sono tante nuove band interessanti, si tengono vari concerti e la base di pubblico è piuttosto ampia. Non ci possiamo lamentare”.
OK, TI RINGRAZIO PER L’INTERVISTA, SAKIS!
“Grazie a te, Luca! Spero di rivedere presto gli amici italiani a qualche nostro concerto! Non temete ad avvicinarvi se mi vedete nel locale, mi fa sempre piacere scambiare opinioni con i fan. A presto!”.
