ROYAL HUNT – No Samples On Stage!

Pubblicato il 12/05/2012 da

Con il ritorno di DC Cooper e con il nuovo, ottimo, album “Show Me How To Live”, i danesi Royal Hunt rifilano ai fan un doppio colpo da K.O. Con il contemporaneo recupero  sia del cantante degli acclamati album “Paradox” e “Moving Target” che di quel suono bombastico e magnificiente che li contraddistingueva negli Anni ’90, il tastierista Andre Andersen guarda ai suoi Royal Hunt con rinnovato orgoglio e con una decisa positività verso il futuro. Con la band ora pronta a partire per un altro tour, cercando di portare le epiche atmosfere di “Show Me How To Live” nelle arene di tutto il mondo, noi di Metalitalia.com non potevamo certo farci sfuggire l’occasione di fare il punto sulla nuova line up e sulla visione che il gruppo ha dell’attività concertistica e dei tour in generale. Sentiamo quindi che cosa il leader Andre Andersen ha da dirci al riguardo…

 

BENE, COMINCIAMO CON LA NOVITA’ PIU’ GRANDE, OVVERO IL RIENTRO DI DC COOPER. CI RACCONTI COME AVETE CHIARITO LE VOSTRE RECIPROCHE POSIZIONI E SIETE TORNATI A LAVORARE INSIEME?
“Magari ti aspetti chissa quale gossip o frase storica, ma in realtà tutto è successo in maniera semplice e senza scosse, senza nemmeno un piano iniziale di alcun tipo. E’ partito tutto da contatti su internet… sai, Skype, e altri mezzi di comunicazione simili… Allen (Sorensen, batterista, ndR) e DC Cooper avevano cominciato a parlare tramite questi mezzi e nelle chiacchiere, si era delineata un ipotesi di poter lavorare ancora in qualche modo assieme. Non c’era però, ti ripeto, un piano ben preciso, solo un’idea. Quando poi questa si è concretizzata in una possibilità reale, abbiamo fatto un piccolo tour, sia come regalo a qualche fan, ma soprattutto per vedere se le cose potevano ancora funzionare tra lui, me e il resto della band. Sai, erano passati un bel po’ di anni comunque… Ed è andato tutto liscio, più di quanto ci aspettassimo. Da li il passo a parlare di un album vero e proprio è stato breve… Ed alla fine eccoci qui. Questa è tutta la storia”.

MA NON HAI PENSATO CHE I FANS POTESSERO FRAINTENDERE LE VOSTRE INTENZIONI E CHE POTESSERO PENSARE AD UNA MOSSA ESCLUSIVAMENTE COMMERCIALE?
“Penso sempre che sia un po’ inutile pensarci ora che è successo il tutto, però i responsi durante il piccolo tour di cui ti parlavo sono stati veramente positivi. I fans erano quanto mai caldi e felici di vederci, e c’è stata una buona partecipazione. Comunque, come avrebbero potuto reagire diversamente? Lui ha fatto parte del nostro sound, non è certo un cambio che può spiazzare un fan, anzi magari lo fa’ sentire più a suo agio!”.

COSA CI DICI INVECE SUL NUOVO CHITARRISTA, JONAS LARSEN? COME STA ANDANDO CON LUI?
“Sta andando davvero bene, devo dire. E pensare che è partito tutto da una situazione di emergenza… avevo bisogno di riempire il ruolo di chitarrista per una serie di concerti che si sarebbero tenuti da li a poco, e il nostro ex singer Henrick Brockmann me lo ha presentato. E’ stato tutto molto semplice, ha suonato un po’ con noi, facendo delle prove, poi dei concerti, e ora fa parte della band. Ha un gusto molto melodico e neoclassico, con un sound e un approccio un po’ ‘old school’, che era proprio quello che ci serviva per recuperare il suono vintage degli album passati. Il suo modo di suonare funziona a meraviglia con i Royal Hunt attuali”.

SENTI, DA TEMPO VOLEVO CHIEDERTELO… MOLTE BAND HANNO UN ALBUM CHE I FAN AMANO MOLTO PIU’ DI TUTTI GLI ALTRI. TI STO PARLANDO DI ALBUM COME “THE NUMBER OF THE BEAST” PER GLI IRON MAIDEN, O “MASTER OF PUPPETS” PER I METALLICA. PER FARE QUALCHE ESEMPIO PER I ROYAL HUNT POSSIAMO PARLARE DI “PARADOX” COME VOSTRO ALBUM PIU’ AMATO DAI FANS. MA, SINCERAMENTE, NON E’ FORSE PIU’ UNA SFORTUNA CHE UN GUADAGNO AVERE UN ALBUN SIMILE? NON CAPITA CHE I FANS FACCIANO SEMPRE PARAGONI CON QUELLO?
“Mah, sai, è una cosa che non puoi assolutamente evitare se sei un artista. I fans faranno sempre dei parallelismi tra un album e l’altro, e specialmente tra la nuova uscita e il loro album preferito, qualunque esso sia. E’ un po’ il loro lavoro, se vogliamo vederla così. Il mio è comporre musica e scrivere canzoni, il loro è di giudicarle. Se devo dirti la verità, trovo questo fatto, specie se orientato nei confronti di un unico album, un po’ seccante. E’ come se gli altri tuoi lavori contassero di meno per la gente. Ma devo anche dirti che comunque, questo è vero per la maggior parte, se non tutte, le band che conosco. Tu mi citi i Maiden o i Metallica come paragoni, ma io ti posso che anche i Machine Head sono nella stessa situazione. E che dire di ‘Dark Side Of The Moon’ dei Pink Floyd? Alla fine, ogni band che ha avuto un minimo di successo  avrà in discografia almeno un lavoro che può essere considerato un suo ‘classico’. Almeno, io ne trovo uno per ogni band che mi piace! (ride, ndR)”.

RITORNANDO ALLA LINEUP… QUALI SONO LE CARATTERISTICHE CHIAVE CHE UN MUSICISTA DEVE AVERE PER SUONARE CON I ROYAL HUNT?
“Sicuramente la complessità della musica che proponiamo richiede altissime doti tecniche e una grande dedizione. Devi essere dunque in grado di suonare una musica molto complicata. Con questo non voglio dire che devi essere in grado di suonare tutta la discografia di Dream Theater o Rush, ma solo renderti conto che stai iniziando una via difficile. Molti musicisti che si imbarcano con un genere simile al nostro hanno magari energia e passione, e sono davvero grandi artisti, ma poi,  una volta che si inizia, ci si rende subito conto che le cose sono molto più dure di quanto si pensasse. Questa è una cosa. Poi, l’altro aspetto veramente importante è invece quello sociale. E’ un lavoro di comunicazione, davanti a tante persone, che sono pure fan tuoi e della band. Se qualcosa della tua personalità non funziona sul palco… beh, niente funzionerà nemmeno con la musica e la band. Se soddisfi queste due caratteristiche, l’aspetto sociale e quello tecnico intendo, sei la persona adatta… e ovviamente deve anche piacerti la musica che facciamo!”.

STATE PER PARTIRE IN TOUR E NOI CRITICI CI CHIEDIAMO COME LA PRODUZIONE RICCA E MAGNIFICENTE DI “SHOW ME HOW TO LIVE” VERRA’ RESA IN FASE LIVE…
“E’ sicuramente difficile suonare dal vivo i nostri pezzi perché i Royal Hunt sono una vera e propria band ‘old fashioned’, sotto l’aspetto concertistico. Tutto quello che senti dal vivo, ogni singola nota, è sempre suonata da noi. Non usiamo samples, non usiamo effetti. Di alcun tipo. Quindi sì, devo ammettere che il risultato finale è più difficile da raggiungere sotto quest’ottica, ma ognuno di noi dà il meglio di sè e così il risultato ci soddisfa di più. Anche per i cori, o le backing vocals, che su disco sono presenti in gran numero… preferiamo comunque rinunciare a qualcosa, ma fare tutto noi con l’aiuto delle coriste. Ti ripeto, niente di quello che senti da vivo è stato registrato in precedenza, nemmeno una nota”.

TRA L’ALTRO LE CANZONI DI SHOW ME HOW TO LIVE SONO FORTEMENTE COLLEGATE A LIVELLO MUSICALE TRA LORO. NON PENSI CHE QUESTO COLLEGAMENTO DAL VIVO VENGA MENO? COME FARETE A RENDERE QUESTO PECULIARE ASPETTO DEL DISCO?
“Non lo sappiamo ancora, abbiamo appena cominciato a provare per il tour imminente e quindi alcune cose non sono ancora definite. Per ora stiamo lavorando ad una scaletta che ci sembra funzionare, che ci suona adatta, ma ci sono ancora un paio di settimane prima della partenza, per cui potremo anche cambiare alcune cose ancora. Comunque vedremo, noi cerchiamo di fare quello che ci convince di più in questo senso, per non sacrificare niente”. 

PERALTRO, VENT’ANNI DI CARRIERA SONO SICURAMENTE TANTI… E COSì ANCHE UNDICI ALBUM COSTITUISCONO UN BEL TRAGUARDO. STA DIVENTANDO DIFFICILE SCEGLIERE LE SCALETTE DA SUONARE IN TOUR?
“Sì, hai centrato il punto! Sta diventando difficilissimo, ma non solo per i fan! Ognuno qui nella band ha i suoi pezzi preferiti e ovviamente vuole suonarli! Nascono discussioni lunghissime e anche molto accese a riguardo, perché ognuno vorrebbe portare più di tre o quattro canzoni che gli piacciono. E oltre a quelle che piace riproporre a ciascuno di noi, c’è anche una importante lista di quelle canzoni che il pubblico vuole assolutamente, a cui non rinuncerebbe mai. Quindi devi trovare una combinazione, qualcosa che soddisfi in una certa misura un po’ tutti… ma bisogna sempre raggiungere un compromesso su queste cose”.

PARLANDO SEMPRE DI TOUR… NON INIZIANO DOPO TUTI QUESTI ANNI A STANCARTI? QUALI SONO LE COSE CHE TI PIACCIONO DI MENO DELL’ATTIVITA’ CONCERTISTICA?
“La cosa che odio di più è sicuramente viaggiare. Viaggiare in continuazione. Questo sì che diventa stancante e anche fastidioso dopo qualche anno. Certo, la gente pensa che sia bello anche quello e in molti risparmiano i soldi per viaggiare, ma non pensano che alle volte le rock star fanno quello per la maggior parte del giorno. Specialmente quando vai in Giappone, Korea o in Sud America… sono voli che durano più di dieci ore. E alle volte magari ti rendi conto che hai viaggiato ventiquattro ore, andata e ritorno, per averne suonate due… Ma questo è il gioco. Lo conosciamo, lo facciamo da venticinque anni e impariamo ad accettarlo, in cambio degli aspetti che invece ci piacciono di più”.

QUANTO E’ IMPORTANTE L’ATTIVITA’ LIVE PER I ROYAL HUNT? VI CONSIDERATE PIU’ UN BAND DA STUDIO O UNA BAND DA CONCERTO?
“In alcune cose stanno cambiando rispetto al passato. Ammetto che ora tendiamo a stare in tour meno e per tempi più brevi, ma la questione per me non resta su cosa una band è, se è una band da studio o da concerto, ma solo dal tipo di musica proposta”.

IN QUALE PAESE VI PIACE SUONARE DI PIU’. VEDO CHE INDUBBIAMENTE AVETE UN DEBOLE PER IL GIAPPONE…
“Guarda in realtà vorrei tanto suonare in Australia! Non siamo mai andati li, nemmeno una volta! Sarebbe di sicuro una bella esperienza”.

1 commento
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.