RUSSELL ALLEN – Anima rock

Pubblicato il 16/05/2005 da


Dopo anni di militanza fra le fila dei Symphony X, per Russell Allen è giunto il momento di prendersi un breve periodo di pausa necessario a dare alle stampe il suo primo disco solista. “Atomic Soul” ci mostra il lato più selvaggio e rock del singer americano che per la prima volta riesce ad esprimere tutta la rabbia ed una energia probabilmente mai sfogata in precedenza su un palco. Tanto energico quanto disponibile e cordiale, nella nostra intervista Russell si è lanciato in un fiume di parole che, oltre a sviscerare tutti i segreti di “Atomic Soul”, ci rivelano qualche curiosità interessante sui suoi prossimi impegni.

RUSSELL, QUANDO HAI SENTITO LA NECESSITA’ DI COMPORRE UN DISCO SOLISTA?
“Tutto è nato attorno al novembre del 2003, periodo in cui ho iniziato a scrivere i brani per il mio disco solista, ma in verità avevo in mente un progetto del genere da diverso tempo. Fino a quel periodo sono stampo molto impegnato con i Symphony X e non avevo il tempo materiale per pensare alle mie idee, ma a fine del 2003, come ti dicevo, le cose sono diventate più serie. Io mi trovavo e mi trovo tuttora benissimo insieme ai Symphony X, ma nel cuore sentivo il bisogno di cantare su un disco di rock puro con il sound della vecchia scuola anni settanta e ottanta, quindi musica diretta senza troppe complicazioni. Finalmente, dopo il tour di supporto a ‘The Odyssey’, ho avuto il tempo libero necessario per mettermi al lavoro sulle canzoni del mio disco.”
 
I NUOVI BRANI QUINDI SONO UNICAMENTE FARINA DEL TUO SACCO?
“La stragrande maggioranza del materiale l’ho scritta io da solo, ma anche gli altri ragazzi della band hanno dato i loro spunti. Qualche riff è opera del nostro chitarrista, mentre il drummer mi ha aiutato in alcuni arrangiamenti, il resto però proviene unicamente da me. E’ da tanto che penso a come realizzare ‘Atmoic Soul’ e l’esperienza fatta in tutti questi anni mi ha aiutato ad avere le idee chiare per comporre un pezzo come piace a me. Non per questo ho voluto essere chiuso rispetto alla band, il loro contributo è stato utile per realizzare delle canzoni valide.”
 
UN TITOLO COME “RUSSELL ALLEN’S ATOMIC SOUL” MI FA SUBITO PENSARE AD UN TUO RIFERIMENTO AUTOBIOGRAFICO, ALL’INTENZIONE DI MOSTRARE IL TUO LATO PIU’ ESPLOSIVO CANTANDO CANZONI ROCK DIRETTE E PIENE D’ENERGIA…
“Effettivamente la tua interpretazione è corretta! Con questo disco e con il suo titolo ‘Atmoic Soul’ voglio mostrare la mia vena più aggressiva, il mio modo di cantare rock ed i miei pensieri su ciò che mi circonda nella vita di tutti i giorni. Cercavo un titolo che rappresentasse al meglio questi concetti e mia moglie mi disse:’ hey, perché non chiami il tuo disco Atmoic Soul?’. Anche i testi dei brani seguono questa mia intenzione e sono molto più ‘terra a terra’ rispetto a certe immagini metaforiche che normalmente canto nei Symphony X: fatta eccezione di alcune storie come narro in ‘Voodoo Hand’, ci sono riferimenti molto più personali e diretti come nel brano ‘Loosin’ You’, che parla di una ragazza che ho conosciuto e amato tanto tempo fa. Ho voluto quindi essere più ‘onesto’, passami il termine, e reale descrivendo le mie esperienze in modo diretto e senza usare eccessivi giochi di parole (vedi anche ‘The Distance’ incentrata su un parente molto caro che ora non c’è più). Da tradizione il rock non sempre si basa su metafore, la gran parte delle canzoni parla di vita, di amore e di esperienze vere e vissute sulla pelle di chi le intona, e se in passato ho cantato su pezzi storici, mitologici o fiabeschi, oggi sento di dover cambiare direzione.”
 
A PARTE ALCUNE COLLABORAZIONI, PER LA MAGGIOR PARTE DELLA TUA CARRIERA HAI SEMPRE LAVORATO INSIEME A MICHAEL ROMEO ED AI SYMPHONY X. COME TI SEI TROVATO TUTTO AD UN TRATTO A LAVORARE DA SOLO O INSIEME A NUOVI MUSICISTI?
“Credo che dopo tanti anni insieme ad una band, un periodo di pausa in cui avere la possibilità di lavorare a contatto con gente nuova sia un’esperienza molto positiva e non lo dico perché non mi sento realizzato con Michael e gli altri ragazzi. Semplicemente in una band si deve convivere e quando si è al lavoro tutti insieme occorre mediare dall’inizio alla fine per far tutti contenti. Lavorare ad un disco solista invece mi ha dato la piena libertà di scelta, non avevo alcun tipo di vincolo, inoltre ho lavorato fianco a fianco con nuovi musicisti molto in gamba che hanno dato una ventata di aria fresca alle mie esperienze. A dire il vero, batterista a parte, avevo già avuto a che fare con gli altri ragazzi, ma non in modo così intenso come per i lavori su ‘Atomic Soul’. Il fatto di essere già amici mi ha molto aiutato nei lavori, perché conoscendoci quasi tutti avevamo già un idea del nostro modus operandi!”
 
COME MUSICISTA TI TROVI MEGLIO CANTARE SU BRANI ROCK STRAIGHT TO FACE O INTERPRETARE LE INTRICATE LINEE VOCALI EPICHE E MAESTOSE DEI SYMPHONY X?
“Forse sarò troppo diplomatico, ma mi diverto un mondo a cantare in entrambi i modi. Ovviamente i brani dei Symphony X sono una sfida costante che richiede un notevole sforzo tecnico, ma adoro cimentarmi in brani di puro rock, che non per questo si rivelano facili per me: prendi ad esempio ‘Voodoo Hand’, in questa canzone devo cantare moltissime parole e conferir loro la giusta energia, e ti assicuro che non è cosa da poco per me! A volte cantare moltissime parole in un ristretto arco di tempo risulta molto più arduo che cimentarsi nelle linee di ‘Of Sins And Shadows’!”
 
SE “ATOMIC SOUL” VENDERA’ DISCRETAMENTE, TI CIMENTERAI IN UN TOUR?
“Hai toccato il punto dolente, io ho intenzione di suonare in giro i pezzi del mio disco solista, ma ciò sarà possibile solo se i dati di vendita saranno soddisfacenti. Come sai,imbastire un tour è molto costoso e l’etichetta viene sottoposta a sforzi economici non indifferenti, per cui se ‘Atmoic Soul’ venderà bene, si riuscirà sicuramente ad organizzare delle date. Sto già pensando ai miei show, e ti anticipo che saranno notevolmente diversi rispetto a ciò che faccio con i Symphony X, in un certo senso me li immagino più intimi e materiali, insomma sarà un vero concerto rock.”
 
COME PROCEDONO I LAVORI SUL TUO NUOVO PROGETTO INSIEME A JORN LANDE?
“Ormai il materiale è pronto. Ho accettato a fare questo progetto perché sono un grande estimatore di Jorn, lo trovo veramente un cantante eccezionale. Alcuni brani sono molto distanti dal metal, io per primo non ho mai adottato quel genere di stile, ma sono convinto che il risultato verrà apprezzato dai fans.”
 
NEI MASTERPLAN INIZIALMENTE TU AVEVI DATO LA VOCE ALLE CANZONI DEL LORO DEBUT ALBUM, POI E’ ENTRATO JORN IN PIANTA STABILE E LI HA REINTERPRETATI. COME TI SEMBRA IL RISULTATO DEL SUO OPERATO?
“Per Jorn entrare nei Masterplan è stata una grande occasione e lui ha cantato in modo magistrale sui pezzi. Con Roland Grapow ero d’accordo di cantare su un suo progetto solista, ma quando è uscito dagli Helloween, i Masterplan sono diventati una realtà ben definita e a tempo pieno, io d’altro canto non avevo intenzione di abbandonare i Symphony X, quindi mi sono chiamato fuori. A essere onesti, senza perdermi in discorsi su chi sia il più bravo, ritengo che la timbrica di Jorn sia molto più adatta a quel tipo di pezzi rispetto alla mia. Io canto in modo più pulito e potente, mentre Jorn risulta più groovy  e perfetto per l’hard’n’heavy si stampo tradizionale…e la sua voce si sposa meglio nei Masterplan che la mia.”
 
NON POSSIAMO CONCLUDERE QUESTA INTERVISTA SENZA CHIEDERTI NOTIZIE SUL NUOVO SYMPHONY X…
“Sfortunatamente al momento non c’è molto da dire, perché le canzoni sono soltanto allo stato embrionale, praticamente abbiamo scritto la struttura principale dei pezzi. Michael Romeo ha scritto una montagna di materiale, in gran parte molto valido e nei prossimi mesi tutti noi lavoreremo per dar forma alle nostre idee. Rispetto ai vecchi dischi il nuovo materiale mi sembra più dark ed i riffs di Romeo sono tra i più potenti che abbia mai composto. Sul versante voci, anch’io voglio sperimentare qualche nuova soluzione e, forte dell’esperienza maturata in ‘Atomic Soul’, non escludo parti molto dirette e aggressive. Ovviamente non mi sentirete mai cantare del death metal, ma il prossimo disco dei Symphony X sarà per me una grande sfida!”

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