SACRAL RAGE – Heavy metal pazzoide

Pubblicato il 08/01/2019 da

L’heavy metal classico tecnico e sperimentale non ha esattamente lo stesso appeal del doom o del death metal fra le band odierne. Per scovare qualche nuovo gruppo che di buona levatura bisogna penare e i nomi che balzano all’orecchio, anche dopo lunghe ricerche, sono drammaticamente pochi. Tra questi, possiamo annoverare gli ateniesi Sacral Rage, giunti con “Beyond Celestial Echoes” al secondo album (più un EP) di purissimo techno-thrash, debitamente incrociato al classic metal più funambolico e al progressive di marca Rush. Un ventaglio di influenze che ha consentito al quartetto di bissare l’ottimo esordio “Illusions In Infinite Void”, permettendo nello stesso tempo di esplorare nuovi lati della loro musica. Abbiamo raggiunto il cantante Dimitris K. e il chitarrista Marios P. per avere un quadro d’insieme di come lavora e ragiona il gruppo, coraggiosamente fuori dai trend e desideroso soltanto di portare avanti la propria personalissima idea di musica.

CON “BEYOND CELESTIAL ECHOES” AVETE REALIZZATO UN MIX DI TECHNO-THRASH, PROGRESSIVE ROCK E US METAL, INCROCIANDO WATCHTOWER, HELSTAR, RUSH, CON UN TOCCO DI KING DIAMOND E MERCYFUL FATE. QUAL È STATO IL PUNTO DI PARTENZA DEL VOSTRO PROCESSO COMPOSITIVO E DOVE VOLEVATE ARRIVARE?
– Penso che nella nostra musica non ci siano punti di partenza e di arrivo. Di certo condividiamo una visione comune tra di noi, ma ha più a che fare con il nostro modo di pensare che con il seguire determinati schemi musicali. La nostra visione, molto semplicemente, è quella di comporre materiale di grande impatto, inspirato da gruppi classic metal, thrash, death o progressive rock settantiano. Così presentiamo questa combinazione senza pensare a come le persone ci possano etichettare.

L’IDEA DI FANTASCIENZA CHE COMUNICATE È RADICATA IN UN CERTO TIPO DI FANTASCIENZA DI QUALCHE DECENNIO FA, CHE VEDEVA NEI VIAGGI NELLO SPAZIO E IN DIFFERENTI EPOCHE LA FONTE DI INFINITE POSSIBILITÀ. QUALI LIBRI E FILM VI HANNO ISPIRATO PER LE LIRICHE?
– “1984”, “V Per Vendetta”, “Mad Max”, “Quarto Potere” e un vecchio anime chiamato Dallos: questo è solo un piccolo assaggio delle opere che hanno avuto un forte impatto sul nostro album. Visto che siamo dei grandi fan della fantascienza, potrei scrivere una lunga lista dei nostri film e libri preferiti, che ci hanno dato in qualche maniera degli spunti per musica e testi.

È DIFFICILE DI QUESTI ASCOLTANTE QUALCOSA DI SIMILE ALLA VOSTRA MUSICA: IL TECHNO-THRASH E IL PROGRESSIVE STRETTAMENTE INTRECCIATI ALL’HEAVY METAL CLASSICO NON SONO COS POPOLARI FRA LE GIOVANI GENERAZIONI. PERCHÉ AVETE DECISO DI SUONARE IN QUESTO MODO?
– Non ci siamo mai preoccupati delle mode. Ci interessa solo suonare quello che ci piace, senza limitazioni. Certamente è soddisfacente che le persone si interessino a noi, ma non era questo il nostro obiettivo principale. Il nostro stile deriva dalle influenze comuni, da quello che ascoltiamo individualmente e dal collage di idee che riusciamo a far scaturire.

UNO DEI VOSTRI MARCHI DI FABBRICA SONO I VOCALIZZI ACUTI, CHE RIMANDANO A QUELLI CHE SI POTEVANO SENTIRE DAI CANTANTI DI WATCHTOWER, TOXIK E REALM. COME AVETE LAVORATO SULLA VOCE? CHE COSA VI PIACE DI QUESTO STILE VOCALE E PERCHÉ PENSATE SI ADATTI COS BENE ALLA VOSTRA MUSICA?
– Ho sviluppato questo modo di cantare facendo il tipico ‘sing-along’ da fan quando ascolta le canzoni dei suoi idoli. Sono un autodidatta, quando ho iniziato a cantare la scelta era quella di cantare in quella maniera o sputare sangue dalla mia gola e non riuscire nemmeno più a parlare. Crediamo che sia il nostro sound che questa particolare maniera di cantare sono estreme e complementari.

IN QUESTO ALBUM AVETE SVILUPPATO L’USO DEI CORI E UN TOCCO PROGRESSIVE ROCK NON COSÌ CENTRALE IN PASSATO. CI SONO PARTICOLARI RAGIONI PER QUESTE SCELTE?
– Abbiamo sempre voluto mostrare le nostre influenze settantiane. In “Illursions In Infinite Void” potevi già scovare qualche indizio del nostro amore per il progressive rock, ma non c’erano parti così lunghe che mostrassero pienamente questo lato dei Sacral Rage. Mentre nell’ultima canzone del nostro ultimo disco, “The Glass”, esprimiamo al meglio l’amore per certe sonorità, che in questo caso servono anche a immergere meglio nella storia raccontata dai testi.

FRA LE BAND DEL PASSATO CHE VI HANNO ISPIRATO, QUALI SONO QUELLE CHE SENTITE PIÙ SIMILI AI SACRAL RAGE NEL SUONO E NELLE INTENZIONI? C’È QUALCHE CULT BAND, QUASI DIMENTICATA DALL’AUDIENCE METAL, CHE VI HA DATO UNA FORTE ISPIRAZIONE?
– Pensiamo che la nostra musica stia fra il thrash di Annihilator-Voivod, l’aura progressive dei Rush e l’aggressività di Death e Atheist. Le vocals variano da un falsetto pulito alla Watchtower-Crimson Glory, alle performance teatrali di Mercyful Fate-Savatage o alla paranoia di Slauter Xstroyes e primi Fates Warning e la belligeranza di Annihilator e Overkill. Se devo pensare a una band che assomigli a noi più di altre, penso ai Realm. Non la band più oscura e dimenticata nella nostra lista di ascolti, sicuramente una di quelle che avrebbe meritato miglior fortuna di quella realmente avuta.

VOI SUONATE HEAVY METAL, DANDO SEMPRE UN’OCCHIATA ALLA SPERIMENTAZIONE. QUANTO LONTANO PENSATE SI POSSA ARRIVARE SOTTO QUESTO ASPETTO? QUALI ELEMENTI VORRESTE INTRODURRE NELLA VOSTRA MUSICA IN FUTURO?
– Finora, abbiamo sempre cercato di sperimentare per avere un sound un po’ più folle e imprevedibile a ogni nuova uscita. Ad essere sincero, non abbiamo ancora ponderato quali saranno i nostri passi futuri in merito all’evoluzione del suono. Anche una svolta che ci porti ad essere più diretti senza dissipare quella che è ormai la nostra identità, sarebbe un passo in avanti per noi. Staremo a vedere.

QUAL È L’ASPETTO SOTTO IL QUALE PENSATE DI ESSERE CRESCIUTI MAGGIORMENTE DAL VOSTRO PRIMO DEMO AD OGGI?
– Penso alla consapevolezza che abbiamo maturato come band, la mentalità con cui affrontiamo la composizione. Quando abbiamo iniziato a suonare assieme, non avevamo in mente nulla di particolare e nulla da provare a noi stessi. Quando abbiamo realizzato il primo, sapevamo che il nostro lavoro successivo sarebbe dovuto essere migliore. Lo stesso per il secondo album. I cambiamenti più importanti li abbiamo avuti nel modo in cui interagiamo gli uni con gli altri e a le prospettive che ci diamo come gruppo.

QUALE TIPO DI SCENARIO VEDI PER IL CLASSIC METAL NELL’IMMEDIATO FUTURO? QUALI SONO LE BAND CHE DARANNO AI METAL FAN LE MIGLIORI SODDISFAZIONI?
– Non penso che questo trend di riscoperta dell’heavy metal andrà avanti a lungo. Quest’abbondanza di ensemble classic metal, come la riscoperta della NWOBHM più oscura, ha completato il suo ciclo e a breve questo interesse andrà scemando. Ci sarà sempre una scena underground rivolta a queste sonorità, ma non sarà una cosa che coinvolgerà chissà quante band. Per come stanno adesso le cose, penso che le migliori soddisfazioni continueranno a darle le realtà più note e importanti come Judas Priest e Iron Maiden, almeno finché avranno voglia di suonare.

QUAL È LA BAND NON METAL CHE HA PIÙ ISPIRATO LA MUSICA DEI SACRAL RAGE?
– Se parliamo di rock e hard rock, ti direi sicuramente i Rush, qualcosa dei King Crimson, gli Scorpions degli anni ’70, oppure gruppi hardcore come Poison Idea, per esempio. Principalmente, siamo una metal band con radici prettamente metal.

ATENE È UNA DELLE CITTÀ EUROPEE CON IL PIÙ LARGO NUMERO DI METAL BAND DI UN CERTO INTERESSE, SIA CHE SUONINO HEAVY METAL CLASSICO, SIA CHE SI CIMENTINO CON SONORITÀ EXTREME METAL. CHE TIPO DI ATMOSFERA SI VIVE IN CITTÀ? CHE COSA AIUTA LO SVILUPPO DI UNA SCENA COSÌ VASTA E DI ALTA QUALITÀ?
– Credo possa derivare dall’aura che ci portiamo dietro come nazione. Noi greci siamo abbastanza testardi e questo si traduce probabilmente nella musica che suoniamo. Anche il fatto che siamo un po’ isolati dal cuore dell’Europa e dalle scene principali, potrebbe aver contribuito a far sì che noi greci abbiamo prodotto musica unica e immediatamente distintiva delle nostre origini. In ultimo, tutti questi anni di crisi hanno pesato molto: quando una crisi finanziaria colpisce duro, spesso le arti trovano la forza di superare questi problemi e fioriscono nuove forme artistiche.

CON IL NUOVO ALBUM, CREDI VI SARÀ POSSIBILE SUPERARE LE RISTRETTE BARRIERE DELL’UNDERGROUND E ARRIVARE A UN PUBBLICO PIÙ VASTO?
– Lo speriamo. Non è per forza qualcosa che abbiamo sempre in mente né il fine di quello che facciamo. Dal nostro punto di vista, abbiamo fatto il possibile per scrivere un disco di valore e che potesse sopravvivere alla prova del tempo. Se gli ascoltatori e la critica ne saranno conquistati, avremo raggiunto un grande obiettivo!

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