Ancora Grecia e sonorità epiche a pochi giorni di distanza dalla pubblicazione della nostra intervista ai Triumpher: stavolta vogliamo concentrarci su quello che in tanti osservano già come il disco power metal dell’anno e sulla mente che si cela dietro la stesura delle sue magnifiche composizioni, così come del concept originale che ruota attorno alle misteriose Torri d’Oro.
Parliamo naturalmente di George Apalodimas e dei suoi Sacred Outcry, che inizialmente sono rinati come operazione di revival di un prodotto rimasto non valorizzato a suo tempo, ma che col tempo sembra abbiano trovato una nuova ispirazione, da portare avanti nel tempo. Inoltre, in questa occasione è stato l’ingresso di Daniel Heiman alla voce a farci drizzare le antenne, nonché a volerci fornire una motivazione ulteriore per scambiare due parole col fondatore della band, in merito a quelle che sono le sue intenzioni personali, oltre alle ispirazioni e alla proverbiale ‘magia’ che anima chi da tempo si identifica nel più sognante tra i filoni del metal, fedelissimo peraltro allo spirito più old-school, in questo specifico caso. Buona lettura!
CIAO GEORGE! SAPPIAMO CHE IL TUO PRIMO ALBUM “DAMNED FOR ALL TIME” È STATO ORIGINARIAMENTE SCRITTO NEL 2003, MA PARLANDO DEL NUOVO: COME DESCRIVERESTI IL PROCESSO CHE TI HA PORTATO A CIMENTARTI NUOVAMENTE NEL SONGWRITING?
– Ciao e grazie per l’invito! Il processo di songwriting è iniziato dopo le registrazioni di “Damned For All Time”, a causa del grande divario intercorso tra il missaggio e la release. Avevo molte idee che volevo sperimentare da parecchi anni, e fare un un concept album è qualcosa che ho sempre voluto fare, quindi dopo che sono state scritte le prime due canzoni, ho deciso di cimentarmi per l’appunto nella stesura di un concept completo. È molto complicato perché la narrazione deve corrispondere alla musica e devi di fatto ‘dipingere immagini’ per l’ascoltatore che decide di immergersi completamente all’interno delle atmosfere evocate.
QUALI ELEMENTI VOLEVI FOSSERO ENFATIZZATI MAGGIORMENTE?
– Volevo mantenere tutte le qualità che tutti hanno amato nel nostro debutto, ma tutto doveva risultare più grande e maestoso. La portata stessa del progetto era più grande, includendo anche la storia, la performance, il sound e le sensazioni che la musica può creare; tutto doveva suonare enorme. C’è una forte componente malinconica presente nel nostro songwriting, e questo è un aspetto che volevo davvero portare in primo piano in “Towers Of Gold”, anche sul versante narrativo, perché la storia stessa non è una felice fiaba Disney in cui l’eroe salva la ragazza, uccide il drago e tutti felici e contenti.
NELLA NOSTRA RECENSIONE ABBIAMO NOTATO CHE “TOWERS OF GOLD” SUONA QUASI COME UN MIX PERFETTO DI TUTTI I MIGLIORI ELEMENTI DEL POWER METAL OLD-SCHOOL, ERA QUESTA UNA DELLE TUE PRINCIPALI INTENZIONI?
– Grazie mille per questa descrizione! Nulla è stato fatto deliberatamente, è solo la musica che mi piace ascoltare, quindi scrivere viene naturale. Sono cresciuto ascoltando tutti questi fantastici album, e questo tipo di musica è cambiato troppo negli ultimi anni, come lo sono le persone; ora tutto gira attorno ai ritornelli e p si preferiscono di fatto ascoltare i singoli da diffondere sui social, invece di un album completo dall’inizio alla fine. Anche se mi piace molto del nuovo materiale che esce ultimamente, preferisco davvero gli album che richiedono una maggiore immersione per essere assimilati, magari risultando a tratti meno semplici, però garantendo anche tante soddisfazioni man mano che si trascorre del tempo nei suoi confini.
VORRESTI RACCONTARCI QUALCOSA IN MERITO AL CONCEPT E ALLA STORIA DIETRO “TOWERS OF GOLD”?
– “Towers of Gold” è una storia fantasy inedita, un piccolo tributo ad alcuni dei grandi autori con cui sono cresciuto, unito alla mia passione per alcuni album e videogiochi, che ho sempre amato. Ho nascosto ovunque una tonnellata di easter egg, piccoli cenni a prodotti che apprezzo e a cui ho voluto porgere il mio piccolo tributo (l’eclissi di “Dark Souls” in copertina, ad esempio). Descrive il viaggio di un gruppo di cacciatori di tesori alla ricerca di un leggendario luogo di potere, le Torri d’Oro. Ogni canzone è un capitolo della storia e ciascuno di essi ha un testo dedicato all’interno del libretto, per massimizzare l’esperienza e creare quella sensazione cinematografica tipica delle grandi epopee.
SIETE PASSATI DA UN GRANDE CANTANTE COME YANNIS PAPADOPOULOS, A UN VERA LEGGENDA COME DANIEL HEIMAN. COM’È AVVENUTA QUESTA SCELTA?
– Daniel Heiman è sempre stato uno dei miei cantanti preferiti e ho sempre immaginato come avrebbe suonato la band con lui al microfono; anche nel 2005, quando siamo entrati in pausa. Ho avuto la fortuna di lavorare con Yannis per “Damned For All Time” ma, da quando sta conquistando il mondo con i Beast In Black, era ora di guardare avanti e puntare alle stelle.
Sapevo che Daniel sarebbe stato il candidato ideale, ed ecco perché avevo nascosto un piccolo indovinello nell’intarsio di “Damned For All Time”, che se si riusciva a risolverlo, praticamente annunciava Daniel come nuovo cantante, anche senza averlo ancora a bordo. Grazie a Dio, è rimasto folgorato dall’album e ha accettato, quindi tutto è andato per il meglio.
NEL NUOVO ALBUM ABBIAMO TROVATO QUALCOSA CHE CI HA RICORDATO I LOST HORIZON (LA BAND CHE HA RESO CELEBRE IL NOME DI DANIEL). IL LORO STILE HA AVUTO UN IMPATTO SUL SONGWRITING?
– Sì, soprattutto per la voce. Ho studiato a fondo la sua e ho cercato di scrivere linee vocali che potessero sfruttare tutta la sua potenza e il suo carisma. Cosa che i Lost Horizon han fatto ampiamente, visto che è sempre stato il loro punto di forza, e la sua performance in quei due album è roba da inserire nella leggenda. Dal punto di vista musicale, ci sono sicuramente dei parallelismi, ma credo che siano dovuti soprattutto alla voce di Daniel, perché il nostro stile è leggermente diverso, ma chissà cosa ci riserverà il futuro!
ENTRAMBI GLI ALBUM DEI SACRED OUTCRY HANNO RICEVUTO UN PUNTEGGIO DAVVERO ALTO NELLE NOSTRE PAGINE, SIMILMENTE AD ALCUNI PRODOTTI HEAVY/POWER METAL DI QUEST’ANNO (I TUOI COMPATRIOTI TRIUMPHER, PER ESEMPIO). PENSI CHE CI SIA LA POSSIBILITÀ DI QUALCOSA COME UNA NUOVA ONDATA DI POWER METAL, CON BAND DEL VOSTRO CALIBRO A TENERNE ALTO IL NOME?
– Sarebbe fantastico! “Storming The Walls” dei Triumpher è un album spettacolare e i ragazzi faranno grandi cose in futuro, ne sono certo e hanno il nostro pieno supporto. Per quanto riguarda il voto, è sempre molto lusinghiero ricevere punteggi alti, e so che voi ragazzi siete abbastanza severi e/o contenuti con i numeri, quindi ci sentiamo fortunati che l’album sia qualcosa di speciale per così tante persone, perché alla fine si tratta di entrare in contatto con esse.
Una nuova ondata di power metal classico sarebbe fantastica, perché c’è sicuramente molta gente che sente la mancanza di quei giorni di gloria del genere, e se possiamo avere il nostro piccolo impatto su questo revival, allora è tutto ciò che possiamo chiedere.
COME VORRESTI DESCRIVERE IL CONTRIBUTO DI NO REMORSE RECORDS NEL MERCATO MUSICALE E NELLA NUOVA VITA DEI SACRED OUTCRY?
– No Remorse è stata molto disponibile in ogni fase del processo e siamo molto soddisfatti di loro. Hanno molta esperienza e il lavoro che fanno parla da sé, visto che sono la casa discografica di molte delle migliori band della scena underground. Sono molto aperti a tutte le mie richieste più assurde, come il libretto di ventiquattro pagine insieme al CD, anche perché vogliono che le loro pubblicazioni facciano sfoggio di una certa qualità e che riflettano la professionalità del loro lavoro. Cerco sempre di imparare da loro, perché il procedimento commerciale è molto diverso da quello artistico; puoi avere il miglior album del mondo, ma senza la giusta esposizione non ti porterà lontano. Abbiamo bisogno di tutto l’aiuto possibile e loro sono sempre pronti a darcelo.
È INCREDIBILE LA QUANTITÀ DI GRANDI ALBUM COMPOSTI DA ARTISTI GRECI CHE STIAMO LODANDO NEGLI ULTIMI ANNI, PENSI CHE LA GRECIA POSSA AVERE UN RUOLO MAGGIORE NELLA SCENA METAL?
– Abbiamo sempre avuto una valida scena underground, ma ultimamente la qualità delle uscite in Grecia è arrivata davvero a un livello incredibile. Non so quanto la Grecia possa essere protagonista nello schema più ampio di quella che è la scena, perché per essere una forza motrice bisogna fare molto più che pubblicare degli album di buona qualità. Ma se ci si concentra esclusivamente sul materiale pubblicato negli ultimi quattro o cinque anni, allora è effettivamente pazzesco, e speriamo di riuscire a mantenere lo slancio!
AVREMO LA POSSIBILITÀ DI VEDERE I SACRED OUTCRY DAL VIVO IN FUTURO?
– È una cosa che stiamo valutando attivamente, anche se è difficile per una serie di ragioni. Abbiamo già alcune proposte eccellenti da parte di alcuni grandi festival e promoter, ma finché non troviamo un modo per farlo funzionare, direi che è considerabile come un lavoro in corso.

