SAGENLAND – La terra delle leggende

Pubblicato il 16/03/2021 da

Il debutto dei Sagenland, “Oale Groond”, arriva sui nostri lettori a vent’anni di distanza dalla nascita della formazione, e ci ha catturato all’interno delle sue trame leggendarie, con uno sfondo formato da un evocativo black metal anni ’90. La matrice folk della musica suonata dagli olandesi va a ricordare direttamente il nome degli Ulver, che come vedremo anche nell’intervista che state per leggere, sono un nome che i Sagenland dichiarano apertamente come fonte d’ispirazione. Un progetto estemporaneo, che ha le sue radici nel puro e semplice amore per quanto suonato e per le terre di provenienza, così ricche di saghe e racconti (da cui il nome stesso della band), che non vive di logiche commerciali e ha dalla sua un approccio colto e definito. Di questo e altro parliamo con i due unici componenti del progetto, Batr e Herjann (pseudonimi sotto i quali si celano i nomi di Floris Velthuis e Arjan Peeks), che si raccontano così alle nostre pagine. 

BENVENUTI SULLE NOSTRE PAGINE! PRESENTIAMO I SAGENLAND AI NOSTRI LETTORI: LA BAND NASCE NEL 2001, E IL VOSTRO DEBUTTO ARRIVA BEN VENT’ANNI DOPO. CI RACCONTATE COSA È AVVENUTO NEL FRATTEMPO?
Batr – I Sagenland sono nati attorno all’inizio del millennio. Avevamo entrambi già dato vita ad altri progetti (Cultus e Meslamtaea) e stavamo facendo delle registrazioni casalinghe. Dopodiché, la passione comune per gli Ulver, anzi, l’ossessione, ci ha fatto decidere di unire le nostre forze. Abbiamo dunque fatto uno split con i Vargulf. L’etichetta però uscì dal progetto subito dopo la pubblicazione e le copie che avevamo prodotto sembrano sparite dalla faccia della terra, tutto ad un tratto! Abbiamo quindi optato per dedicarci ad altri progetti, ma nel frattempo più di qualche volta abbiamo cercato di tenere i Sagenland vivi.

E INFATTI ECCOCI QUA. PERALTRO, NEL DISCO CI SONO ANCHE LE CANZONI DELLO SPLIT DEL 2005, SI TRATTA DUNQUE DI UN DISCO ‘IN PROGRESSIONE’ SIN DA ALLORA?
Batr – Dopo lo split i Sagenland sono stati attivi ad intermittenza, cosa che ha portato ad avere lavori a metà e lasciati in un cassetto. Non c’è mai stata, in realtà, l’intenzione di scrivere un album intero. Abbiamo reso “Bladval” (l’EP in questione, ndR) disponibile sui canali digitali e basta. Poi però ci è venuta la curiosità di vedere come le vecchie canzoni avrebbero suonato oggi, registrate con degli strumenti e delle tecniche migliori, dunque lo abbiamo fatto. Abbiamo comunque deciso di rispettare l’atmosfera del tempo e non toccare né testi né musiche dei tre brani già registrati, le cui partiture sono rimaste esattamente com’erano. Devo dire che lavorare sui Sagenland ha portato nuova energia, e ci siamo messi a scrivere e registrare già del nuovo materiale.

OTTIMA NOTIZIA! VISTO CHE LI HAI MENZIONATI, CI DESCRIVERESTI GLI ALTRI PROGETTI IN CUI SIETE COINVOLTI?
Batr – Sin dalla fine degli anni ’90 io sono nei Meslamtaea, coi quali di recente siamo stati più attivi che mai. È un progetto di black metal sperimentale con influenze prog e jazz/fusion. Abbiamo rilasciato un singolo e due full-length recentemente, mentre un nuovo album è praticamente pronto e dovrebbe vedere la luce nel 2021, almeno così si spera. Suono anche negli Asgrauw, che, come i Sagenland, sono influenzati dal black metal di seconda ondata.
Herjann – Ho fondato i Cultus alla fine degli anni ’90 e ho suonato in un sacco di progetti da allora. Attivi a salti, magari, cosa che mi ha permesso di lavorare e dirigere l’etichetta (la Heidens Hart Records, che licenzia anche i Sagenland ndR).

CHE TIPO DI ALBUM È “OALE GROOND”?
Batr – Un tradizionale, melodico, folkloristico album che trasuda le atmosfere del black metal di seconda ondata.
Herjann – È un album di sincero, onesto, tradizionale di black metal con tematiche folk. È quello che ci viene naturale fare. Spero che suoni nostalgico e malinconico, agli occhi degli ascoltatori.

LA VENA SCANDINAVA ANNI NOVANTA È ASSOLUTAMENTE EVIDENTE, IN PARTICOLARE GLI ULVER SEMBRANO ESSERE UNA PRESENZA MOLTO IMPORTANTE NEL VOSTRO MODO DI SCRIVERE; LE ATMOSFERE DEI LORO PRIMI TRE ALBUM SONO PRESENTI, BENCHÈ I BRANI SIANO COMUNQUE PERSONALI. CHE COSA NE DITE?
Batr – L’ispirazione dei Sagenland viene esattamente da lì, dall’incredibile trilogia black degli Ulver, ma anche da band come Dodheimsgard e Arckanum. Black metal anni ’90, che rivive nelle atmosfere di un’antica foresta. Gli Ulver in particolare hanno avuto un impatto incredibile sul nostro suono, senza che avessimo mai deciso di suonare ‘come loro’. Però l’ispirazione c’è tutta: i cori, i giri di basso, le parti di chitarra sono decisamente ispirate da “Bergtatt”, mentre i brani acustici di Herjann ricordano “Kveldssanger”.

A TAL PROPOSITO, VI PIACCIONO I DISCHI NON METAL DEGLI ULVER?
Batr – Prima di tutto fammi dire che sono un fermo sostenitore del fatto che i gruppi debbano seguire il proprio percorso in maniera onesta, ovunque questo porti, senza mediazioni di sorta. Gli Ulver non si sono mai ripetuti, nessuno dei loro album è uguale all’altro, sono tutti unici. Dischi come “Shadows Of The Sun” sono veri e propri capolavori. Altri album invece sono un po’ troppo synth-pop per i miei gusti.

LA VOSTRA MUSICA È MELODICA IN MANIERA NATURALE, HO TROVATO I BRANI MEMORIZZABILI DOPO POCHI ASCOLTI, INCONSAPEVOLMENTE ‘CATCHY’ EPPURE ESTREMI SENZA DUBBIO. COME DECIDETE DI SCRIVERE UNA CANZONE? E QUALI SONO I MOMENTI CHE PREFERITE NELL’ALBUM?
Batr – Secondo me la musica deve contenere melodie interessanti e una buona ritmica. Le band scandinave storiche che ci hanno ispirato hanno saputo creare delle composizioni irripetibili, su queste basi. Una buona canzone ha bisogno di un inizio, una parte di mezzo e una fine, con temi riconoscibili. Mi piace la scrittura ‘classica’. Credo che Herjann la pensi come me su questo, anche se ha un approccio al black metal diverso dal mio.
Herjann – Sicuramente la penso così anche io. Secondo me un buon songwriting è qualcosa che manca a troppe band. E questo include la strutturazione di linee vocali ragionate, vere e proprie, non improvvisate. Posso avere riff e canzoni pronte per anni, ma non riuscire a a trovare una linea vocale decente e perfetta. Può anche essere il contrario, ovviamente, ottime liriche che non riesco a far stare in nessuna parte musicale. Io credo che i testi non debbano semplicemente essere urlati sopra la musica, con un approccio tipo ‘chi se ne frega, queste vocals ce le faccio stare cantando un po’ più veloce’ o, ancora, mettere voci a caso e vedere come viene. I testi devono lavorare in armonia con i riff, e il pattern e la pronuncia di ogni singola parola deve accordarsi alla musica.

L’IMPORTANZA CHE DATE AI TESTI CREDO SIA EVIDENZIATA ANCHE DAL FATTO CHE ABBIATE DECISO DI CANTARE IN UN VOSTRO DIALETTO LOCALE. CI DITE QUALCOSA ANCHE SUI TEMI?
Batr – I testi si basano su poemi dedicati a Twente, la regione dove siamo cresciuti. È un’area che trasuda leggende e saghe, vecchio folklore dal quale possiamo prendere moltissima ispirazione. Alcuni dei testi sono in dialetto, mentre altri sono in olandese ‘regolare’, per noi è un modo di rendere la nostra musica pura, locale. Comunque, di sicuro, i Sagenland sono la prima band black metal a usare testi nel dialetto di Twente.

CI SARANNO ANCHE, IMMAGINO, LIBRI DAI QUALI PRENDETE ISPIRAZIONE. CHE COSA LEGGETE, QUALI SONO LE VOSTRE FONTI?
Herjann – Leggo moltissimo, spazio dalla storia locale più misconosciuta alla letteratura mondiale, audio-manuali, filosofia, riviste di viaggi, e chissà che altro. Mi influenzano tutte le letture che faccio. Però non leggo molta fiction.

FUORI DALLA SFERA MUSICALE, COSA VI ISPIRA, IN GENERALE?
Herjann – A livello di liriche sono influenzato dalla saggezza di tempi perduti, che vive attraverso miti, storie e leggende. Sono sempre stato interessato in queste, piuttosto che nelle storie bibliche, per dire. Questa parte del paese è soprannominata come “Terra delle saghe”, è una cosa che ovviamente ci ha ispirato sin dal nome. Tutto il resto è conseguenza.

IN OLANDA CI SONO MOLTISSIMI FESTIVAL METAL, COM’È IL ‘MERCATO’ ATTORNO ALLA DOMANDA, COME CI SI DISTRICA TRA BAND E FRUITORI DI METAL?
Batr – La scena black metal olandese è riconosciuta a livello mondiale, ma l’underground è relativamente piccolo e divisivo. Non posso giudicare fuori dal black metal. Oggi come oggi da queste parti è l’atmospheric black lo stile che va per la maggiore, e in quel settore credo ci sia anche un’onda contemporanea piuttosto buona. Ci sono anche i vecchi dinosauri del black metal che sono in giro dagli anni ’90, ovviamente.

COME GIUDICHI L’IMPATTO DEL COVID-19 PER QUEL CHE RIGUARDA IL VOSTRO GENERE DI BAND?
Batr – Purtroppo per via del Covid-19 club e locali sono chiusi anche qui. Molti gruppi sono entrati in studio; in ogni caso coi Sagenland non è nostra intenzione suonare live, visto che comunque non possiamo provare in maniera continuativa. Così come non abbiamo chiaro se vorremo pubblicare nuova musica in futuro, al di là del fatto di comporne. Ma mai dire mai. Viviamo giorno per giorno, nuovo materiale potrebbe venir fuori con la giusta ispirazione.

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