SANCTUARY – Cosa non si trova nei granai…

Pubblicato il 19/04/2017 da

Nel caso “The Year The Sun Died” non vi avesse dato le emozioni uniche offerte dai Sanctuary negli anni giovanili, potrebbe essere che la riedizione aggiornata e ripulita del loro demo del 1986 “Inception” vi restituisca molto degli slanci e dei particolari connubi fra melodie progressive e aggressività di cui la band era maestra nei suoi primi anni di vita. La genesi di questa pubblicazione è abbastanza avventurosa, il materiale in esame pareva andata perduto per sempre, prima che venisse riscoperto per puro caso in uno scatolone proprio al momento di entrare in studio per registrare il terzo album. Verità o leggenda che sia, “Inception” ci dona una testimonianza credibile del fermento che animava i Sanctuary trent’anni fa e che li aveva portati in breve tempo a produrre il leggendario primo full-length “Refuge Denied“. Lenny Rutledge, storico chitarrista della formazione di Seattle, ci guida nel percorso che ha portato alla riedizione del demo e ci descrive per sommi capi quali saranno i prossimi passi della band.

“INCEPTION” CI OFFRE UN DEMO DEL 1986 CHE CHIUNQUE SUPPONEVA FOSSE ORMAI INTROVABILE. PARE CHE ABBIATE SCOPERTO QUESTE REGISTRAZIONI MENTRE STAVATE LAVORANDO A “THE YEAR THE SUN DIED”. PUOI RACCONTARCI COSA È VERAMENTE ACCADUTO E COS’AVETE PENSATO QUANTE AVETE C’è STATO IL RITROVAMENTO DEL ‘REPERTO’?
“Ho scovato queste cassette in un bidone al secondo piano del mio granaio. Ne ho uno in una proprietà vicino a Seattle. Quando ci siamo spostati lì circa quindici anni fa vi abbiamo messo molto materiale del quale ci preoccupavamo poco e che non pensavamo ci sarebbe servito a breve. Mai avrei immaginato che le cassette fossero lì dentro”.

COS’AVETE PROVATO A RISENTIRE NUOVAMENTE QUELLE CANZONI? AVETE PENSATO IMMEDIATAMENTE DI RENDERE DISPONIBILE IL DEMO A CHI VI SEGUE?
“Quando ho trovato il demo, mi è venuta una fitta allo stomaco. Non ero sicuro che lo si potesse adeguatamente restaurare. Mi sono impegnato in un lungo processo di ricerca per trovare qualcuno che potesse lavorare su questo materiale analogico e rimetterlo a posto. Chi si è preso in carico l’onere ha prima di tutto messo ad essiccare i nastri, sembrava come se si fossero messi a cucinare della carne secca. Dopo hanno verificato che le cassette si riuscissero ad ascoltare, ma in alcuni punti erano deteriorate e non è stato semplice riparare le parti danneggiate”.

COME AVETE LAVORATO PER RIPULIRE LE REGISTRAZIONI E ASSICURARVI CHE “INCEPTION” SUONASSE SIMILE A QUELLI CHE ERANO I SANCTUARY NEL 1986, MA CON UN SUONO RIFINITO E CHE NON FOSSE TROPPO GREZZO E DISTURBATO?
“Abbiamo passato le cassette a Zeuss, il produttore, circa un anno fa, per chiedergli se ci fosse la possibilità di rimasterizzare le tracce. So che ha dovuto essere molto creativo per arrivare a un risultato accettabile, inoltre c’erano parti rovinate e che richiedevano operazioni lunghe e delicate per ritornare ascoltabili. Zeuss ha un tocco magico quando si tratta di masterizzare e missare, le canzoni di ‘Inception’ hanno un’aggressività e una spigolosità che non è presente in ‘Refuge Denied’. L’intensità che avevamo al tempo è stata esaltata da Zeuss”.

CONFRONTANDO LE VERSIONI DELLE TRACCE PRESENTI SU “INCEPTION” CON QUELLE DI “REFUGE DENIED”, QUALI SONO LE PRINCIPALI DIFFERENZE CHE RILEVI? C’È QUALCHE ASPETTO CHE PREDILIGI DEI PEZZI DI “INCEPTION” E CHE MANCA IN “REFUGE DENIED”?
“Le canzoni presentano alcune ovvie differenze. Alcuni intro e finali cambiano e l’interpretazione generale dei brani non è la stessa. Ma la differenza principale è data dalla qualità del suono. ‘Inception’ ha una forza e una potenza che mancano a ‘Refuge Denied’”.

SENTENDO IL DEMO, SI PERCEPISCE CHE IN ESSO WARREL DANE STAVA ESPLORANDO IN PROFONDITÀ IL SUO RANGE VOCALE PER DEFINIRE UNO STILE, CODIFICATO IN “REFUGE DENIED”. A VOLTE RICORRENDO A TONALITÀ MENO ALTE CHE NEL VOSTRO DEBUT, COME SE STESSE CERCANDO LA STRADA MIGLIORE PER DEFINIRE UN CERTO MOOD. CHE TIPO DI ESPERIMENTI CONDUCEVA SULLA SUA VOCE, CHE LO HANNO PORTATO SUCCESSIVAMENTE AL CANTATO MOLTO ESTREMO UTILIZZATO IN “REFUGE DENIED”?
“Eravamo tutti quanti molto giovani e andavamo in cerca nel nostro sound, Warrel era in piena fase di sperimentazione e si è perfezionato poco per volta. In ‘Refuge Denied’ era ancora in fase di transizione, si è stabilizzato durante il periodo di ‘Into The Mirror Black’”.

IN “INCEPTION” VI SONO DUE TRACCE INEDITE, “DREAM OF THE INCUBUS” E “I AM INSANE”. AVETE UTILIZZATO ALCUNE PARTI DI ESSE IN CANZONI PRESENTI NEI VOSTRI DUE ALBUM? PERCHÉ NON AVETE INSERITO QUESTI PEZZI IN “REFUGE DENIED”?
“Quando l’abbiamo scritta, penso che ritenessimo ‘I Am Insane’ troppo rock e non abbastanza metal. In seguito abbiamo registrato un’altra demo di quel pezzo, poco prima di ‘Into The Mirror Black’; cambia tanto rispetto alla versione presente su ‘Inception’, un giorno credo che aggiungeremo anche quella a qualche nostra pubblicazione, come bonus track. ‘Dream Of The Incubus’ era una delle prime canzoni scritte da Sean Blosl (chitarrista sui primi due dischi, ndR) e non riesco a ricordarmi il motivo per cui non è finita su ‘Refuge Denied’. Può darsi che l’avessimo sentita estranea al contesto dell’album”.

ORA STATE LAVORANDO SU UN NUOVO ALBUM. COSA CI DOBBIAMO ATTENDERE? UNA PROSECUZIONE DEL DISCORO INTRAPRESO IN “THE YEAR THE SUN DIED”, OPPURE UN PARZIALE RITORNO AL SUONO DI “REFUGE DENIED” E “INTO THE MIRROR BLACK”?
“Il nuovo disco sarà abbastanza simile a ‘The Year The Sun Died’ nella direzione musicale e nei toni, ma il grosso delle canzoni suonerà più aggressive. In questo senso, si avvicinerà quanto puoi sentire su ‘Inception’”.

CON I SANCTUARY FATE INCONTRARE GLI APPASSIONATI DEL CLASSIC METAL CON CHI, SPESSO I FAN PIÙ GIOVANI, SI AVVICINA ALLA BAND PERCHÉ VI CANTA L’EX CANTANTE DEI NEVERMORE. PER VOI MUSICISTI, L’AVER RIPORTATO IN VITA IL GRUPPO SIGNIFICA ANCHE CHE COME ASCOLTATORI SIETE ANDATI A RISCOPRIRE SONORITÀ DELLA VOSTRA GIOVINEZZA?
“Non sono sicuro che possiamo essere definiti come una band di heavy metal classico. Scriviamo solo cose che ci sembrano buone e speriamo che i nostri fan e gli ascoltatori metal in generale apprezzino quanto suoniamo, non penso apparteniamo a una scena precisa”.

IN ESTATE SUONERETE IN ALCUNI FESTIVAL, CONTINUANDO COME NEGLI ANNI SCORSI A LIMITARE L’ATTIVITÀ LIVE AGLI EVENTI OPEN AIR. NON CREDI SIA ARRIVATO IL MOMENTO PER UN LUNGO TOUR NEI CLUB?
“Ci piacerebbe imbarcarci in un bel tour europeo da headliner. Spero riusciremo ad organizzarci per l’anno prossimo”.

QUAL È LA COSA MIGLIORE ACCADUTA GRAZIE ALLA REUNION? VI SARESTE IMMAGINATI CHE CI SAREBBE STATO UN COSÌ FORTE INTERESSE NEI CONFRONTI DELLA BAND?
“Ci sentiamo molto fortunati di avere un’altra chance di spargere per il mondo la nostra musica a tutti coloro che la amano e di poterla far conoscere a nuovi fan”.

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