SANGREAL – Per la gloria dell’epic metal

Pubblicato il 21/10/2019 da

L’epic metal è un genere ormai alla frutta visto l’inesorabile declino di alcuni dei suoi massimi esponenti come Manowar e Virgin Steele? Non è questo ciò che pensano i Sangreal! Nati principalmente dall’unione tra Jahn Carlini dei Great Master ed Alessandro Battini dei Dark Horizon, la band è riuscita a dare alle stampe quest’anno un omonimo disco di debutto capace di attirare le attenzioni di molti appassionati di queste sonorità con una proposta che prende sì spunto dai grandi nomi che hanno scritto la storia nelle decadi passate, ma che riesce altresì a suonare personale grazie al background ed all’apporto messo in campo da ogni componente, a partire dalle tastiere di Alessandro, che donano un impatto sinfonico non indifferente, passando per il gran lavoro al microfono di Gabriele Grilli, ex Doomsword. Un esordio che mette subito i Sangreal sulla mappa delle migliori band emergenti e, viste le premesse, non potevamo esimerci dall’intervistarli; in particolare è il tastierista Alessandro Battini a raccontarci cosa gira attorno a questo nuovissimo act italiano.

 

CIAO ALESSANDRO! POSSIAMO CONSIDERARE I SANGREAL COME UNA VERA E PROPRIA BAND CON LA POSSIBILITA’ DI ESIBIRSI DAL VIVO?
– Ciao Federico e grazie per questo spazio che Metalitalia ci ha concesso! La band, non lo nascondiamo, è nata come progetto solo sulla carta, perché sia io sia Jahn Carlini, ideatore dei Sangreal, abbiamo da sempre come priorità i nostri gruppi di riferimento, Great Master e Dark Horizon. Ora che però il disco di debutto è uscito abbiamo constatato di aver smosso qualcosa all’interno della scena epic internazionale, tanto che ci sono arrivate anche proposte per suonare dal vivo in alcuni festival all’estero. Ora stiamo valutando la cosa, perché proprio non ce lo aspettavamo!

COME E’ NATA L’IDEA DI CREARE UN DISCO PUNTANDO SU SONORITA’ EPICHE CHE SI RIFANNO SOPRATTUTTO AGLI ANNI OTTANTA? QUALI SONO LE BAND CHE VI HANNO ISPIRATO MAGGIORNEMNTE IN QUESTO CASO?
– I Sangreal sono nati dalla mente di Jahn, che aveva nel cassetto da diverso tempo il sogno di realizzare un album che affondasse le proprie radici nell’epic metal, appunto, ottantiano. Il sottoscritto è stato il primo ad essere contattato, un paio di anni fa, per dare vita al progetto e da lì a poco sono nate le prime canzoni. Le coordinate di partenza sono chiaramente i classici, dai Manowar ai Manilla Road, passando soprattutto attraverso Warlord e Virgin Steele, band che ci hanno influenzato fin dai nostri esordi musicali. Il tutto è stato poi riletto con una chiave più teatrale e sinfonica, sfruttando gli arrangiamenti orchestrali, che hanno conferito ai brani un mood decisamente drammatico e, perché no, cinematico.

L’EPIC METAL ATTUALMENTE NON E’ CERTO UN GENERE DI MODA MA ESISTE UN FORTE SCHIERAMENTO DI FEDELISSIMI CHE SEGUONO QUESTE SONORITA’, MI VENGONO IN MENTE AD ESEMPIO I FAN GRECI. VISTE QUESTE PREMESSE, COSA POTETE ASPETTARVI DA UN DISCO COME “SANGREAL”? QUALI SONO STATI I PAESI CHE HANNO ACCOLTO CON PIU’ CALORE ED ATTENZIONE QUESTO VOSTRO ESORDIO?
– Come hai ipotizzato, sembra proprio che “Sangreal” abbia fatto breccia nel cuore degli ascoltatori greci! Al di là delle ottime recensioni ricevute dalle webzine e dalle riviste specializzate, le vendite maggiori dell’album sono state finora nella repubblica ellenica, dove risiede evidentemente uno zoccolo duro di fan, che segue la scena epic con grande entusiasmo. Non ci aspettavamo, invece, che il nostro disco potesse destare tanto interesse all’interno del movimento metal cristiano, che invece si è incuriosito non solo alla parte prettamente musicale dei pezzi, ma anche alle lyrics, evidentemente ispirate a diversi passi della Bibbia. Ci auguriamo che questo sia solo l’inizio e che anche altri ascoltatori possano dare una chance ai Sangreal.

COME AVETE LAVORATO PER LA COMPOSIZIONE DEI PEZZI? E’ STATO UN LAVORO A DISTANZA TRA I VARI COMPONENTI ED IN PARTICOLARE TRA JAHN E TE?
– Hai detto bene, la distanza al giorno d’oggi non è più un problema quando si fa musica. Certo, la base dei pezzi è nata qui in Italia, dalla chitarra di Jahn prima, passando poi per le linee di voce di Gabriele ed infine la prima bozza di arrangiamenti, con cui ho cercato di fare da collante. In seguito gli altri ragazzi hanno ricevuto le pre-produzioni su cui hanno apportato le proprie modifiche. Non avevo mai lavorato in passato in questo modo, da sempre abituato a comporre in sala prove. Invece i dubbi iniziali sono stati spazzati via da un metodo di lavoro che ha funzionato senza intoppi e che sicuramente riproporremo.

L’ALBUM VIENE PUBBLICATO DALLA UNDERGROUND SYMPHONY, UN PASSO QUASI SCONTATO VISTO IL PASSATO DELLE VOSTRE BAND PRINCIPALI CHE DA SEMPRE COLLABORANO CON LA STORICA ETICHETTA PIEMONTESE. POTETE COMUNQUE RACCONTARCI COME E’ NATA QUESTA NUOVA COLLABORAZIONE CON MAURIZIO CHIARELLO, LEADER DELLA LABEL?
– Come hai ben detto, più o meno tutti i musicisti coinvolti nei Sangreal hanno avuto, recentemente o in passato, a che fare con l’Underground Symphony, per questo motivo ci siamo confrontati con il manager della label quando ancora questo progetto era solo in embrione e non aveva nemmeno un nome. Maurizio ci ha fin da subito incoraggiato a lavorare sui brani e si è detto interessato alla pubblicazione dell’album senza aver sentito nemmeno una nota delle canzoni che stavamo componendo. Inoltre, abbiamo scelto come data di uscita il 2019, proprio l’anno in cui si festeggiano i venticinque anni di attività dell’Underground Symphony, in una sorta di omaggio che tutti noi abbiamo voluto fare a questa storica label.

COME SCRITTO IN FASE DI RECENSIONE, PENSO CHE GABRIELE GRILLI SA STATO UN ACQUISTO AZZECCATO E DECISIVO PER LA BUONA RIUSCITA DEL VOSTRO PROGETTO. LO RICORDIAMO NEL DEBUTTO DEI DOOMSWORD, MA SUCCESSIVAMENTE ERA PRATICAMENTE SCOMPARSO DALLE SCENE…. COME LO AVETE CONVINTO A RIMETTERSI IN GIOCO?
– E’ stato proprio Maurizio Chiarello ad avere avuto il primo contatto con Gabriele e a spingerlo ad unirsi ai Sangreal, convinto che fosse la voce perfetta per questo progetto. Non c’è stato alcun bisogno di insistere, perché, dopo aver scambiato quattro chiacchiere abbiamo capito di essere tutti sulla stessa lunghezza d’onda ed i pezzi sono nati in modo molto naturale e spontaneo. La sua voce è sicuramente adatta al genere, non solo per potenza e timbrica, ma soprattutto a livello interpretativo.

COME MAI PER QUANTO RIGUARDA LA SEZIONE RITMICA VI SIETE AFFIDATI A DUE MUSICISTI STRANIERI COME IL CIPRIOTA PARIS LAMBROU (EX ARRAYAN PATH, ASTRONOMIKON) AL BASSO ED IL POLISTRUMENTISTA FINLANDESE MATTI AUERKALLIO (ULTIMATIUM, KATRA) ALLA BATTERIA?
– Al momento di completare la line-up con la sezione ritmica, abbiamo pensato di coinvolgere musicisti dall’attitudine giusta, che potessero dare quel quid in più al progetto. Quindi nessun personaggio dal nome roboante solo per attirare l’attenzione della gente, bensì un bassista e batterista che sposassero la causa e mettessero anima e corpo per dare il proprio apporto ai pezzi. E così è stato con Paris, che conoscevamo solo di nome per gli album con gli Arrayan Path, e Matti, che invece avevo avuto modo di ascoltare sul disco degli Ultimatium, uscito per Underground Symhpony. Siamo convinti che la nostra scelta sia stata quantomai azzeccata.

NEL BRANO “ANIME PRAVE” VIENE RIPRESO UN PASSAGGIO DEL TERZO CANTO DELL’INFERNO DI DANTE. PENSI CHE IN FUTURO NEI VOSTRI BRANI SI POTRA’ DARE MAGGIOR SPAZIO A QUESTI MOMENTI CANTATI IN LINGUA MADRE?
– L’idea di “Anime Prave” è venuta a Gabriele. Quando ci ha proposto il ritornello in volgare, cantato solo con la chitarra acustica, eravamo decisamente perplessi ed intenzionati a tradurlo in inglese. Poi durante le preproduzioni il testo non è mai cambiato e, man mano che il pezzo prendeva forma, la parte ripresa dalla Divina Commedia diventava sempre più vincente e convincente. Ed alla fine così è rimasta anche su disco, probabilmente in uno dei pezzi migliori di “Sangreal”, per questo motivo non escludiamo in futuro di ripercorrere questa strada, magari in una canzone intera, oppure creando inserti su più brani.

COSA DOBBIAMO ATTENDERCI DAL FUTURO DEI SANGREAL E DALLE VOSTRE BAND PRINCIPALI?
– Per Sangreal il futuro è ancora tutto da scrivere. Quello che era nato come un progetto ed una sorta di divertissement si è trasformato in una band vera e propria e sicuramente daremo un seguito al disco d’esordio, che all’inizio era visto come un punto di arrivo. I Great Master stanno completando ai Domination Studio di Simone Mularoni il quarto album “Skull And Bones – Tales From Over The Seas”, che uscirà in autunno, un concept dalle tematiche piratesche, che suonerà Great Master al cento per cento. Con i Dark Horizon rilasceremo presto un singolo con il videoclip per presentare ai fan il nuovo vocalist, a seguito del cambio dietro al microfono avvenuto dopo oltre 15 anni. Sarà una sorta di battesimo per la nuova line-up. Inoltre sta prendendo forma anche il secondo disco dei Ghost City, l’altra mia band, ma per l’uscita del nuovo album bisognerà aspettare sicuramente la fine del prossimo anno. Francesco Russo (chitarrista dei Sangreal ed ex Shadows Of Steel, Ndr) e’ attualmente impegnato nel suo nuovo progetto Hungry Daze, così come Paris con gli Astronomikon, mentre Gabriele sembra averci ripreso gusto col metal e lo ritroveremo presto nel disco dei Gothic Stone.

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