SATYR – Musica per migliorare l’umore

Pubblicato il 22/12/2020 da

Esplosivi, colorati, dinamici, complicatissimi e divertenti, i Satyr si sono abbattuti in un ciclone di bizzarrie sulla scena progressive/metalcore, movimento effervescente che vede da qualche emergere tempo nuove arrembanti realtà underground, sulla scia di nomi affermati come Protest The Hero e Between The Buried And Me. I quattro di Atlanta, nonostante l’impossibilità di suonare in giro e l’autoproduzione, sono riusciti a far germogliare il seme della propria positiva e lucida follia su un pubblico non proprio ridotto, portando su di sé una discreta attenzione. “Locus” è un album che convince ai primi ascolti e conquista per la potenza espressiva e la contagiosa melodiosità, veicolata da liquide linee chitarristiche e il rincorrersi di voci martellanti, l’una pulita, l’altra urlata. Il chitarrista/cantante (in screaming) Michael Campbell ci apre le porte al mondo-“Locus”, una sorta di piccola “Fabbrica di Cioccolato” del metal ipermelodico e avanguardista.

COMINCEREI L’INTERVISTA CON LA FRASE DI PRESENTAZIONE CHE POSSIAMO LEGGERE SULLA VOSTRA PAGINA BANDCAMP: “LA SATYRTONINA (CHIARO RIFERIMENTO ALLA SERATONINA, NDR) MIGLIORA IL VOSTRO UMORE, IL SONNO, LA VITA IN GENERALE, L’APPETITO, IL LIVELLO DI ENERGIA E DIMINUISCE IL NERVOSISMO. ATTENUTA ADDIRITTURA IL DOLORE ALLA SCHIENA”. MI PARE CHE CREDIATE DAVVERO MOLTO NEL POTERE DELLA VOSTRA MUSICA! PERCEPITE QUESTI GROSSI BENEFICI MENTRE SUONATE? COME PENSATE CHE IL PUBBLICO REAGISCA ALLA VOSTRA MUSICA?
– La musica ha un potere catartico su di noi, sia quando la scriviamo, sia quando la suoniamo. È un ottimo modo per alleviare lo stress e la tensione e sentirsi produttivi. Le persone che ci ascoltano ci dicono che nostra musica può dare grandi effetti, dal calmarli a infondergli energia in palestra, quindi credo che la nostra audience tragga degli ottimi benefici da quello che suoniamo!

LA MUSICA DEI SATYR, IPERCINETICA, IMPREVEDIBILE, MOLTO TECNICA E PROGRESSIVA. COME AVETE SVILUPPATO QUESTA CONCEZIONE DELLA VOSTRA PROPOSTA?
– Ogni membro della band ha le sue influenze e stili cui è maggiormente interessato. Cerchiamo di metterli un insieme molto differente di stili e prospettive, all’interno di un sound coeso e logico. Cerchiamo di mettere in ogni canzone qualcosa che qualsiasi fan del rock e del metal possa apprezzare.

NELLA VOSTRA MUSICA FONDETE MATHCORE E PROGRESSIVE METAL IN UNA MANIERA CHE PUÒ RICORDARE, PRIMA DI TUTTO, PROTEST THE HERO E BETWEEN THE BURIED AND ME. GUARDANDO AL PROGRESSIVE METAL SENTO MOLTO I LEPROUS, QUELLI FINO A “THE CONGREGATION”. DOVE POSSIAMO RINTRACCIARE LE VOSTRE PRINCIPALI FONTI DI ISPIRAZIONE? QUANTO PESA, NEL PLASMARE IL VOSTRO STILE, UN TIPO DI MUSICA CHE SIA LONTANO DA METAL E HARDCORE?
– Le nostre ispirazioni principali per il genere che suoniamo includono Protest The Hero, Between The Buried And Me, Periphery, Intervals, Davin Gavin Dance, Hail The Sun, Fall Of Troy, CHON, solo per nominarne alcuni. Fuori dal metal, ci piacciono molto alcuni gruppi emo e math rock, come TTNG, Modern Baseball, The Hotelier e apprezziamo inoltre diversi artisti jazz e hip-hop. Per darti un’idea, uno dei miei artisti preferiti del momento è il rapper Young Thug.

QUAL È SECONDO VOI UNA CARATTERISTICA DI “FOCUS” CHE È RARO ASCOLTARE IN ALTRI DISCHI? QUALE POTREBBE ESSERE IL VOSTRO ‘X FACTOR’?
– “Locus” ricomprende una moltitudine di stili differenti riconducibili allo spettro rock e metal. Cerchiamo di miscelare una vasta varietà di suoni, il nostro ‘X factor’ è la variabilità, il passare attraverso tanti stili diversi in pochi minuti di ogni canzone.

SIETE MOLTO GIOVANI, MA SEMBRA CHE SUONIATE DA MOLTI ANNI, CONSIDERANDO IL VOSTRO LIVELLO TECNICO, DI CONOSCENZA DEGLI STRUMENTI, DI COME RIUSCIRE A ESPRIMERE AL MEGLIO QUELLO CHE AVETE IN MENTE. PUOI RACCONTARCI QUALCOSA SULLE VOSTRE BASI MUSICALI, SUL VOSTRO PERCORSO DI APPRENDIMENTO E COME SIETE ARRIVATI A SUONARE ASSIEME?
– Abbiamo tutti preso lezioni per imparare a suonare i nostri strumenti, quando eravamo più giovani. Ma per il grosso di quello che sappiamo, possiamo considerarci degli autodidatti. Come succede per tantissime persone oggigiorno, del resto. Ci esercitiamo tutto il tempo che possiamo ritagliarci a questo scopo. Per capire come costruire i nostri pezzi e le loro variazioni, registriamo molte tracce demo e sperimentiamo parecchio sullo stesso tema sonoro. Il nostro ingegnere del suono Corey Bautista ci dà un aiuto fondamentale per canalizzare al meglio quello che abbiamo in mente, quindi suonare le singole parti e creare nuovi suoni e tonalità nella maniera più professionale possibile. Quanto alla line-up, prima di arrivare a quella attuale siamo passati attraverso tanti cambiamenti. Siamo con questa formazione da fine 2017. Ci siamo conosciuti tramite amici comuni, assieme funzioniamo bene, come fossimo una cosa sola.

È FACILE PER VOI TROVARE UN AGGANCIO MELODICO ALL’INTERNO DI CANZONI COSÌ COMPLESSE COME LE VOSTRE, OPPURE OGNI VOLTA È UNA SFIDA, UNA FATICA INSERIRE QUALCOSA DI ‘ORECCHIABILE’ ALL’INTERNO DI TRAME ENERGICHE E COMPLICATE?
– Rimane un esercizio sorprendentemente arduo scrivere melodie e agganci melodici per le nostre canzoni. Le clean vocals sono l’elemento che dobbiamo riscrivere più volte, nettamente più di qualsiasi altro strumento coinvolto. Se gli strumenti suonano complessi e stratificati, per le melodie vocali cerchiamo di essere semplici, di portare al sing along. È un fattore che aiuta persone meno ‘open minded’ di noi a trovare qualcosa che gli piaccia all’interno dei nostri pezzi. Resta il fatto che scrivere melodie semplici sopra una musica così complessa è molto più difficile di quanto possa sembrare, specialmente quando utilizziamo pattern ritmici schizoidi.

DALLA MIA PROSPETTIVA, MI PARE CHE SIA UNA BAND MOLTO ATTIVA E ATTENTA RISPETTO ALLE DINAMICHE DEI SOCIAL MEDIA, SPENDENDOVI PARECCHIO NELL’USO DEGLI STRUMENTI CHE POSSANO PROMUOVERVI AL MEGLIO. CHE TIPO DI STRATEGIA ADOTTATE PER PUBBLICIZZARE QUELLO CHE FATE? QUALI OBIETTIVI AVETE RAGGIUNTO E QUALE LEZIONI AVETE IMPARATO DALLA CAMPAGNA PROMOZIONALE DI “FOCUS”?
– Gestiamo molti post sponsorizzati su Facebook e Youtube, per far conoscere il video di “Picayune”. Le pubblicità sui social ci servono per ‘catturare’ chi non sa nulla di noi. Il video di quel pezzo ci serve per un primo contatto, per portare successivamente la conoscenza di quanto realizziamo a un livello più profondo. Cerchiamo di pubblicare regolarmente nuovi contenuti e tenere le persone il più possibile coinvolte.

L’ASPETTO VISUALE DEL PRODOTTO MUSICALE HA ACCRESCIUTO ANCOR DI PIÙ LA SUA IMPORTANZA NELL’ERA DEI SOCIAL MEDIA, DOVE L’IMPATTO VISUALE SEMBRA PREVARICARE TUTTO IL RESTO. COME VI SIETE MOSSI PER DARE UN’IMMAGINE DEI SATYR CHE FOSSE VERITIERA E ALLO STESSO TEMPO MOLTO ATTRAENTE?
– L’immagine della band è importante, quasi al livello della musica. Ci piace pensare che suoniamo musica heavy per persone che non sembrano ascoltatori di musica pesante. Così, noi ci presentiamo proprio in quella maniera. Vestiamo in modo molto casual, non abbiamo tatuaggi vistosi o acconciature stravaganti, utilizziamo colori luminosi per dare di noi un’immagine accattivante e non intimidatoria.

L’ALBUM È USCITO A FEBBRAIO, IN QUESTI MESI (L’INTERVISTA SI È SVOLTA A SETTEMBRE, NDR) AVETE AVUTO DI TRACCIARE UN PRIMO BILANCIO SUI RESPONSI RICEVUTI DA PUBBLICO E MEDIA DI SETTORE? QUANTE PERSONE PENSATE ABBIANO REALMENTE ASCOLTATO “LOCUS” E LO ABBIANO APPREZZATO FINO IN FONDO?
– Le reazioni per “Locus” sono andate al di là delle nostre aspettative. Crediamo di essere migliorati molto rispetto al precedente EP e il pubblico sembra la pensi come noi! I commenti al nostro materiale sono stati da subito positivi e sulle principali piattaforme di streaming il numero di ascoltatori si è assestato su numeri soddisfacenti. Certo, il primo mese dopo l’uscita di un disco è quello in cui si hanno più ascoltatori, ma siamo riusciti a non avere grossi cali nel corso dell’anno.

“LOCUS” ESCE COME AUTOPRODUZIONE: QUALI SONO LE RAGIONI DI QUESTA SCELTA E QUALI RITENETE SI SIANO RIVELATI I VANTAGGI DI QUESTRA STRATEGIA?
– È stata una scelta dettata dalla necessità e dalla comodità. Sapevamo esattamente come muoverci, ogni decisione è stata presa con molta facilità. Non avere nessun’altro all’esterno della band che potesse interferire è stato un vantaggio, ha reso tutto immediato e veloce, nel processo di creazione del disco. Ci piace per ora mantenere tutto all’interno e fidarci del nostro istinto.

COME STATE VIVENDO I DISAGI CREATI DAL COVID-19? COM’È LA SITUAZIONE DOVE VIVETE?
– A parte il fatto di non poter suonare dal vivo, la pandemia non ha alterato di molto il nostro modo di lavorare come band. Ci piacerebbe suonare dal vivo, andare in tour, ma ovviamente tutto questo adesso non è possibile. Eravamo già abituati a lavorare da remoto, a provare e realizzare demo ognuno per conto suo. Proviamo tutti assieme soltanto quando abbiamo dei concerti in vista, quindi ci siamo incontrati poco durante la pandemia. Il non poter guadagnare nulla dai concerti ci penalizza, come tutte le altre band, il rovescio della medaglia è che abbiamo avuto del tempo extra a disposizione per pensare a nuova musica. Cerchiamo di restare ottimisti. I live show torneranno prima o poi, in quel momento saremo preparati per comportarci al meglio delle nostre possibilità.

HO SCOPERTO LA VOSTRA MUSICA GRAZIE ALLA PAGINA BANDCAMP DI METAL INDEX E A UNA DELLE LORO COMPILATION. QUANTO POSSONO AIUTARE QUESTI FORMAT, QUELLO DELLE COMPILATION, PER CREARE CONNESSIONI CON UNO SPECIFICO SOUND E UN CERTO TIPO DI SCENA MUSICALE?
– Adoriamo Mathcore Index! Le compilation sono diventate sempre meno popolati nel corso degli anni, ma per alcune nicchie, come quella del mathcore, possono rivelarsi fondamentali, perché permettono di riconoscere chi si dedica a uno stile ben preciso e a indirizzare così i fan per scoprire nuove proposte.

DENTRO E FUORI LA MUSICA, QUALI SONO I VOSTRI PROSSIMI OBIETTIVI?
– Vogliamo crescere come gruppo, sarebbe bello poter approdare a una condizione che ci permette di vivere di musica e non doverci dedicare ad altri lavori ‘normali’ per mantenerci. Ci stiamo provando, anche se sappiamo che si tratta di un percorso lungo e duro. Non che vogliamo diventare grandi come i Beatles, sia chiaro, ci piacerebbe approdare alla condizione che i Satyr ci garantiscono un buon reddito mensile e di non doverci preoccupare di nient’altro che della musica.

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