SCORPION CHILD – Weed’n’groove

Pubblicato il 13/08/2013 da

Spuntati improvvisamente fuori da una colorata coltre allucinogena, gli Scorpion Child si candidano per diventare una delle sorprese più piacevoli partorite da questo variopinto 2013. Il loro hard rock venato di blues si rifà alla migliore tradizione dei maestri del genere, complice una capacità di scrittura fuori dall’ordinario che ha conquistato la nostra attenzione finendo di diritto tra gli hot album di qualche settimana fa. Per noi è stata una logica conseguenza entrare in contatto con uno dei membri della band per cercare di sapere qualcosa di più in merito a questa nuova realtà. Il bassista  Shaun Diettrick Avants snocciola con fare surreale una serie di aneddoti che ci immergono in questa realtà che sembra provenire dal miglior periodo del XX secolo. Preparatevi ad affrontare questo viaggio con il maggiolino e i Ray Ban a specchio. Ne vale la pena…

Scorpion Child - Band - 2013

BENVENUTO A BORDO, SHAUN. VUOI PRESENTARE LA BAND AI NOSTRI LETTORI?
“Potrei farlo ma siamo abbastanza timidi. Immagina di trovarti ad una festa e noti una ragazza che ti piace dal primo sguardo, stabilisci un contatto visivo ma chiedi ad un tuo amico di informarsi se le piaci (cominciamo bene, ndR)”.

MI RACCONTERESTI COME E’ NATO IL VOSTRO DEBUT ALBUM?
“Da un continuo ‘work in progress’. Qualche canzone è vecchia, qualcuna più recente. Il disco è stato registrato in posti e in momenti differenti, ma abbiamo fatto del nostro meglio per mantenere dei suoni coesi ed organici”.

QUAL E’ IL SIGNIFICATO CHE SI CELA DIETRO L’ENIGMATICA COPERTINA DEL VOSTRO LAVORO?
“La ciclicità della natura. Le due strade, quella principale e quella riflessa attraverso allo specchio, raffigurano due percorsi differenti ma continuativi. All’interno del disco trovi la frase ‘I saw the end as it passed right through me’ che doveva essere il titolo dell’album, ma alla fine abbiamo optato semplicemente per “Scorpion Child”. Il fluire dei brani è anch’esso ciclico e duale”.

DI COSA TRATTANO I TESTI?
“Vogliamo lasciare ai nostri ascoltatori un’interpretazione più libera possibile. Credo sia importante che ogni persona abbia una visione propria della musica, affinché conservi la sua natura universale. La musica stessa parla ad ognuno di noi in modo completamente differente e di conseguenza non vogliamo darle alcuna etichetta rigida e limitante”.

COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON CHRIS “FRENCHIE” SMITH?
“Chris è sempre stato al nostro fianco sin dagli esordi. Ama la musica rock nell’accezione più pura del termine e mantiene viva questa sua passione impegnando parte del suo tempo in una ‘killer’ band di Austin (probabilmente si riferisce ai Young Heart Attack, ndR). Ha notato il nostro potenziale ed ha intuito che potevamo dare un contributo alla causa. Sicuramente ci ha aiutato nel tempo a diventare una band migliore sotto ogni punto di vista”.

QUANTO TEMPO AVETE IMPIEGATO PER REGISTRARE IL VOSTRO DEBUT ALBUM?
“Sei anni. Io e Aryn (il cantante, ndR) abbiamo mantenuto la band coesa sin dagli esordi, nonostante abbiamo apportato nel tempo una serie di accorgimenti per dare una sostanza migliore alle nostre composizioni. Nel disco puoi trovare ancora qualche frammento originario dei nostri esordi sparso qua e là, ma abbiamo preferito lasciare ampio spazio a nuove idee che rappresentato gli Scorpion Child attuali. Abbiamo affrontato una battaglia lunga e impegnativa, ma è stato un processo assolutamente necessario per maturare”.

COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON LA NUCLEAR BLAST?
“Il nostro manager ha oliato i meccanismi giusti riuscendo a catturare l’attenzione dei vertici della nostra attuale label che sin dall’inizio è rimasta colpita dalla nostra proposta”.

QUALI SONO LE VOSTRE PRINCIPALI FONTI DI ISPIRAZIONE?
“Siamo un collettivo molto unito e ci ispiriamo a vicenda. Uno di noi solitamente propone un riff interessante o una bozza melodica che viene sviluppata di conseguenza da qualcun’altro. Spesso ci sentiamo parecchio ispirati dopo aver fumato un bel po’ di erba (usa il termine weed, ndR) e ammetto che tale sostanza assume una parte fondamentale nel nostro processo creativo”.

SEMBRA CHE ATTUALMENTE MOLTI RAGAZZI SENTANO LA NOSTALGIA DEL BUON VECCHIO SOUND DEGLI ANNI ’70. COSA NE PENSI?
“Penso che in un’industria musicale oramai stagnante – specialmente per il rock – ci sia una forte brama per una proposta che smuova lo spirito. Sono certo che niente e nessuno sia in grado di sconfiggere un gran riff o una performance vocale intensa. La maggior parte delle band attuali diventano eccessivamente aggressive o sono degli emeriti buoni a nulla!”.

HO AVUTO L’IMPRESSIONE DI UDIRE UN MESSAGGIO SUBLIMINALE ALLA FINE DI “LIQUOR”…
“Senti quello che vuoi sentire (ermetismo? ndR)”.

SE C’E’, QUAL E’ IL TUO BRANO PREFERITO DA ESEGUIRE DAL VIVO?
“Personalmente amo suonare ‘Salvation Slave’. Riassume ogni elemento che amo nel rock. E’ pesante e al tempo stesso leggera. Ci sono le armonizzazioni vocali e gli arrangiamenti sono perfetti. E’ una canzone coraggiosa, se pensi a tutti gli ingredienti inclusi che contrastano con il concetto di rock moderno”.

QUALI SONO LE TUE PRINCIPALI INFLUENZE E COSA STAI ASCOLTANDO ULTIMAMENTE?
“Sto ascoltando in heavy rotation l’ultimo disco dei Queens Of The Stone Age. E’ differente da ciò che mi aspettavo. Inizialmente l’ho amato, poi mi ha deluso. In questo periodo lo sto ascoltando prima di addormentarmi. ‘I Sat By The Ocean’ potrebbe entrare nella categoria dei brani composti perfettamente, così come mi sto svegliando con ‘The Vampyre Of Time And Memory’ in testa. Per quanto riguarda le nostre influenze, invece, sono così vaste che è veramente difficile focalizzare un solo genere escludendo gli altri. E’ evidente che amiamo il classic rock, ma ci sono tantissimi altri generi che ci ispirano”.

POTRESTI DESCRIVERCI LA SCENA ROCK DI AUSTIN?
“Austin è una gran bella cittadina per iniziare a costruirti le basi come musicista, ma la presenza massiccia di hipster ti impone di oltrepassare i limiti del territorio per farti notare da una fascia di pubblico più ampia. Tieni conto che la politiche sociali di Austin non favoriscono lo sviluppo delle rock band, ma tendono a privilegiare ridicoli reality show (sulla falsa riga di American Idol, ndR) fomentati dalla presenza ingombrante dei social network”.

UN CONSIGLIO A CHIUNQUE ABBIA VOGLIA DI FORMARE UNA BAND?
“Chiunque abbia la volontà legittima di ottenere successo, deve innanzitutto valutare se al suo interno ci sono i membri giusti per ottenerlo. Spesso vengono sprecate un sacco di ore dietro a degli incapaci o a delle persone che non hanno la giusta attitudine. Bisogna lavorare duramente – a discapito di quello che molta gente pensa – e fare parecchi sacrifici per raggiungere gli obiettivi prefissati. Ci vuole una sana dose di realismo, ma allo stesso tempo bisogna inseguire la tua piccola pazza chimera”.

QUAL E’ LA COSA PIU’ INTERESSANTE CHE MI PUOI DIRE DEGLI SCORPION CHILD?
“Nessuno di noi parla italiano”.

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.