SEPTEM – L’inaspettato sconvolgente

Pubblicato il 15/03/2022 da

Con l’uscita del terzo album dei liguri Septem, realtà nostrana che da quasi vent’anni propone un classic heavy metal dalle venature thrash, e a distanza di cinque anni dall’ultima intervista, abbiamo avuto la possibilità di scambiare qualche domanda con il cantante Daniele Armanini. Domanda dopo domanda abbiamo parlato insieme e più approfonditamente di come è nata la loro ultima fatica “Pseudonica”, delle tematiche e delle inferenze che hanno portato alla scrittura di dieci tracce mai banali. Le loro canzoni infatti sono a volte molto elaborate, in grado di spaziare dall’heavy metal smaccatamente anglosassone senza però tralasciare declinazioni thrash. Una ricerca del suono molto attenta per cercare di dare una propria impronta riconoscibile.

 

BEN RITROVATI SU METALITALIA.COM: SONO PASSATI BEN CINQUE ANNI DALL’ULTIMA VOLTA CHE ABBIAMO POTUTO SCAMBIARE QUALCHE DOMANDA, POCO DOPO L’USCITA DEL VOSTRO SECONDO LAVORO “LIVING STORM”. COSA È SUCCESSO PER VOI COME GRUPPO IN QUESTO LASSO DI TEMPO?
– Ciao a tutta la redazione e a tutti i lettori. Sono successe veramente tante cose, sono stati anni difficili a livello personale che ci hanno toccato nel profondo, ma sono capitate anche cose belle e importanti; tutte queste situazioni ci hanno dato, da un lato, la rabbia e la voglia di andare avanti senza mollare e dall’altro l’entusiasmo per reggere il peso delle difficoltà. Una cosa è certa: non ci siamo arresi ed abbiamo raggiunto un’unione artistica e personale più forte di prima.

L’OCCASIONE PER RITROVARCI QUI A PARLARE È L’ATTESA USCITA DEL NUOVO ALBUM “PSEUDONICA”. CI RACCONTATE PRIMA DI TUTTO QUAL È IL SIGNIFICATO DEL TITOLO DELLA VOSTRA OPERA?
– La storia sarebbe lunga da raccontare e riguarderebbe una vecchia scatola di latta con raffigurate delle farfalle e i loro relativi nomi scientifici, nella quale mio nonno teneva il necessario per la rasatura della barba, e una serata delirante durante il concerto di Imola degli AC/DC dove ne sono successe di tutti i colori!
Per farla breve “Pseudonica” è una parola che ho inventato e che rappresenta qualcosa di latente che si sviluppa piano piano e quando si manifesta ci sconvolge. Qualcosa che non avevamo preventivato ma che al suo accadere ci può portare incredibili sorprese: “Pseudonica” rappresenta ciò che non possiamo prevedere o qualcosa di insperato che può scaturire anche dalle peggiori situazioni e che cambia la nostra vita.

ALL’INTERNO DEL GRUPPO E IN QUESTO PERIODO STORICO DIFFICILE PER LAVORARE ASSIEME, COME SONO NATE LE TRACCE E QUANTO TEMPO SIETE RIUSCITI A CONDIVIDERE NELLA FASE DI SCRITTURA?
– Devo dire che le canzoni sono uscite fuori abbastanza di botto, forse proprio dovendo ottimizzare il poco tempo che questo periodo infame ci concede. Come dicevo, grazie alla maggiore coesione raggiunta, abbiamo accelerato il processo compositivo e realizzato canzoni più veloci ed aggressive ma sempre con una fortissima carica melodica come è nel nostro stile. Siamo stati compatti e veloci, credo che questo si senta anche nell’album.

APPROFONDENDO L’ASCOLTO DI “PSEUDONICA”, NON SI PUÒ CHE RIMANERE COLPITI DALLA POTENZA DEI SUONI OTTENUTI IN OGNI SINGOLO PEZZO. QUAL È IL VOSTRO RAPPORTO CON I NADIR STUDIO?
– Grazie a tutti i ragazzi di Nadir Studio abbiamo trovato il supporto migliore possibile per donare alle nostre canzoni il giusto sound e siamo davvero soddisfatti del loro lavoro fatto negli anni! Il lavoro di Tommy è stato straordinario e ci ha aiutato a far crescere la band album dopo album di pari passo con produzioni sempre migliori. Abbiamo trovato una sintonia e un rapporto incentivante e grazie a Nadir siamo cresciuti tantissimo. Non vediamo l’ora di metterci al lavoro sul quarto album sempre con loro!

ABBIAMO PARLATO DEI NADIR STUDIO, BASE DEI NOSTRANI SADIST. QUANTO SONO IMPORTANTI PER VOI REALTÀ COME LORO E ALTRI GRUPPI ESTREMI NEL CREARE IL VOSTRO SUONO, CHE PARTENDO DAL CLASSICO HEAVY METAL DI STILE INGLESE SPAZIA FINO AL PROGRESSIVE E AL THRASH?
– Beh io sono cresciuto non solo con i grandi classici e i mostri sacri del metal mondiale, ma anche ascoltando tanto metal di casa nostra e i Sadist – insieme a Necrodeath, Strana Officina, Vanadium e Bulldozer, per citarne alcuni, con cui abbiamo anche diviso il palco!- fanno parte del mio percorso musicale.
Tenendo presente che ognuno di noi cinque ha influenze diversissime, questo ci garantisce un grande serbatoio musicale da cui attingere, senza alcun dubbio. In questo album abbiamo sicuramento assorbito e riversato molto di più le influenze thrash e credo che la collaborazione con i Nadir Studio ci abbia aiutato in questo processo. Amiamo il metal a trecentosessanta gradi e ogni buona idea cerchiamo di svilupparla al meglio: in questo caso il thrash ci ha aiutato sicuramente.

RITORNANDO PERÒ AI SINGOLI PEZZI, CI SONO MOLTI TEMI TRATTATI E DALL’ASCOLTO SIAMO RIMASTI COLPITI DALLA STRUTTURA DI “SA FEMMINA ACCABADORA”. VORRESTE RACCONTARCI COME È NATA QUESTA LUNGA CANZONE E DI CHE COSA PARLA?
– La canzone parla della leggenda sarda della Accabadora, questa donna che per mezzo di un martello di legno praticava, diciamo così, l’eutanasia ai moribondi tramite un colpo ben assestato sul capo di questi poveretti. E’ una figura arcaica ed onirica di cui si hanno poche notizie e ci è sembrato un argomento affascinante da affrontare. La struttura è stata pensata volutamente così elaborata ed evocativa proprio perché questa figura ispira un alone di mistero e una sensazione arcana. A livello musicale può riportare alla mente qualcosa alla Iron Maiden, ma è indubbiamente sviluppata in modo totalmente Septem. Nonostante la lunghezza, è stata scritta ed arrangiata in modo abbastanza veloce, siamo molto fieri di questa canzone che è piaciuta a molti.

ALTRI BUONI SPUNTI SONO ALLA BASE POI DI ALTRI PEZZI, COME NEL PRIMO SINGOLO “BLOOD AND SOUL” E IN ALTRI TIRATISSIMI QUALI “DEVIL IN DISGUISE”, “THE LUST WITHIN” E LA TITLETRACK “PSEUDONICA”. POTETE FARCI ADDENTRARE NEI MEANDRI COMPOSITIVI CHE STANNO ALLA BASE DELLA LORO STESURA?
– Questo periodo difficile, come ti dicevo, ci ha dato la spinta giusta per premere sull’acceleratore e così abbiamo fatto. Avevamo voglia di spaccare e di essere più pesanti per scaricare la negatività e trasformarla in qualcosa di buono. È stato terapeutico sfogare tutto in questo album. Ognuno di noi ha partecipato alla costruzione di tutte le canzoni; chi arrivava con un buon riff o idea la metteva a disposizione di tutti e si andava avanti insieme. Alcune cose sono nate alla chitarra, ma altre anche da una linea vocale oppure certe canzoni hanno preso il volo dopo che Matteo ha trovato il tempo giusto di batteria. È come sempre un processo corale e questa volta abbiamo cercato di vergare più duro di prima!

CI SONO ALTRI BRANI CHE AVETE PIACERE DI SPIEGARE A CHI STA PER ACQUISTARE O ASCOLTARE “PSEUDONICA”?
– Sicuramente c’è “Call of Love”, che esula un bel po’ dal contesto di pesantezza dell’album per donare un momento sognante, la classica ballad alla Whitesnake o Skid Row! Come ti dicevo abbiamo davvero tante influenze e ci divertiva l’idea di inserire una canzone così, un po’ a sorpresa, in un album aggressivo come “Pseudonica”. Persino durante le prove di preparazione suonare “Call of Love” era un momento di rilassamento e spensieratezza. Fa sicuramente strano ascoltare un brano così in questo contesto. E poi anche “The North Star”, ispirata a Kenshiro! Un pezzo che sembrava non dovesse nemmeno finire sul disco, ma che ora è uno dei nostri preferiti!

VENIAMO ALL’INCERTO FUTURO: DOPO MOLTI CONCERTI CHE VI HANNO PORTATO IN GIRO PER IL MEDITERRANEO, COSA AVETE IN MENTE PER PROMUOVERE LA VOSTRA ULTIMA FATICA? CI SONO GRUPPI CON I QUALI VORRESTE CONDIVIDERE IL PALCO PROSSIMAMENTE?
– Al momento siamo impegnati con la promozione dell’album ovunque ne abbiamo la possibilità. E stiamo pensando di girare anche un altro paio di video, sicuramente uscirà il lyric video di “The North Star”. Ovviamente siamo in attesa degli sviluppi per la possibilità di poter suonare live ma questo dipende purtroppo da come si evolverà la situazione attuale. Noi siamo certamente pronti a salire su un palco e stiamo già fissando date da confermare qualora si riparta coi concerti. Per noi è sempre un piacere suonare con chiunque e in questi anni ci siamo tolti davvero tante soddisfazioni salendo sul palco con molti dei nostri idoli, quindi speriamo di farlo di nuovo al più presto. Chiaramente se Bruce Dickinson ci chiamasse per uno scambio di date non sarebbe affatto male (ride, ndr)!

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