SEPULCHER – Thrash e pesto alla genovese tra i fiordi

Pubblicato il 21/12/2018 da

Abbiamo fatto una chiacchierata virtuale con questa giovane band, autrice di un disco molto interessante per quello che riguarda il panorama estremo underground. La Norvegia ci ha abituato negli ultimi venticinque anni a grandi eccellenze che però difficilmente ricadono nel tipo di sound sviluppato da questo quartetto, cosa che li rende ancor più intriganti: i Sepulcher riescono infatti nel difficilissimo compito di evitare l’effetto fotocopia senza per questo snaturare il fulcro del loro sound, che rimane solidamente ancorato ad un marcio thrash/death. Qualora vi stiate chiedendo di cosa stiamo parlando nello specifico, vi rimandiamo alla recensione di “Panoptic Horror”, diversamente vi lasciamo alle parole di questi sorprendentemente loquaci ragazzi.

CIAO RAGAZZI, VOI VIVETE IN UN’AREA CHE HA UNA POPOLAZIONE DI MENO DI 4000 ABITANTI E CHE HA UNA SCENA METAL INCREDIBILMENTE VIVA. CE NE POTRESTE PARLARE E RACCONTARCI QUALCOSA IN MERITO ALLA CREAZIONE DELLA BAND?
– Come hai detto, non vivono molte persone nella nostra zona e ce ne sono ancora meno che ascoltano e suonano musica pesante, quindi abbiamo semplicemente radunato quelli che lo facevano, preso un po’ di birre ed iniziato tutto! All’inizio avevamo una sola band e abbiamo impiegato il giusto tempo cercando di definire il nostro stile e il genere, ma continuavamo ad incontrare ostacoli lungo il cammino. C’erano molte idee diverse che fluttuavano nell’aria e troppa diversità per poter condensare tutto nel suono di una sola band. Così abbiamo dato vita ad un altro gruppo. Stessa etichetta, stile differente. E anche ruoli diversi. Questo ingrandimento, accompagnato dall’aggiunta di alcune facce nuove che sono uscite nello stesso periodo è ciò che sta ora sotto il nome di ‘scena metal di Fusa’, trainata da gruppi quali Inculter, Reptilian e verosimilmente Sepulcher. Ci siamo arrivati!

DOMANDA OBBLIGATORIA: COM’E’ ESSERE UNA THRASH-DEATH BAND NELLA TERRA CHE HA DATO I NATALI AL COSIDDETTO ‘TRUE’ BLACK METAL?
– E’ ok, penso… Non siamo così tanto addentro la musica di quelle vecchie band, come magari potrai immaginare, però abbiamo alcune band che amiamo che provengono da quell’era, come ad esempio i Darkthrone. Personalmente ritengo che le band più nuove come i One Tail, One Head e la scena di Trondheim siano molto più interessanti e musicalmente sagge della vecchia roba degli anni ‘90. Ad ogni modo, per rispondere alla tua domanda: non pensiamo un granché a questa cosa. Ci sono state situazioni nelle quali siamo stati scambiati per una band black metal, prima che la nostra musica venisse ascoltata, il che ha senso. Il logo è affine ai canoni del black metal e il primo disco ha un artwork tetro e cupo che rimanda agli antichi e freddi inverni norvegesi. Inoltre, come hai detto tu, veniamo dalla terra del ‘vero black metal’. Ad ogni modo le persone sembrano essere piacevolmente sorprese quando ascoltano la nostra musica, forse è un periodo migliore questo per il thrash e il death… Non so, ma non dimenticate ragazzi: il thrash è sempre meglio del black!

COME SIETE SOLITI COMPORRE DI SOLITO? PARTITE DA UN RIFF, DA UNA MELODIA O DAI TESTI?
– Daniel (il nostro batterista) è quello che porta più riff. Mette insieme qualcosa, che sia un riff, una sezione ritmica o un intero brano e poi ce lo fa ascoltare. Poi gli urliamo contro tutte le cose che non ci piacciono e lo abbracciamo e baciamo per quello che ci è piaciuto. Infine facciamo assieme tutti gli aggiustamenti che riteniamo necessari muovendoci in un terreno comune a tutti i componenti della band. Alle volte è un processo rapido e veloce, e ognuno di noi se ne va a casa felice, altre volte dobbiamo litigare di brutto come uomini delle caverne… Ci colpiamo con clave di legno, pugnaliamo con bastoni appuntiti e ci prendiamo ad unghiate, cose così. Di solito vince quello con il fuoco. Bård (il bassista) e ora anche Daniel sono dietro al lavoro di scrittura dei testi, sono poeti travestiti.

PARLIAMO DI “PANOPTIC HORROR”: C’E’ UN CONCEPT DIETRO ALLE CANZONI, UNA SPECIE DI FILO ROSSO CHE CREA UNA CONNESSIONE TRA DI ESSE?
– La maggior parte delle canzoni hanno apparentemente a che fare con argomenti molto diversi, ma ci sono alcune similitudini nascoste qua e là che possono funzionare come connessione tra i brani. Il tema fondamentale presente nella maggior parte delle liriche è l’esistenza di una forza nascosta e dormiente che è sempre presente e guida il mondo o le menti delle persone verso l’ignoto. Che si tratti di qualcosa di buono oppure no non ha importanza: il viaggio involontario verso luoghi sconosciuti può essere terrorizzante di per se stesso.

L’ARTWORK AD OPERA DI MARIUSZ LEWANDOWSKI MOSTRA UNA SPECIE DI PAESAGGIO EXTRATERRESTRE DESERTO. PERCHE’ LO AVETE SCELTO?
– Abbiamo impiegato una quantità di tempo incredibile cercando artisti e artwork che potessero rappresentare il nostro album. Sapevamo sin dall’inizio di volere qualcosa di diverso rispetto al disco precedente, “Mausoleum Tapestry”, sia in termini di stile che di concept. Ci siamo imbattuti in Mariusz e abbiamo visto l’incredibile galleria di sue immagini disponibili, all’interno della quale scelto questa. L’idea iniziale era quella di avere qualcosa di concepito appositamente per noi, ma quell’immagine ci aveva colpito troppo, la perfetta rappresentazione dell’atmosfera creata da musica e parole.

LA VOSTRA MUSICA SUONA ALLO STESSO TEMPO OLD SCHOOL E FRESCA. CREDO SIA GRAZIE ALL’OTTIMO MIX DI SOUND E GUSTO TIPICI DELL’INIZIO DEGLI ANNI ‘90 E SONGWRITING MODERNO. SIETE D’ACCORDO?
– Sì, credo di poter concordare. Tutti noi amiamo il sound vecchia scuola degli ultimi anni ‘80/primi ‘90. Nessun fottuto trigger né roba ultra-prodotta (anche se alcuni gruppi hanno fatto cose del genere, come i Pantera… disgustoso). Non siamo mai stati grandi fan di una produzione più ‘moderna’ come invece sembrano essere anche alcuni vecchi gruppi al giorno d’oggi, come Exodus e Testament, o praticamente qualsiasi uscita targata Nuclear Blast. Noi puntiamo ad avere un sound più ‘senza tempo’: sporco, selvaggio e brutto.
Non credo che il nostro modo di pensare e scrivere i pezzi fosse così popolare anni fa quanto lo è oggi, perciò è facile essere tentati di definire ‘moderno’ il nostro songwriting. Ma c’erano alcune band molto sperimentali ed intelligenti anche a quei tempi, come ad esempio Voivod e Morbid Angel, e noi abbiamo tratto grande ispirazione dal loro modo di comporre. Naturalmente prendiamo spunto anche da gruppi più classici come Sepultura e Slayer, mentre per quanto riguarda le band più giovani sicuramente Morbus Chron ed Execration. Ci sono un sacco di gruppi interessanti in Scandinavia al momento!

UN ALTRO ELEMENTO CHE MI SEMBRA DI RILIEVO E’ UN QUALCHE TIPO DI INFLUENZA PUNK/HARDCORE, CHE AGGIUNGE QUALCOSA DI ULTERIORMENTE INTERESSANTE AL VOSTRO SOUND. QUAL E’ IL VOSTRO BACKGROUND?
– Volevamo che “Panopticon Horror” suonasse leggermente più punk del primo album, più dritto al punto. Onestamente non sento rimandi all’hardcore, noi non ne ascoltiamo, quindi forse c’è qualche rimando inconsapevole a quel genere. Death e thrash sono naturalmente il nostro focus principale, però ci è sempre piaciuto giocare con doom, black, punk e addirittura roba anni ‘70 nei pezzi che scriviamo. Non si tratta di decisioni prese a tavolino, è semplicemente qualcosa che accade lungo il percorso, probabilmente perché tutti ascoltiamo generi e band differenti.

E QUALI SONO LE VOSTRE INFLUENZE EXTRA-MUSICALI?
– Sono molte. Film, libri e storia, per dirne alcuni. E storie diverse che sentiamo in giro. Ci sono un sacco di cose assurde che stanno accadendo nel mondo e c’è pieno di cose dalle quali è possibile trarre ispirazione. Anche guardare documentari sullo spazio e sull’infinità del nostro universo è una buona fonte di ispirazione, aiuta a mettere le cose nella giusta prospettiva.

SIETE SODDISFATTI DELLA EDGED CIRCLE PRODUCTIONS? HO LETTO CHE LA VOSTRA ETICHETTA COLLABORA CON LA SEASON OF MIST, MA NON E’ ANCORA SEMPLICE REPERIRE IL VOSTRO MATERIALE IN ITALIA, SPERATE DI AVERE UNA DISTRIBUZIONE PIU’ VASTA IN FUTURO?
– Lo siamo, è davvero fantastico lavorare con la Edged Circle Productions! Stian (il titolare) è un metal fan duro e puro e siamo fortunati ad averlo nella nostra squadra. Non sappiamo come funzioni la distribuzione nel mondo, di questo si occupa l’etichetta. Naturalmente però vorremmo che la nostra musica sia reperibile ovunque: i Sepulcher sono una band in crescita così come la nostra etichetta, quindi speriamo di poterci supportare a vicenda riuscendo a crescere entrambi.

I SEPULCHER SONO STATI CONFERMATI NEL BILL DELL’INFERNO METAL FESTIVAL DEL PROSSIMO ANNO. PREFERITE ESIBIRVI IN GRANDI FESTIVAL O PICCOLI LOCALI? E QUANTO E’ IMPORTANTE PER VOI L’ASPETTO LIVE?
– L’Inferno sarà meraviglioso. Di fatto non suoniamo direttamente al festival, si tratta piuttosto di un piccolo concerto con un piede dentro l’area del festival… E’ difficile da spiegare, ma comunque non vediamo l’ora di andare! Saremo in compagnia di grandi band come Nekromantheon e Purple Hill Witch. Certe volte esibirsi dal vivo può essere più importante che incidere dischi, secondo me: ci sono gruppi che sono migliori su disco che live e viceversa, ma i migliori sono convincenti in entrambi gli aspetti, per cui per noi è davvero importante fare delle ottime performance. Un concerto è la situazione ideale nella quale si può effettivamente sentire e vedere di che pasta è fatto il gruppo. Non abbiamo ancora tenuto molti show come Sepulcher ma sappiamo, attraverso l’esperienza con altre band, che la dimensione del locale non è particolarmente importante finché i presenti si divertono e si danno all’headbanging furioso.

E’ TUTTO. SENTITEVI LIBERI DI AGGIUNGERE QUALSIASI COSA VOGLIATE.
– Per tutte le persone in Italia: ci dispiace che il disco sia difficile da reperire, ma per lo meno avete il pesto alla genovese, che è il migliore che esiste. E ascoltate i Black Viper!

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.