SEVEN WITCHES – Intervista con Jack Frost

Pubblicato il 26/03/2003 da

Il nuovo anno vede, tra le tante uscite in campo heavy metal, quella di “Passage To The Other Side”, nuovo prodotto dei Seven Witches, la creatura di Jack Frost, che molti di voi ricorderanno per un fugace passaggio nei Savatage nell’ultimo periodo. Tornato a dedicarsi unicamente alla sua band per ilrientro di Al Pitrelli nella band di Jon Oliva, Jack ha risposto di buon grado e con la sua parlata eloquente a tutte le nostre domande, dimostrandosi disponibile nel parlare di ogni argomento, dalle caratteristiche musicali della sua creatura alla sua recente esperienza nei Savatage. Ad ogni modo, ecco il resoconto di un’interessante e rilassata chiaccherata con il poliedrico chitarrista americano.

COMINCIAMO A PARLARE DEL NUOVO ALBUM, “PASSAGE TO THE OTHER SIDE”. NON MI SEMBRA MOLTO DIFFERENTE DA “XILED TO INFINITY AND ONE”, SEI D’ACCORDO?
“Ti devo contraddire; io lo ritengo completamente diverso da ciò che ho fatto in precedenza. E’ assolutamente differente musicalmente ed anche per quanto concerne il songwriting, ed inoltre è stato composto da una vera band, rispetto a quanto fatto in precedenza… sai, c’è stata molta più unione tra di noi, perchè finalmente il gruppo ha trovato un assetto stabile; per esempio, non ho mai avuto un batterista fisso come questa volta, ed anche in fase di songwriting la creazione di testi e musiche è stata più semplice ed efficace del solito. Ho anche trovato un grande cantante come James Rivera (ex Helstar, ndr) con cui mi trovo benissimo, che mi ha aiutato nella composizione del materiale…”.

DUNQUE LA STESURA DEL NUOVO ALBUM E’ IL FRUTTO DI UN LAVORO DI SQUADRA…
“I Seven Witches non sono la mia band, sono la mia famiglia. Da questo puoi capire quanto siamo uniti, ed in quale clima abbiamo registrato ‘Passage To The Other Side’…”.

E’ STATA UNA SCELTA VOLONTARIA FAR RISALTARE COME SEMPRE ANCHE NEL NUOVO DISCO IL SUONO DELLE CHITARRE?
“Sai, il disco è stato mixato da Joey (Vera, anche Armored Saint, ndr), e non so quanto questa scelta sia voluta, anche se come sempre non è solo un fatto di produzione, perché, per farti un esempio, in tutto il cd ci sono dei riff di chitarra molto incisivi che risaltano parecchio, e Joey si è concentrato molto sulla ritmica, oltre al missaggio delle parti di voce… ma anche le parti di batteria in questo disco sono molto più in evidenza rispetto al passato. Joey sa come far suonare un disco, come far risaltare le varie tonalità. Un’altra cosa che forse ha contribuito a rendere le chitarre così presenti, al di là della produzione, è stata la scelta di usare dei modelli di Jackson, che hanno un suono molto potente ed heavy… be’, devo dire che sono davvero orgoglioso visto il risultato che abbiamo ottenuto!”.

MI DICI DI COSA PARLANO I TESTI IN QUEST’ULTIMO DISCO?
“E’ un album incentrato su temi tristi… sono rimasto influenzato dalla dipartita di mio fratello… diciamo che dopo la sua morte ho cominciato a vedere la vita in modo diverso, e tutto questo è emerso quando mi sono trovato a scrivere i testi. Vedevo mio fratello andarsene lentamente, soffrendo ogni giorno di più… ero arrivato ad un punto della mia vita in cui, quando mi alzavo la mattina, l’unica cosa che facevo era guardare fuori dalla finestra e pensare al significato della mia esistenza. I testi che ho scritto sono, come prima cosa, intrisi del dolore che ho sperimentato, e in secondo luogo sono anche riferiti a tutti quelli che mi sono stati accanto durante quel bruttissimo periodo. Dunque gran parte dei testi è incentrata sui rapporti che hai con persone care che hai perso, ma anche quelli che hai con il mondo; inoltre, buona parte di quello che ho scritto riguarda anche tutto ciò che succede oggi nel mondo, dove molte persone ogni giorno muoiono senza ragione… un minuto prima sei al supermercato a fare la spesa, ed un minuto dopo sei saltato in aria… c’è anche questo nelle lyrics, e devi ascoltare il disco per rendertene conto. In generale, comunque, tutto il disco è basato su forti emozioni per quanto riguarda quest’aspetto”.

QUALE PENSI CHE SIA LA CANZONE PIU’ RAPPRESENTATIVA DEL DISCO E PERCHE’?
“Sicuramente la title-track, perché è forse quella che più mostra un gran lavoro di songwriting dei ragazzi della band… Joey suona benissimo, James costruisce linee vocali melodiche ma potenti al punto giusto, la batteria di Brian è perfetta, io con la chitarra suono la giusta dose di parti più tranquille ed altre più aggressive. Sì, questo pezzo rappresenta tutto ciò di cui sto parlando, musicalmente per il songwriting e dal lato umano per l’amicizia che c’è tra noi… ti fa capire di cosa sia fatto questo disco”.

ORA PROVA A DARE AI TUOI FAN TRE BUONE RAGIONI PER COMPRARE “PASSAGE TO THE OTHER SIDE”!
“Tre buone ragioni? L’amicizia, la vita in generale (che vuol dire?, ndr), e il fatto che questo disco è fatto col cuore e con l’anima. Non è assolutamente qualcosa fatto per soldi, ma solo per l’amore per la musica”.

COME DESCRIVERESTI L’EVOLUZIONE DEI SEVEN WITCHES DALLA FORMAZIONE AD OGGI?
“Non c’è evoluzione, non ci sono differenze. I Seven Witches sono sempre stati e saranno sempre i Seven Witches…”.

VUOI DIRE CHE NON C’E’ LA BENCHE’ MINIMA DIFFERENZA TRA I SEVEN WITCHES DI ORA E QUELLI DI ALCUNI ANNI FA?
“Be’, l’unica vera differenza, come ti ho già detto, è la presenza di una vera band; in passato abbiamo sempre cercato di mettere in piedi una formazione stabile, senza riuscirci. Per questo sono molto orgoglioso di quello che è venuto fuori dal nostro lavoro di gruppo, cosa che in passato era sempre mancata. Sai, ci sono in giro molte band quotate che però non hanno una salda unione tra i vari componenti, e puoi accorgertene facilmente quando parli con loro o vedi alcuni loro live show. I Seven Witches non sono così: e in questo nuovo disco, finalmente, il gruppo, tanto quanto l’attitudine ed il sound, è stato perfetto. Questa è la principale differenza rispetto al passato”.

PUOI DIRMI PERCHE’ WADE BLACK HA LASCIATO LA BAND?
“Sicuro! Wade è un grande cantante ed un bravo ragazzo, ma non ha preso l’impegno con noi troppo sul serio. Quando è entrato nella band non era interessatissimo a tutto ciò che facevamo, e credo che non si rendesse nemmeno conto di cosa significasse lavorare in studio per registrare un disco per bene o effettuare un tour impegnativo. Inoltre aveva i suoi affari, e non era molto disponibile per quelli che erano i suoi impegni con noi; penso che questa sia stata la principale ragione del suo allontanamento, non teneva abbastanza in considerazione l’attività col gruppo. Oddio, non c’erano brutti rapporti tra noi, ma è stata una scelta forzata, alla fine. Comunque le sue qualità non si discutono, è un cantante incredibile: l’unica cosa che ha di negativo è che non ama dedicarsi alla vita di gruppo, e preferisce curare i suoi interessi. Non ci sono stati altri problemi, si riassume in tutto quello che ho detto: tra noi non c’era nessun problema, nessuna differenza a livello musicale o altro”.

PUOI DIRMI COME HAI CONTATTATO JAMES RIVERA DEGLI HELSTAR E FARMI UN CONFRONTO TRA LUI E WADE?
“Io sono un grande fan di band come Helstar e Destiny’s End, e quindi è stato naturale per me pensare a lui. Per quanto riguarda il paragone con Wade, ti posso dire che lui ha uno stile preciso nel cantare, e non usava modellare la sua voce per cantare in modo particolare; James invece ha più attitudine, e può giocare con la voce a suo piacimento: può cantare come Rob Halford (!), come Ronnie James Dio (!!!), può cantare come qualsiasi altro singer! E’ veramente un grandissimo cantante! E’ più vario di Wade, e questo è proprio quello che ci interessava per questo disco! Inoltre James è anche un frontman incredibile, sa davvero come ci si deve comportare sul palco!”.

UN’ULTIMA DOMANDA: COSA MI PUOI DIRE SULLA RECENTE ESPERIENZA COI SAVATAGE?
“E’ stato il periodo più bello della mia vita. I Savatage sono sempre stati una delle mie band preferite, e lavorare con Jon Oliva e gli altri ragazzi è stato semplicemente stupendo. Musicalmente lui è un genio, e mi sono trovato benissimo a suonare insieme a lui ed agli altri in alcune date; inoltre si era creata anche una buona intesa tra noi. E’ stato veramente stupendo, una delle più belle cose che abbia mai fatto, spero di ripetere un’esperienza del genere prima o poi!”.

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