SEVENTH WONDER – Processo al genere umano

Pubblicato il 07/12/2018 da

I Seventh Wonder dopo una lunga assenza sono tornati con un nuovo album, un concept intitolato “Tiara”, che riporta in auge questo moniker di tutto rispetto, temporaneamente accantonato per i numerosi impegni soprattutto del cantante Tommy Karevik, da qualche anno singer dei Kamelot, al posto di Roy Khan. Abbiamo sentito il bassista Andreas Blomqvist, con il quale abbiamo parlato del disco, della storia e degli argomenti che la band ha voluto trattare, con qualche accenno a questo doppio ruolo di Karevik, la loro visione, i progetti nell’immediato futuro e quelle che possono essere le prospettive per la band svedese, con l’auspicio, a tal riguardo, che non passeranno altri otto anni (tanti separavano infatti “Tiara” da “The Great Escape”), prima di poter ascoltare la loro prossima fatica discografica.

IL VOSTRO NUOVO ALBUM, “TIARA”, ARRIVA PARECCHIO TEMPO DOPO IL VOSTRO ULTIMO FULL-LENGTH: QUALI SONO STATE LE RAGIONI (Anticipiamo che il buon Andreas forse non ha afferrato la domanda o forse volutamente risponde tutt’altro, ndR)?
– Finora siamo stati travolti dal grande riscontro. Le sole critiche che ho sentito sono state da persone che si aspettavano qualcosa di maggiormente differente da quello che avevamo fatto in passato ma, a dirti la verità, se l’album fosse stato troppo diverso, più persone sarebbero state contrariate e non puoi accontentare tutti. La gente sembra davvero contenta che siamo rimasti veri e molti ci hanno confessato di aver tirato un sospiro di sollievo che fosse così bello, non volevano rimanere delusi.

“TIARA” E’ UN CONCEPT ALBUM: PUOI RIASSUMERCI BREVEMENTE LA STORIA?
– Noi speriamo che “Tiara” possa avere per la gente significati diversi. Tiara è la protagonista principale della storia e vede ciò che gli altri sono troppo ciechi per vedere ed è pura. Sarà sufficiente? Potrà qualcosa di così piccolo avere un grande impatto? Cosa è importante per noi, come agiremo, cosa ci riserverà il futuro? Questo è ciò di cui tratta su un livello alto, più filosofico. Più concretamente, tratta di una sorta di processo al genere umano, dove noi siamo dimentichi delle nostre colpe e dei nostri errori e solo la ragazzina Tiara può vederci per ciò che siamo realmente, alla stessa maniera di come i giudici, ovvero gli Everones, fanno. Sebbene l’umanità inizialmente non comprenda dove ha sbagliato, alla fine alcuni sono intelligenti abbastanza da capire che c’è chiaramente qualcosa di speciale in questa ragazza, così sarà mandata a perorare la nostra causa di fronte agli Everones. Come andrà? Procuratevi l’album e vedrete…

LA STORIA CONTINUERA’ IN UN ALBUM SUCCESSIVO? E SI PUO’ AZZARDARE QUALCHE LEGAME CON “THE GREAT ESCAPE”?
– No, non proprio. Almeno non esplicitamente. “The Great Escape” era basato su un libro, così non era quello il punto di partenza per la nostra storia. Allo stesso tempo, toccano alcuni argomenti simili. Penso che sia bello che alcune persone ci vedano una connessione e non sarò certo io a dire che si sbagliano.

AVETE PENSATO A “TIARA” COME UN CONCEPT SIN DALL’INIZIO? QUANDO AVETE INIZIATO A COMPORRE, SIETE PARTITI CON IL CONCEPT E I TESTI O LI AVETE SCRITTI DOPO LA MUSICA?
– All’inizio siamo partiti scrivendo nuovo materiale sulla scia di “The Great Escape”. In quella fase non avevamo ancora pensato di renderlo un concept album. Poi sono successe molte cose e l’album è stato posticipato di due anni rispetto a come avevamo originariamente pianificato. In qualche momento, in quella fase, abbiamo deciso di renderlo un concept album. Erano state scritte ancora poche canzoni e alcune di loro sono state modificate per inserire il concept ma la maggior parte delle canzoni sono state scritte dopo quel punto e scritte deliberatamente per esaudire uno scopo preciso nella storia. Le liriche sono sempre l’ultima cosa in assoluto che viene scritta ma avevamo una sinossi dettagliata di un paio di pagine e questo era stato fatto prima di scrivere la musica.

VUOI AGGIUNGERE QUALCOSA RIGUARDO LA REALIZZAZIONE DELL’ALBUM? COME AVETE LAVORATO PER LE SESSIONI DI REGISTRAZIONE?
– Come dicevo, l’album è stato scritto durante un lunghissimo periodo di tempo, ma abbiamo sempre lavorato lentamente e preso il nostro tempo quando arrangiamo le canzoni, così non c’è nulla di nuovo sotto quest’aspetto. C’è un po’ di collaborazione in più nel produrre legata alla creazione di un concept album, tutti hanno contribuito con idee originali, incluso il nostro nuovo membro Stefan (Norgren, batterista, ndR). Questa volta solo la batteria è stata registrata nel nostro studio e tutti gli altri strumenti sono stati registrati altrove. È stato mixato in Norvegia, mentre il mastering è stato fatto in Svezia.

STATE PIANIFICANDO QUALCHE TOUR? SUONERETE PER INTERO “TIARA”?
– Sì, proveremo a suonare il più possibile nella prima metà del 2019. Al momento non ci sono progetti di suonare l’album per intero, senza dubbio vogliamo suonare anche alcune canzoni più vecchie.

CI SONO ALCUNE DIFFERENZE NEL VOSTRO STILE RISPETTO AL PASSATO? E’ UN DATO DI FATTO CHE TOMMY CANTI IN UNA BAND IMPORTANTE COME I KAMELOT: PENSI CHE POTREBBERO ESSERCI STATE INFLUENZE RECIPROCHE NEI LORO STILI ATTUALI?
– Complessivamente questo è un classico album dei Seventh Wonder. La realizzazione è la stessa di come facevamo prima, abbiamo provato ad aggiungere un po’ di nuovi “sapori” qua e là. “The Everones” suona un po’ più sinistra di come noi siamo normalmente, credo che anche “Goodnight” e “The Truth” siano qualcosa di diverso e non abbiamo fatto molte canzoni come “Exhale”, che è un po’ più sinfonica. Da quando Tommy scrive per entrambe le band penso che sia naturale che ci siano alcuni punti di contatto tra le due band. Allo stesso tempo, le band hanno sonorità notevolmente differenti, perciò penso che ciò renda per lui più facile scrivere in maniera diversa.

COME DI CONSUETO AVETE COLLABORATO CON ALCUNI GUEST, IN QUALI CANZONI HANNO DATO IL LORO CONTRIBUTO?
– Jenny Karevik canta in “Truth” e “Beyond Today” e poi abbiamo avuto i ragazzi che suonavano il violino in “King Of Whitewater” che sono venuti a suonare in “Beyond Today” Di altro c’è solo qualche narrazione qua e là.

AVETE REALIZZATO UN VIDEO PER “TIARA’S SONG”: COSA CI RACCONTI A RIGUARDO? REALIZZERETE ALTRI VIDEOCLIP?
– Abbiamo pubblicato il ‘making of’ di quel video su Youtube. Stiamo discutendo se realizzare un nuovo video ma non abbiamo ancora deciso. Sarà un discorso da affrontare tra noi e l’etichetta, suppongo.

NELLE VOSTRE STORIE SEMBRATE AVERE UNA VISIONE PESSIMISTICA DEL GENERE UMANO: E’ COSI’?
– Uhm, sì, penso che sia vero, la maggior parte di noi fa schifo. Poi ci sono idee molto differenti nella band su ciò che pensiamo andrebbe fatto, ma evidenzierei anche che quest’album non è incentrato sulle nostre frustrazioni o sul perché il mondo ci rende così depressi, fondamentalmente abbiamo solo pensato che questo sarebbe stato davvero un bel concept, molto sulla falsariga di “Mercy Falls”, che in realtà non è una grande storia ma tratta di due o tre persone più o meno.

QUALI SONO I VOSTRI PROGETTI PER IL FUTURO? POSSIAMO SPERARE CHE LA BAND AVRA’ MAGGIORE CONTINUITA’ NEI PROSSIMI ANNI?
– Spero proprio di sì! Adesso l’obiettivo è di uscire e suonare più che possiamo ma penso che dopo dovremmo iniziare a concentrarci sul prossimo album.

QUALCHE INFO INVECE SUI VOSTRI PROGETTI AL DI FUORI DEI SEVENTH WONDER?
– Penso che né io né Johan abbiamo tempo per questo, così scriviamo molta musica per i Seventh Wonder. L’agenda di Tommy è sempre piena, ma non so cosa ci sia nel suo calendario al di là di noi e dei Kamelot. Stefan ha un’altra band chiamata Faceshift in cui suona e Kyrt ha una cover band. Non sono a conoscenza di altri progetti e io non mi vedo ad occuparmi di nient’altro al di fuori dei Seventh Wonder per il futuro prevedibile.

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